Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Starter for Ten

By

Publisher: Hodder & Stoughton General Division

3.6
(711)

Language:English | Number of Pages: 384 | Format: Softcover and Stapled | In other languages: (other languages) Italian , Portuguese , Spanish

Isbn-10: 0340734868 | Isbn-13: 9780340734865 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Audio Cassette , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Humor , Teens

Do you like Starter for Ten ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
It's 1985 and Brian Jackson has arrived at university with a burning ambition - to make it onto TV's foremost general knowledge quiz. But no sooner has be embarked on "The Challenge" that he finds himself falling hopelessly in love with his teammate, the beautiful and charismatic would-be actress Alice Harbinson.

When Alice fails to fall for his slighty over-eager charms, Brian comes up with foolproof plan to capture her heart once and for all. He's going to win the game, at any cost, because -after all- everyone knows that what a woman really wants from a man is a comprehensive grasp of general knowledge...

Sorting by
  • 4

    La tarda adolescenza negli anni '80

    Cronache di un'età perfetta in tutte le sue imperfezioni, nell'epoca in cui ad essere social non erano i network virtuali. Interessante rincorsa di Nicholls verso il suo masterpiece One Day.

    said on 

  • 4

    Eh niente, il giorno in cui avrei terminato questo libro è arrivato. Al contrario di Un giorno (di cui vi avevo parlato qui: http://librangoloacuto.blogspot.it/2013/08/recensione-un-giorno.html ), ...continue

    Eh niente, il giorno in cui avrei terminato questo libro è arrivato. Al contrario di Un giorno (di cui vi avevo parlato qui: http://librangoloacuto.blogspot.it/2013/08/recensione-un-giorno.html ), non ho rimandato l'inevitabile, anzi. L'ho affrontato di petto, sono andata avanti a leggere anche a notte fonda, anche in posizioni che nemmeno i nani circensi, anche semi al buio, anche mentre camminavo (e qui ho davvero sfidato la sorte, credetemi). Era difficile staccarmi da questo romanzo, tremendamente difficile. Non perché la storia narrata sia carica di colpi di scena così tremendamente tremendi da instillare nel lettore un certo senso di ansia e curiosità per vedere come va a finire. Assolutamente no. Anzi, proprio come in Un giorno, tutto si svolge più o meno in modo prevedibile. Ma allora, cosa è che mi è piaciuto così tanto di Le domande di Brian e cosa mi piace così tanto di Nicholls? Risposta: la purezza dei sentimenti che mi trasmette. Perché sì, in fondo trovo questo libro bello perché lo ha scritto proprio David Nicholls. Vedete, se lo avesse scritto un altro autore non sarebbe stato lo stesso. C'è qualcosa, nel modo in cui Nicholls racconta le sue storie, che mi tiene appiccicata alle pagine, che fa sì che io mi affezioni al personaggio principale in meno di un capitolo. Mi vergogno un po' ad ammetterlo perché non sono più giovane e inesperta. Insomma, di libri ne ho letti un bel po', so distinguere più o meno un libro bello senza ombra di dubbio e che tutti al mondo dovrebbero leggere e adorare, e un libro mediocre o addirittura brutto. Dovrei anche essere in grado di evitare reazioni di fangirlaggio da ragazza quindicenne in piena crisi ormonale, ma con Nicholls non ce l'avevo fatta nemmeno leggendo Un giorno. Non c'è nulla da fare. Ho capito che quest'uomo mi trasforma in un essere abominevole, in un concentrato di cretineria adolescenziale senza precedenti (nemmeno da adolescente ero così cretina, sul serio. Mai avuto questo tipo di reazioni nemmeno quando shippavo a bestia Miki e Yuri in Piccoli problemi di cuore). Per farvi comprendere appieno il mio disagio (interiore e non solo), diciamo che durante la lettura di questo romanzo ero così: http://2.bp.blogspot.com/-4h5iLaGL6k8/U0LQLV6OR6I/AAAAAAAAEhY/5lHk1X7v7yc/s1600/733475.gif Capite il dramma? Pensate a com'ero mentre leggevo Un giorno. Una cosa davvero imbarazzante e da dimenticare. Soprattutto da cercare di non ripetere in futuro. Ma non divaghiamo, ché io sono una maga nel divagare e nel lasciarmi andare in inutili e sconclusionati discorsi. Le domande di Brian, dicevamo, non ha una trama originale e non presenta colpi di scena da tenere il lettore con il fiato sospeso di capitolo in capitolo. È semplicemente la storia di Brian, un diciannovenne insicuro e brufoloso, al suo primo anno di letteratura inglese all'Università di Bristol. A Brian, per un motivo specifico che non sto qui a dirvi altrimenti vi riempio di spoiler, piacciono molto i quiz televisivi e, per questo motivo, decide di candidarsi alle selezioni per University Challenge, un quiz di cultura generale nel quale si sfidano diverse squadre composte da universitari di tutto il Paese. Grazie proprio a University Challenge conoscerà la bella e affasciante (ma sappiate che a voi non starà affatto simpatica) Alice e Rebecca, una ragazza dalla lingua tagliente e dalle idee femministe e rivoluzionarie (per la quale, invece, proverete subito una certa simpatia). Il romanzo ci racconta sostanzialmente le insicurezze, alle volte anche divertenti, di Brian e il suo desiderio di conquistare non solo la bella Alice ma, anche e soprattutto, la stima dei suoi colleghi universitari. Perché, in fondo, il protagonista di questo romanzo è il classico secchioncello (ma nemmeno tanto, giusto un po'), sfigato (abbastanza) e bruttarello di turno, senza muscoli da sfoggiare, senza gigantesche case di cui vantarsi, senza hobby fuori dal comune di cui valga la pena di parlare. Un ragazzo normale, forse un po' anonimo, e delle volte anche un po' idiota. Lo so che non è niente di che e, per questo motivo, non meriterebbe tutto questo entusiasmo ma, credetemi, a me lo stile di David Nicholls fa questo effetto. Ed è incontrollabile. Il modo in cui ha fatto sì che mi immedesimassi completamente in Brian, il modo in cui mi ha fatto provare simpatia vera o antipatia profonda per un personaggio e, soprattutto, il modo in cui ha fatto sì che ridessi in metro e parlassi con i personaggi, incurante della gente che viaggiava insieme a me, vale più di una trama originale che, però, non trasmette nulla al lettore. Vedete, per me conta quanto un libro mi riesce a dare. E questo, chi lo sai poi il perché, è riuscito davvero a emozionarmi.

