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Stella errante

Di

Editore: Mondolibri (su licenza il Saggiatore)

3.6
(60)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 279 | Formato: Tascabile economico

Isbn-10: A000204092 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Ela Assetta

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 4

    Nobel per la letteratura nel 2008.
    Costruito come un chiasmo, due vite perseguitate e sofferenti che si toccano in un punto al centro del romanzo. Ed echi che ricorrono in entrambe: l'attesa con lo sguardo proteso dalla speranza; l'acqua gocciolante, il ricordo di ciò che è stato attraverso color ...continua

    Nobel per la letteratura nel 2008. Costruito come un chiasmo, due vite perseguitate e sofferenti che si toccano in un punto al centro del romanzo. Ed echi che ricorrono in entrambe: l'attesa con lo sguardo proteso dalla speranza; l'acqua gocciolante, il ricordo di ciò che è stato attraverso colori, rumori, luci. Una capacità descrittiva che coinvolge tutti i sensi e rende il racconto uditivo e visivo a rafforzare la storia dolente. Davvero tocca corde profonde senza indulgere sull'emozione, stemperando il dolore in una dimensione fredda.

    ha scritto il 

  • 3

    Lo so che non si puo' giudicare un autore da un solo libro, e può darsi che Stella errante non sia il suo migliore, ma da un premio Nobel mi sarei aspettato di più. Un libro di una immensa tristezza, ma ben scritto.

    ha scritto il 

  • 3

    Questo libro mi ha lasciato sensazioni contrastanti: in alcune parti il racconto è emozionante, poetico e molto concreto nel contempo, ma è anche molto lento per lunghi tratti e questo mi ha reso pesante la lettura.
    La sofferenza dei personaggi, senza patria e senza pace, emerge palpabile dalle p ...continua

    Questo libro mi ha lasciato sensazioni contrastanti: in alcune parti il racconto è emozionante, poetico e molto concreto nel contempo, ma è anche molto lento per lunghi tratti e questo mi ha reso pesante la lettura. La sofferenza dei personaggi, senza patria e senza pace, emerge palpabile dalle pagine di questo libro: ma insieme ad essa, rimane una chiara sensazione di speranza, di voglia di ricercare la verità, la libertà e la gioia di vivere in pace. “Non sapevo nemmeno io che cosa stessi cercando, che cosa volessi vedere. Era come se avessi una piaga dentro al cuore, volevo vedere il male, capire ciò che mi era sfuggito, quello che mi aveva proiettata in un altro mondo. Mi pareva che se avessi trovato la traccia la traccia di quel male avrei potuto finalmente andarmene, dimenticare, riprendere la mia vita…avrei potuto di nuovo viaggare parlare, scoprire paesaggi e volti, vivere nel presente. Ho poco tempo. Se non trovo dov’è il male avrò perso la mia vita e la mia verità. Continuerò a essere errante”.

    ha scritto il 

  • 4

    Di facile e veloce lettura , ma non banale .E' la storia nella Storia di Ester, una ragazzina ebrea che sperimenta il razzismo all'epoca della seconda guerra mondiale e poi, adulta, altre tristi vicissitudini in Israele , quando anche là spirano venti di guerra tra israeliani e palestinesi .Pe ...continua

    Di facile e veloce lettura , ma non banale .E' la storia nella Storia di Ester, una ragazzina ebrea che sperimenta il razzismo all'epoca della seconda guerra mondiale e poi, adulta, altre tristi vicissitudini in Israele , quando anche là spirano venti di guerra tra israeliani e palestinesi .Per questo la protagonista è paragonabile a una stella errante, insieme alla palestinese Nejma, alla ricerca di una patria e di un'identità che entrambe faticano a trovare .

    ha scritto il 

  • 3

    Non mi ha tenuta con gli occhi incollati, soprattutto nella seconda parte. é stato difficile finirlo. Mi aspettavo chissà che da un premio Nobel. Le scenografie romanzesche sono descritte accuratamente, a volte sono belle, ma spesso prolisse e ripetitive. Il ritmo è lento e soprattutto nella prim ...continua

