Stoner

Di

Editore: Fazi (Le strade)

4.3
(5803)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 332 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Olandese , Spagnolo , Francese , Tedesco , Catalano , Chi tradizionale , Svedese

Isbn-10: 8864112367 | Isbn-13: 9788864112367 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Stefano Tummolini ; Postfazione: Peter Cameron

Disponibile anche come: eBook , CD audio , Paperback

Genere: Educazione & Insegnamento , Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Pubblicato per la prima volta nel 1965, Stoner è stato ristampato dalla New York Review Books nel 2006. Negli Stati Uniti questa seconda uscita ha rappresentato una sorta di fenomeno letterario: il libro ha venduto più di 50.000 copie e gode di un entusiasta passaparola fra lettore e lettore.

Stoner è il racconto della vita di un uomo tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento: William Stoner, figlio di contadini, che si affranca quasi suo malgrado dal destino di massacrante lavoro nei campi che lo attende, coltiva la passione per gli studi letterari e diventa docente universitario. Si sposa, ha una figlia, affronta varie vicissitudini professionali e sentimentali, si ammala, muore. E’ un eroe della normalità che negli ingranaggi di una vita minima riesce ad attingere il senso del lavoro, dell’amore, della passione che dà forma a un’esistenza.
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  • 5

    forse non è perfetto, ma..

    Una storia che ti tocca con dita delicate e pallide, ma ti fa soffrire fino a perderci quasi il fiato: da tempo (mai?!) non piangevo così a singhiozzi per la fine di un romanzo. Stoner diventa un amic ...continua

    Una storia che ti tocca con dita delicate e pallide, ma ti fa soffrire fino a perderci quasi il fiato: da tempo (mai?!) non piangevo così a singhiozzi per la fine di un romanzo. Stoner diventa un amico, l'Amico. Quello di sempre. Gli voglio bene.

    ha scritto il 

  • 5

    uno di quei libri che potrei rileggere una volta all'anno e troverei sempre affascinante, sono affascinata dal protagonista dalle sue scelte quiete e dal suo destino, a suo modo, grandioso. Uno dei mi ...continua

    uno di quei libri che potrei rileggere una volta all'anno e troverei sempre affascinante, sono affascinata dal protagonista dalle sue scelte quiete e dal suo destino, a suo modo, grandioso. Uno dei miei libri preferiti

    ha scritto il 

  • 5

    Quando dopo poche pagine inizi a voler bene al protagonista, allora si tratta di un buon libro. E STONER lo è, per tanti piccoli motivi che si fa fatica a sintentizzare una volta arrivati alla fine (c ...continua

    Quando dopo poche pagine inizi a voler bene al protagonista, allora si tratta di un buon libro. E STONER lo è, per tanti piccoli motivi che si fa fatica a sintentizzare una volta arrivati alla fine (con le lacrime agli occhi).
    Ottima anche la postfazione di Cameron.
    Ho trovato molto ben fatta anche questa analisi pubblicata su un blog: http://www.leparoleelecose.it/?p=12699

    ha scritto il 

  • 5

    Meraviglia della semplicità

    Spulciare, in molti casi, è la parola d'ordine che mi porta a nuovi libri. Libri che magari non avrei mai trovato altrimenti. "Stoner" è arrivato spulciando, continuando a trovarlo in citazioni collat ...continua

    Spulciare, in molti casi, è la parola d'ordine che mi porta a nuovi libri. Libri che magari non avrei mai trovato altrimenti. "Stoner" è arrivato spulciando, continuando a trovarlo in citazioni collaterali che alla lunga han fatto breccia. Uno dei pochi libri su cui, prima di iniziare la lettura, ho affidato qualche breve impressione preliminare con la sinossi tipica della quarta di copertina.

    Son partito da lì, aspettandomi forse di rimanere un po' annoiato dalla lettura, ritrovandomi dopo poche pagine ad avere torto marcio. Quelle situazioni in cui aver capito di vedere un preconcetto fatto a fette e gettato in pasto alla curiosità va a braccetto con il progressivo trasporto nella lettura.

