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Stoner

By John Williams

(4)

| Paperback | 9782842636449

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Book Description

Né pauvre dans une ferme du Missouri à la fin du xixe siècle, le jeune William Stoner est envoyé par ses parents — et au prix de quels sacrifices, à l’université pour y étudier l’agronomie. Hélas, ce grand garçon solitaire va découvrir les livres, la Continue

Né pauvre dans une ferme du Missouri à la fin du xixe siècle, le jeune William Stoner est envoyé par ses parents — et au prix de quels sacrifices, à l’université pour y étudier l’agronomie. Hélas, ce grand garçon solitaire va découvrir les livres, la poésie et le monde de l’esprit.

984 Reviews

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    Capolavoro "riscoperto" della letteratura americana. John Williams costruisce una scrittura perfetta, che conferisce alla vicenda un tono essenziale, paradigmatico, inesorabile. Una riflessione di rara profondità sull'amore, sul successo, sulla felic ...(continue)

    Capolavoro "riscoperto" della letteratura americana. John Williams costruisce una scrittura perfetta, che conferisce alla vicenda un tono essenziale, paradigmatico, inesorabile. Una riflessione di rara profondità sull'amore, sul successo, sulla felicità.

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    dv said on Oct 21, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una vita piatta e desolata? Suvvia, quanti di noi avrebbero con tanta pervicacia fronteggiato il potere dell'arroganza e della furbizia? O non si sarebbero arresi subito di fronte alle richieste dei superiori, perchè tanto a che serve combattere, meg ...(continue)

    Una vita piatta e desolata? Suvvia, quanti di noi avrebbero con tanta pervicacia fronteggiato il potere dell'arroganza e della furbizia? O non si sarebbero arresi subito di fronte alle richieste dei superiori, perchè tanto a che serve combattere, meglio tenersi il posticino e magari fare carriera andando avanti a compromessi...? E quanti si sarebbero dati totalmente senza veli nè paure ad un amore che rivela il vero essere profondo di ogni uomo?
    Presto, leggendo di William Stoner mi è balenata nella mente l'immagine di Walter White, e non mi ha più lasciata.
    "L'ho fatto per me. Mi piaceva... ed ero bravo. Ed ero davvero... mi sentivo vivo." (W.W)

    "Non era una passione della mente e nemmeno dello spirito: era piuttosto una forza che comprendeva entrambi, come se non fossero che la materia, la sostanza specifica dell'amore stesso. A una donna o a una poesia, il suo amore diceva semplicemente: Guarda! Sono vivo!"
    Stoner ha vissuto, ed io mi auguro di morire con i suoi stessi pensieri... "Una morbidezza lo avvolse e un langure gli attraversò le membra. La coscienza della sua identità lo colse con una forza improvvisa, e ne avvertì la potenza. Era se stesso, e sapeva cosa era stato."

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    Ella Blue said on Oct 21, 2014 | Add your feedback

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    Se dovessi trovare un aggettivo per definire questo libro, sceglierei "triste". Tutto il racconto è permeato da una tristezza di fondo, da una consapevolezza dell'accettazione, da parte di quest'uomo, del susseguirsi inesorabile degli eventi, come se ...(continue)

    Se dovessi trovare un aggettivo per definire questo libro, sceglierei "triste". Tutto il racconto è permeato da una tristezza di fondo, da una consapevolezza dell'accettazione, da parte di quest'uomo, del susseguirsi inesorabile degli eventi, come se quegli eventi non riguardassero lui. Magistrale la descrizione di Stoner che esamina i suoi comportamenti come se fosse uno spettatore esterno. Disarmante la rinuncia a combattere in guerra, a fare carriera, a partecipare all'educazione e alle scelte di sua figlia, alla sua identità professionale, finanche all'amore, quello vero. E alla fine, le ultime pagine non sono la descrizione della sua morte, ma il racconto della sua rinuncia alla vita: anche nelle sue ultime ore è come se si vedesse uscire di scena da spettatore. Ho trovato questo libro struggente, commovente e allo stesso tempo forte ed incisivo. Si insinua nella mente come un tarlo e non ne esce più. Una parola anche per la postfazione di Cameron: perfetta

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    Ida said on Oct 21, 2014 | Add your feedback

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    La vita vista dal marito di madame Bovary!