    Non mi ha tenuta con gli occhi incollati, soprattutto nella seconda parte. é stato difficile finirlo. Mi aspettavo chissà che da un premio Nobel. Le scenografie romanzesche sono descritte accuratamente, a volte sono belle, ma spesso prolisse e ripetitive. Il ritmo è lento e soprattutto nella prima parte ci sono fastidiose ripetizioni di passaggi e frasi. Sarà la traduzione? Esther è la stella errante di questo romanzo. Siamo a Nizza, dove l'occupazione italiana ha creato un ghetto: gli ebrei vengono schedati e tenuti a bada. Dopo l'arrivo dei nazisti intenzionati a fare molto di più degli italiani e la morte del padre, che sui monti aiutava i partigiani, Esther è costretta a fuggire con la madre. Per non farsi riconoscere non viene chiamata nemmeno col suo vero nome, ma Hèlène. Tolta l'identità, la famiglia, gli amici, un posto dove stare, inizia una lunga fuga tra le Alpi, atroce, disumana e con nel cuore la Terra Promessa. Questa fuga la cresce, la fa grande, da piccina a donna. E sembra non finire mai. Lungo il viaggio verso Gerusalemme, Esther incrocia il destino di una profuga palistinese: Nejma, profuga dopo la nascita dello stato d'Israele e i successivi conflitti arabo-israeliani. Due vite da profughe, devastate, segnate per sempre. Altra perplessità: grande l'idea di intrecciare due personaggi così e mostrarli simili, ma le storie sono mal incastrate. Il racconto di Nejma sembra far perdere il filo del discorso, qualcosa a parte all'interno del romanzo. Non mi ha convinta.

    ha scritto il 

  • 4

    Confermo le opinioni di molti, è un po' lentino in alcuni punti. Però ha un modo assolutamente inusuale di raccontare quanto accaduto agli ebrei, per la prima volta mettendo in luce anche le conseguenze dello spostamento a Gerusalemme. Credo che la sua originalità sia il fatto che metta in luce c ...continua

    Confermo le opinioni di molti, è un po' lentino in alcuni punti. Però ha un modo assolutamente inusuale di raccontare quanto accaduto agli ebrei, per la prima volta mettendo in luce anche le conseguenze dello spostamento a Gerusalemme. Credo che la sua originalità sia il fatto che metta in luce che siamo tutti uguali ed è solo questione di fortuna se saliamo sul carro dei vincitori o siamo tra le fila dei vinti. In certe questioni, siamo solo, tutti, perdenti.

    ha scritto il 

  • 4

    Una bella scrittura capace di esprimere e trasmettere emozioni profonde. Molto bella la parte di Nejima, bella, anche se a tratti lenta,la parte di Esther. La luce accecante del sogno realizzato di Esther diventa un incubo buio e senza speranza per Nejima.

    ha scritto il 

  • 4

    La tragedia dei senza-paese

    In questo romanzo, Le Clezio indaga il dolore dei profughi costretti a fuggire dalle circostanze storiche. Si tratta qui infatti delle peregrinazioni di una ragazzina ebrea e di sua madre dalla Francia occupata dai nazisti verso la terra promessa di Israele. In parallelo però c'è anche la fuga de ...continua

    In questo romanzo, Le Clezio indaga il dolore dei profughi costretti a fuggire dalle circostanze storiche. Si tratta qui infatti delle peregrinazioni di una ragazzina ebrea e di sua madre dalla Francia occupata dai nazisti verso la terra promessa di Israele. In parallelo però c'è anche la fuga dei profughi palestinesi in seguito all'arrivo degli ebrei e allla successiva guerra arabo-israeliana, rappresentata nella figura di un'altra ragazza. Il romanzo si svolge su diversi piani narrativi e temporali, fra diario e racconto in terza persona - fra presente e passato, ed è illuminato dalle straordinarie descrizioni dei luoghi e dei paesaggi di cui a mio parere Le Clezio è davvero maestro.

    ha scritto il