Stoner

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Publisher: Blackstone Audiobooks

4.3
(5726)

Language: English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Spanish , French , German , Catalan , Chi traditional , Swedish

Isbn-10: 144174830X | Isbn-13: 9781441748300 | Publish date: 

Narrator: Robin Field

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook

Category: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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    Nonostante il libro sia stato scritto nel 1965 il romanzo è piuttosto attuale e stupisce come una vita così noiosa possa catturarci fino alle ultime pagine.
    Ma è proprio questa la particolarità del li ...continue

    Nonostante il libro sia stato scritto nel 1965 il romanzo è piuttosto attuale e stupisce come una vita così noiosa possa catturarci fino alle ultime pagine.
    Ma è proprio questa la particolarità del libro…ci si riconosce per certi aspetti in lui, ci troviamo a provare alle volte compassione e affetto, altre volte rabbia e pietà.
    Stoner guarda la sua vita passivamente dal finestrino..studio, lavoro, matrimonio,...senza chiedersi se è questa la direzione che vuole prendere.
    E anche quando arriva ad un punto si ferma a riflettere pensando alle scelte del passato e al futuro che lo attende non riesce comunque ad uscire dal torpore che ha condizionato i suoi anni.
    Finito il libro rimane un misto di rammarico e di voglia di vivere, di vivere una vita diversa, degna di essere considerata vita e non solo ordinaria esistenza.

    said on 

  • 3

    Le prime sei righe del romanzo racchiudono l'essenza della storia narrata: William Stoner si iscrive all'università del Missouri nel 1910, vi si laurea, conferisce il dottorato e vi lavora sino alla m ...continue

