Still Life with Woodpecker

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Publisher: Bantam

4.1
(794)

Language: English | Number of Pages: 277 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , Greek

Isbn-10: 0553270931 | Isbn-13: 9780553270938 | Publish date:  | Edition Reissue

Also available as: Hardcover , Mass Market Paperback , Others

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Book Description
Still Life with Woodpecker is sort of a love story that takes place inside a pack of Camel cigarettes.  It reveals the purpose of the moon, explains the difference between criminals and outlaws, examines the conflict between social activism and romantic individualism, and paints a portrait of contemporary society that includes powerful Arabs, exiled royalty, and pregnant cheerleaders.  It also deals with the problem of redheads.
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  • 3

    trovato da Barnes&Noble, ho voluto ripescare dopo trent'anni una gustosa lettura dell'adolescenza. Premetto che è l'unica opera di Robbins che ho letto, e che avrei voluto ripescare altri libri di un' ...continue

    trovato da Barnes&Noble, ho voluto ripescare dopo trent'anni una gustosa lettura dell'adolescenza. Premetto che è l'unica opera di Robbins che ho letto, e che avrei voluto ripescare altri libri di un'America "alternativa", a partire da "Famose patate" di Joe Cottonwood, ma risultano irreperibili.
    Non è facile reggere lo spirito bislacco di Robbins, ma una volta fatto l'orecchio, si viene travolti dalla sua inventiva e dal suo funambolismo verbale; una trama delirante riesce a mettere a fuoco dei bei concetti sull'amore, la vita e il sesso (possibilmente non ortodosso), nonchè su chi ha i capelli rossi, sull'ecologia, le sigarette Camel..

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  • 4

    "Ma cosa si è fumato questo?" è la domanda che sorge spontanea durante le prime pagine. Poi ci si abitua al linguaggio strampalato e ci si ritrova in una fiaba. E' uno di quei libri apparentemente ass ...continue

    "Ma cosa si è fumato questo?" è la domanda che sorge spontanea durante le prime pagine. Poi ci si abitua al linguaggio strampalato e ci si ritrova in una fiaba. E' uno di quei libri apparentemente assurdi che lasciano una potente scia di spunti di riflessione. Mi è piaciuto moltissimo.

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  • 4

    Misticanza all'inglese - 22 giu 14

    Ecco un altro autore di cui avevo sentito parlare abbastanza qua e là durante anni di convivenza con la letteratura, ma che, per una ragione o l’altra, non mi ero mai deciso ad affrontare. A parte i p ...continue

