Stoner

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Editeur: Le Dilettante

4.3
(5985)

Language: Français | Number of pages: | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English , Dutch , Spanish , German , Catalan , Chi traditional , Swedish

Isbn-10: 2842636449 | Isbn-13: 9782842636449 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Mass Market Paperback

Category: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Description du livre
Né pauvre dans une ferme du Missouri à la fin du xixe siècle, le jeune William Stoner est envoyé par ses parents — et au prix de quels sacrifices, à l’université pour y étudier l’agronomie. Hélas, ce grand garçon solitaire va découvrir les livres, la poésie et le monde de l’esprit.
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  • 5

    Era da tanto che non leggevo un romanzo scritto così bene. Una prosa limpida, scorrevole. Leggendo mi sono trovata a sentire e capire perfettamente i sentimenti e le sensazioni del protagonista. Appa ...continuer

    Era da tanto che non leggevo un romanzo scritto così bene. Una prosa limpida, scorrevole. Leggendo mi sono trovata a sentire e capire perfettamente i sentimenti e le sensazioni del protagonista. Apparentemente è un uomo comune, senza qualità, ma a mano a mano che la storia si svolge, mi sono trovata ad ammirare l' eroismo quotidiano, la dolcezza e la forza, la passione e la capacità di stupirsi di Stoner. Un personaggio che resta nel cuore del lettore. Un libro scritto magistralmente. Consigliato

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  • 5

    STONER & WILLIAMS

    Apri la credenza e trovi Stoner, che con quella mezza faccia in copertina sembra fatto apposta per darti l'impressione di far capolino, lo stesso se scegli un blazer dentro l'armadio, quando nel frigo ...continuer

    Apri la credenza e trovi Stoner, che con quella mezza faccia in copertina sembra fatto apposta per darti l'impressione di far capolino, lo stesso se scegli un blazer dentro l'armadio, quando nel frigo afferri qualcosa per dissertarti, nel bagno. 'Stoner' è ovunque! questo per dire che da quando uscì in Italia nel 2012 (Fazi Editore) mi è stato regalato sempre, da lettori e addetti ai lavori. E alla fine tra una cosa e l'altra sono arrivato a leggerlo. Il romanzo di Williams riesce nell'intento di fare di una storia apparentemente minimale, come lo sono tante in fondo, un grande e commovente affresco esistenziale. Un romanzo potente, ambientato nella prima metà del '900, che mette a fuoco le dissolvenze d'animo, quelle delle occasioni afferrate, mancate, rese impossibili o meno dalle circostanze e dagli eventi. La vita di un professore universitario, un matrimonio sbagliato, l'amore trovato e abbandonato, una carriera mozzata. Un senso struggente del tempo che passa, della vita che in fondo è così come viene e intanto gli anni si susseguono, come le stagioni della vita, intrecciate a primavere e inverni che ricorderemo di più o di meno. Il romanzo afferra nel non spiegato ma abilmente descritto con ispirazione, le impostazioni familiari che contribuiranno a condurci per tutta la vita, come per quelle che riguardano la figlia di Stoner, Grace. Più misteriosa la figura della moglie Edith, che suscita una grande curiosità, ma di cui intuiamo solo qualcosa del male che l'attanaglia, mentre in Stoner le sue inadeguatezze si configurano come un retroterra culturale fatto di substrati generazionali dediti alla fatica nei campi, all'asprezza di un certo mondo. Si rivelano decisivi i comportamenti simulati o dissimulati, capziosi, siano essi volenti o nolenti, dove si esprimono più spesso le cattiverie che le bontà d'animo. Facile scorgere in questo romanzo le fila della vita vissuta, osservata e trasfigurata di John E. Williams, cresciuto in una famiglia modesta, poi sergente nella seconda guerra mondiale e quindi assistente professore a Denver. Autore di quattro libri di narrativa e due sillogi; 'Stoner' è il suo non voluto testamento artistico, anche perché successivamente pubblicò 'Augustus', che ebbe qualche importante riconoscimento, e un romanzo incompiuto: 'Il sonno della ragione'. Nel '65 quando 'Stoner' uscì ebbe poca eco, poi venne editato nuovamente nel 2003 e nel 2006. Il passaparola ne ha fatto uno dei bestseller di questi anni.

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  • 5

    Inizi a leggerlo e pensi "ora mi tocca sopportare la vita di sto tizio per 320 pagine" e invece quasi da subito inizia a incuriosire perché si vuole capire l'evoluzione della monotonia che affligge St ...continuer

    Inizi a leggerlo e pensi "ora mi tocca sopportare la vita di sto tizio per 320 pagine" e invece quasi da subito inizia a incuriosire perché si vuole capire l'evoluzione della monotonia che affligge Stoner da sempre. La scrittura è lineare, chiara, esplicativa ed è proprio quello, forse, che rende Stoner un libro bellissimo.