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    Engrik said on Oct 21, 2014 | Add your feedback

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    stoner si estranea da se'.
    si vede fare.
    si sente parlare.
    si percepisce come se non fosse se stesso.
    come se si trattasse di un altro.
    stoner si nasconde dalla vita.
    vive una vita nascosta.
    subisce sempre, non reagisce mai.
    mai.
    stoner combatte un a ...(continue)

    stoner si estranea da se'.
    si vede fare.
    si sente parlare.
    si percepisce come se non fosse se stesso.
    come se si trattasse di un altro.
    stoner si nasconde dalla vita.
    vive una vita nascosta.
    subisce sempre, non reagisce mai.
    mai.
    stoner combatte un amore passionale con l'indifferenza, la rimozione, il torpore, lasciandolo andare, accettandone la fine senza reagire.
    stoner si ritrova a chiedersi se la sua vita valga la pena di essere vissuta, ma anche questa domanda gli si presenta con una forza impersonale.
    stoner vive una vita di assenza di decisioni o di decisioni errate.
    stoner tace tutti i suoi desideri.
    stoner e' grato che sua figlia, almeno, possa essere un alcolista, per combattere l'infelicita'.
    stoner sa di non aver mai voluto che le cose fossero piu' semplici per lui.

    stoner, stoner, stoner.
    maledetto stoner.
    eppure l'ho amato per tutte queste debolozze, detestando lo stoner che sono stato, per tanto tempo.

    non c'e' un personaggio felice in tutto il romanzo.

    e' un romanzo stupendo.

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    ps said on Oct 19, 2014 | Add your feedback

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    Mentre sistemava la stanza, che lentamente cominciava a prendere forma, si rese conto che per molti anni, senza neanche accorgersene, come un segreto di cui vergognarsi, aveva nascosto un'immagine dentro di sè. Un'immagine che sebrava alludere a un l ...(continue)

    Mentre sistemava la stanza, che lentamente cominciava a prendere forma, si rese conto che per molti anni, senza neanche accorgersene, come un segreto di cui vergognarsi, aveva nascosto un'immagine dentro di sè. Un'immagine che sebrava alludere a un luogo, ma che in realtà rappresentava lui. Era dunque sè stesso che cercava di definire, via via che sistemava lo studio. Mentre smerigliava le vecchie assi per la libreria e vedeva attenuarsi la ruvidezza della superficie e la patina grigia sfaldarsi per scoprire finalmente il legno in tutta la purezza della grana e della tessitura. Mentre restaurava i mobili e li disponeva nella stanza, era sè stesso che lentamente ridisegnava, era sè stesso che rimetteva in ordine, era a sè stesso che dava una possibilità.

    Il sorriso sul volto di lei si fece più misurato e per un istante lo guardò con aria grave. Poi chinò la testa, si voltò e si incamminò veloce nell'atrio. Aveva una figura dritta e snella e occupava lo spazio con discrezione.

    A quarantatrè anni compiuti, William Stoner apprese ciò che altri, ben più giovani di lui, avevano imparato prima: che la persona che amiamo da subito non è quella che amiamo per davvero e che l'amore non è una fine ma un processo attraverso il quale una persona tenta di conoscerne un'altra.

    Come tutti gli amanti, parlavano molto di sè, perchè così facendo gli sembrava di comprendere anche il mondo che li aveva creati.

    ___________________________________________________

    Ho letto Stoner anche io! Non ho resistito!
    Il parere è positivo, è molto ben scritto, riesco a immaginare luoghi, persone, atmosfere e sentimenti puntualmente. Certo, nel complesso è un pò deprimente .. le scelte del protagonista sono assai discutibili, sebbene faccia fatica a volte a situarlo storicamente, il che riposizionerebbe in parte anche la condotta ..
    Per fortuna c'è un momento di svolta affettiva ..
    Interessante anche se ulteriormente spoetizzante la trattazione della vita collegiale, nel complesso l'introspezione è molto buona e quindi mi ha preso molto!

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    Suzy V. said on Oct 15, 2014 | Add your feedback

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