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Stoner

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Publisher: Blackstone Audiobooks

4.4
(3807)

Language:English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Spanish , French , German , Catalan

Isbn-10: 144174830X | Isbn-13: 9781441748300 | Publish date: 

Narrator: Robin Field

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook

Category: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 5

    una toccante storia qualunque

    la storia è irrilevante. il protagonista spento. eppure... eppure dopo un inizio lento in cui ti dici "ma come hanno fatto gli altri a trovarlo un capolavoro?!", incominci a provare qualcosa per quell'uomo di cui vedi scorrere la vita con disinteresse e impotenza. e ti innervosisci e vorresti par ...continue

    la storia è irrilevante. il protagonista spento. eppure... eppure dopo un inizio lento in cui ti dici "ma come hanno fatto gli altri a trovarlo un capolavoro?!", incominci a provare qualcosa per quell'uomo di cui vedi scorrere la vita con disinteresse e impotenza. e ti innervosisci e vorresti parlargli per scuoterlo, per fargli capire che la vita è breve, per urlargli di vivere. e quando poi finisce non puoi fare a meno di piangere e di provare un'infinita compassione.
    il romanzo di una vita così, uguale a quella di miliardi di altre vite, che nasce, scorre e se ne va...

    said on 

  • 5

    Brillant.La vida del protagonista ,la qual en principi no semblaria rellevant ,està contada amb una profunditat, sensibilitat i alhora senzillesa que en alguns moments fan estremir.

    said on 

  • 5

    Un lettore dovesse spiegare cos’è che lo tiene con gli occhi attaccati alla pagina – uno strano senso di giustezza, di verità, di calore persino – farebbe fatica. Niente sangue, niente sesso esplicito ma solo un adulterio che non si nega a nessuno, niente scene madri. Niente indagini o drammi o t ...continue

    Un lettore dovesse spiegare cos’è che lo tiene con gli occhi attaccati alla pagina – uno strano senso di giustezza, di verità, di calore persino – farebbe fatica. Niente sangue, niente sesso esplicito ma solo un adulterio che non si nega a nessuno, niente scene madri. Niente indagini o drammi o thriller o tragedie spettacolari. Nemmeno spiritosaggini. Così risulta difficile dire da dove viene la forza di questo libro. Ché Williams consegna al lettore il racconto di una vita banale e ordinaria, e lo fa con una scrittura piana, pesata in ogni parola, dunque una storia che non sembra avere l’intenzione di essere riscattata attraverso gli artifizi della retorica: di ciò che abitualmente chiamiamo “stile”. Una prosa “sorvegliata”, usava dire una volta. Sobria, con la forza calma di un diesel.

    Le parole-chiave del repertorio, insomma, non bastano. Intanto, un libro come questo dimostra come – lo disse anni fa più o meno così perentorio un (ex?) scrittore come Daniele Del Giudice – lo “stile” non sia una gran cosa, mentre il tono è tutto. Che la scrittura è questione di tono, ecco. Gli è di più: questa storia elementare non solo non sembrerebbe tentare una rivincita attraverso la seduzione capricciosa dello stile ma nemmeno affidarsi a un intreccio avvincente. Si espone difatti al rischio di una stesura lineare, quasi un’ingenua fabula da dilettante, con tanto di sequenzialità cronologica cui non siamo più abituati.

    E invece. Williams, con una forza paziente, incrollabile quanto discreta, e incrollabile quanto quella dell’ineffabile protagonista del suo romanzo, Stoner, va avanti per centinaia di pagine raccontando di un giovane di origini contadine, cresciuto in una fattoria del Missouri, dove la vita è scritta su “dita tozze e callose” che lavorano una “terra dura e secca”, che va a studiarsene agraria da un’altra parte, che se obbedisce ai comandi degli adulti lo fa con distacco, senza lamentarsi, che non capendo granché di letteratura curiosamente s’incaponisce a farne il suo oggetto di studio, fino a diventare professore, che vede fallire il suo matrimonio da subito, e con esso esaurire la sua già scarsa fiducia nella felicità delle relazioni umane… Questo uomo di pietra ma tutt’altro che cinico sembra non farsi travolgere da niente.