    Le prime sei righe del romanzo racchiudono l'essenza della storia narrata: William Stoner si iscrive all'università del Missouri nel 1910, vi si laurea, conferisce il dottorato e vi lavora sino alla morte nel 1956. In questo arco di tempo, pochi altri avvenimenti degni di nota si susseguono: un matrimonio infelice, la nascita, da questa unione, di un'unica figlia con cui Stoner avrà, una volta diventata adulta, solo un rapporto superficiale, la malattia, un cancro, che lo porterà alla morte. Posta in questi termini la storia può apparire terribilmente noiosa e desolata, in realtà, la complessità della personalità di Stoner e di chi lo circonda, ad iniziare dalla moglie Edith, e la ricchezza delle dinamiche sociali e famigliari, la rendono una lettura appassionante ed emotivamente coinvolgente. Già la scelta del nome, Stoner, è emblematica: come una roccia, Stoner sta fermo. Non evolve, non ha il coraggio di prendere decisioni, non nutre ambizioni, si accontenta di ciò che ha conquistato: lo status di professore universitario, una moglie di cui si è infatuato a prima vista ma che non si è preoccupato di conoscere prima di sposarla, tant'è che il matrimonio si rivela un fallimento, una figlia che quand'è piccola vede poco a causa degli impegni professionali e quando diventa adulta ed alcolizzata non riesce ad aiutare, due soli amici dei quali uno muore prematuramente durante la seconda guerra mondiale quando Stoner è ancora uno studente....Stoner è, comunque, un uomo colto ed intelligente, sebbene non riesca, da insegnante, a trasmettere ai suoi allievi la scintilla della passione per il sapere che lo anima, ed è caratterizzato da un'abnegazione per il suo lavoro, che riveste un ruolo fondamentale nella sua grama esistenza. L'autore dipinge Stoner come un inetto sociale, una persona incapace di coltivare delle autentiche relazioni interpersonali, a cominciare dai genitori. Figlio di contadini del Missouri, Stoner li aiuta instancabilmente nel lavoro nei campi tuttavia non riesce ad instaurare un dialogo aperto con loro. Emblematica è la scena in cui Stoner presenta ai genitori la futura moglie: i loro occhi vagano per la stanza o restano bassi e si limitano a scambiarsi solo poche, laconiche, battute. Quella di Edith è un'altra figura complessa, problematica, psichicamente labile, che meriterebbe un'approfondita analisi. Basti sapere che, nonostante non nutra alcun sentimento di affetto per Stoner, si affretta a sposarlo per fuggire da una famiglia d'origine anaffettiva e qualche anno dopo, per tentare di migliorare il menage familiare o, più probabilmente, per mero capriccio, decide di avere un figlio. Cose che continuano, purtroppo, a verificarsi a tutt'oggi. E' facile immaginare che la cura e le attenzioni che Edith darà alla sua bambina saranno discontinue, forzate e superficiali, più per gelosia del rapporto esclusivo che Grace e Stoner hanno durante i primi anni di vita della bambina. Edith non cerca di porre rimedio, con la figlia, agli errori che i suoi stessi genitori hanno commesso con lei anzi, li perpetua, crescendo una figlia priva di autostima, in bilico tra anoressia e bulimia, che non appena se ne profila l'occasione, se ne va di casa, sposando un giovane che la mette incinta. Cose che, purtroppo, succedono a tutt'oggi. In tutta questa desolazione ed aridità dei sentimenti, però, Stoner riesce a conoscere il Vero Amore per una giovane professoressa che frequenta un suo seminario tuttavia, le pressioni esercitate dai suoi superiori quando trapelano notizie del loro amore adulterino, inducono Stoner a rinunciarvi, per non destare scandalo nel mondo accademico. Katherine Driscoll, la giovane amata da Stoner pare essere a conoscenza sin dall'inizio di come si concluderà la loro storia (probabilmente perché è la sola ad aver compreso il carattere e la personalità dell'uomo amato oppure perché lei stessa è una persona incapace di lottare per conquistare ciò che desidera, come Stoner), fatto sta che rinuncia, rassegnata, alla propria felicità e se ne va. Da dire che in quegli anni in cui si svolgono questi fatti ancora non esiste il divorzio. Insomma, l'autore, raccontando la storia di un'esistenza grama, avvilente oserei dire, mette molta carne al fuoco e l'impressione che si ha, non appena raggiunta l'ultima pagina, è che sia sfuggito qualcosa, che non si sia riusciti a cogliere appieno la personalità dei personaggi, che si abbia compreso in modo parziale le ragioni, sovente oscure, che stanno alla base delle azioni di tutti i personaggi. Si ha l'impressione di aver dato troppo frettolosamente un giudizio a fatti e persone e che, anche i personaggi più negativi e malvagi, come Edith o il perfido capo-dipartimento di Stoner, possono godere di qualche attenuante perché, forse, si comportano così perché sono il frutto di un certo contesto famigliare, sociale, economico e non potrebbero essere stati diversi da così. Insomma, un libro che mi è piaciuto molto e che consiglio vivamente perché, tranne qualche parte più lenta (ecco il motivo delle tre stelline e non quattro, che pure avrebbe meritato), è una lettura piacevole e scorrevole.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

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    - Sempre, fin dalle sue prime, maldestre esperienze come matricola del corso di inglese, aveva percepito l’abisso tra i sentimenti che lo studio suscitava in lui e la sua capacità di esprimerli in cla ...continue

    - Sempre, fin dalle sue prime, maldestre esperienze come matricola del corso di inglese, aveva percepito l’abisso tra i sentimenti che lo studio suscitava in lui e la sua capacità di esprimerli in classe. Aveva sperato che il tempo e l'esperienza potessero colmare quell'abisso, ma non era stato così. Più conosceva a fondo un argomento, più profondamente lo tradiva parlandone a scuola. Ciò che prima pulsava di vita avvizziva subito nelle parole e ciò che si muoveva in lui appena pronunciato diventava gelido. E la percezione della sua inadeguatezza lo angustiava a tal punto che quel sentimento si fece costante, diventando parte di lui come la curvatura delle spalle.