    Ecco un altro autore di cui avevo sentito parlare abbastanza qua e là durante anni di convivenza con la letteratura, ma che, per una ragione o l’altra, non mi ero mai deciso ad affrontare. A parte i panegirici che si trovano un po’ ovunque su di lui (autore di culto, autore esimio, fuoco di fila di trovate intelligenti ed esilaranti) e la sua sbandierata amicizia e vicinanza con Timothy Leary, e-lementi appunto che mi avevano frenato, dopo la lettura devo dire che è moderatamente interes-sante, sicuramente capace nell’uso della scrittura, con quelle capacità descrittive che, probabil-mente, gli derivano anche dagli inizi come critico, sia di arte che di musica. Altrettanto sicuramente, per chi lo conosce, è però anche un emulo di Kurt Vonnegut jr che, personalmente, trovo però più incisivo. C’è la stessa capacità di entrare ed uscire dalla pagina, di parlare a ruota libera un po’ di tutto, di mettere molta carne a fuoco. Troppa forse. E forse con qualche inconcludenza in più. Kurt arrivava sempre al punto, Tom spara a raffica, colpendo un po’ qua ed un po’ là, ma lasciando alla fine il dubbio su quale fossero i suoi “veri” bersagli. O se ci fossero veri bersagli, e non sia tutto frutto di una lunga serata con Tim. A cominciare dal titolo, dove Picchio è maiuscolo non per banalità tipografiche, ma in quanto soprannome di uno dei due personaggi al centro della storia: Pupo “Bernard” Wrangler detto Picchio. L’altro personaggio è, fortunatamente, una donna, la prin-cipessa Leigh-Cheri. E c’è anche una storia, all’interno del lungo narrare di Tom verso il lettore di cose altre. La principessa vive in esilio a Seatlle insieme ai genitori, essendo eredi e spodestati di un’oscura monarchia europea (i Furstenberg-Barcalona). Ventenne vive di sogni e di ambizioni e-cologiche, per cui non appena ne ha notizia parte per un convegno ambientalista mondiale che si deve tenere alle Hawaii. Lì incappa nel Picchio, un fuorilegge dinamitardo con il vizio di far saltare in aria quello che poco gli aggrada. Come gli ecologi da strapazzo. Tra uno scoppio e l’altro, tra i due scoppia la scintilla della passione, e poi dell’amore. Fuggendo dall’isola (Picchio è ricercato dopo un ennesimo scoppio) tornano a Seattle. Leigh-Cheri cerca di introdurlo nella sua famiglia, ma l’anarchico Picchio difficilmente riesce a seguire delle regole (un fuorilegge è sempre fuori della legge). anche se cerca di farlo per amore della bella. La frustrazione dell’insuccesso lo portano ad abbassare la guardia ed a farsi arrestare. La parte centrale vede l’amore di Leigh-Cheri concretiz-zarsi nell’auto-isolamento per stare vicino idealmente al suo amato. Ma dopo 20 mesi di passioni solitarie, l’idea della pubblicità ed ostentazione dell’amore turbano Picchio che sembra mollare l’amata. Che per la frustrazione decide di cedere alle lusinghe dello sceicco A’ben. E per regalo di nozze chiede la costruzione di una nuova piramide. Altri 20 mesi passano e si ultima la costruzione. Intanto, i ribelli hanno rovesciato il governo fantoccio della Barcalona, e messo sul trono Giulietta, la governante nonché sorellastra di Leigh-Cheri. La quale chiede in cambio la liberazione di Picchio. Sorvolando alcuni passaggi, i due si ritrovano il giorno prima delle nozze di lei dentro la piramide con tanta dinamite, tanto champagne e tanta torta nuziale. Lo sceicco cornificato (ma chi cornifica chi?) li vuole morti. Loro, anche a duro prezzo, si salveranno. Vivranno felici e contenti? Questo lo scoprirete se leggete il testo. Ma questo testo è solo il contesto del vero testo di Robbins, che, tra una riga e l’altra se la prende: con i falsi ambientalisti, con Ralph Nader e le sue farneticazioni, con la CIA ed i servizi segreti, con gli arabi presupponenti, con la sinistra radical chic (rappresentata dall’avvocato Nina e da un bel duello verbale tra lei e la principessa), con chi crede nel sovrannaturale, con chi vede segni ovunque. L’idea di base, poi, che fa da motivo conduttore al libro, ed alle agnizioni che arrivano a poco a poco, è la piramide sul pacchetto delle sigarette Camel. E sul fatto che i protagonisti sono entrambi rossi di capello. Tra una lotta immaginata che vede scontrarsi extra-terrrestri di pelo rosso e di pelo biondo, con conseguente nascita delle civiltà Maya, Olmeche, Tolteche e via discorrendo. Ed un parallelo tra la piramide sul biglietto di un dollaro e quella sul pacchetto delle Camel. E sulla nascita delle piramidi stesse, sui loro perché, sul loro essere sempre rivolte ai quattro punti cardinali. Insomma, capite anche voi, da ogni spunto Robbins parte ed imbastisce storie. Anche intriganti. Come tutto il panegirico finale, dove la metafora viene tutta basata sulla parola CHOICE. Scelta, che è l’unica azione degna di essere attuata. Insomma, una bella galoppata, un torrente di parole, a volte, purtroppo, un po’ datate. A volte, come detto sopra, senza una mira precisa, un po’ alla colpirne cento per educarne uno. Ma intrigante, e moderatamente divertente. Capisco inoltre la fatica del traduttore, dove appunto ogni tanto si deve mettere qualche parola in originale, che altrimenti si perdono giochi e nessi. Pur tuttavia, un po’di attenzione in più non avrebbe guastato, quando a pagina 165 si lascia l’inglese Plato invece di usare l’universalmente noto Platone. Ripeto, preferisco Vonnegut, ma Robbins ha qualche freccia al suo arco.
    “Il mio amore per te non ha secondi fini. Ti amo gratis.” (128)

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  • 2

    Quanta fatica per arrivare alla fine, in alcuni punti (pochi) sarà anche divertentente, ma ci sono troppe divagazioni per i miei gusti che rendono difficile lo scorrimento dalla lettura. Peccato, mi a ...continue

    Quanta fatica per arrivare alla fine, in alcuni punti (pochi) sarà anche divertentente, ma ci sono troppe divagazioni per i miei gusti che rendono difficile lo scorrimento dalla lettura. Peccato, mi aspettavo di più!

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  • 5

    Strampalato? Sì, strampalato.
    Delirante? Forse sì, delirante.
    Filosofico? A suo modo sì, filosofico.
    Frizzante? Divertente? Romantico? Ironico? Commovente? Profondo? Surreale? Illogico? Affascinante? ...continue

    Strampalato? Sì, strampalato.
    Delirante? Forse sì, delirante.
    Filosofico? A suo modo sì, filosofico.
    Frizzante? Divertente? Romantico? Ironico? Commovente? Profondo? Surreale? Illogico? Affascinante? Sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì, sì!
    Leggere Natura morta con picchio è stata una corsa a perdifiato per tenere il passo dell’autore (a volte senza riuscirci), ma sempre con un’espressione beata sul viso.
    Principesse dai capelli rossi, re e regine, principi azzurri bombaroli, rospi, pacchetti di Camel, lunacezione, piramidi, macchine da scrivere saputelle… e il grande quesito: come far perdurare l’amore? Che grande mistero!
    Dicono che Tom Robbins o lo ami o lo odi. Io credo di amarlo. Anzi, ne sono certa. Lo so perché sorrido ancora se ci penso.
    E poi i capelli rossi sono una caratteristica della mia famiglia. Inoltre ho avuto un’infanzia molto felice.

    “Quando se ne va il mistero nel rapporto a due, se ne va l’amore. Semplice, no? Il che spinge a pensare che non tanto l’amore è importante per noi, quanto il mistero stesso. Il rapporto amoroso forse è solo un accorgimento per metterci in contatto con il mistero, e desideriamo che l’amore perduri affinché perduri l’estasi di stare vicino al mistero”.

    http://youtu.be/7DvnVcBbZZQ

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