    Per questo non sai come prenderlo, Stoner, ti vien voglia di aprirgli la testa e vedere cosa c’è dentro - dedizione assoluta alla disciplina e al lavoro a parte, ma, questo è il punto, non di abbandonarlo. Avverti un senso di verità nella sua vita e nella scrittura che la racconta, raro. Come dice Peter Cameron in un breve scritto compreso nel libro: “La maggior parte degli scrittori, buttato giù il primo paragrafo del romanzo, avrebbero rinunciato”. Direi di più, alla maggior parte degli scrittori non sarebbe nemmeno passato per la testa di raccontare un personaggio del genere. E nel modo in cui lo fa Williams. Per questo è un libro di culto: perché ci vuole uno scrittore per capire quale sia il genio di uno scrittore che non solo rinuncia agli effetti speciali ma raccontandoti una vita del tutto dimenticabile ti lascia senza fiato per l’ammirazione.

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  • 5

    splendido. Incredibile come una vita così banale possa appassionare! Forse perchè le tante piccole insoddisfazioni, fallimenti e banalità della nostra vita... Un libro pieno di personaggi mediocri, di vite mediocri. Si arriva a voler bene al protagonista, nonostante anche lui sia mediocre. Da leg ...continue

    splendido. Incredibile come una vita così banale possa appassionare! Forse perchè le tante piccole insoddisfazioni, fallimenti e banalità della nostra vita... Un libro pieno di personaggi mediocri, di vite mediocri. Si arriva a voler bene al protagonista, nonostante anche lui sia mediocre. Da leggere. Veramente speciale!

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  • 5

    “Questo in me tu vedi, perciò il tuo amore si accresce per farti meglio amare chi dovrai lasciar fra breve”.

    Inebriato da un sonetto di Shakespeare che gli parla attraverso i secoli, Stoner si allontana per sempre dal futuro agreste cui era predestinato, per lasciare un’impronta nel mondo accademico come stoico ed indefesso docente di letteratura. Rassegnatosi ad una vita coniugale votata all’insipidezz ...continue

    Inebriato da un sonetto di Shakespeare che gli parla attraverso i secoli, Stoner si allontana per sempre dal futuro agreste cui era predestinato, per lasciare un’impronta nel mondo accademico come stoico ed indefesso docente di letteratura. Rassegnatosi ad una vita coniugale votata all’insipidezza, che si limita a vivere in una cortina di indifferenza e sopportazione fino alla fine dei suoi giorni, riscopre con nuova cognizione l’amore e si abbandona al sentimento nelle braccia di un’altra donna, cui dovrà rinunciare. Una trama così poco promettente? Si, ma il libro ha ben altre qualità, supportate egregiamente da una scrittura pacata e cristallina. Stoner sembra aver acquisito la duttilità di un metallo che si piega, ma non si spezza, sembra aver capito come gira il mondo e come masticare i bocconi amari che la vita gli ha riservato. E a sessant’anni suonati sa dove sta andando, ma soprattutto è un individuo senza maschere che ha piena consapevolezza di cosa era stato. Stoner è la persona dalle spalle lievemente ricurve che puoi incontrare per strada e non notare perché gli occhi oltrepassano la normalità senza soffermarvisi, eppure avrei una bruciante voglia di incrociare l’eloquenza o l’impenetrabilità di quello sguardo. Nell’ultima parte mi sono sentita come la corda tesa di un violino, ma anche perfettamente conscia che qualcosa mi sia sfuggito.

    Significa….significa….

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  • 3

    Sarò sicuramente impopolare...

    ... visto che questo libro ha riscosso un successo strepitoso, ma pur ammettendo che è scritto benissimo, non mi ha soddisfatta in pieno e non penso assolutamente che sia un capolavoro.
    A parte l'atmosfera piatta, che ci sta bene e che mi aspettavo sin dall'inizio essendomi informata, la se ...continue

    ... visto che questo libro ha riscosso un successo strepitoso, ma pur ammettendo che è scritto benissimo, non mi ha soddisfatta in pieno e non penso assolutamente che sia un capolavoro.
    A parte l'atmosfera piatta, che ci sta bene e che mi aspettavo sin dall'inizio essendomi informata, la sensazione che ho avuto è quella di un libro in cui spiccano soltanto alcune frasi ad effetto, ma non tutto il resto.
    Ovviamente William Stoner è colui al quale il lettore si affeziona di più, ma anche lui, come tutti gli altri personaggi, sia tagliato giù con l'accetta. A parte il suo piccolo mondo universitario, non conosce niente né di politica, né della società, è inerme, affronta il destino a testa bassa e mi sembra completamente ignavo, cosa che sia nei personaggi letterari che in quelli reali non sopporto.
    L'ambientazione temporale mi è piaciuta un sacco e iniziare dagli anni 10' del secolo scorso mi è sembrato molto originale, ma anche lì, la storia scorre troppo frettolosamente per i miei gusti. Considerando che nel corso del libro ci stanno di mezzo due guerre mondiali, avrei apprezzato un po' più di approfondimento, invece per l'appunto l'unico aggettivo che mi viene in mente ripensando a questo romanzo è: ignavo.
    La storia d'amore con Kathrine è la parte più bella e più interessante, ma comunque secondo i miei gusti, definire questo libro "capolavoro" è decisamente troppo.

