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Stoner

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Publisher: Blackstone Audiobooks

4.4
(3923)

Language:English | Number of Pages: | Format: Audio CD | In other languages: (other languages) Italian , Dutch , Spanish , French , German , Catalan

Isbn-10: 144174830X | Isbn-13: 9781441748300 | Publish date: 

Narrator: Robin Field

Also available as: Hardcover , Paperback , eBook

Category: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Book Description
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  • 0

    Riempie di una tristezza sottile: da subito si capisce che alcune cose e reazioni non ci saranno. Ma non si riesce a non voler bene a Stoner. Perché spesso si conoscono intimamente gli stessi pensieri: davanti ad una finestra aperta, sentendo il profumo delle stagioni, quel "cosa ti aspettavi". D ...continue

    Riempie di una tristezza sottile: da subito si capisce che alcune cose e reazioni non ci saranno. Ma non si riesce a non voler bene a Stoner. Perché spesso si conoscono intimamente gli stessi pensieri: davanti ad una finestra aperta, sentendo il profumo delle stagioni, quel "cosa ti aspettavi". Diverse pagine, e sicuramente le ultime che compongono il capitolo XVII meritano di essere rilette. Si riesce a sentire il calore del sole e lo strisciare del libro che scivola sul pavimento.

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  • 5

    Questo libro ti lascia la sensazione di aver attraversato un'intera vita. Niente di urlato nè di eccezionale, ma... ti affezioni, fai il tifo per quest uomo. lo vorrei rileggere per capire se mi fa lo stesso meraviglioso effetto

    said on 

  • 0

    Non credeva di poter cambiare in quel futuro, ma considerava il futuro stesso come lo strumento, piuttosto che l'obiettivo del cambiamento.
    Uh!
    E ancora:
    un personaggio al limite del ridicolo, per il quale nessuno mai avrebbe potuto nutrire un interesse particolare. Co ...continue

    Non credeva di poter cambiare in quel futuro, ma considerava il futuro stesso come lo strumento, piuttosto che l'obiettivo del cambiamento.
    Uh!
    E ancora:
    un personaggio al limite del ridicolo, per il quale nessuno mai avrebbe potuto nutrire un interesse particolare. Così, quand’ebbe riconosciuto a se stesso i suoi sentimenti per Katherine Driscoll, si preoccupò immediatamente di non far trasparire in alcun modo quel che provava

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  • 4

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/02/19/stoner-john-williams/


    “Ponderatamente, con calma, realizzò che doveva sembrare un vero fallimento. Aveva voluto l’amicizia, e quell’intimità legata all’amicizia che potesse renderlo degno del genere umano. Aveva avuto due amici, e uno dei due ...continue

    https://antoniodileta.wordpress.com/2015/02/19/stoner-john-williams/

    “Ponderatamente, con calma, realizzò che doveva sembrare un vero fallimento. Aveva voluto l’amicizia, e quell’intimità legata all’amicizia che potesse renderlo degno del genere umano. Aveva avuto due amici, e uno dei due era morto insensatamente prima che potesse conoscerlo, mentre l’altro si era ormai ritratto a tal punto tra i vivi, che...
    Aveva voluto l’unicità e la quieta indissolubilità del matrimonio. Aveva avuto anche quella e non aveva saputo che farsene, tanto che si era spenta. Aveva voluto l’amore e ci aveva rinunciato, abbandonandolo al caos delle possibilità. Katherine, pensò. “Katherine”.
    Aveva voluto essere un insegnante e lo era diventato. Eppure sapeva, lo aveva sempre saputo, che per buona parte della sua vita era stato un insegnante mediocre.
    Aveva sognato di mantenere una specie d’integrità, una sorta di purezza incontaminata; aveva trovato il compromesso e la forza dirompente della superficialità. Aveva concepito la saggezza e al termine di quei lunghi anni aveva trovato l’ignoranza. E che altro?, pensò. Che altro?
    Cosa ti aspettavi?, si domandò.”
    (John Williams, “Stoner”, Fazi Editore)