    Recensione tratta dal mio blog: http://www.librangoloacuto.blogspot.it/2014/04/recensione-le-domande-di-brian.html

    said on 

  • 3

    Non sono esattamente dove mi aspettavo di essere, né necessariamente dove avrei voluto essere, ma d'altra parte chi lo è?

    Non mi ha emozionata come Un giorno, l'ho trovato meno coinvolgente però è stata lo stesso una piacevole lettura. Brian è odioso e simpatico allo stesso tempo, fa tenerezza e deprime. Se si è ...continue

    Non mi ha emozionata come Un giorno, l'ho trovato meno coinvolgente però è stata lo stesso una piacevole lettura. Brian è odioso e simpatico allo stesso tempo, fa tenerezza e deprime. Se si è stati giovani negli anni '80 sicuramente lo si apprezza di più, perchè ci si abbandona alla colonna sonora e ai ricordi. Siamo stati tutti un po' Brian, imbranati e con la testa piena di domande. Oggi come siamo? Abbiamo tutte le risposte che cercavamo?

    Sapete cos'è l'indipendenza? "Indipendenza" è fissare il soffitto alle tre del mattino... renderti conto che l'unica persona con cui hai parlato in tutto il giorno è il commesso del negozio di liquori. "Indipendenza è un pasto in offerta speciale nel seminterrato del Burger King il sabato pomeriggio. Quando Alice parla di "indipendenza" intende qualcosa di completamente diverso: è il lusso di tutti quelli che sono troppo sicuri di sé, e indaffarati, e popolari, e attraenti per essere puramente e semplicemente "soli".

    "Dimmi , Brian, per quale motivo ti trovi qui, esattamente?" La domanda mi coglie di sorpresa. Smetto di guardare fuori dalla finestra e mi volto verso il professor Morrison, che è stravaccato sulla sedia e ha intrecciato le dita sulla pancia. "Ehm, seminario individuale? Alle due?" "No, intendo dire all'università, alla facoltà di Lettere. Perché sei qui?" "Per...imparare". "Perché...?" "E'...importante". "Dal punto di vista economico?" "No, ha presente..." "Perché è stimolante?" "Si, suppongo di si. E' stimolante. E mi piace, ovviamente. Mi piace l'istruzione, mi piace imparare, mi piace la conoscenza..." "Ti"piace"?" "L'adoro. Adoro i libri". "Il contenuto dei libri o il semplice fatto di possederli?" "Il contenuto, è ovvio..."

    said on 

  • 3

    Figure, più che personaggi.

    A tratti irritante quella del protagonista.

    Un climax coinvolgente, prevedibile l’epilogo.

    Non proprio un romanzo di formazione.

    Divertente però!

    L’umorismo inglese ...continue

    Figure, più che personaggi.

    A tratti irritante quella del protagonista.

    Un climax coinvolgente, prevedibile l’epilogo.

    Non proprio un romanzo di formazione.

    Divertente però!

    L’umorismo inglese ha questo d’intrigante: quel suo voler passare sempre inosservato, mentre si trascina appresso un carico di sottintesi non certo indifferente. Ed è proprio questo a generare i più gustosi effetti comici. Almeno due: la risata di chi non coglie il riferimento in questione eppure ci tiene a passare per una persona arguta e, dall’altra parte, l’assoluta involontarietà di certi richiami. Entrambi, in ogni caso, dipendono da ciò che ognuno lega alle parole, da ciò che ognuno vi legge.

