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Starter for Ten

By

Publisher: Hodder & Stoughton

3.6
(725)

Language:English | Number of Pages: | Format: Audio Cassette | In other languages: (other languages) Italian , Swedish , Portuguese , Chi traditional , Spanish , Polish

Isbn-10: 1840328290 | Isbn-13: 9781840328295 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio CD , Softcover and Stapled , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Humor , Teens

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Book Description
The year is 1985 and Brian has just started his first term at university, armed with the obligatory CND membership and a complete set of Kate Bush albums. But he also has a dark secret - a long-held, burning ambition to appear on University Challenge and now, finally, it seems the dream is about to become reality. He's made the team, they've successfully completed the qualifying rounds and are limbering up for their first televised match in January. Surely it's only a matter of time before Brian is shaking hands with Bamber Gascoigne and holding aloft the silver-plated commemorative plaque? But Brian has a whole lot of living to do before then and when he falls in love with his team-mate, the off-puttingly posh Alice, he finds there's more than a spanner in the works...In Starter For Ten, David Nicholls has written a novel that will have you sniggering uncontrollably for days and leave you begging for more. Are you up to the challenge?
Sorting by
  • 1

    è la storia di un idiota (per essere elegante). è stata un'impresa finirlo, infatti nel frattempo ho letto altro! l'ho comprato, convinta dalla commessa della libreria, che fosse una ideale lettura da ombrellone.
    L'ho trovato estremamente banale e ovvio. Sconsigliato!

    said on 

  • 4

    La tarda adolescenza negli anni '80

    Cronache di un'età perfetta in tutte le sue imperfezioni, nell'epoca in cui ad essere social non erano i network virtuali. Interessante rincorsa di Nicholls verso il suo masterpiece One Day.

    said on 

  • 4

    Eh niente, il giorno in cui avrei terminato questo libro è arrivato. Al contrario di Un giorno (di cui vi avevo parlato qui: http://librangoloacuto.blogspot.it/2013/08/recensione-un-giorno.html ), non ho rimandato l'inevitabile, anzi. L'ho affrontato di petto, sono andata avanti a leggere anche a ...continue

