Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Still Life with Woodpecker

By

Publisher: Bantam Books

4.1
(775)

Language:English | Number of Pages: 277 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Greek

Isbn-10: 0553245694 | Isbn-13: 9780553245691 | Publish date: 

Also available as: Paperback , Hardcover , Others

Category: Fiction & Literature , Humor , Romance

Do you like Still Life with Woodpecker ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description
Still Life with Woodpecker is sort of a love story that takes place inside a pack of Camel cigarettes.  It reveals the purpose of the moon, explains the difference between criminals and outlaws, examines the conflict between social activism and romantic individualism, and paints a portrait of contemporary society that includes powerful Arabs, exiled royalty, and pregnant cheerleaders.  It also deals with the problem of redheads.
Sorting by
  • 4

    Misticanza all'inglese - 22 giu 14

    Ecco un altro autore di cui avevo sentito parlare abbastanza qua e là durante anni di convivenza con la letteratura, ma che, per una ragione o l’altra, non mi ero mai deciso ad affrontare. A parte i panegirici che si trovano un po’ ovunque su di lui (autore di culto, autore esimio, fuoco di fila ...continue

    Ecco un altro autore di cui avevo sentito parlare abbastanza qua e là durante anni di convivenza con la letteratura, ma che, per una ragione o l’altra, non mi ero mai deciso ad affrontare. A parte i panegirici che si trovano un po’ ovunque su di lui (autore di culto, autore esimio, fuoco di fila di trovate intelligenti ed esilaranti) e la sua sbandierata amicizia e vicinanza con Timothy Leary, e-lementi appunto che mi avevano frenato, dopo la lettura devo dire che è moderatamente interes-sante, sicuramente capace nell’uso della scrittura, con quelle capacità descrittive che, probabil-mente, gli derivano anche dagli inizi come critico, sia di arte che di musica. Altrettanto sicuramente, per chi lo conosce, è però anche un emulo di Kurt Vonnegut jr che, personalmente, trovo però più incisivo. C’è la stessa capacità di entrare ed uscire dalla pagina, di parlare a ruota libera un po’ di tutto, di mettere molta carne a fuoco. Troppa forse. E forse con qualche inconcludenza in più. Kurt arrivava sempre al punto, Tom spara a raffica, colpendo un po’ qua ed un po’ là, ma lasciando alla fine il dubbio su quale fossero i suoi “veri” bersagli. O se ci fossero veri bersagli, e non sia tutto frutto di una lunga serata con Tim. A cominciare dal titolo, dove Picchio è maiuscolo non per banalità tipografiche, ma in quanto soprannome di uno dei due personaggi al centro della storia: Pupo “Bernard” Wrangler detto Picchio. L’altro personaggio è, fortunatamente, una donna, la prin-cipessa Leigh-Cheri. E c’è anche una storia, all’interno del lungo narrare di Tom verso il lettore di cose altre. La principessa vive in esilio a Seatlle insieme ai genitori, essendo eredi e spodestati di un’oscura monarchia europea (i Furstenberg-Barcalona). Ventenne vive di sogni e di ambizioni e-cologiche, per cui non appena ne ha notizia parte per un convegno ambientalista mondiale che si deve tenere alle Hawaii. Lì incappa nel Picchio, un fuorilegge dinamitardo con il vizio di far saltare in aria quello che poco gli aggrada. Come gli ecologi da strapazzo. Tra uno scoppio e l’altro, tra i due scoppia la scintilla della passione, e poi dell’amore. Fuggendo dall’isola (Picchio è ricercato dopo un ennesimo scoppio) tornano a Seattle. Leigh-Cheri cerca di introdurlo nella sua famiglia, ma l’anarchico Picchio difficilmente riesce a seguire delle regole (un fuorilegge è sempre fuori della legge). anche se cerca di farlo per amore della bella. La frustrazione dell’insuccesso lo portano ad abbassare la guardia ed a farsi arrestare. La parte centrale vede l’amore di Leigh-Cheri concretiz-zarsi nell’auto-isolamento per stare vicino idealmente al suo amato. Ma dopo 20 mesi di passioni solitarie, l’idea della pubblicità ed ostentazione dell’amore turbano Picchio che sembra mollare l’amata. Che per la frustrazione decide di cedere alle lusinghe dello sceicco A’ben. E per regalo di nozze chiede la costruzione di una nuova piramide. Altri 20 mesi passano e si ultima la costruzione. Intanto, i ribelli hanno rovesciato il governo fantoccio della Barcalona, e messo sul trono Giulietta, la governante nonché sorellastra di Leigh-Cheri. La quale chiede in cambio la liberazione di Picchio. Sorvolando alcuni passaggi, i due si ritrovano il giorno prima delle nozze di lei dentro la piramide con tanta dinamite, tanto champagne e tanta torta nuziale. Lo sceicco cornificato (ma chi cornifica chi?) li vuole morti. Loro, anche a duro prezzo, si salveranno. Vivranno felici e contenti? Questo lo scoprirete se leggete il testo. Ma questo testo è solo il contesto del vero testo di Robbins, che, tra una riga e l’altra se la prende: con i falsi ambientalisti, con Ralph Nader e le sue farneticazioni, con la CIA ed i servizi segreti, con gli arabi presupponenti, con la sinistra radical chic (rappresentata dall’avvocato Nina e da un bel duello verbale tra lei e la principessa), con chi crede nel sovrannaturale, con chi vede segni ovunque. L’idea di base, poi, che fa da motivo conduttore al libro, ed alle agnizioni che arrivano a poco a poco, è la piramide sul pacchetto delle sigarette Camel. E sul fatto che i protagonisti sono entrambi rossi di capello. Tra una lotta immaginata che vede scontrarsi extra-terrrestri di pelo rosso e di pelo biondo, con conseguente nascita delle civiltà Maya, Olmeche, Tolteche e via discorrendo. Ed un parallelo tra la piramide sul biglietto di un dollaro e quella sul pacchetto delle Camel. E sulla nascita delle piramidi stesse, sui loro perché, sul loro essere sempre rivolte ai quattro punti cardinali. Insomma, capite anche voi, da ogni spunto Robbins parte ed imbastisce storie. Anche intriganti. Come tutto il panegirico finale, dove la metafora viene tutta basata sulla parola CHOICE. Scelta, che è l’unica azione degna di essere attuata. Insomma, una bella galoppata, un torrente di parole, a volte, purtroppo, un po’ datate. A volte, come detto sopra, senza una mira precisa, un po’ alla colpirne cento per educarne uno. Ma intrigante, e moderatamente divertente. Capisco inoltre la fatica del traduttore, dove appunto ogni tanto si deve mettere qualche parola in originale, che altrimenti si perdono giochi e nessi. Pur tuttavia, un po’di attenzione in più non avrebbe guastato, quando a pagina 165 si lascia l’inglese Plato invece di usare l’universalmente noto Platone. Ripeto, preferisco Vonnegut, ma Robbins ha qualche freccia al suo arco. “Il mio amore per te non ha secondi fini. Ti amo gratis.” (128)

