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Stamboul Train

By

Publisher: Penguin Books Ltd

3.6
(162)

Language:English | Number of Pages: 224 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , Italian , Spanish , Portuguese , Chi simplified , French

Isbn-10: 0140018980 | Isbn-13: 9780140018981 | Publish date:  | Edition New Impression

Also available as: Audio CD , Audio Cassette , Hardcover , eBook

Category: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Travel

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Book Description
Centenary edition with an introduction by Christopher Hitchens: a gripping spy thriller, which unfolds aboard the majestic Orient Express as it crosses Europe from Ostend to Constantinople, weaving a web of subterfuge, murder, politics and passion along the way.
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  • 3

    Buone letture (o quasi) - 10 mag 15

    Non è certo ora che scopriamo le capacità narrative di Graham Greene, anche in questa che è la sua seconda opera narrativa, vergata alla tenera età di 28 anni, con l’intento, come scriverà in una tard ...continue

    Non è certo ora che scopriamo le capacità narrative di Graham Greene, anche in questa che è la sua seconda opera narrativa, vergata alla tenera età di 28 anni, con l’intento, come scriverà in una tarda prefazione, di scrivere un romanzo d’intrattenimento, magari per farne un plot da trasferire sullo schermo. In effetti, nel 1934 ne venne tratta una versione cinematografica, che non ebbe particolare fortuna. Il pur giovane scrittore riesce a gestire con maestria l’intreccio tra i vari personaggi che sono a bordo del treno che fa il viaggio da Ostenda a Istanbul. Anche se sono in viaggio per scopi diversi, la vita di ciascuno dei personaggi centrali riesce a concatenarsi in un blocco fatale. Questi personaggi sono appunto Carleton Myatt, un commerciante ebreo in viaggio per affari che affronta l'antisemitismo di molti dei suoi compagni di viaggio mentre attraversa l’Europa prima della Seconda guerra mondiale, Coral Musker, una ballerina di fila, in viaggio alla ricerca di un nuovo lavoro, il dottor Richard Czinner, medico, insegnante, e leader socialista rivoluzionario, che sta tornando a Belgrado dopo anni di esilio, Mabel Warren, una giornalista, lesbica, che casualmente scorge Czinner e si mette a seguirlo per scriverne articoli, e Josef Grünlich, un ladro, in fuga da Vienna dopo un furto pasticciato finito in omicidio. L’uomo d’affari Myatt è astuto e pratico, anche poco incline alla generosità. Tuttavia offre il suo biglietto di prima classe alla ballerina di fila Coral Musker, ammalata. Coral si sente grata di queste attenzioni e inopinatamente si innamora di Myatt, passando con lui una notte d’amore nel suo scompartimento. Il dottor Czinner, come detto, vuole tornare di nuovo a Belgrado, solo per scoprire che la rivolta socialista di cui aveva avuto sentore ha già avuto luogo e non è riuscita. Decide di tornare comunque per essere processato e fare del processo un gesto politico. Nel frattempo, viene scoperto da Mabel Warren, che viaggia con la suo partner, Janet Pardoe. Per tornare a Belgrado, deve fingere di lasciare il treno a Vienna in modo da seminarla. Quando il treno arriva a Vienna, Warren, pur tenendo d'occhio Czinner, lascia il treno per fare una telefonata ed avvertire la redazione del giornale. E durante la telefonata la sua borsa viene rubata da Josef Grünlich, che ha appena ucciso un uomo durante una rapina fallita. Grünlich poi prontamente sale sul treno con i soldi di Mabel, che, incazzata, e preoccupata anche di perdere Pardoe, promette di ottenere la storia di Czinner con ogni mezzo. Anche se rimane appiedata e dovrà mendicare un aiuto da Myatt per cercare di risolvere la questione. Intanto, a Subotica, il treno viene fermato e Czinner viene arrestato. Con lui sono fermati anche Grünlich, per il possesso di un revolver, e Coral che si trova casualmente con Czinner al momento dell’arresto. Una corte marziale viene prontamente messa in piedi e Czinner fa un forte discorso politico, anche se non vi è alcun vero pubblico presente. Tra l’indifferenza dei giudici è rapidamente condannato a morte. I tre prigionieri sono tenuti in una sala d'attesa per la notte prima dell’esecuzione. Nel corso della notte capiscono che Myatt è tornato con una macchina per salvare Coral. Il furbo Grünlich sfonda la porta e cerca di far scappare tutti e tre, ma solo lui ci riesce. Czinner è ferito e Musker lo nasconde in un fienile, dove Czinner muore poco dopo. Quando arriva Mabel Warren per non perdere la sua storia, decide di prendere sotto la sua protezione Coral e di tornare a Vienna con lei. Ma a seguito di tutte le emozioni Coral, in macchina con Mabel ha un attacco di cuore, e non sappiamo quale sarà il suo destino. L'Orient Express arriva finalmente a Istanbul, e Myatt, Pardoe e gli altri scendono. Myatt si rende conto che Janet, l’ex-amante di Mabel, è la nipote di Stein, un uomo d'affari suo rivale ma anche potenziale partner commerciale. La storia si conclude con Myatt che, dimenticando Coral, pensa di sposare Pardoe, che ha già dimenticato Mabel, blindando così il contratto con Stein. Ci sono anche altri cammei nel libro (il personaggio di uno scrittore, ed altri caratteristi minori). Tuttavia quel che rimane è il sapiente intreccio che riesce a gestire il giovane scrittore. Ma anche un generale senso di disagio, che, benché attribuito al clima europeo di quegli anni ed alla depressione economica inglese, in parte riflette anche la situazione finanziaria dell'autore al tempo della stesura del romanzo, che ancora non riusciva a vivere delle sue fatiche. Il tema di fondo del romanzo è comunque basato sulla fedeltà: il dovere verso gli altri rispetto al rispetto di sé. Greene si domanda se la fedeltà verso gli altri paga, incentrando i vari personaggi su possibili pieghe di questa fedeltà. E non è molto positivo in queste scelte. Chi rimane fedele (Czinner, Coral) muore, chi tradisce (Myatt, Janet) sembra uscirne vincente. Ma a che prezzo? Insomma, un libro d’intreccio, interessante anche se non sempre ed in tutto riuscito.
    “Non si aveva mai niente per niente … non si poteva accettare in dono una pelliccia senza andare a letto con chi l’offriva.” (46)
    “La copertina [del libro] era molto logora e sul risguardo figurava l’etichetta di un libro di Charing Cross Road [vedi il libro della Hanff, nota mia].” (58)