    Ecco, in Le domande di Brian si può anche leggere una parodia – irriverente o bonaria, voluta o meno - de Il giovane Holden e (soprattutto?) di tutta la letteratura che ne è scaturita, dei ridicoli drammi di giovani ricchi viziati, dei cosiddetti uomini di mondo che preferirebbero aver viaggiato al viaggiare, dei presunti intellettuali che vorrebbero aver scritto (aver pubblicato!) piuttosto che scrivere…

    http://grulloparlante.wordpress.com/2014/01/27/le-domande-di-brian-di-david-nicholls/

    said on 

  • 0

    Mi spiace abbandonarlo (sono arrivata solo a pag. 66) perché l'ho avuto in wishlist per una vita e "Un giorno" mi era piaciuto, ma sono in un momento della mia vita in cui delle paturnie ...continue

    Mi spiace abbandonarlo (sono arrivata solo a pag. 66) perché l'ho avuto in wishlist per una vita e "Un giorno" mi era piaciuto, ma sono in un momento della mia vita in cui delle paturnie adolescenziali non me ne potrebbe fregare di meno e il protagonista lo trovo insopportabilmente noioso. Preferisco liberarlo, poi chissà che più avanti non mi torni la voglia di recuperarlo, anche se dubito...

    said on 

  • 3

    MI aspettavo di più

    Dello stesso autore, ho letto tempo fa "Un giorno" e mi era piaciuto molto. Questo "Le domande di Brian" si dilunga un po' troppo sui dilemmi e sulle sventure sentimentali del Brian del titolo. Devo ...continue

    Dello stesso autore, ho letto tempo fa "Un giorno" e mi era piaciuto molto. Questo "Le domande di Brian" si dilunga un po' troppo sui dilemmi e sulle sventure sentimentali del Brian del titolo. Devo dire che il finale merita perchè arriva completamente inaspettato, ma il libro è un po' lungo.

    said on 

  • 4

    http://www.readingattiffanys.com/2013/12/recensione-le-domande-di-brian.html

    Avendo letto "Un giorno" dello stesso scrittore e avendo visto il film tratto da questo romanzo mi mancava giusto di ...continue

    http://www.readingattiffanys.com/2013/12/recensione-le-domande-di-brian.html

    Avendo letto "Un giorno" dello stesso scrittore e avendo visto il film tratto da questo romanzo mi mancava giusto di leggere il libro. Beh ottima lettura direi. Brian, il protagonista di questo libro e' un personaggio un po' goffo e imbranato, il classico pivellino inesperto che a scuola veniva sempre preso in giro. Ora e' cresciuto e inizia per lui la nuova avventura dell'universita'. Brian non perde tempo e subito si rende merito grazie alla sua capacita' di rispondere a tutte le domande dei quiz. Lui le sa tutte! e questa sua caratteristica ben presto lo aiutera' per farsi strada nell'ambiente universitario, tra gli amici e con le ragazze. Come e' d'obbligo ovviamente, perdera' la testa per la classica bionda, sexy, intrigante e un po' sciacquetta che fa girare la testa a molti. Ma e' davvero lei la ragazza che vuole? o magari gli piace di piu'la sua amica Rebecca, ragazza impegnata e piu' riservata con la quale e' cosi' semplice parlare? Scelta difficile che vedremo il nostro protagonista compira' non senza vari problemi o esitazioni. A questo aggiungete la sua partecipazione all'"University challenge", una trasmissione televisiva dove rappresentera' la sua universita' e dara' il meglio di se' in una squadra alquanto improbabile. Insomma che dire, un libro divertente e pieno di sorprese. L'opera prima di questo autore che ci ha regalato lo splendore di "Un giorno" e che con questo romanzo conferma la sua bravura portandoci in un contesto in pieni anni '80 con una storia divertente e allegra e un personaggio al quale e' davvero difficle resistere. consiglio vivamente il libro e se vi incuriosisce vi consiglio anche il film!

    said on 

  • 3

    Quando ho richiesto questo libro su BookMooch, l'unico motivo era l'autore, lo stesso di One Day, che mi era piaciuto molto (anche se ora, a distanza di anni, non posso dire che quel romanzo mi abbia ...continue

    Quando ho richiesto questo libro su BookMooch, l'unico motivo era l'autore, lo stesso di One Day, che mi era piaciuto molto (anche se ora, a distanza di anni, non posso dire che quel romanzo mi abbia lasciato molto). Tutti definiscono Le domande di Brian un libro divertente, funny. Ma davvero? Io mi ritrovo fuori dal coro come per quel che riguarda Fantozzi: fa ridere tutti, a me fa venire il crepacuore. Come istantanea della società italiana di un certo periodo è formidabile, ma davvero vi fa ridere? Torniamo a Nicholls. Neanche Brian mi fa ridere, o meglio le sue battute ogni tanto sono davvero divertenti e mi hanno fatto sbuffare volentieri, però in generale come personaggio l'ho trovato abbastanza odioso e anche un po' deprimente.

    http://robertabookshelf.blogspot.it/2013/11/le-domande-di-brian-di-david-nicholls.html

    said on 

Sorting by