    said on 

  • 2

    Quanta fatica per arrivare alla fine, in alcuni punti (pochi) sarà anche divertentente, ma ci sono troppe divagazioni per i miei gusti che rendono difficile lo scorrimento dalla lettura. Peccato, mi aspettavo di più!

    said on 

  • 5

    Strampalato? Sì, strampalato.
    Delirante? Forse sì, delirante.
    Filosofico? A suo modo sì, filosofico.
    Frizzante? Divertente? Romantico? Ironico? Commovente? Profondo? Surreale? Illogico? Affascinante? Sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì!
    Leggere Natura morta con picchio è stata una corsa a p ...continue

    Strampalato? Sì, strampalato. Delirante? Forse sì, delirante. Filosofico? A suo modo sì, filosofico. Frizzante? Divertente? Romantico? Ironico? Commovente? Profondo? Surreale? Illogico? Affascinante? Sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì! Leggere Natura morta con picchio è stata una corsa a perdifiato per tenere il passo dell’autore (a volte senza riuscirci), ma sempre con un’espressione beata sul viso. Principesse dai capelli rossi, re e regine, principi azzurri bombaroli, rospi, pacchetti di Camel, lunacezione, piramidi, macchine da scrivere saputelle… e il grande quesito: come far perdurare l’amore? Che grande mistero! Dicono che Tom Robbins o lo ami o lo odi. Io credo di amarlo. Anzi, ne sono certa. Lo so perché sorrido ancora se ci penso. E poi i capelli rossi sono una caratteristica della mia famiglia. Inoltre ho avuto un’infanzia molto felice.

