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Stagioni diverse

By Stephen King

(296)

| Hardcover | 9788820006655

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Book Description

579 Reviews

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    Le ali della libertà

    In realtà ho letto solo La redenzione di Shawshank, che era l'unica cosa che mi interessava. Penso che non leggerò il resto, anche perché non ce l'ho in cartaceo e la lettura al computer stanca. Meglio il bellissimo film che ne è stato cavato, ...(continue)

    In realtà ho letto solo La redenzione di Shawshank, che era l'unica cosa che mi interessava. Penso che non leggerò il resto, anche perché non ce l'ho in cartaceo e la lettura al computer stanca. Meglio il bellissimo film che ne è stato cavato, anche a detta di King, giacché gli sceneggiatori hanno rielaborato la trama conferendole più coerenza, agilità e godibilità. Non escludo che l'aver visto prima il film m'abbia tolto il piacere della scoperta, con quel che segue. Mi astengo dal dare un voto all'intera raccolta proprio per la parzialità della mia conoscenza, ma al racconto letto assegno tre stelle e mezza.

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    emmelle said on Oct 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Scrivo questa recensioni solo in questo secondo momento ma ho le idee ben chiare. Non sono una grande fan delle raccolte ma questa mi e' molto piaciuta. Ho apprezzato in particolare il secondo racconto, avvincente, a tratti spietato, King non delude ...(continue)

    Scrivo questa recensioni solo in questo secondo momento ma ho le idee ben chiare. Non sono una grande fan delle raccolte ma questa mi e' molto piaciuta. Ho apprezzato in particolare il secondo racconto, avvincente, a tratti spietato, King non delude mai! Molto belli anche il primo e il terzo, il quarto purtroppo non l'ho trovato "all'altezza", questione di gusti. Non me la sento di dare 5 stelle per questo motivo ma lo consiglio assolutamente!

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    Arianna9449 said on Oct 3, 2014 | Add your feedback

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    Un'insolita raccolta di lunghi racconti o brevi romanzi, dipende dalle preferenze. Difficile giudicarla come libro unico poiché oscilla tra lo splendore delle storie di Andy Dufresne e dell'avventura di fine estate di quattro ragazzi e la mediocrità ...(continue)

    Un'insolita raccolta di lunghi racconti o brevi romanzi, dipende dalle preferenze. Difficile giudicarla come libro unico poiché oscilla tra lo splendore delle storie di Andy Dufresne e dell'avventura di fine estate di quattro ragazzi e la mediocrità della bizzarra storia di un parto; nel mezzo, il disturbante rapporto che lega un ex ufficiale nazista e un perfetto ragazzo americano.
    Nel complesso una lettura ottima.

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    Mottola said on Oct 2, 2014 | 1 feedback

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    In genere non mi piacciono le raccolti di racconti e ho provato con Stagioni Diverse, essendo un gran fan di King. Dei quattro racconti, ho letto solamente i primi due mentre il terzo (Il Corpo) ho letto solamente le prime cento pagine. Inoltre il po ...(continue)

    In genere non mi piacciono le raccolti di racconti e ho provato con Stagioni Diverse, essendo un gran fan di King. Dei quattro racconti, ho letto solamente i primi due mentre il terzo (Il Corpo) ho letto solamente le prime cento pagine. Inoltre il poco tempo libero e la mancanza di voglia di leggere hanno influito nella lettura.

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    PostFataResurgo91 said on Sep 14, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    4 capolavori....Grazie Re!

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    Arya said on Sep 13, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Da questi quattro racconti hanno già tirato fuori tre film di cui due assolutamente straordinari. Cosa posso aggiungere io a tanta magnificenza? Poco. Però qualcosa, alla fine, vorrei dirla. Ci sono libri che possiamo divorare in un giorno intero, ma ...(continue)

    Da questi quattro racconti hanno già tirato fuori tre film di cui due assolutamente straordinari. Cosa posso aggiungere io a tanta magnificenza? Poco. Però qualcosa, alla fine, vorrei dirla. Ci sono libri che possiamo divorare in un giorno intero, ma che dopo poco dimentichiamo perfino di aver letto. Sono fatti per il consumo, per il piacere, per oziare. E poi ci sono QUEI libri, quelli che riempi di orecchie per segnare un passo o un pensiero, quelli che una volta terminati ti restano dentro anche se non vuoi, quelli che entrano a far parte di un posto speciale, un “per sempre” tutto tuo che con condivideresti mai con nessuno, nemmeno sotto tortura. Ieri, sdraiata su uno scoglio, quando ho finito Stand by me fortunatamente avevo gli occhiali da sole, se capite cosa intendo. Il desiderio di diventare grandi e al tempo stesso la paura di crescere, quell’amicizia come solo a dodici anni puoi trovare perché poi puff! sparisce. E se ne va così, senza un reale motivo. Se l’avete notato quando si diventa adulti gli amici entrano ed escono dalle nostre vite come camerieri in una sala da pranzo, (citando lui) ma quando hai dodici anni per difendere i tuoi amici faresti a pugni con chiunque. Chi non si è rivisto dodicenne insieme a quel gruppo di ragazzini scalcagnati? Non vi viene un po’ di magone, dopo? Penso proprio di sì. E poi la meravigliosa storia di Andy ed il suo sogno di libertà, un racconto che da solo potrebbe racchiudere tutte le metafore sulla condizione umana, che contiene tutte le domande e le risposte che vi sono mai venute in mente quelle sere un po’ storte in cui, sdraiati sul letto e fissando il soffitto, vi siete chiesti cosa siete venuti a fare a questo mondo. La paura e l’orrore? Mi spiace, qui non c’è nulla di tutto questo. Che poi, finiamola una volta per tutte: dove è l’orrore in King? E’ vero, a volte scrive storie che ti fanno tremare le viscere, ma non è perché sa descrivere dannatamente bene la paura: lui tira fuori la paura che è in noi : è quella che ci spaventa a morte. E questo spiega perché noi che lo leggiamo sempre e comunque abbiamo paura dei pagliacci anche se abbiamo quarant’anni, degli hotel isolati non ne parliamo nemmeno, ed in genere siamo terrorizzati dalle tranquille cittadine della provincia americana.

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    Paola said on Aug 26, 2014 | Add your feedback

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