    - L’amore per la letteratura, per il linguaggio, per il mistero della mente e del cuore che si rivelano in quella minuta, strana e imprevedibile combinazione di lettere e parole, di neri e gelidi caratteri stampati sulla carta, l’amore che aveva sempre nascosto come se fosse illecito e pericoloso, cominciò a esprimersi dapprima in modo incerto, poi con coraggio sempre maggiore. Infine con orgoglio.

    - Era arrivato a un’età in cui, con intensità crescente, gli si presentava sempre la stessa domanda, di una semplicità così disarmante che non aveva gli strumenti per affrontarla. Si ritrovava a chiedersi se la sua vita fosse degna di essere vissuta. Se mai lo fosse stata. Sospettava che alla stessa domanda, prima o poi, dovessero rispondere tutti gli uomini. Ma si chiedeva se, anche agli altri, essa si presentasse con la stessa forza impersonale. La domanda portava con sé una certa tristezza, ma era una tristezza diffuss che (pensava) aveva poco a che fare con lui o con il suo destino particolare. Non era neanche sicuro che essa sorgesse dalle cause più ovvie e immediate, ovvero da ciò che la sua vita era diventata. Sorgeva, secondo lui, dall'accumularsi degli anni, dalla densità dei casi e delle circostanze e dalla comprensione che era riuscito ad averne.
    Provava un piacere triste e ironico al pensiero che quel poco di conoscenza che si era conquistato l’avesse condotto a tale consapevolezza e che alla lunga tutte le cose – perfino ciò che aveva imparato e che gli consentiva quelle riflessioni – erano futili e vuote, e svanivano in un nulla che non riuscivano ad alterare.

    - Arrivato a quarantadue anni, William Stoner non vedeva nulla di emozionante nel proprio futuro. Del suo passato, poco gli interessava ricordare.

    - A quarantatré anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l’amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un’altra.

    - È facile considerarsi per bene, quando non si ha alcun motivo per non esserlo.”
    “Bisogna innamorarsi, per capire un po’ come si è fatti. A volte, con te, mi sembra di essere la più grande puttana del mondo, una puttana ingorda e fedele. Ti sembra un pensiero per bene?».

    - Faevano l'amore, restavano sdraiti per un po' e tornavano a studiare, come se l'amore e lo studio fossero un unico processo.

    Postfazione Peter Cameron
    - La verità è che si possono scrivere dei pessimi romanzi su delle vite emozionanti e che la vita più silenziosa, se esaminata con affetto, compassione e grande cura, può fruttare una straordinaria messe letteraria.

    - Dio si nasconde nei dettagli e in questo libro i dettagli ci sono tutti.

    - Rileggere un libro amato è come tornare in un luogo sacro in cui nulla è cambiato, esperienza per noi ovviamente impossibile perché il mondo cambia sempre. Se un libro cambia è soltanto perché siamo cambiati noi e lo affrontiamo in modo diverso, ma è sempre una soddisfazione meravigliosa incontrare di nuovo l'universo di un romanzo come questo e avere la certezza che esistono delle cose belle indifferenti alla brutale e inevitabile azione del tempo.

    - E se è possibile perdonarlo perché tollera l'umiliante comportamento di sua moglie, è impossibile perdenarlo, a mio parere, per aver trascurato sua figlia.

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  • 5

    Macché dame di S. Vincenzo .....

    Dovete concedermi una licenza poetica e farmi parlare dell’uomo-merda.
    L’uomo-merda non è una parolaccia, è il tòpos letterario dell’uomo buono, che imperversa in letteratura in innumerevole varianti, ...continue

