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Stoner

By

Editeur: Le Dilettante

4.3
(4293)

Language:Français | Number of pages: | Format: Paperback | En langues différentes: (langues différentes) Italian , English , Dutch , Spanish , German , Catalan , Swedish

Isbn-10: 2842636449 | Isbn-13: 9782842636449 | Publish date: 

Aussi disponible comme: Mass Market Paperback

Category: Education & Teaching , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Description du livre
Né pauvre dans une ferme du Missouri à la fin du xixe siècle, le jeune William Stoner est envoyé par ses parents — et au prix de quels sacrifices, à l’université pour y étudier l’agronomie. Hélas, ce grand garçon solitaire va découvrir les livres, la poésie et le monde de l’esprit.
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  • 5

    Libro meraviglioso, scritto magnificamente, con una prosa asciutta ed essenziale, al totale servizio di una storia
    ordinaria ma al tempo stesso avvincente ed emozionante.
    Grande scrittore! ...continuer

    Libro meraviglioso, scritto magnificamente, con una prosa asciutta ed essenziale, al totale servizio di una storia
    ordinaria ma al tempo stesso avvincente ed emozionante.
    Grande scrittore!

    dit le 

  • 5

    UN CAPOLAVORO

    Mi è rimasta quella strana sensazione, provata ahimè poche volte, che qulasiasi libro leggerò successivamente sarà irrimediabilmente banale.

    dit le 

  • 3

    Pensavo di trovarmi davanti ad un romanzo e per di più appassionante, visto le recensioni.... Mi sono trovata davanti al racconto della vita del protagonista, se pure con cose da raccontare, esposto i ...continuer

    Pensavo di trovarmi davanti ad un romanzo e per di più appassionante, visto le recensioni.... Mi sono trovata davanti al racconto della vita del protagonista, se pure con cose da raccontare, esposto in modo piuttosto monotono. Poche le pagine in cui mi sono lasciata trasportare dalle vicende.Mi spiace..... Vorrei dare un'altra chance a questo libro. Magari più avanti.

    dit le 

  • 4

    Vita ordinaria in ottima letteratura

    Anche volendo non si può rivelare gran che di quanto accade al protagonista di questo bel romanzo, un professore universitario, ma in fondo una persona comune, con una vita fatta di episodi e relazion ...continuer

    Anche volendo non si può rivelare gran che di quanto accade al protagonista di questo bel romanzo, un professore universitario, ma in fondo una persona comune, con una vita fatta di episodi e relazioni che potrebbero accadere nella vita di chiunque, in qualsiasi parte del mondo occidentale, a prescindere dal lavoro e dalla condizione sociale.
    Ma la lettura riesce ugualmente ad essere affascinante e coinvolgente: merito della prosa di Williams, mai sopra le righe, ma sempre capace di attrarre all'interno delle personalità e degli stati d'animo dei personaggi, facendoceli sentire sempre più vicini nel corso del libro, fino al dispiacere del distacco, che arriva con la lettura dell'ultima pagina

    dit le 

  • 5

    UNA VITA

    Williams in quest'opera si rivela uno scrittore straordinario. La sua prosa è magnifica. C'è in essa una disarmante autenticità.
    L'Autore racconta il suo personaggio con molto rispetto e tenerezza.
    ...continuer

    Williams in quest'opera si rivela uno scrittore straordinario. La sua prosa è magnifica. C'è in essa una disarmante autenticità.
    L'Autore racconta il suo personaggio con molto rispetto e tenerezza.
    Stoner si avvicina alla letteratura gradualmente, ma tenacemente; supera gli svantaggi pregressi; diventa insegnante all'Università. Soprattutto, la letteratura e l'insegnamento diverranno 'ragione di vita' , tanto più che la sua realtà familiare è spesso fonte di delusione e sofferenza: ben presto comprende che il matrimonio con la donna di cui si era infatuato è stato un azzardo...
    Chi coltiva un certo stereotipo della letteratura americana contemporanea troverà in questo libro una gradita sorpresa : si tratta di un'opera fra le più belle del '900 letterario.

    dit le 

  • 5

    Ordinary people

    Alla fine ha conquistato anche me. William Stoner, professore alla Columbia University, campione dell'ordinary people, è l'esca di una trappola ben congegnata; il suo percorso prosegue in linea retta ...continuer

    Alla fine ha conquistato anche me. William Stoner, professore alla Columbia University, campione dell'ordinary people, è l'esca di una trappola ben congegnata; il suo percorso prosegue in linea retta senza sussulti, pervaso da questa estenuante moderazione, hai la sensazione di avere davanti un uomo qualunque e non un "personaggio". Io come la maggioranza dei lettori sono ipersensibile ai "personaggi", quelli più assurdi, bohemien, decadenti o eccentrici, quelli che esplodono letteralmente tra le righe, mentre Stoner è un vero e proprio azzardo letterario, tanto è sfacciatamente contenuto e prevedibile nelle sue reazioni. Detto questo, Williams imbastisce qualche sobbalzo alla trama qua e là per non perdere del tutto il lettore (c'è il rapporto difficile con la moglie Edith, la figlia Grace, la sua nemesi accademica Holly Lomax) portandolo verso un amaro finale dove risulta chiara la "trascendenza" dello scrittore (termine rubato dalla bella postfazione di Peter Cameron). Sì forse è una questione di vibrazioni intime, generalmente non è un trucco così difficile far tintinnare il cristallo della lacrima. Ma la camera in cui si svolge l'atto finale, triste arena mistica, è pennellata con un tocco veramente divino.
    Fuori dalla privata siepe delle emozioni, quella di Stoner è la storia di un insuccesso editoriale nel mercato USA, a cui è corrisposto un incredibile successo tardivo in Europa (prima in Francia, poi in Italia); l' ordinarietà che pervade il romanzo non era particolarmente gradita agli americani negli anni '60, fedeli al modello Gatsby. In Europa lo scopriamo solo qualche anno fa, e scocca l'amore a prima vista. Misteri transoceanici.

