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Starter for Ten

By

Publisher: Hodder & Stoughton Audio Books

3.6
(741)

Language:English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Italian , Swedish , Portuguese , Chi traditional , Spanish , Polish

Isbn-10: 1844563243 | Isbn-13: 9781844563241 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Audio Cassette , Softcover and Stapled , eBook , Others

Category: Fiction & Literature , Humor , Teens

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Book Description
It's 1985 and Brian Jackson has arrived at university with a burning ambition - to make it onto TV's foremost general knowledge quiz. But no sooner has he embarked on 'The Challenge' than he finds himself falling hopelessly in love with his teammate, the beautiful and charismatic would-be actress, Alice Harbinson.When Alice fails to fall for his slightly over-eager charms, Brian comes up with a foolproof plan to capture her heart once and for all. He's going to win the game, at any cost, because - after all - everyone knows that what a woman really wants from a man is a comprehensive grasp of general knowledge ...Starter for Ten is a comedy about love, class, growing-up and the all-important difference between knowledge and wisdom. Are you up to the challenge of the funniest novel in years?
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  • 4

    vicende a parte, posso solo dire che tutte le sensazioni, odori, pensieri, parole... insomma, tutto ciò che ricordo della mia adolescenza è dentro questo libro!
    personalmente da preferire ad "Un giorn ...continue

    vicende a parte, posso solo dire che tutte le sensazioni, odori, pensieri, parole... insomma, tutto ciò che ricordo della mia adolescenza è dentro questo libro!
    personalmente da preferire ad "Un giorno"!

    said on 

  • 4

    «E' il libro più divertente che abbia mai letto da quando ho letto il libro più divertente che abbia mai letto!» Nicolaus Hornby, Fresh Sunday Manchester Times

    «Avete presente quei libri carini col pr ...continue

    «E' il libro più divertente che abbia mai letto da quando ho letto il libro più divertente che abbia mai letto!» Nicolaus Hornby, Fresh Sunday Manchester Times

    «Avete presente quei libri carini col protagonista carino che raccontano una storia tanto carina che vi fa pensare di aver trascorso un intero pomeriggio così carino? Beh, “Le domande di Brian” vi farà sentire così.» Alberto Eco, Lettera a 4 imbecilli, apparsa sulla rivista Limite Ignoto, settembre 2013.

    «Se leggete “Le domande di Brian” al contrario, oltre a sapere prima come va a finire, vi apparirà Satana che bestemmia in irpino!» Don Mariolino Adinolfi, in supplemento a Infissi&Famiglia, luglio 2012, num. 102.

    «Non ridevo così a crepapelle leggendo qualcosa dai tempi della Magna Carta!» Sir Henry Leiter-Johnson, Discorso al Circolo di Canottaggio di Moonterray Port Accademy, Gennaio 2014.

    «Leggendo “Le domande di Brian” gli occhi vi diventeranno tutti bianchi e finirete nel tunnel della droga, passando tutto il giorno a bucarvi i bracci con gli spinelli.» Carcarlo Jus Giovanardi, "Son 30 anni che dico cazzate eppure mi pagano ancora- un' introduzione agiografica", Papi&Papesse Editore, 2015.

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  • 3

    Aderisco completamente a questo romanzo di formazione ambientato negli anni '80, con la mia musica, le mie nevrosi classiste, la mia defunta acne giovanile.
    Molto divertente e con finale non scontato. ...continue

    Aderisco completamente a questo romanzo di formazione ambientato negli anni '80, con la mia musica, le mie nevrosi classiste, la mia defunta acne giovanile.
    Molto divertente e con finale non scontato.

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  • 1

    è la storia di un idiota (per essere elegante). è stata un'impresa finirlo, infatti nel frattempo ho letto altro! l'ho comprato, convinta dalla commessa della libreria, che fosse una ideale lettura da ...continue

    è la storia di un idiota (per essere elegante). è stata un'impresa finirlo, infatti nel frattempo ho letto altro! l'ho comprato, convinta dalla commessa della libreria, che fosse una ideale lettura da ombrellone.
    L'ho trovato estremamente banale e ovvio. Sconsigliato!

