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Statale 17

Storie minime transumanti

Di

Editore: Exòrma

4.3
(15)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 143 | Formato: Paperback

Isbn-10: 889568821X | Isbn-13: 9788895688213 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
"La Statale 17 corre in Abruzzo tra la conca aquilana e il piano di Navelli. Ricalca un antico tratturo e rivela una storia stratificata e complessa. Questo è un libro di storie e rivelazioni. Da noi si dice che la robba de campagna è di Dio e di chi se la magna. La casa di Ofena è di chi ci ha vissuto. Il terremoto è di chi lo ha subìto. Le storie sono di chi me le ha regalate e mie che le ho prese, e vostre, se le volete conoscere".
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  • 4

    Indipendentemente dal fatto che siate abruzzesi o forestieri, leggete questo libro!
    Se L'Aquila, per un qualunque motivo, fa parte della vostra geografia sentimentale, finirete per ridere e commuovervi quasi a ogni pagina (perdonando a Barbara Summa anche quello stile pseudo-colloquiale mol ...continua

    Indipendentemente dal fatto che siate abruzzesi o forestieri, leggete questo libro!
    Se L'Aquila, per un qualunque motivo, fa parte della vostra geografia sentimentale, finirete per ridere e commuovervi quasi a ogni pagina (perdonando a Barbara Summa anche quello stile pseudo-colloquiale molto "ugocornia" che io, personalmente, sopporto poco).

    ha scritto il 

  • 5

    E' un libro bellissimo, non ci sono parole. C'è una vita, una storia infinita dentro, ricordi di bambina che sono ricordi di tutti, storie di intrecci, di luoghi, di caffe' bevuti in cucina, di balconi colorati, di bambini che saltano, di vocali e consonanti pronunciate, di prati, passeggiate, do ...continua

    E' un libro bellissimo, non ci sono parole. C'è una vita, una storia infinita dentro, ricordi di bambina che sono ricordi di tutti, storie di intrecci, di luoghi, di caffe' bevuti in cucina, di balconi colorati, di bambini che saltano, di vocali e consonanti pronunciate, di prati, passeggiate, dolori, fughe e ritorni. E' un libro che va letto... "Casa mia non sembra piu' casa mia ma una trappola.. mi alzo ma non ho il coraggio di fare la doccia, mi lecco come i gatti...". Un terremoto che ha sconvolto tutti, nulla sarà piu' come prima, per questo lo tengo sul comodino,

    ha scritto il 

  • 4

    questa recensione è nata dopo aver letto le prime due pagine del libro. ovviamente adesso non me la ricordo più, quella, ma nella sostanza non sarà molto diversa.
    è nata così presto perché ho vissuto anch'io un terremoto, e ricordo distintamente quello dell'abruzzo, che ha funzionato da cav ...continua

    questa recensione è nata dopo aver letto le prime due pagine del libro. ovviamente adesso non me la ricordo più, quella, ma nella sostanza non sarà molto diversa.
    è nata così presto perché ho vissuto anch'io un terremoto, e ricordo distintamente quello dell'abruzzo, che ha funzionato da cavatappi per la mia incapacità di parlare del giorno in cui ho visto la mia casa venire giù, e io dentro.
    però non avevo mai visto un terremoto da fuori. il "dopo" con lo spirito del viaggio, diciamo, non mi era familiare. e quindi mi sono appassionata subito.
    non conosco l'abruzzo, se per certe sue spiagge, e condivido con l'aquila solo un dato, la temperatura: la più bassa d'italia insieme a bolzano. l'altra città che può vantare questo primato è la mia, potenza.
    barbara mi ha guidato lungo il tratturo in un viaggio mai banale, un po' reportage un po' saga familiare, proprio come piace a me, che se le cose non le sento un po' mie non le sento affatto.
    bella la ricerca linguistica: la lingua è parte integrante della storia di un popolo, attraverso di essa emergono anche tutte le altre cose, e su queste cose barbara è perfetta.
    belle le descrizioni dei posti - di com'erano prima e di come sono dopo il terremoto. perché è chiaro lo spartiacque, tutti quelli che hanno vissuto un terremoto lo sanno, c'è un prima e c'è un dopo, e non necessariamente si somigliano.
    è un libro piccolo, ma non si legge velocemente, e non perché sia pesante, ma perché chiede di pensare, scatena i ricordi, le situazioni, gli odori, le atmosfere, e tutte queste cose richiedono di essere gustate, mica tirate via.
    da leggere lentamente, appunto, anche senza colonna sonora.

    ha scritto il 

  • 4

    Chi eravamo? Dove stavamo andando? Chi siamo oggi?
    Barbara Summa, emigrando anni or sono in Svizzera, ha salutato in maniera meno traumatica della nostra le viuzze del centro, i negozietti “storici”, il mercato di piazza Duomo, i borghetti sulla Statale 17. Quando torna a raccontare la trag ...continua