    Eh niente, il giorno in cui avrei terminato questo libro è arrivato. Al contrario di Un giorno (di cui vi avevo parlato qui: http://librangoloacuto.blogspot.it/2013/08/recensione-un-giorno.html ), non ho rimandato l'inevitabile, anzi. L'ho affrontato di petto, sono andata avanti a leggere anche a notte fonda, anche in posizioni che nemmeno i nani circensi, anche semi al buio, anche mentre camminavo (e qui ho davvero sfidato la sorte, credetemi). Era difficile staccarmi da questo romanzo, tremendamente difficile.
    Non perché la storia narrata sia carica di colpi di scena così tremendamente tremendi da instillare nel lettore un certo senso di ansia e curiosità per vedere come va a finire. Assolutamente no. Anzi, proprio come in Un giorno, tutto si svolge più o meno in modo prevedibile. Ma allora, cosa è che mi è piaciuto così tanto di Le domande di Brian e cosa mi piace così tanto di Nicholls? Risposta: la purezza dei sentimenti che mi trasmette.
    Perché sì, in fondo trovo questo libro bello perché lo ha scritto proprio David Nicholls. Vedete, se lo avesse scritto un altro autore non sarebbe stato lo stesso. C'è qualcosa, nel modo in cui Nicholls racconta le sue storie, che mi tiene appiccicata alle pagine, che fa sì che io mi affezioni al personaggio principale in meno di un capitolo.
    Mi vergogno un po' ad ammetterlo perché non sono più giovane e inesperta. Insomma, di libri ne ho letti un bel po', so distinguere più o meno un libro bello senza ombra di dubbio e che tutti al mondo dovrebbero leggere e adorare, e un libro mediocre o addirittura brutto. Dovrei anche essere in grado di evitare reazioni di fangirlaggio da ragazza quindicenne in piena crisi ormonale, ma con Nicholls non ce l'avevo fatta nemmeno leggendo Un giorno.
    Non c'è nulla da fare. Ho capito che quest'uomo mi trasforma in un essere abominevole, in un concentrato di cretineria adolescenziale senza precedenti (nemmeno da adolescente ero così cretina, sul serio. Mai avuto questo tipo di reazioni nemmeno quando shippavo a bestia Miki e Yuri in Piccoli problemi di cuore). Per farvi comprendere appieno il mio disagio (interiore e non solo), diciamo che durante la lettura di questo romanzo ero così: http://2.bp.blogspot.com/-4h5iLaGL6k8/U0LQLV6OR6I/AAAAAAAAEhY/5lHk1X7v7yc/s1600/733475.gif
    Capite il dramma? Pensate a com'ero mentre leggevo Un giorno. Una cosa davvero imbarazzante e da dimenticare. Soprattutto da cercare di non ripetere in futuro.
    Ma non divaghiamo, ché io sono una maga nel divagare e nel lasciarmi andare in inutili e sconclusionati discorsi.
    Le domande di Brian, dicevamo, non ha una trama originale e non presenta colpi di scena da tenere il lettore con il fiato sospeso di capitolo in capitolo.
    È semplicemente la storia di Brian, un diciannovenne insicuro e brufoloso, al suo primo anno di letteratura inglese all'Università di Bristol. A Brian, per un motivo specifico che non sto qui a dirvi altrimenti vi riempio di spoiler, piacciono molto i quiz televisivi e, per questo motivo, decide di candidarsi alle selezioni per University Challenge, un quiz di cultura generale nel quale si sfidano diverse squadre composte da universitari di tutto il Paese.
    Grazie proprio a University Challenge conoscerà la bella e affasciante (ma sappiate che a voi non starà affatto simpatica) Alice e Rebecca, una ragazza dalla lingua tagliente e dalle idee femministe e rivoluzionarie (per la quale, invece, proverete subito una certa simpatia).
    Il romanzo ci racconta sostanzialmente le insicurezze, alle volte anche divertenti, di Brian e il suo desiderio di conquistare non solo la bella Alice ma, anche e soprattutto, la stima dei suoi colleghi universitari. Perché, in fondo, il protagonista di questo romanzo è il classico secchioncello (ma nemmeno tanto, giusto un po'), sfigato (abbastanza) e bruttarello di turno, senza muscoli da sfoggiare, senza gigantesche case di cui vantarsi, senza hobby fuori dal comune di cui valga la pena di parlare. Un ragazzo normale, forse un po' anonimo, e delle volte anche un po' idiota.
    Lo so che non è niente di che e, per questo motivo, non meriterebbe tutto questo entusiasmo ma, credetemi, a me lo stile di David Nicholls fa questo effetto. Ed è incontrollabile. Il modo in cui ha fatto sì che mi immedesimassi completamente in Brian, il modo in cui mi ha fatto provare simpatia vera o antipatia profonda per un personaggio e, soprattutto, il modo in cui ha fatto sì che ridessi in metro e parlassi con i personaggi, incurante della gente che viaggiava insieme a me, vale più di una trama originale che, però, non trasmette nulla al lettore.
    Vedete, per me conta quanto un libro mi riesce a dare. E questo, chi lo sai poi il perché, è riuscito davvero a emozionarmi.

    Recensione tratta dal mio blog: http://www.librangoloacuto.blogspot.it/2014/04/recensione-le-domande-di-brian.html

    said on 

  • 3

    Non sono esattamente dove mi aspettavo di essere, né necessariamente dove avrei voluto essere, ma d'altra parte chi lo è?

    Non mi ha emozionata come Un giorno, l'ho trovato meno coinvolgente però è stata lo stesso una piacevole lettura. Brian è odioso e simpatico allo stesso tempo, fa tenerezza e deprime. Se si è stati giovani negli anni '80 sicuramente lo si apprezza di più, perchè ci si abbandona alla colonna sonor ...continue

    Non mi ha emozionata come Un giorno, l'ho trovato meno coinvolgente però è stata lo stesso una piacevole lettura. Brian è odioso e simpatico allo stesso tempo, fa tenerezza e deprime. Se si è stati giovani negli anni '80 sicuramente lo si apprezza di più, perchè ci si abbandona alla colonna sonora e ai ricordi. Siamo stati tutti un po' Brian, imbranati e con la testa piena di domande. Oggi come siamo? Abbiamo tutte le risposte che cercavamo?

    Sapete cos'è l'indipendenza? "Indipendenza" è fissare il soffitto alle tre del mattino... renderti conto che l'unica persona con cui hai parlato in tutto il giorno è il commesso del negozio di liquori. "Indipendenza è un pasto in offerta speciale nel seminterrato del Burger King il sabato pomeriggio. Quando Alice parla di "indipendenza" intende qualcosa di completamente diverso: è il lusso di tutti quelli che sono troppo sicuri di sé, e indaffarati, e popolari, e attraenti per essere puramente e semplicemente "soli".