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  • 4

    La tarda adolescenza negli anni '80

    Cronache di un'età perfetta in tutte le sue imperfezioni, nell'epoca in cui ad essere social non erano i network virtuali. Interessante rincorsa di Nicholls verso il suo masterpiece One Day.

    said on 

  • 4

    Eh niente, il giorno in cui avrei terminato questo libro è arrivato. Al contrario di Un giorno (di cui vi avevo parlato qui: http://librangoloacuto.blogspot.it/2013/08/recensione-un-giorno.html ), non ...continue

    Eh niente, il giorno in cui avrei terminato questo libro è arrivato. Al contrario di Un giorno (di cui vi avevo parlato qui: http://librangoloacuto.blogspot.it/2013/08/recensione-un-giorno.html ), non ho rimandato l'inevitabile, anzi. L'ho affrontato di petto, sono andata avanti a leggere anche a notte fonda, anche in posizioni che nemmeno i nani circensi, anche semi al buio, anche mentre camminavo (e qui ho davvero sfidato la sorte, credetemi). Era difficile staccarmi da questo romanzo, tremendamente difficile.
    Non perché la storia narrata sia carica di colpi di scena così tremendamente tremendi da instillare nel lettore un certo senso di ansia e curiosità per vedere come va a finire. Assolutamente no. Anzi, proprio come in Un giorno, tutto si svolge più o meno in modo prevedibile. Ma allora, cosa è che mi è piaciuto così tanto di Le domande di Brian e cosa mi piace così tanto di Nicholls? Risposta: la purezza dei sentimenti che mi trasmette.
    Perché sì, in fondo trovo questo libro bello perché lo ha scritto proprio David Nicholls. Vedete, se lo avesse scritto un altro autore non sarebbe stato lo stesso. C'è qualcosa, nel modo in cui Nicholls racconta le sue storie, che mi tiene appiccicata alle pagine, che fa sì che io mi affezioni al personaggio principale in meno di un capitolo.
    Mi vergogno un po' ad ammetterlo perché non sono più giovane e inesperta. Insomma, di libri ne ho letti un bel po', so distinguere più o meno un libro bello senza ombra di dubbio e che tutti al mondo dovrebbero leggere e adorare, e un libro mediocre o addirittura brutto. Dovrei anche essere in grado di evitare reazioni di fangirlaggio da ragazza quindicenne in piena crisi ormonale, ma con Nicholls non ce l'avevo fatta nemmeno leggendo Un giorno.
    Non c'è nulla da fare. Ho capito che quest'uomo mi trasforma in un essere abominevole, in un concentrato di cretineria adolescenziale senza precedenti (nemmeno da adolescente ero così cretina, sul serio. Mai avuto questo tipo di reazioni nemmeno quando shippavo a bestia Miki e Yuri in Piccoli problemi di cuore). Per farvi comprendere appieno il mio disagio (interiore e non solo), diciamo che durante la lettura di questo romanzo ero così: http://2.bp.blogspot.com/-4h5iLaGL6k8/U0LQLV6OR6I/AAAAAAAAEhY/5lHk1X7v7yc/s1600/733475.gif
    Capite il dramma? Pensate a com'ero mentre leggevo Un giorno. Una cosa davvero imbarazzante e da dimenticare. Soprattutto da cercare di non ripetere in futuro.
    Ma non divaghiamo, ché io sono una maga nel divagare e nel lasciarmi andare in inutili e sconclusionati discorsi.
    Le domande di Brian, dicevamo, non ha una trama originale e non presenta colpi di scena da tenere il lettore con il fiato sospeso di capitolo in capitolo.
    È semplicemente la storia di Brian, un diciannovenne insicuro e brufoloso, al suo primo anno di letteratura inglese all'Università di Bristol. A Brian, per un motivo specifico che non sto qui a dirvi altrimenti vi riempio di spoiler, piacciono molto i quiz televisivi e, per questo motivo, decide di candidarsi alle selezioni per University Challenge, un quiz di cultura generale nel quale si sfidano diverse squadre composte da universitari di tutto il Paese.
    Grazie proprio a University Challenge conoscerà la bella e affasciante (ma sappiate che a voi non starà affatto simpatica) Alice e Rebecca, una ragazza dalla lingua tagliente e dalle idee femministe e rivoluzionarie (per la quale, invece, proverete subito una certa simpatia).
    Il romanzo ci racconta sostanzialmente le insicurezze, alle volte anche divertenti, di Brian e il suo desiderio di conquistare non solo la bella Alice ma, anche e soprattutto, la stima dei suoi colleghi universitari. Perché, in fondo, il protagonista di questo romanzo è il classico secchioncello (ma nemmeno tanto, giusto un po'), sfigato (abbastanza) e bruttarello di turno, senza muscoli da sfoggiare, senza gigantesche case di cui vantarsi, senza hobby fuori dal comune di cui valga la pena di parlare. Un ragazzo normale, forse un po' anonimo, e delle volte anche un po' idiota.
    Lo so che non è niente di che e, per questo motivo, non meriterebbe tutto questo entusiasmo ma, credetemi, a me lo stile di David Nicholls fa questo effetto. Ed è incontrollabile. Il modo in cui ha fatto sì che mi immedesimassi completamente in Brian, il modo in cui mi ha fatto provare simpatia vera o antipatia profonda per un personaggio e, soprattutto, il modo in cui ha fatto sì che ridessi in metro e parlassi con i personaggi, incurante della gente che viaggiava insieme a me, vale più di una trama originale che, però, non trasmette nulla al lettore.
    Vedete, per me conta quanto un libro mi riesce a dare. E questo, chi lo sai poi il perché, è riuscito davvero a emozionarmi.