    “Quando se ne va il mistero nel rapporto a due, se ne va l’amore. Semplice, no? Il che spinge a pensare che non tanto l’amore è importante per noi, quanto il mistero stesso. Il rapporto amoroso forse è solo un accorgimento per metterci in contatto con il mistero, e desideriamo che l’amore perduri affinché perduri l’estasi di stare vicino al mistero”.

    http://youtu.be/7DvnVcBbZZQ

    said on 

  • 5

    "Secondo me hai messo qualcosa nel bicchiere per farmi parlare."
    "Secondo me hai messo qualcosa nel bicchiere per farmi baciare."
    [...]
    Quando la baciò, la sua lingua piena di risorse riuscì a superare l'eroica barricata formata fino a quell'istante dai suoi denti.
    [...]
    Se i sorrisi avessero rec ...continue

    "Secondo me hai messo qualcosa nel bicchiere per farmi parlare." "Secondo me hai messo qualcosa nel bicchiere per farmi baciare." [...] Quando la baciò, la sua lingua piena di risorse riuscì a superare l'eroica barricata formata fino a quell'istante dai suoi denti. [...] Se i sorrisi avessero recapiti, quello del sorriso di Bernard sarebbe stato Fermo Posta, Luna. Stette a guardarla con quel tipo di gravità incollata su che i comici indossano quando hanno finalmente l'occasione di fare Amleto.

    said on 

  • 5

    Un grande bluff?

    Il ciclo di vita del prodotto
    E' un modello secondo il quale ogni prodotto, una volta inserito sul mercato, nel corso del tempo segue delle fasi.
    Le variabili sono il tempo e le vendite.
    Le fasi sono:
    -introduzione
    -sviluppo
    -maturità
    -declino (dove ci sono due possibilità: rinascita del prodott ...continue

    Il ciclo di vita del prodotto E' un modello secondo il quale ogni prodotto, una volta inserito sul mercato, nel corso del tempo segue delle fasi. Le variabili sono il tempo e le vendite. Le fasi sono: -introduzione -sviluppo -maturità -declino (dove ci sono due possibilità: rinascita del prodotto o la sua morte) Questo iter però non è uguale per tutti i prodotti: non tutti riescono a toccare tutte le fasi e anche la durata di ogni fase varia.

    http://www.frontpoint.it/it/materiali/grafico_plc.gif

    Ora, cambiamo la variabile "vendite" e sostituiamola con "intensità dei sentimenti" e più o meno si ha il ciclo di vita dell'amore.

    http://docs.google.com/drawings/d/1sXlH8oEbeS0eY7P-cc3ciyMMLTNhKOT4z0xW90-DWzw/edit

    (chiedo venia per la qualità del grafico. Disegnarlo con un touchpad non è stato semplice e ha messo a dura prova la mia pazienza)

    In questo romanzo la domanda "come far perdurare un amore?" è ricorrente. Quello che non capisco è: perché Robbins si tormenta con questa domanda? (alla fine lui darà la sua risposta). Lui vuole prevenire l'ultima fase, quella del declino. Ma bisogna prima arrivarci, caspiterina! Tanti amori, troppi, non superano neanche la fase dell'introduzione! Alcuni, addirittura, non iniziano per niente questo ciclo di vita. Per far perdurare qualcosa, bisogna conoscerla, no? E prima ancora bisogna ri-conoscerla, anzi "ri-conoscersi". E questo è giusto un po' più difficile. A me piace l'incontro tra Daniele e Simona. Lui la riconosce perché nel momento in cui lei gli sorrise (o almeno Daniele ha creduto che quel sorriso fosse per lui) l'odore del pane alle olive fu molto più forte e intenso. http://www.youtube.com/watch?v=3fr1Y9mwwZ0

    Bisogna riconoscersi e soprattutto non lasciarsi sfuggire http://www.ivid.it/trailer/9519/PAPERMAN (dopo aver cliccato sul link bisogna avere qualche secondo di pazienza)

    Per il resto anche qui c'è di tutto. Robbins non si fa mancare niente! (Si può filosofeggiare su tutto: sulla luna; sui fuorilegge; sulle scelte) (E attraverso processi mentali si possono alimentare teorie strampalate sulle piramidi; su popoli di altri pianeti dalle barbe rosse; persino sul packing di un pacchetto di sigarette!) (Et cetera, et cetera, et cetera)

    "Sgranava gli occhi come farebbe qualsiasi persona intelligente quando ciò di cui ha bisogno è una fumatina, un boccone, una tazza di caffè, un po' di figa o una bella storia dal ritmo serrato e invece gli proponi filosofia" Durante la lettura è stata una sensazione ricorrente. Un alternarsi tra questa espressione @_@ (che secondo il vocabolario delle emoticon corrisponde a "perplessità, stordimento") e quest'altra o_O ("stupore", "diffidenza").

