Stoner

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Editeur: Le Dilettante

4.3
(4910)

Language: Français | Number of pages: | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English , Dutch , Spanish , German , Catalan , Chi traditional , Swedish

Isbn-10: 2842636449 | Isbn-13: 9782842636449 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Mass Market Paperback

Category: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Description du livre
Né pauvre dans une ferme du Missouri à la fin du xixe siècle, le jeune William Stoner est envoyé par ses parents — et au prix de quels sacrifices, à l’université pour y étudier l’agronomie. Hélas, ce grand garçon solitaire va découvrir les livres, la poésie et le monde de l’esprit.
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  • 4

    Solo due cose:
    - Il contrasto. Una volta entrati nel ritmo di una vita banale, per contrasto le piccole battaglie raggiungono una portata epocale.
    - La molteplicità di punti di vista. È vero, seguiamo ...continuer

    Solo due cose:
    - Il contrasto. Una volta entrati nel ritmo di una vita banale, per contrasto le piccole battaglie raggiungono una portata epocale.
    - La molteplicità di punti di vista. È vero, seguiamo solo Stoner e non potremmo mai sapere per davvero la versione degli altri personaggi. Però più volte mi sono ritrovato a pensare che sarebbe fin troppo facile considerare Stoner quello nel giusto e gli altri (Edith, Lomax, Walker) nel torto. L'esempio per eccellenza è Grace, che crescendo diventa una persona completamente estranea alle aspettative dei genitori.

    dit le 

  • 2

    Altri soldi spesi male

    La storia in sé sarebbe anche interessante, ma purtroppo manca lo stile di n Franzen o di un Roth e non sopporto più le letture mediocri di libri che potrebbero essere scritti almeno 10 volte meglio. ...continuer

    La storia in sé sarebbe anche interessante, ma purtroppo manca lo stile di n Franzen o di un Roth e non sopporto più le letture mediocri di libri che potrebbero essere scritti almeno 10 volte meglio. Ciao Stoner, ti abbandono a 70 % di romanzo

    dit le 

  • 5

    Sapere scrivere è un talento, ma sapere realizzare un'opera d'arte con le parole è un dono raro.
    John Williams decide di condividerlo in una maniera rischiosamente sublime: raccontando la vita di una ...continuer

    Sapere scrivere è un talento, ma sapere realizzare un'opera d'arte con le parole è un dono raro.
    John Williams decide di condividerlo in una maniera rischiosamente sublime: raccontando la vita di una persona qualsiasi, senza tentare in alcun modo di sedurre il lettore in nessuna trama originale, avvincente, geniale o eccentrica. A nessun livello razionale o emotiva vuole dialogare l’autore, ma, in maniera delicata e modesta, sapiente ma non erudita, riesce a modellare un autentico pugno allo stomaco, suscitando una marea di emozioni forti e contrastanti.
    Stoner ci riesce senza forzare alcuna empatia con il protagonista, senza incoraggiare alcun giudizio e lanciare nessun messaggio. Ci riesce semplicemente perché è un capolavoro.

    dit le 

  • 4

    Un buon romanzo, ma non un capolavoro

    Terminata la lettura ho atteso qualche giorno prima di scrivere questa recensione e a mente fredda posso dirvi che non è assolutamente il capolavoro di cui si dice in giro. É un buon romanzo, ma nulla ...continuer

    Terminata la lettura ho atteso qualche giorno prima di scrivere questa recensione e a mente fredda posso dirvi che non è assolutamente il capolavoro di cui si dice in giro. É un buon romanzo, ma nulla più. Perché? Se da una parte abbiamo una scrittura molto buona, scorrevole, asciutta, spesso quasi brutale nel mandare avanti il racconto, dall'altra ci sono un po' troppi buchi nel racconto che non vengono riempiti, lasciando più di un interrogativo irrisolto e qualche dubbio.

    William Stoner, il protagonista di questo romanzo, è forse la persona più remissiva mai esistita, al limite del patologico. Contadino figlio di contadini (questo tratto è importante sottolinearlo, come vedremo dopo), a diciannove anni si iscrive al corso di Agraria presso l'università di Columbia, ma qui scopre la letteratura inglese e se ne innamora, cambia corso di studi e diviene addirittura professore. Assistiamo allora alla sua ascesa sociale, coronata da un matrimonio, una figlia, una passione extraconiugale e un lavoro presso l'università che manterrà per tutta la sua vita, il tutto in un arco temporale che va dal 1910 e al 1956.

    Ma non è tutto rose e fiori: la moglie Edith è chiaramente affetta da disturbi mentali, la figlia Grace, schiacciata tra le manie della madre e l'incapacità di relazionarsi del padre, cresce in un mondo tutto suo e appena può fugge via, mentre all'università il vanesio professore Hollis Lomax decide di mettergli i bastoni tra le ruote.