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  • 3

    Opera 'acerba', nella quale si avverte come Greene non abbia ancora messo a punto il suo stile. Leggendo ho avuto l'impressione che si trattasse della classica opera 'alimentare', quella che si scrive ...continue

    Opera 'acerba', nella quale si avverte come Greene non abbia ancora messo a punto il suo stile. Leggendo ho avuto l'impressione che si trattasse della classica opera 'alimentare', quella che si scrive con furbizia, cercando di intercettare un certo gusto popolare, riprendendo temi e ispirazioni altrui. La galleria di personaggi, a ben pensare, è una pletora di figure per le quali lo spunto di riscatto si risolve sempre in un fallimento: il rivoluzionario, il ricco commerciante ebreo, la ballerina. L'unica figura che asseconda coerentemente il proprio destino è la giornalista lesbica e ubriacona. Non posso non pensare che il sottotesto implicato da Greene è che una donna può pure affermarsi in un ruolo per i tempi tipicamente maschile, ma purché non sia precisamente donna.

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  • 5

    La costruzione della narrazione è talmente trasparente da permettere al lettore di vederne tutti i pilastri ed i muri portanti: sotto questo profilo consiglierei la lettura del “Treno di Istanbul” a f ...continue

    La costruzione della narrazione è talmente trasparente da permettere al lettore di vederne tutti i pilastri ed i muri portanti: sotto questo profilo consiglierei la lettura del “Treno di Istanbul” a fini addirittura didattici, a chi vuol capire cos’è un grande romanzo del '900. Un luogo fisico, l’Orient Express, una manciata di personaggi: il rifugiato politico, la ballerina di terza fila, il mercante ebreo, la giornalista lesbica ed ubriacona, la mantenuta, il ladro… Ognuno porta una storia precisa e una interiorità coerente con la propria storia. A questo punto ecco l’autore ad immaginare gli intrecci, le interazioni e le loro conseguenze, quasi che l’Orient Express sia un acceleratore di particelle elementari narrative e le collisioni fra protagonisti e comprimari generino storie e sottostorie come quanti di energia. In termini deterministici ognuno degli attori è o può essere sia deus ex machina che in balia delle onde del destino. E’ comprensibile che Greene abbia inserito “il Treno” fra i suoi divertimenti: in effetti questa strutturazione estremamente fluida pur nella sua chiarezza e precisione programmatica e formale è quanto di più appropriato per scatenare una galoppata fra le infinite possibilità di sviluppo della trama. Tuttavia, al di là della vicenda, si intravvede chiaramente come a Greene interessi l’attitudine dei personaggi, la logica dei sentimenti che guida le azioni: nessuno si comporta incoerentemente da quello che è, tutti portano alle estreme conseguenze il loro “fattore umano”. Perfetto anche sotto questo punto di vista, Greene non vuole formarsi e somministrare un giudizio morale: piuttosto, con divertita indulgenza, mette in scena la commedia umana nelle sue più varie sfaccettature, dalla farsa al dramma.

