Stabat mater

I capolavori del Premio Strega

Voto medio di 2.267
| 561 contributi totali di cui 502 recensioni , 54 citazioni , 0 immagini , 5 note , 0 video
Ha scritto il 11/06/17
Scarpa... (e non Sclavi...)
A volte si dice IN NOMINE OMEN. In questo caso nessun omen: Scarpa non è una scarpa, anzi è un signor mocassino lucidato (o una qualsiasi calzatura tenuta bene). La tematica è molto particolare e la struttura ancora più interessante: il tempo ..." Continua...
Ha scritto il 01/05/17
breve giro per lettori sviliti
Molto rappresentativo delle scarse aspettative degli editori sui lettori. Pause ripetizioni e 'cadenze' - a volere concedere un nome al vuoto che si ripete quanto certe frasi nei paragrafetti di sfoghi melensi che allungano un'attesa destinata alla ..." Continua...
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Ha scritto il 28/09/16
Monologo scritto in maniera troppo teatrale, nonostante alcuni passaggi siano anche belli, il tutto non mi ha convinto fino in fondo. Il finale è tirato proprio via, una pagina risicata per strappare un sorriso al lettore con un lieto fine, mi ..." Continua...
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Ha scritto il 03/09/16
Come spesso accade ai libri vincitori del premio strega, direi che questo è stato oggetto di una sopravvalutazione. Un po' come - e qui mi attirerò senz'altro alcune ire - Accabadora. Libri esili con una discreta idea centrale non supportata da ..." Continua...
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Ha scritto il 19/07/16
Stabat Mater dolorósa iuxta crucem lacrimósa
Cecilia, la giovane protagonista della storia oltre che unica voce narrante, è stata abbandonata poco dopo la sua nascita nel Pio Ospedale della Pietà di Venezia. Siamo all’inizio del ‘700 e l’Ospitale è pieno di bambine e ragazze raccolte ..." Continua...
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Ha scritto il Jul 07, 2016, 18:48
Ho appena scritto che le parole si srotolano, ma forse si annodano. Si srotolano e si annodano, nello stesso gesto. Forse mi sto liberando, o forse mi imprigiono.
Pag. 18
Ha scritto il Jul 07, 2016, 18:48
[...] Quella notte ho sentito che io non mi appartenevo, non ero di mia proprietà, non lo sarei mai stata.
Pag. 16
Ha scritto il Jul 07, 2016, 18:46
[...] Io ce la posso ancora fare, io sono forte, io non voglio lasciarmi sciogliere dentro questo veleno nero [...] Io non lascerò che tutto questo buio entri dentro di me e mi cancelli.
Ci sono ancora, da qualche parte, sono qui ...
Pag. 5
Ha scritto il Jul 07, 2016, 18:45
Io sono la mia malattia e la mia cura.
Pag. 3
Ha scritto il Jun 11, 2012, 09:22
Se riuscissimo a suonare esattamente quello che pensiamo, se la nostra mente avesse una voce installata nella sorgente dei nostri suoni pensati, noi potremmo distruggere la terra dalle fondamenta e edificare nuove montagne e nuove stelle.
Pag. 68

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Ha scritto il Nov 24, 2014, 13:16
Quelle decine di orecchie sedute nei bassifondi della chiesa ci accompagnavano con il loro silenzio, erano parte dell'orchestra. Le teste immerse nell'attenzione musicale sono gli strumenti principali dell'esecuzione. Si suona davvero soltanto in ... Continua...
Pag. 98
Ha scritto il Nov 24, 2014, 13:14
A me piaceva pensare che me lo stessi inventando io, quel poco di luce che c'era, perché anche nel buio più fitto ho scoperto che posso chiudere gli occhi e immaginare la luce, e allora è come se la mia testa si illuminasse da sola, da dentro, in ... Continua...
Pag. 15
Ha scritto il Nov 24, 2014, 13:13
Ogni mattina, come i fiori, il sole fa sbocciare i volti.
Pag. 9
Ha scritto il Nov 24, 2014, 13:13
Io non sono questo sfacelo, io ce la posso ancora fare, io sono forte, io non voglio lasciarmi sciogliere dentro questo veleno nero, io non sono tutta questa morte che vedo, io non voglio inghiottire questo mare, io non lascerò che tutto questo ... Continua...
Pag. 5
Ha scritto il Nov 24, 2014, 13:11
Io sono la mia malattia e la mia cura.
Pag. 3

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