    Quella di William "Bill" Stoner è la storia romanzata di un'epoca, di un uomo che a cavallo fra due secoli trova a misurare il proprio esistenzialismo con quello del mondo che lo circonda, che freneticamente si evolve riportando però il ricorso storico del "ciclico-sempre-uguale". Non c'è da aspettarsi un'epopea letteraria, un eroe dalla vita sconvolgente che di rimando auspica elevare pensieri di ammirazione. Non ci sono neanche situazioni sovrastanti, verosimilmente iperboliche, che catturino chi legge in un vortice di compiacimento.

    No. Quella di "Stoner" è una storia semplice. La storia di un ragazzo che partito dalla campagna si ritrova professore universitario, passando in mezzo ad un matrimonio, percorrendo una strada lastricata di fatica e di sforzi continui alla ricerca di qualcosa. Il grande punto del romanzo per me è proprio questo: cosa cerca, nella sua vita così semplice e comune, William Stoner? La felicità? L'appagamento professionale? La piena comprensione del proprio tempo?

    Sì. Tutte queste cose. Per quanto il solo desiderarle accompagni il protagonista ad una sensazione perenne di senso di colpa strisciante. Stoner è ciò che si potrebbe definire uno "sconfitto", sconfitto senza neanche aver provato a battersi per le battaglie che contano, sconfitto per aver realizzato ogni volta a posteriori di aver invece combattuto e "vinto" le battaglie sbagliate.

    L'altra parola che mi si è stampata in testa alla chiusura di questo libro è "maledizione". Quella che sembra circondare il protagonista, quella che a tratti fa gridare ad un complotto del destino, laddove però emerge chiaramente come il chiamarlo in causa sia solo cercare una giustificazione a Stoner, di cui John Williams riesce con maestria a far innamorare il lettore.

    Il libro l'ho trovato bello. Forse direi anche bellissimo. Fa riflettere, fa pensare. In diversi tratti mi sono ritrovato a leggere quasi con apprensione, con l'impulso a correre dietro alle vicende di Stoner, con la voglia di gridargli in un orecchio "fallo!" oppure "no!". Forse perchè Williams ci ricorda che in ogni lettore c'è un pezzetto del suo personaggio, in ogni vita ci sono delle sliding doors che è bene varcare cercando di essere consapevoli del proprio "io", più che degli eventi che concorrono a determinarlo.

    http://www.mross.it/2017/03/stoner-john-williams/

    ha scritto il 

  • 4

    null

    È davvero singolare come una persona possa essere così indifferente nella vita ma allo stesso tempo così appassionata per il proprio lavoro. William Stoner è un insegnante di inglese al college, finit ...continua

    È davvero singolare come una persona possa essere così indifferente nella vita ma allo stesso tempo così appassionata per il proprio lavoro. William Stoner è un insegnante di inglese al college, finito all'università come studente quasi per caso. Vi rimarrà per tutta la vita fino a diventare il centro nevralgico di tutta la sua esistenza.
    Per essere un romanzo in cui effettivamente non succede niente di entusiasmante è estremamente coinvolgente, si arriva a fine lettura quasi frustrati per via dell'indifferenza con cui il protagonista assiste alla tirannia di sua moglie e del suo acerrimo nemico, tutto quello che accade di bello è destinato a terminare e ad essere dimenticato da Stoner che finisce, come al solito, per confluire tutte le forze che gli restano nelle sue classi. È una storia amara, cadenzata da un ritmo volutamente lento, che forse vuole insegnare qualcosa, quello che è certo è che la collera, gradualmente, cede il posto alla disillusione lasciando il lettore totalmente rassegnato ed incapace di capire come un uomo possa rinunciare a tutto ciò che lo rende felice senza reagire, ma alla fine, ormai, non ha più importanza.

    ha scritto il 

  • 4

    Che storia è quella dove non c'è una storia? eppure la vita di Stoner ti appassiona, ti prende, ti commuove, ti fa arrabbiare per le ingiustizie e le sofferenze che gli vengono inflitte. Splendido lib ...continua

    Che storia è quella dove non c'è una storia? eppure la vita di Stoner ti appassiona, ti prende, ti commuove, ti fa arrabbiare per le ingiustizie e le sofferenze che gli vengono inflitte. Splendido libro, scritto magnificamente, con semplicità disarmante ma con profondità coinvolgente. Consigliato veramente.

    ha scritto il 

  • 5

    È un romanzo meraviglioso.
    Impossibile capire l'origine di tanta profondità in 300 pagine in cui non succede praticamente nulla di rilevante.
    Bellissimo, commovente e deprimente.

    ha scritto il 

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