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  • 4

    il paragrafo iniziale del libro toglie ogni sorpresa sulla trama e chiarisce subito la prospettiva: L'autore tiene a dirlo, la storia di Stoner e' una storia come tante altre. La storia raccontata poi ...continuer

    il paragrafo iniziale del libro toglie ogni sorpresa sulla trama e chiarisce subito la prospettiva: L'autore tiene a dirlo, la storia di Stoner e' una storia come tante altre. La storia raccontata poi, con minuzia e assenza di giudizio ci fa scoprire poi che come tutte le altre storie la storia di Stoner e' una storia unica. E in modo pudico non ci si interroga tanto sul senso della vita ma si descrive il modo in cui un individuo l'ha attraversata, fallimenti e successi, il confine e' sottile. Cosi' come e' sottile il confine tra scelte fatte e subite, o accettate. E poi ci sono le persone che hanno accompagnata la vita, come un piccolo coro di attori e comparse piu' o meno consapevoli. C'e' un senso di solitudine di fondo che e' il senso della solitudine esistenziale di cui siamo fatti. E poi c'e' lo spazio temporale, Stoner e' uomo di inizio novecento, vive le due guerre e le trasformazioni che ne conseguono, e i valori che cambiano.

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  • 4

    È la storia di Stoner e di altri mille come lui, una storia che di straordinario non ha nulla, eppure non ha niente da invidiare alle vicende di personaggi ben più famosi e ben più romanzeschi.
    Più le ...continuer

    È la storia di Stoner e di altri mille come lui, una storia che di straordinario non ha nulla, eppure non ha niente da invidiare alle vicende di personaggi ben più famosi e ben più romanzeschi.
    Più leggevo è più provavo emozioni forti da quasi darmi fastidio: ansia, rabbia, frustrazione, cocenti esattamente come quelle che provate nella vita di tutti i giorni.

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  • 4

    La storia bellissima di un uomo mediocre

    Probabilmente se non fosse stato per tutta la pubblicità che questo libro ha avuto nei mesi scorsi io non lo avrei mai letto. E sarebbe stato un vero peccato. Mi è piaciuto molto come questo scrittore ...continuer

    Probabilmente se non fosse stato per tutta la pubblicità che questo libro ha avuto nei mesi scorsi io non lo avrei mai letto. E sarebbe stato un vero peccato. Mi è piaciuto molto come questo scrittore ha raccontato la storia, come ha descritto gioie ma soprattutto dolori di una persona normale. Il finale poi è eccezionale, degna quadratura del cerchio. Ho letto molti best seller ultimamente e difficilmente mi hanno accontentato. Questa è l'eccezione che conferma la regola. Bravo Williams, non mancherò di leggere altre tue opere!

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  • 4

    Quado un finale salva un romanzo.

    La storia di William Stoner, un uomo che sin da giovane fatica a dare un senso alla vita. Si narra delle sue origini umili, dei genitori decisamente poco inclini a manifestazioni di affetto, del suo r ...continuer

    La storia di William Stoner, un uomo che sin da giovane fatica a dare un senso alla vita. Si narra delle sue origini umili, dei genitori decisamente poco inclini a manifestazioni di affetto, del suo rifugio nel mondo della letteratura , l'unico baluardo di sopravvivenza; si racconta anche di un matrimonio dichiarato fallito appena nato, di angherie lavorative, di un amore impossibile.
    Stoner é insieme un idealista ed un uomo di una passività sconcertante: questo il tratto meno convincente del romanzo. Il protagonista da una parte viene introdotto al lettore come un uomo che stoicamente reagisce alla vita, dall'altra però subisce, indolente e rinunciatario, le sconfitte del vivere. Questi due tratti, così come imbastiti dall'autore, rendono Stoner un uomo che sfiora spesso lo statico vittimismo.
    La prosa é essenziale, con periodi semplici e un lessico volutamente limitato, quasi a voler stigmatizzare, con il linguaggio, l'inazione quotidiana della cadenzata vita del protagonista.
    Nell'ultimo capitolo, l'unico passaggio empatico del romanzo , John Williams, con raffinata sensibilità, racconta quell'unico confuso istante in cui vita e morte convivono.