    Quando acquistai “Stoner”, mi accorsi di averlo fatto percependo una sorta di affinità elettiva con “Revolutionary Road”, libro sul quale ho scritto qualche giorno fa; con il senno di poi, devo dire che la differenza di stile tra è profonda, ma c’era qualcosa, leggendo la trama nell’interno di copertina, che mi faceva accomunare due autore pure così distanti come Richard Yates e John Williams, dei quali, peraltro, non avevo letto nulla. Banalizzando, questo qualcosa potrei ridurlo al fatto che entrambi ci descrivono personaggi insoddisfatti, immersi in una mediocrità sia personale che riguardante altri personaggi dei romanzi. Lasciando da parte questo parallelismo, nel quale mi sono immerso per motivi che tuttora mi sfuggono, ricordo che al momento di pagare “Stoner”, l’addetta allo stand della Fazi editori (comprai anche questo alla Fiera della piccola e media editoria), mi chiese come fossi giunto a “Stoner” e le risposi che era stato un passaparola virtuale, considerando che avevo letto diverse opinioni entusiaste sul web.
    La particolarità di questo romanzo è che sin dalla prima pagina noi sappiamo che “William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato di ricerca e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte, nel 1956. Non superò mai il grado di ricercatore, e pochi studenti, dopo aver frequentato i suoi corsi, serbarono di lui un ricordo nitido”. Con questa secca introduzione, l’autore ci dice quasi tutto di ciò che sarà poi oggetto della sua narrazione, omettendo solo altre notizie che potrebbero scoraggiarci dall’intraprendere la lettura, e cioè che Stoner avrà un matrimonio infelice con Edith lungo quarant’anni, due soli amici, uno dei quali morto giovane, un’amate giovane che sembrerà ridestare entusiasmo in lui ma che si rivelerà solo una parentesi, e che sarà ostacolato nella sua carriera universitaria da battaglie meschine da parte di un suo collega. Sullo sfondo, due guerre mondiali che egli vive da lontano ma non per questo in maniera meno drammatica.
    Quanto descritto non sembra essere materia per grandi vicende romanzesche, l’esistenza di Stoner è piuttosto piatta e monotona, non accade granché, a parte qualche morte e qualche separazione improvvisa a dare un ulteriore tocco di malinconia alla lettura; sembrerebbe non esserci grande spazio per una narrazione avvincente e ancora meno per divertirsi leggendo “Stoner”. In effetti, non ci si diverte granché, la scrittura stessa non è quasi mai ironica, è quasi cronachistica, eppure, ed è questo che mi ha fatto apprezzare molto il romanzo e spinto a scriverne, Williams è riesce a trasmettere emozioni tra le righe, senza ricorrere a grandi sceneggiate tra i protagonisti, bensì mostrandoci la loro quotidiana banalità, malinconia, disillusione. Aggiungo che dopo le prime pagine credevo di essermi atteso troppo da questo romanzo, proprio a causa delle impressioni favorevoli che avevo letto da persone che stimo; andando avanti, invece, mi sono reso conto che avevano ragione, e ho letto le ultime cento pagine in apnea, senza riuscire a staccarmi dalle pagine, seguendo Stoner nella sua inesorabile discesa verso la solitudine finale, descritta in maniera magistrale dall’autore.

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  • 5

    la bellezza delle cose semplici

    Ci sono storie di miti in cui lo scrittore non fa altro che raccontare i gesti, la storia .. poi ci sono le store semplici , le storie di tutti i giorni che attraverso il modo di raccontare diventano piccoli gioielli, piccoli capolavori, questo libro riesce a tirare fuori tutte le emozioni, Stone ...continue

    Ci sono storie di miti in cui lo scrittore non fa altro che raccontare i gesti, la storia .. poi ci sono le store semplici , le storie di tutti i giorni che attraverso il modo di raccontare diventano piccoli gioielli, piccoli capolavori, questo libro riesce a tirare fuori tutte le emozioni, Stoner è il racconto di tutti i giorni, delle piccole cose. Amo questo libro .

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  • 5

    Un gioiello, come una vita fin troppo normale e passiva può diventare un romanzo di una potenza rara nella sua semplicità. Alcune pagine sono straordinarie.

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  • 4

    Egocentrico.

    Vista soggettiva su di una vita.Che, come tutte le vite, va a finire con la morte dopo che le scelte si sono trasformate in conseguenze e le nostre aspettative riposte nelle altre persone sono rimaste tradite o siamo stati noi a tradirle, chissà. E se avremo tempo di riflettere un attimo prima ...continue

    Vista soggettiva su di una vita.Che, come tutte le vite, va a finire con la morte dopo che le scelte si sono trasformate in conseguenze e le nostre aspettative riposte nelle altre persone sono rimaste tradite o siamo stati noi a tradirle, chissà. E se avremo tempo di riflettere un attimo prima di e chiederci chi siamo stati, buona fortuna a tutti noi.

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  • 4

    Un romanzo semplice come è semplice il suo protagonista. Una storia lieve a tratti malinconica, una storia normale , comune.
    Il protagonista di questo romanzo è solo un uomo, un uomo qualunque che potrebbe essere sostituito da chiunque, un signor nessuno pescato a caso.
    Nella sua semp ...continue

    Un romanzo semplice come è semplice il suo protagonista. Una storia lieve a tratti malinconica, una storia normale , comune.
    Il protagonista di questo romanzo è solo un uomo, un uomo qualunque che potrebbe essere sostituito da chiunque, un signor nessuno pescato a caso.
    Nella sua semplicità questo libro è meraviglioso.

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  • 5

    normali e finiti

    fa male specchiarsi in questo libro e scoprirsi inetti, passionali, passivi, caparbi, sfortunati, normali...esseri finiti. Un libro magico, a cui bisogna dar credito e lasciare scorrere le prime pagine

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