    Chi eravamo? Dove stavamo andando? Chi siamo oggi?
    Barbara Summa, emigrando anni or sono in Svizzera, ha salutato in maniera meno traumatica della nostra le viuzze del centro, i negozietti “storici”, il mercato di piazza Duomo, i borghetti sulla Statale 17. Quando torna a raccontare la tragedia, sa farlo con lo sguardo partecipe ma oggettivo di chi ha ormai altra vita oltre quella che ci è stata strappata. Ci fotografa così, attoniti e allo sbando, senza più passato, senza prospettive di futuro. Quando ripercorre con la memoria le scene della sua infanzia, le ambienta nei luoghi che erano nostri. Lei tornerà poi al di là delle Alpi, alla sua nuova esistenza; noi restiamo ai margini della città, nelle periferie violentate, nei quartieri dormitorio, fra il traffico indiavolato delle poche strade percorribili e il vuoto spinto delle piazze e dei marciapiedi.
    Questo libro offre lacrime, non catarsi; inferno, non resurrezione: eppure è lo spaccato più vivido dell'aquilanità che abbia letto finora.

    ha scritto il 

  • 5

    …Che a parlare del terremoto si potrebbe pensare sono bravi tutti…
    Quando a San Pio Delle Camere ho visto questo volumetto, qualcosa me lo ha fatto amare sin da subito; la delicatezza della copertina, il sottotitolo Storie Minime Transumanti...
    Si è un libro che va al sodo che attrave ...continua

    …Che a parlare del terremoto si potrebbe pensare sono bravi tutti…
    Quando a San Pio Delle Camere ho visto questo volumetto, qualcosa me lo ha fatto amare sin da subito; la delicatezza della copertina, il sottotitolo Storie Minime Transumanti...
    Si è un libro che va al sodo che attraverso quel “Minime” riesce a trasmettere tutta la reale fattezza dei luoghi e delle persone degli Abruzzi.
    Va dato merito alla Barbara Summa di essere riuscita ad ottenere una “sinfonia” tra l’evento - Il Sisma- e il descrivere i luoghi prima e dopo con un pizzico riverente di ironia.
    Un Libro ,una guida ma non solo è una bussola dei sentimenti degli sguardi nuovi e antichi.
    L’appartenenza ad una terra - ed è poi ovvio – caratterizza le qualità morali della genteche ci vive; in questo Manoscritto, che voglio volutamente chiamare tale, le si assapora tutte…
    Un Libro per chi ama le tradizioni, per chi vuole respirare l’aria di un popolo e di una terra : “La terra D’Abruzzo” .

    ha scritto il 

  • 4

    mantenere la memoria significa mantenere ancora in vita qualcosa, o qualcuno, a cui abbiamo voluto bene, e che non c’è più. dopo il terremoto, morti, macerie, punti di riferimento che non ci sono più, la sensazione della fine di un mondo, barbara summa è tornata in abruzzo, nei luoghi dove aveva ...continua

    mantenere la memoria significa mantenere ancora in vita qualcosa, o qualcuno, a cui abbiamo voluto bene, e che non c’è più. dopo il terremoto, morti, macerie, punti di riferimento che non ci sono più, la sensazione della fine di un mondo, barbara summa è tornata in abruzzo, nei luoghi dove aveva vissuto, e ha messo sulla carta con puntiglio, precisione, foga, i suoi ricordi, ricordi di cose, luoghi, persone, animali, atmosfere – in pochissimo tempo ha scritto questo libro, ha messo in salvo il suo mondo descrivendo tutto quello che ricordava, fissandolo per sempre qui. io credo che sia stata un’operazione catartica, un’azione in emergenza, mentre tutto era minacciato, era passato appena un mese dal terremoto quando lei è partita, ha fatto fotografie, ha scritto, la memoria è salva, l’aquila e ofena e i paesi sulla statale 17 sono vivi.

    che poi gli abruzzesi sono tosti, e le cose si sistemeranno.

    ma questo aspetto del libro mi ha commosso.

    ha scritto il 

  • 4

    A Barbara non l'ho ancora detto, ma il suo libro, per chi come me ignorava fino a qualche mese fa come e cosa fossero l'Abruzzo e l'Aquila, è una sorta di divertente e bella guida di invito al viaggio. Da un viaggio realizzato post terremoto, nasce un viaggio nei ricordi lungo la Statale17. Un vi ...continua

    A Barbara non l'ho ancora detto, ma il suo libro, per chi come me ignorava fino a qualche mese fa come e cosa fossero l'Abruzzo e l'Aquila, è una sorta di divertente e bella guida di invito al viaggio. Da un viaggio realizzato post terremoto, nasce un viaggio nei ricordi lungo la Statale17. Un viaggio naturale, artistico e fra le persone. Che risulta a sua volta un invito al viaggio.

    ha scritto il 

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