    Dovete concedermi una licenza poetica e farmi parlare dell’uomo-merda.
    L’uomo-merda non è una parolaccia, è il tòpos letterario dell’uomo buono, che imperversa in letteratura in innumerevole varianti, parte da Enea, passa attraverso gli Schlemil e arriva fino a Beautiful (l’uomo-merda di Beautiful, lo saprete tutti, è Liam).
    L’uomo-merda buona (terza persona singolare del verbo buonare) e mentre lo fa, poiché è un passivo-aggressivo (non casualmente definizione che va molto di moda), subisce un sacco di ingiustizie e catalizza intorno a sé il polo di donne che inizialmente sono un po’ stronzette, poi diventano cattive e, alla fine, si decidono ad essere propriamente malvagie, nel crescendo di ogni dialettica sadomasochistica che si rispetti.
    Una donna che ami Stoner, pertanto, difficilmente sarà una dama di S. Vincenzo, a meno di non considerare quest’ultimo come un travestimento corredato di frustino. Sono finiti i tempi di Didone, che, esasperata, arriva a darsi fuoco per amore dell’uomo-merda. Se oggi una donna priva di pulsioni sadiche ama Stoner non amerà propriamente il personaggio, il quale la irriterà, anzi, soprattutto quando pur di buonare immolerà, con occhio amorevole ma determinatamente passivo, la figlia agli artigli malefici della madre. E qual è oggi la donna che non si identifica in una figlia che ha subito vessazioni dalla madre, che non reclami un risarcimento dal padre e che non si aspetti da lui un’azione una! La donna che ami Stoner senza amare il personaggio, pertanto, chiuderà il libro sospirando e pensando “però era buono, buooonooooooooooo!”.
    Io ho amato Stoner perché è ambiguo e, in ciò, autentico: non è propriamente vero che non fa assolutamente nulla, quando si tratta di abbandonare il padre al suo miserabile destino lo fa senza un plissé e lo stesso fa con la figlia. Ma la sua è l’ambiguità di chi cerca dalla vita una bellezza che il mondo ti concede a caro prezzo, è l’ambiguità di chi è costretto ad agire da un mondo che si muove vorticosamente intorno a te, mentre tu ti incanti nella contemplazione del pelucco che entra dalla finestra. E chi non ha contemplato quello stesso pelucco senza però aver avuto il coraggio di farlo entrare nella sua vita? Se ami la bellezza del modo in cui Stoner è stato scritto non potrai, in fondo in fondo, che capire il personaggio e, un poco, invidiarlo.

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  • 5

    Nessuna storia eccezionale

    La storia di William Stoner si apre nella prima pagina del libro. Si chiude alla seconda.

    Il resto, è tutta letteratura. Ed è un'opera grandiosa, da questo punto di vista, che mostra come le parole, ...continue

    La storia di William Stoner si apre nella prima pagina del libro. Si chiude alla seconda.

    Il resto, è tutta letteratura. Ed è un'opera grandiosa, da questo punto di vista, che mostra come le parole, le frasi, se ben utilizzate, riescano a rendere stupenda anche la monotonia di una vita tutto sommato noiosa, con pochissimi scatti degni di nota.
    E questo è il motivo perché reputo questo libro un'esercizio stupendo. E riuscito.

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  • 5

    Un libro che funziona per "accumulo"

    Stoner è come certe cose, come certi farmaci, che producono i loro effetti per “accumulo”.
    Ogni pagina ha un peso specifico non elevato. Non lacera, non rapisce, non sconvolge. Si procede pagina dopo ...continue

    Stoner è come certe cose, come certi farmaci, che producono i loro effetti per “accumulo”.
    Ogni pagina ha un peso specifico non elevato. Non lacera, non rapisce, non sconvolge. Si procede pagina dopo pagina nella storia del personaggio, lo si accompagna. E pagina dopo pagina, i giorni si stratificano in settimane, che diventano mesi e poi anni.
    Stoner è una vita che passa davanti agli occhi del lettore. E man mano che si avanza in quella vita, si percepisce emotivamente tutto il peso degli anni (e delle pagine) che scorrono. Fino a restarne, alla fine, sconvolti, e rapiti e lacerati.
    A mio parere, il libro perfetto.