    "Dimmi , Brian, per quale motivo ti trovi qui, esattamente?"
    La domanda mi coglie di sorpresa. Smetto di guardare fuori dalla finestra e mi volto verso il professor Morrison, che è stravaccato sulla sedia e ha intrecciato le dita sulla pancia.
    "Ehm, seminario individuale? Alle due?"
    "No, intendo dire all'università, alla facoltà di Lettere. Perché sei qui?"
    "Per...imparare".
    "Perché...?"
    "E'...importante".
    "Dal punto di vista economico?"
    "No, ha presente..."
    "Perché è stimolante?"
    "Si, suppongo di si. E' stimolante. E mi piace, ovviamente. Mi piace l'istruzione, mi piace imparare, mi piace la conoscenza..."
    "Ti"piace"?"
    "L'adoro. Adoro i libri".
    "Il contenuto dei libri o il semplice fatto di possederli?"
    "Il contenuto, è ovvio..."

    said on 

  • 3

    Figure, più che personaggi.


    A tratti irritante quella del protagonista.


    Un climax coinvolgente, prevedibile l’epilogo.


    Non proprio un romanzo di formazione.


    Divertente però!


    L’umorismo inglese ha questo d’intrigante: quel suo voler passare sempre inosservato, m ...continue

    Figure, più che personaggi.

    A tratti irritante quella del protagonista.

    Un climax coinvolgente, prevedibile l’epilogo.

    Non proprio un romanzo di formazione.

    Divertente però!

    L’umorismo inglese ha questo d’intrigante: quel suo voler passare sempre inosservato, mentre si trascina appresso un carico di sottintesi non certo indifferente. Ed è proprio questo a generare i più gustosi effetti comici. Almeno due: la risata di chi non coglie il riferimento in questione eppure ci tiene a passare per una persona arguta e, dall’altra parte, l’assoluta involontarietà di certi richiami. Entrambi, in ogni caso, dipendono da ciò che ognuno lega alle parole, da ciò che ognuno vi legge.

    Ecco, in Le domande di Brian si può anche leggere una parodia – irriverente o bonaria, voluta o meno - de Il giovane Holden e (soprattutto?) di tutta la letteratura che ne è scaturita, dei ridicoli drammi di giovani ricchi viziati, dei cosiddetti uomini di mondo che preferirebbero aver viaggiato al viaggiare, dei presunti intellettuali che vorrebbero aver scritto (aver pubblicato!) piuttosto che scrivere…

    http://grulloparlante.wordpress.com/2014/01/27/le-domande-di-brian-di-david-nicholls/

    said on 

  • 0

    Mi spiace abbandonarlo (sono arrivata solo a pag. 66) perché l'ho avuto in wishlist per una vita e "Un giorno" mi era piaciuto, ma sono in un momento della mia vita in cui delle paturnie adolescenziali non me ne potrebbe fregare di meno e il protagonista lo trovo insopportabilmente noioso. Prefer ...continue

    Mi spiace abbandonarlo (sono arrivata solo a pag. 66) perché l'ho avuto in wishlist per una vita e "Un giorno" mi era piaciuto, ma sono in un momento della mia vita in cui delle paturnie adolescenziali non me ne potrebbe fregare di meno e il protagonista lo trovo insopportabilmente noioso. Preferisco liberarlo, poi chissà che più avanti non mi torni la voglia di recuperarlo, anche se dubito...

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  • 3

    MI aspettavo di più

    Dello stesso autore, ho letto tempo fa "Un giorno" e mi era piaciuto molto.
    Questo "Le domande di Brian" si dilunga un po' troppo sui dilemmi e sulle sventure sentimentali del Brian del titolo. Devo dire che il finale merita perchè arriva completamente inaspettato, ma il libro è un po' lung ...continue

    Dello stesso autore, ho letto tempo fa "Un giorno" e mi era piaciuto molto.
    Questo "Le domande di Brian" si dilunga un po' troppo sui dilemmi e sulle sventure sentimentali del Brian del titolo. Devo dire che il finale merita perchè arriva completamente inaspettato, ma il libro è un po' lungo.

    said on 

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