    In tutto questo marasma, Stoner resiste apatico, come se non gliene importasse nulla, come se fosse la vita di un altro, come se fosse una roccia al sole. Spesso in una maniera così irritante da infastidire, che verrebbe voglia di gridargli dietro di reagire, di parlare, di sfogarsi. Ma lui niente, immobile, muto: al massimo qualche parola abbozzata e smozzicata, una frase iniziata e lasciata a metà.

    Come mai è così remissivo? Ce lo dice l'autore: è il suo essere fondamentalmente ancora un contadino e in quanto tale portatore di centinaia di anni di educazione alla sopportazione, contro qualsiasi avversità e condizione. Infatti lo vediamo lavorare indefessamente, prima, durante e dopo gli studi, in maniera ostinata e costante. Quando entra nel contesto borghese delle élite culturali resta un pesce fuor d'acqua e ne viene quasi schiacciato, ma non travolto, continuando a sopportare tutto senza quasi reagire. Quando si relaziona coi sui genitori, li si vede esattamente come lui, incapaci di parlare o dimostrare emozioni, ma buoni solo ad andare avanti che qualcosa dovrà pure succedere.

    Penso che sia questo il fulcro del racconto, quello che veramente l'autore voleva mostrarci col suo racconto e mi stupisce che Peter Cameron nella sua postfazione non l'abbia colto nonostante le sue tre letture del romanzo.

    dit le 

  • 5

    Romanzo di formazione che tratta di un uomo mite e perbene che attraversa pacatamente ed eroicamente la vita. Perchè ci vuole coraggio a rimanere saldi nelle proprie idee e a "fare la cosa giusta". N ...continuer

    Romanzo di formazione che tratta di un uomo mite e perbene che attraversa pacatamente ed eroicamente la vita. Perchè ci vuole coraggio a rimanere saldi nelle proprie idee e a "fare la cosa giusta". Non si può non parteggiare per lui ogni volta che gente piccina tenta di schiacciarlo e lui pacatamente continua per la propria strada, talvolta accettando compromessi, sempre però senza snaturare il prorpio essere. Il libro ha una certa complessità che non lo rende accessibile a tutti, ma che lo farà sicuramente apprezzare e ricordare a quanti lo porteranno a termine.

    dit le 

  • 4

    Una vita normale

    Una vita normale…quella di Stoner, un americano che proviene dal mondo contadino e che trascorrerà tutta la propria esistenza in un ateneo. Stoner decide infatti di studiare letteratura, di rifugiar ...continuer

    Una vita normale…quella di Stoner, un americano che proviene dal mondo contadino e che trascorrerà tutta la propria esistenza in un ateneo. Stoner decide infatti di studiare letteratura, di rifugiarsi nelle biblioteche e allontanarsi quindi dal lavoro nei campi e dalla guerra; vuole insegnare, sino alla fine della sua carriera, le cose che più ama.
    La letteratura e le vicissitudini della vita sembrano solo sfiorare Stoner … lui rimane un uomo tranquillo, apparentemente debole, remissivo ma , forse, soltanto sereno.
    In genere non sono attratta da questi protagonisti, ma Stoner mi ha catturato al punto che ho letto voracemente e molto piacevolmente le pagine del libro desiderosa di arrivare alla fine.
    Una scrittura chiara e limpida come il protagonista; ben delineati tutti i personaggi che ruotano attorno a lui.
    Un romanzo apprezzabile in un momento in cui la vita, per molti, non è altro che un inseguire il successo a tutti i costi.

    dit le 

  • 4

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Anche una mangusta ha una vita più interessante e attiva di ...continuer

    [DISCLAIMER] Questo commento nasce da un'esigenza ironica e non vuole screditare né il libro né l'autore né gli altri lettori [/DISCLAIMER]

    Anche una mangusta ha una vita più interessante e attiva di quella di Stoner.

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  • 5

    Semplice e per questo straordinario

    é sorprendente come il racconto di una vita semplice e prevedibile possa risultare così straordinario. L'intento dell'autore non è di certo quello di stupirci con accadimenti straordinari, tanto che s ...continuer

    é sorprendente come il racconto di una vita semplice e prevedibile possa risultare così straordinario. L'intento dell'autore non è di certo quello di stupirci con accadimenti straordinari, tanto che sappiamo già fin dalle prime righe del romanzo come si concluderà la storia di Stoner.
    Stoner è un uomo semplice, dalle umili orgini, e che conduce una vita altrettanto semplice. Non è vero che non accade nulla in questo romanzo: accade semplicemente quello che potrebbe succedere a un uomo qualunque che abbia vissuto in quel periodo storico. Studi, una modesta carriera come insegnante universitario, una famiglia: Stoner affronta i piccoli e grandi problemi quotidiani.
    Stoner non è un eroe, non è una figura affascinante, è un uomo qualunque.
    Nonostante questo, il romanzo è toccante ed è raccontato con delicatezza e naturalezza. Merita senza dubbi una lettura!

    dit le 

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