    Tom Robbins, un grande bluff?

    said on 

  • 0

    C’era una volta una principessa che si innamorò di un ranocchio, anzi no, di un picchio, e per coronare il suo sogno d’amore superò tante prove: si chiuse a chiave nella torre più alta del castello circondato da rovi di more, chiuse a chiave il suo cuore – ma non la cozzapesca – nel palazzo del ...continue

    C’era una volta una principessa che si innamorò di un ranocchio, anzi no, di un picchio, e per coronare il suo sogno d’amore superò tante prove: si chiuse a chiave nella torre più alta del castello circondato da rovi di more, chiuse a chiave il suo cuore – ma non la cozzapesca – nel palazzo del sultano, chiuse gli occhi alla terra e guardò per giorni e giorni due piramidi ed un cammello, sincronizzò il suo corpo con la luna e divenne dinamitarda. E alla fine, principessa e picchio vissero felici e contenti. Se per sempre, non si sa. Mistero. (non anticipo la risposta alla domanda chiave del romanzo, ovvero “come far perdurare l’amore”)

    Questa è l’ossatura della fiaba postmoderna raccontata dalle dita superveloci di Tom Robbins, schiacchiate su una Remington S L 3 rossa fiammante, fino a quasi alla fine, quando un fuglietiello di carta si sostituirà ai tasti, stremati da cotante avventure e chiacchiere. Della fiaba, il romanzo ha tutte le caratteristiche: famiglia reale in esilio in un’America pomponata e fitta di personaggi sopra le righe - extraterrestri, agenti segreti e guru ambientalisti compresi, agnizione nella servetta quale (il)legittima erede al trono, due ranocchi, uno vero e uno imbottito di cocaina (il mezzo magico) etc etcetera. E a queste si aggiungono, a mò di glassatura e farcitura, pensieri e riflessioni talvolta argutissimi e talvolta un po’ così così, e trentamila divagazioni collaterali. Ho pensato a Moore, Christopher, per lo stile rapido e dissacratorio e grottesco.

    E’ inutile che si cerchi la risposta a tutte le domande che a mò di specchietto per le allodole vengono poste ad inizio libro: non ce ne sono, o se ce ne sono, hanno un connotato immaginifico. Mettiamo il caso che la domanda sia - perché si ha voglia di fumare? – la risposta non può essere che ti questo tipo: “la spiegazione è di una semplicità infinita se solo ci collochiamo in quel profondo interstizio che viene a crearsi tra natura e cultura allorché la gente si prende qualcosa dal mondo naturale incorporandoselo nel fisico. Tre dei quattro elementi sono condivisi da tutte le creature, ma il fuoco è stato un dono per l‟uomo soltanto. Fumar sigarette è il massimo dell’intimità che possiamo permetterci col fuoco senza correre il rischio d’un istantaneo supplizio. Ogni fumatore è l’incarnazione di Prometeo che ruba il fuoco alle divinità e se lo porta a casa. Fumiamo per far nostro il potere del sole, per rappacificare gli Inferi, per riconoscerci nella scintilla primordiale, per alimentarci alla linfa del vulcano. Non è il tabacco che c’interessa, ma il fuoco. Quando fumiamo eseguiamo una versione della danza del fuoco, un rituale antico quanto il fulmine. Significa forse che i fumatori indefessi sono dei fanatici religiosi? Be’, bisogna ammettere che una similarità esiste. Il polmone del fumatore è una vergine ignuda gettata in sacrificio al dio del fuoco.”

    Sacrosanta (?) verità. Come quella relativa a come far perdurare l’amore.

    * altre divagazioni

    http://alea-iactaest.blogspot.it/search/label/Tom%20Robbins

    said on 

Sorting by