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  • 4

    L'ambientazione divenuta ormai classica ospita un intreccio sapiente di vite molto diverse che formano una visione dell'uomo piuttosto cupa, in cui chi ha un'idealità, come il capo politico in esilio, ...continue

    L'ambientazione divenuta ormai classica ospita un intreccio sapiente di vite molto diverse che formano una visione dell'uomo piuttosto cupa, in cui chi ha un'idealità, come il capo politico in esilio, soccombe, e non si notano relazioni umane calde e disinteressate. Con ciò il libro si divora e si riconosce immediatamente lo stile di Greene.

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  • 5

    Riletto dopo trent'anni

    Atmosfere cupe. Fredde. Tormente di neve. Il microcosmo di un treno che attraversa l'Europa sul lato orientale, fino al limite estremo prima del continente asiatico. Domina un pessimismo gelido. L'amo ...continue

    Atmosfere cupe. Fredde. Tormente di neve. Il microcosmo di un treno che attraversa l'Europa sul lato orientale, fino al limite estremo prima del continente asiatico. Domina un pessimismo gelido. L'amore è perdente, in un mondo dove il cinismo è l'unico modo per salvarsi. Riletto dopo trent'anni, un capolavoro d'altri tempi.

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  • 3

    Tre stelle e mezza

    Si legge in un lampo, la scrittura è fluida, gli ingredienti ci sono tutti: vite che si intrecciano su di un treno che attraversa l'europa, criminali, commercianti, donne arriviste e donne misere.. la ...continue

    Si legge in un lampo, la scrittura è fluida, gli ingredienti ci sono tutti: vite che si intrecciano su di un treno che attraversa l'europa, criminali, commercianti, donne arriviste e donne misere.. la neve, la guerra, la politica.. ma qualche ingrediente rimane sul bancone, e il piatto manca di qualcosa.. peccato..

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  • 4

    Mi aveva colpito il titolo, forse ho nostalgia dei lunghi viaggi in treno attraverso l'Europa e del mitico Orient Express....comunque il romanzo non delude anche se lo stile di Greene, soffermandosi ...continue

    Mi aveva colpito il titolo, forse ho nostalgia dei lunghi viaggi in treno attraverso l'Europa e del mitico Orient Express....comunque il romanzo non delude anche se lo stile di Greene, soffermandosi su tanti dettagli può essere noioso, ma in questo modo riesce a evocare un ambiente e un mondo, quello del 1932, e ti riporta lì, con i problemi e le speranze di allora.

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  • 3

    Buono, ma non della categoria dei supergialli.

    Scritto nel 1932, "Il treno d'Istanbul" fa parte di quelli che Graham Greene ha voluto chiamare i suoi 'entertainments', ed è un giallo intenso e raffinatissimo che vive dell'intrecciarsi di esistenze ...continue

    Scritto nel 1932, "Il treno d'Istanbul" fa parte di quelli che Graham Greene ha voluto chiamare i suoi 'entertainments', ed è un giallo intenso e raffinatissimo che vive dell'intrecciarsi di esistenze tragiche e di motivi diversi. Nel treno che dà il titolo al romanzo, lanciato nella sua corsa attraverso l'Europa, si mescolano infatti i destini e le angosce dei viaggiatori, figure misere che si portano addosso il loro squallore come un marchio indelebile, in una sfibrante altalena di speranze e paure, slanci generosi e cupi presentimenti, mentre cercano, inutilmente, di sfuggire ciascuno al proprio tormento: la razza, la frustrazione sessuale, il fallimento politico, la povertà.

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  • 4

    Questo libro mi riporta alla lettura dopo un periodo di blocco. Molto coinvolgente, ho apprezzato molto lo stile di Greene, non avevo mai letto niente di suo, ma nonostante i numerosi personaggi che s ...continue

    Questo libro mi riporta alla lettura dopo un periodo di blocco. Molto coinvolgente, ho apprezzato molto lo stile di Greene, non avevo mai letto niente di suo, ma nonostante i numerosi personaggi che si intrecciano in questo romanzo, non ho faticato a seguire le diverse tracce e a lasciarmi trascinare nelle vicende e nella psicologia dei protagonisti. Fondamentalmente pessimista, lascia poco spazio alla speranza o a una fine che si possa davvero dire lieta, ma l'ho trovato realistico, anche se forse un po' cinico.

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