    Recensione tratta dal mio blog: http://www.librangoloacuto.blogspot.it/2014/04/recensione-le-domande-di-brian.html

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  • 3

    Non sono esattamente dove mi aspettavo di essere, né necessariamente dove avrei voluto essere, ma d'altra parte chi lo è?

    Non mi ha emozionata come Un giorno, l'ho trovato meno coinvolgente però è stata lo stesso una piacevole lettura. Brian è odioso e simpatico allo stesso tempo, fa tenerezza e deprime. Se si è stati gi ...continue

    Non mi ha emozionata come Un giorno, l'ho trovato meno coinvolgente però è stata lo stesso una piacevole lettura. Brian è odioso e simpatico allo stesso tempo, fa tenerezza e deprime. Se si è stati giovani negli anni '80 sicuramente lo si apprezza di più, perchè ci si abbandona alla colonna sonora e ai ricordi. Siamo stati tutti un po' Brian, imbranati e con la testa piena di domande. Oggi come siamo? Abbiamo tutte le risposte che cercavamo?

    Sapete cos'è l'indipendenza? "Indipendenza" è fissare il soffitto alle tre del mattino... renderti conto che l'unica persona con cui hai parlato in tutto il giorno è il commesso del negozio di liquori. "Indipendenza è un pasto in offerta speciale nel seminterrato del Burger King il sabato pomeriggio. Quando Alice parla di "indipendenza" intende qualcosa di completamente diverso: è il lusso di tutti quelli che sono troppo sicuri di sé, e indaffarati, e popolari, e attraenti per essere puramente e semplicemente "soli".

    "Dimmi , Brian, per quale motivo ti trovi qui, esattamente?"
    La domanda mi coglie di sorpresa. Smetto di guardare fuori dalla finestra e mi volto verso il professor Morrison, che è stravaccato sulla sedia e ha intrecciato le dita sulla pancia.
    "Ehm, seminario individuale? Alle due?"
    "No, intendo dire all'università, alla facoltà di Lettere. Perché sei qui?"
    "Per...imparare".
    "Perché...?"
    "E'...importante".
    "Dal punto di vista economico?"
    "No, ha presente..."
    "Perché è stimolante?"
    "Si, suppongo di si. E' stimolante. E mi piace, ovviamente. Mi piace l'istruzione, mi piace imparare, mi piace la conoscenza..."
    "Ti"piace"?"
    "L'adoro. Adoro i libri".
    "Il contenuto dei libri o il semplice fatto di possederli?"
    "Il contenuto, è ovvio..."

    said on 

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