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  • 5

    Un eroe

    Erano anni che un romanzo del genere non mi prendeva così alla sprovvista. Non avrei mai letto un libro con un titolo ed una trama apparentemente e solo apparentemente banale e scontata. Dopo le prime pagine ero perplesso e mi sono fermato. Un giorno ho deciso non so per quale preciso motivo di r ...continue

    Erano anni che un romanzo del genere non mi prendeva così alla sprovvista. Non avrei mai letto un libro con un titolo ed una trama apparentemente e solo apparentemente banale e scontata. Dopo le prime pagine ero perplesso e mi sono fermato. Un giorno ho deciso non so per quale preciso motivo di ricominciare a leggerlo e l'ho divorato fino alla fine amando la scrittura e i personaggi. Come si fa a non amare una donna buona come Edith e un umilissimo professore dall'eroismo puro come Stoner? Perché di uomini come Stoner non ne esistono proprio più. Per questo il libro piace tanto. Perché cinquantanni fa il mondo era pieno di eroi che salvavano il mondo come William Stoner.

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  • 5

    Una piacevolissima sorpresa

    A primo impatto "Stoner" potrebbe sembrare un romanzo banale e noioso. La realtà è ben diversa. Il protagonista non ha bisogno di viaggiare per fare esperienza di tutte le più importanti emozioni che un uomo può provare durante la sua vita. Gioia, amore, disillusioni, tradimenti, c'è davvero un p ...continue

    A primo impatto "Stoner" potrebbe sembrare un romanzo banale e noioso. La realtà è ben diversa. Il protagonista non ha bisogno di viaggiare per fare esperienza di tutte le più importanti emozioni che un uomo può provare durante la sua vita. Gioia, amore, disillusioni, tradimenti, c'è davvero un po' di tutto in questo romanzo che grazie allo stile dell'autore riesce a regalare una lettura da ricordare per mesi e mesi. Lo consiglio vivamente! Ps: postfazione da incorniciare!

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  • 5

    "Stoner" è un romanzo claustrofobico: è questa la sensazione principale che mi si è incollata addosso, mentre scorrevo le vicende di questo ragazzino che pian piano diventa uomo, prima aiutante dei suoi nella fattoria di famiglia, poi studente universitario e infine professore d'inglese. È un rom ...continue

    "Stoner" è un romanzo claustrofobico: è questa la sensazione principale che mi si è incollata addosso, mentre scorrevo le vicende di questo ragazzino che pian piano diventa uomo, prima aiutante dei suoi nella fattoria di famiglia, poi studente universitario e infine professore d'inglese. È un romanzo che ti mette addosso un senso potente di rabbia, di voglia di reagire. Vorresti entrare nelle pagine, prendere un attimo da parte il personaggio e fargli un bel cazziatone. "Non è possibile, Stoner, falle capire quello che senti!", vorresti urlargli quando si rapporta ad una moglie frigida emotivamente e fisicamente. "Tiragli un cazzotto, a quel coglione!", lo scuoteresti per le spalle, ma forte, per farlo reagire ai ricatti e ai soprusi di un collega infido e serpeggiante. Eppure Stoner non è una vittima, sarebbe troppo facile inquadrarlo come tale. C'è del metodo, nella sua passività, è questo a fare la differenza. È lui, per esempio, a lasciar deflagrare il rapporto con la figlia, lasciandola in balìa delle dinamiche perverse di una relazione coniugale che definire disfunzionale è poco. Non a caso, gli unici momenti in cui ti senti (tu, lettore) libero dal giogo è quando il nostro prof si vive appieno le emozioni belle, quelle che sconquassano: un amore per la letteratura senza confini, e soprattutto la perfezione di una passione segnata prima ancora di iniziare, e proprio per questo, forse, ancora più bella e intensa. Il finale non ve lo racconto, ma mi ha un po' turbata: perché, pur se perfettamente coerente col resto della storia e col personaggio, lascia l'amaro in bocca delle grandi occasioni sprecate. Le ultime pagine, comunque, sono davvero bellissime.
    Nella diatriba fra "capolavoro" e "bufala", dunque, io mi colloco più dalla prima parte. È un romanzo che ha il respiro delle grandi opere dei narratori americani. Piaciutissimo.

    said on 

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