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  • 5

    Un giorno il mio professore di lingua greca ci disse che non ci si può considerare laureati in lettere né antiche né moderne se non si abbia prima letto Il ritratto di Dorian Gray. Il vecchio saggio l ...continuer

    Un giorno il mio professore di lingua greca ci disse che non ci si può considerare laureati in lettere né antiche né moderne se non si abbia prima letto Il ritratto di Dorian Gray. Il vecchio saggio lo citava infatti come esempio dell'utilizzo sapiente di aggettivi e avverbi, di descrizioni cesellate che insegnano ad essere analitici ma anche a cogliere immediatamente l'essenza delle cose. Come nel romanzo di Oscar Wilde anche nel presente ho individuato le stesse caratteristiche; come in Dorian Gray anche nel presente romanzo non succede molto, è la storia di una vita con le sue bassezze e i suoi lirismi.
    Avendo io ho abortito una carriera universitaria appena agli inizi, ho apprezzato molto le pagine che spiegavano i meccanismi che regolano i rapporti accademici e l'attrazione che determinati tipi di persona provano per la vita universitaria espressi per bocca dell'amico del protagonista, David Masters, e di come poco abbia a che fare la carriera con il merito.
    Ho trovato magnifico il modo con cui l'autore sia riuscito a penetrare fin nelle pieghe dei sentimenti per poterli dispiegare e spiegare al meglio. Se all'inizio trovavo fastidioso l'imbarazzo che il protagonista e altri personaggi del libro provavano nel maneggiare la propria sfera emotiva, poi mi sono ricreduta con il passare delle pagine. Non è facile essere in contatto con il proprio io ed essere sempre consapevoli di quel che si è, della propria vera natura e delle proprie ambizioni o aspirazioni.
    Quello che mi ha fatto ricredere è stato anche lo scoprire da ignorante quale sono che questo libro è stato scritto nel 1965 e non è opera recente. Appare dunque un po' più accettabile, se non normale, la difficoltà con cui i personaggi parlano dei propri sentimenti. Bisogna infatti sempre calare le caratteristiche di un romanzo nel contesto storico e culturale a cui appartiene.
    Questa riflessione mi ha ricordato quanto poco i miei compagni del ginnasio riuscissero a sentire nelle proprie corde la società descritta da Omero nei suoi poemi epici. L'ostacolo non era nella lingua greca o nella traduzione in cui si leggeva il capolavoro omerico, bensì nella mente dei ragazzi che non riuscivano a concepire che potesse essere altrettanto giusto, altrettanto colto, altrettanto normale un mondo molto diverso dal nostro. Lo studioso Havelock definì i poemi omerici come una sorta di enciclopedia tribale: in essi infatti vi si trovava descritto e raccontato tutto lo scibile in ambito bellico, agricolo, mitologico- religioso, tecnico scientifico e medico che veniva ritenuto utile far conoscere all'uditorio. Ecco, mutatis mutandis, anche questo particolare mi è tornato in mente mentre leggevo - o meglio, ascoltavo - Stoner: questo romanzo mi è infatti sembrato una sorta di enciclopedia tribale dei sentimenti, della sfera affettiva e psicologica dell'America dell'epoca. Una sorta di manuale da consultazione che varrebbe la pena possedere in forma cartacea per poterlo sottolineare nei punti salienti.
    Io ho usufruito dell'audiolibro messo a disposizione dalla piattaforma della mia rete bibliotecaria. La voce di Sergio Rubini, per quanto incline alla cantilena, era molto piacevole.
    Molte riflessioni mi ha stimolato questo romanzo, ma ne riporto solo una.
    Purtroppo, di donne come Edith, la moglie del protagonista, ne è pieno il mondo (mia nonna è identica). Credo sia una forma di esaurimento o squilibrio mentale latente e congenito, il suo, che aspetta solo di essere gravato dalle responsabilità familiari per diventare eclatante. Prima o poi un medico o uno psichiatra studierà il fenomeno e gli darà un nome, magari suggerendo a chi ne è affetto di evitare sofferenza altrui stando alla larga dai rapporti sociali e fisici. Intanto poveracci come Stoner o mio nonno e mia mamma vengono ancora schiacciati da queste personalità egoiste e impositive.

    In conclusione, le 5 stelle non sono io ad attribuirle all'opera, è lei che se le prende.

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  • 4

    Sarà perché non mi aspettavo niente, ma l'ho trovato davvero un bel libro. Se mi avessero accennato la trama (il racconto di un ragazzo che parte dalla campagna per studiare agraria, poi cambia idea, ...continuer

    Sarà perché non mi aspettavo niente, ma l'ho trovato davvero un bel libro. Se mi avessero accennato la trama (il racconto di un ragazzo che parte dalla campagna per studiare agraria, poi cambia idea, diventa professore di lettere e ha una vita divisa tra l'insegnamento e un matrimonio complicato) probabilmente non l'avrei letto. Invece Stoner è riuscito a coinvolgermi. I personaggi sono tratteggiati in maniera mirabile e anche il modo in cui Williams descrive le varie situazioni è decisamente intrigante. Consigliato.

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