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Stella del mattino

Di

Editore: Einaudi (Stile Libero Big)

3.8
(788)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 401 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806186949 | Isbn-13: 9788806186944 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Tre universitari inglesi che hanno combattuto sul fronte occidentale durante la Prima guerra mondiale. Tre giovani di età diverse, che non si conoscono fra loro. Ma che conosceranno, ognuno a proprio modo, un glorioso eroe "omerico": il colonnello T. E. Lawrence, reduce anch'egli da una guerra, condotta in modo molto personale.
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  • 5

    l'amore per la letteratura, l'eroe e l'antieroe, il marchio indelebile della trincea ... e tolkien in fissa davanti ad una teca di anelli.
    un viaggio bellissimo nella passione

    ha scritto il 

  • 5

    Altra scoperta

    Bellissimo libro, carico di emozioni.
    Generazione di sognatori che ha fatto la guerra e deve fare i conti con le conseguenze personali che hanno avuto su ciascuno la brutalità della guerra ed il fascino dell'avventura.
    Ho amato i personaggi, sino a piangere la loro morte.
    E come ...continua

    Bellissimo libro, carico di emozioni.
    Generazione di sognatori che ha fatto la guerra e deve fare i conti con le conseguenze personali che hanno avuto su ciascuno la brutalità della guerra ed il fascino dell'avventura.
    Ho amato i personaggi, sino a piangere la loro morte.
    E come sempre grazie ai WuMing ho scoperto mondi sconosciuti, come sempre stimolano la mia curiosità e la mia voglia di conoscere.

    ha scritto il 

  • 3

    A chi si appresta a leggere questo libro do un enorme consiglio: informatevi prima!
    Sbirciate qui su Anobii le recensioni in cui viene spiegato chi è chi, chi si chiama come, chi usa quale pseudonimo, fatevi un quadro chiaro dei nomi che troverete e a chi appartengono.

    Non temete di ...continua

    A chi si appresta a leggere questo libro do un enorme consiglio: informatevi prima!
    Sbirciate qui su Anobii le recensioni in cui viene spiegato chi è chi, chi si chiama come, chi usa quale pseudonimo, fatevi un quadro chiaro dei nomi che troverete e a chi appartengono.

    Non temete di rovinarvi la lettura con gli spoiler. In questo caso le informazioni preventive sono necessarie.
    Senza sapere cosa state per trovare potrete sì apprezzare il libro, avvincente e scritto benissimo, ma non potrete in alcun modo appassionarvi alla storia, non capirete niente.
    Al massimo coglierete qualche riferimento impossibile da non notare, ma non sarete in grado di collegarlo con il resto, almeno non prima di metà romanzo o anche oltre.

    Il motivo è semplice: ogni capitolo segue un "lui" o un "l'uomo", senza mettere i nomi, senza collocarlo in un quadro comprensibile, senza MAI spiegare chi è e quale sia il suo ruolo nel romanzo. Ci si arriva pian piano. Inoltre ogni personaggio ha più di un nome, ma si capisce dopo la duecentesima pagina.
    Per fare un esempio banale, una delle figure centrali è Tolkien; per più di cinquanta pagine leggiamo di lui senza minimamente saperlo, finché a un certo punto non si presenta: piacere, Tolkien. Viene voglia di ricominciare il libro da capo.

    La narrazione evidentemente punta sul senso di mistero, di suspense, di "ah, cavolo, ci arrivo solo alla fine", ma lo fa in modo talmente eccessivo da risultare incomprensibile. Informarsi prima non è spoiler, è solo evitare di non comprendere.
    Una volta che avrete incamerato le informazioni necessarie... beh, buona lettura! La storia merita.

    ha scritto il 

  • 4

    “Urens… Urens… Urens!” Il suo nome storpiato per le vie di Damasco

    Leggendo un libro di Wu Ming (a quanto pare funziona anche se è in campo un “Wu Ming” solo…) di una cosa si può stare certi: a prescindere da quanto si può apprezzare o meno lo stile narrativo, sul piano della cultura e conoscenza storica se ne esce SEMPRE eccezionalmente arricchiti.


    Ogni ...continua

    Leggendo un libro di Wu Ming (a quanto pare funziona anche se è in campo un “Wu Ming” solo…) di una cosa si può stare certi: a prescindere da quanto si può apprezzare o meno lo stile narrativo, sul piano della cultura e conoscenza storica se ne esce SEMPRE eccezionalmente arricchiti.

    Ogni volta che intraprendo una lettura che proviene in qualche modo da questo solido collettivo, è tutto un susseguirsi di stimoli ad approfondire pagine storiche di cui ignoravo la complessità, a verificare biografie e cronologie, a scoprire anche da altre fonti cosa si sa di un personaggio, di un popolo, di una terra, sfiorata magari marginalmente dal testo.

    Che si tratti della Guerra dei 30 anni, della Resistenza o dell’epopea dei Pellerossa, ho sempre potuto constatare, quando ne ho avuto occasione, l’estrema accuratezza della ricostruzione degli eventi descritti, a partire dai dettagli, anche quelli apparentemente più insignificanti, e allo stesso tempo collocati con grande acume nel più ampio respiro della Storia.