    dit le 

  • 4

    LEGGETELO

    Il libro narra la vita di un uomo comune, con una vita comune, con aspirazioni comuni..anzi forse addirittura sotto la norma. Una delusione quindi? No! Al contrario..come lo scrittore sia riuscito a r ...continuer

    Il libro narra la vita di un uomo comune, con una vita comune, con aspirazioni comuni..anzi forse addirittura sotto la norma. Una delusione quindi? No! Al contrario..come lo scrittore sia riuscito a rendere entusiasmante questo racconto ancora non l'ho capito ma non rileggo mai due volte lo stesso libro quindi probabilmente resterà un mistero per me :-) L'ho divorato in pochi giorni, non riuscivo proprio a staccarmi da lui.

    dit le 

  • *** Ce commentaire dévoile des détails importants de l\'intrigue ! ***

    1

    Pensavo fosse un romanzo, invece era Michelangelo Antonioni

    Mi viene in mente Orson Welles che, durante un'intervista, criticò pesantemente Michelangelo Antonioni, un collega che con ogni probabilità non apprezzava minimamente: "Guardi un suo film e vedi l'inq ...continuer

    Mi viene in mente Orson Welles che, durante un'intervista, criticò pesantemente Michelangelo Antonioni, un collega che con ogni probabilità non apprezzava minimamente: "Guardi un suo film e vedi l'inquadratura ferma su un paesaggio anonimo. Poi pensi che staccherà l'inquadratura, e invece quella rimane lì. Passa un po' di tempo e ti convinci che ora è il momento che la cambierà, e niente lui continua imperterrito. Poi realizzi che è veramente troppo, ma lui se ne frega e continua a stare lì fermo, fino allo sfinimento".
    Ecco, Stoner è esattamente così. Sarebbe ingiusto dire che non succede niente, anche perché qualcosa succede: la storia, sebbene a monoblocchi e lenta come un bradipo zoppo, si muove, ma ciò che rimane fermo è tutto il resto, un deserto rosso di stile, ritmo, complessità, piscologia. Non c'è nulla, c'è solo l'eterno riposo dei sensi e una cattiveria quasi subdola nel portare avanti senza pietà una narrazione di una piattezza e anonimità spudoratamente imbarazzanti.

    Tutto il libro è costellato di personaggi poco credibili, a partire dal protagonista stesso, prima contadino analfabeta e un tantino ritardato (parla a monosillabi, lavora in silenzio, non si fa un amico che fosse uno in quattro anni di Università) che strada facendo si scopre, però, tenero amante delle lettere fino a diventare professore, poi scrittore di buon successo e, infine, verbosissimo cattedratico dalla sconfinata cultura. Idem patatesco per la moglie, che definire bipolare è un insulto alla categoria: si sposa non sapendo perché, passa la notte di nozze come una cavalletta spiaccicata, poi di colpo desidera un figlio e diventa ninfomane. Una volta ingravidata torna a fare l'insetto, poi sparisce e dopo un annetto si ripresenta dal marito tutta fighetta, radical freak e contornata da amici artisti. Infine cerca di portarsi via la figlia avuta con Stoner, dopo che per tutto il tempo precedente se l'era filata come un vegano si fila un biancostato.

    Sarò io la mosca bianca, ma in questo romanzo non ci ho trovato davvero niente. Non l'ho trovato per nulla straziante, né toccante, ci ho colto solo un'anaffettività prolungata che ti distrugge dentro per l'inutilità dello sforzo che fai per leggerlo. Il racconto viene portato avanti con patetici tentativi di constestualizzazione storica riportando qua e là con una tristezza che ne manco Marcel Marceau fatto di assenzio i fatti dell'epoca (l'affondamento del Lusitania, la Prima Guerra Mondiale, il Proibizionismo, il crollo di Wall Street, ecc...), ma sullo sfondo rimane il nulla-consistente protagonista, che non fa assolutamente niente se non guardare se stesso non fare niente. In definitiva un personaggio verosimile come il Tavernola San Felice in finale di Champions League, monotono e prevedibile da volerlo pigliare a schiaffi alla terza pagina e talmente idiota da non sembrare nemmeno lontanamente vero. E come lui tutti gli altri personaggi, rimbambiti da manuale tratteggiati con una sensibilità da muratore e con la profondità di una piscina per puffi.

    Di tutto il malloppone si salva la parte del matrimonio - dove ci sono cose talmente ridicole che suscitano almeno un sorriso - purtroppo immediatamente seguita da quella sulla querelle universitaria Lomax-Walker, che toglierebbe la pazienza al più paziente dei padri certosini.

    Ora capisco perché questo pastone di 322 pagine (715 percepite) è rimasto sconosciuto per 50 anni e, soprattutto, perché la Fazi ha realizzato una confezione così furbetta e un battage mediatico degno delle televendite del Baffo.

    Oh, mi sono sfogato.

    dit le 

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