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  • 3

    Piacevole lettura, ottima scrittura. A tratti dai ritmi rallentati, ma é importamte che il lettore abbia costanza e si lasci incuriosire perché alla fine ne rimmarrà colpito.
    Come si legge nella postf ...continue

    Piacevole lettura, ottima scrittura. A tratti dai ritmi rallentati, ma é importamte che il lettore abbia costanza e si lasci incuriosire perché alla fine ne rimmarrà colpito.
    Come si legge nella postfazione "È un libro piccolo, dalle modeste ambizioni, ma affronta ed esplora gli interrogativi più imprescindibili e sconcertanti che ci é dato conoscere".

    said on 

  • 4

    Bello. Una bellissima scrittura rende la storia di una vita fondamentalmente piatta avvincente come un romanzo di avventure. Uno di quei libri il cui protagonista diventa talmente familiare che ti par ...continue

    Bello. Una bellissima scrittura rende la storia di una vita fondamentalmente piatta avvincente come un romanzo di avventure. Uno di quei libri il cui protagonista diventa talmente familiare che ti pare di averlo conosciuto nella vita reale. Da leggere.

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  • 3

    Per questo libro devo distinguere il piano della forma da quello del contenuto. Visto che altri lo hanno già elogiato per l’ottima scrittura meglio di quanto sappia fare io, è inutile che io mi metta ...continue

    Per questo libro devo distinguere il piano della forma da quello del contenuto. Visto che altri lo hanno già elogiato per l’ottima scrittura meglio di quanto sappia fare io, è inutile che io mi metta a tessere lodi.

    La storia, invece, non mi ha convinto del tutto. Apprezzo il tentativo di raccontare la vita normale di un uomo normale, le sue gioie e i suoi dolori, i suoi piccoli fallimenti e i suoi ancor più piccoli successi, che somigliano tanto ai nostri. È un obbiettivo ambizioso dato che è enormemente più difficile raccontare la mediocre vita di uno Stoner qualunque che quella di un James Bond. Non è che in tutto il romanzo non succeda niente, come dicono alcuni, succedono solo cose “normali”. È difficile non annoiare il lettore con una storia del genere e Williams è riuscito a farmi interessare abbastanza alla vita di Stoner. Eppure ci sono tre Ma.

    Io da un romanzo cerco anche qualche emozione: gioia, dolore, rabbia, divertimento, qualcosa; voglio affezionarmi ai personaggi, o almeno al protagonista, fosse anche uno stronzo, un inetto o quello che volete voi. Con Stoner ci sono riuscita solo in parte. Sarà pure un uomo buono (anche se non vediamo gli effetti di questa bontà) ma quanto è passivo! Per evitare di iniziare qualsiasi tipo di scontro rinuncia tranquillamente a tutto, quasi non avesse desideri o sentimenti suoi, con una sola eccezione e una sola rivalsa (che poi è stata la parte più interessante). La sua coerenza e la sua pazienza hanno un che di grande ma non è un eroe, si possono perdonargli tante cose ma non il suo comportamento con la figlia. Tutto questo pippone solo per dire che Stoner dovrebbe essere un uomo normale e alla fin fine, certe volte sembra più un androide. Pur essendo raccontato tutto dal punto suo punto di vista mi sembra che mi sfuggano le motivazioni di alcuni suoi comportamenti.

    Secondo Ma: gli altri personaggi. Tutto è talmente incentrato su Stoner che gli altri li vediamo solo di sfuggita e solo in rapporto con lui. Vediamo Edith che si comporta da stronza isterica ma di lei e delle sue motivazioni non sappiamo nulla, eppure a me sembra un personaggio potenzialmente molto interessante. Katherine, Grace, Lomax…ancora una volta, esistono solo in rapporto con Stoner e di loro in realtà sappiamo pochissimo.

    Terzo e più importante Ma: ormai è passato un mese da quando ho finito Stoner e, a distanza di tempo, mi sembra non mi abbia lasciato niente.

    said on 

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