    Stella del Mattino non fa eccezione a questa regola: le straordinarie gesta di Thomas E.Lawrence (per inciso quando vidi da ragazzo il film di Lean fui affascinato dalla bellezza del racconto e delle immagini ma non capii nulla del contesto storico-militare e politico) e il consesso di menti geniali che si trovano a convivere per qualche anno in una Oxford magnificamente descritta, sono resi con grande verosimiglianza: se ne deduce (sembra essere una delle tesi del libro) che l’ammaliante personalità di Lawrence condizionò in qualche modo le vite, e di conseguenza le opere, di personaggi del calibro di Robert Graves, J.R.R.Tolkien e C.S.Lewis e ne fu a sua volta condizionata seppure in maniera più indiretta.

    L’anima tormentata dell’uomo passato alla posterità col nome di “Lawrence d’Arabia”, forse troppo ostentata dalla recitazione dirompente di Peter O’Toole cui nel nostro immaginario rimarrà per sempre legata, ci viene restituita dalle pagine di Stella del Mattino in una dimensione epica e tragica, attraverso innumerevoli episodi gloriosi o terribili (e trionfi, e torture, e stragi), ognuno dei quali sarebbe sufficiente a segnare l’intera esistenza di un uomo.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho fatto una fatica enorme a correre dietro i personaggi e i loro nomi, capitolo per capitolo, senza contare gli "sbalzi temporali". Lo spezzettamento della storia nel suo complesso può andare ma, secondo me, questa è un po' deboluccia. Ho seguito con interesse particolare le storie esplose di Gr ...continua

    Ho fatto una fatica enorme a correre dietro i personaggi e i loro nomi, capitolo per capitolo, senza contare gli "sbalzi temporali". Lo spezzettamento della storia nel suo complesso può andare ma, secondo me, questa è un po' deboluccia. Ho seguito con interesse particolare le storie esplose di Graves e Tolkien. Forse l'interesse maggiore, sempre per me, sta nei suggerimenti impliciti che l'autore da, nella curiosità che suscita di andare a leggere le varie opere scritte dai personaggi, e non solo Tolkien e Graves.

    ha scritto il 

  • 3

    Lo stile di scrittura è il caratteristico marchio di qualità Wu Ming, i personaggi sulla carta sono straordinari, ma purtroppo la trama prende poco il lettore.
    Un piccolo flop nelle mie aspettative, ma comunque un'ottima lettura. Tutta la parte riguardante Lawrence d'Arabia è straordinaria. ...continua

    Lo stile di scrittura è il caratteristico marchio di qualità Wu Ming, i personaggi sulla carta sono straordinari, ma purtroppo la trama prende poco il lettore.
    Un piccolo flop nelle mie aspettative, ma comunque un'ottima lettura. Tutta la parte riguardante Lawrence d'Arabia è straordinaria.

    ha scritto il 

  • 5

    Urens

    Come sempre i Wu Ming mi appassionano. L'ho letteralmente bevuto! Avvincente, ben scritto, emozionante. Felice di averlo recuperato, ringrazio pubblicamente "Colui che converte nel buio" che mi ha permesso di portarlo con me ovunque.

    ha scritto il 

  • 4

    Per un appassionato di Tolkien un libro prezioso, che illumina le ossessioni e i demoni che stanno dietro all'epopea della Terra di Mezzo.
    Bellissimo il dialogo tra Tolkien e T.E. Lawrence di fronte alla teca degli antichi anelli, interrogandosi sulla natura corruttrice del potere.
    No ...continua

    Per un appassionato di Tolkien un libro prezioso, che illumina le ossessioni e i demoni che stanno dietro all'epopea della Terra di Mezzo.
    Bellissimo il dialogo tra Tolkien e T.E. Lawrence di fronte alla teca degli antichi anelli, interrogandosi sulla natura corruttrice del potere.
    Non c'è solo questo nel libro, e anzi il difetto forse è che in Stella del Mattino c'è anche troppo: la storia del ritorno a Oxford di Lawrence d'Arabia e del suo incontro con la generazione dei giovani reduci letterati (Tolkien, Graves, Lewis) è l'occasione per indagare il ruolo dell'eroe e del mito nella storia. La narrazione non è sempre facile da seguire e le parti su Graves e Lewis, forse anche per minor interesse e conoscenza da parte mia, mi sono sembrate più piatte.
    Rimangono secondo me peccati veniali: l'affresco è grandioso e alcuni dialoghi aprono squarci illuminanti sulla storia del novecento. L'incontro tra T.E. Lawrence e Michael Collins è una piccola gemma.

    ha scritto il 

  • 3

    Quando ti imbatti in un'interessante architettura proposta da un grande studio, sei portato a chiederti di chi sarà l'idea di un certo dettaglio, di chi un'altra.


    La stessa cosa penso quando leggo un libro di Wu Ming, mi chiedo costantemente da quale dei 4 provenga la narrazione così coinv ...continua

    Quando ti imbatti in un'interessante architettura proposta da un grande studio, sei portato a chiederti di chi sarà l'idea di un certo dettaglio, di chi un'altra.

    La stessa cosa penso quando leggo un libro di Wu Ming, mi chiedo costantemente da quale dei 4 provenga la narrazione così coinvolgente e i dettagli soppesati.

    Con questo pensiero ho cominciato a leggere Stella del Mattino. Pensavo che prendendo un autore alla volta sarei riuscita a isolare gli stili.. e invece, proprio come capita con una bella architettura, è tutto così amalgamato che neppure leggendoli singolarmente si riesce a percepirli.

    Il libro in sé non mi ha rapita, quando cominciano a rivelarsi i personaggi hai un tuffo al cuore devo ammetterlo, ma è confuso, inutilmente intricato.

    D'artagnan sta meglio con i tre moschettieri.

    ha scritto il 

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