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Storia Di Una Capinera

(Dedalus European Classics)

By

Publisher: Dedalus Ltd

3.9
(2734)

Language:English | Number of Pages: 140 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 1873982461 | Isbn-13: 9781873982464 | Publish date:  | Edition 1. Dedalus ed

Translator: Christine Donougher

Also available as: Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Book Description
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  • 4

    Il libro è scritto benissimo,
    mi sembra che nonostante tutto in Sicilia (e anche in Italia) ci siano molte "capinere"
    ce ne sia la cultura.
    Quando la protagonista dice "La scelta del convento l'ho fatta di mia volontà, ma che peccati ho fatto per meritarla?" non descrive solo la ...continue

    Il libro è scritto benissimo,
    mi sembra che nonostante tutto in Sicilia (e anche in Italia) ci siano molte "capinere"
    ce ne sia la cultura.
    Quando la protagonista dice "La scelta del convento l'ho fatta di mia volontà, ma che peccati ho fatto per meritarla?" non descrive solo la"disforia catanese" di cui si sente parlare.
    Verga vede il dramma nella la sconfitta quotidiana che allontana dalla spiritualità,
    l'individuo sceglie la sottomissione "culturale" a surrogati materialistici dello spirito, che siano la famiglia, la mafia, la chiesa, lo "stato" etc... a scapito delle proprie pulsioni interiori.
    Si assiste a una battaglia tra il coraggio e la paura, dove il coraggio è molto di più della paura,
    eppure la paura vince perché il coraggio viene speso per sopportare.
    E' per timore di essere espulsa dal "clan" che Maria continua ad amare i propri familiari anche mentre la seppelliscono ancora viva.
    Per ribellarsi e maledirli quando ormai è troppo tardi.

    said on 

  • 4

    Molto molto bello. Le ultime pagine sono così intense e l'angoscia di Maria (che non può far nulla per liberarsi dalla condizione in cui si trova) descritta talmente bene, che per un momento è come se fossi stata rinchiusa tra quattro mura anche io ed ho quasi avuto voglia di urlare e ribellarmi ...continue

    Molto molto bello. Le ultime pagine sono così intense e l'angoscia di Maria (che non può far nulla per liberarsi dalla condizione in cui si trova) descritta talmente bene, che per un momento è come se fossi stata rinchiusa tra quattro mura anche io ed ho quasi avuto voglia di urlare e ribellarmi. Tristissimo, ma una piccola perla.

    said on 

  • 5

    mi sono innamorata. mi avevano detto che l'avrei dimenticato, ma non è accaduto. quando si ama qualcuno come lo amo io non lo si può dimenticare.
    si può impazzire d'amore?
    si può morire d'amore?

    * un classico che mancava fra le mie letture, che rileggerò con affetto tutte le vo ...continue

    mi sono innamorata. mi avevano detto che l'avrei dimenticato, ma non è accaduto. quando si ama qualcuno come lo amo io non lo si può dimenticare.
    si può impazzire d'amore?
    si può morire d'amore?

    * un classico che mancava fra le mie letture, che rileggerò con affetto tutte le volte che sentirò una campana suonare

    said on 

  • 4

    Strazio nel convento

    Il romanzo è ambientato nella Sicilia, precisamente nel catanese, a cavallo della metà ottocento. Protagonista è la giovane Maria che, a causa di avverse vicissitudini familiari, è costretta in età pre-adolescenziale a diventare, in maniera coatta, novizia in convento. Prima ancora di prendere i ...continue

    Il romanzo è ambientato nella Sicilia, precisamente nel catanese, a cavallo della metà ottocento. Protagonista è la giovane Maria che, a causa di avverse vicissitudini familiari, è costretta in età pre-adolescenziale a diventare, in maniera coatta, novizia in convento. Prima ancora di prendere i voti, a causa di un’epidemia di colera, la ventenne Maria viene temporaneamente allontanata dal convento e fa ritorno nella famiglia dove è nata ma totalmente cambiata dopo che il padre si è risposato e avuto altri figli; in questo nuovo conteso inizia una corrispondenza epistolare con una sua compagna di convento, Marianna, dove racconta la sua vita a contatto con questa nuova famiglia. Maria manifesta il proprio affetto verso i fratellastri e la matrigna ma non è ricambiata; la vicenda continua con l’innamoramento platonico con un giovane vicino di casa, ma l’idillio dura poco perché con l’estinguersi dell’epidemia Maria è costretta a far ritorno in convento e a intraprendere la strada che conduce alla presa dei voti religiosi e alla naturale conseguenza di rinuncia a una vita di amore verso e con la persona amata. Questo dispiacere farà ammalare Maria il cui epilogo della sua storia sarà tragico e sofferente, colmo di alienazione fisica e psicologica.

    A similitudine di altri romanzi scritti da altrettanti famosi scrittori dell’800, anche il presente è un atto di denuncia contro l’ingiustizia sociale nei confronti della condizione femminile dell’epoca privata della sua libertà di decidere del proprio destino e spesso assoggettata a uno stato di inferiorità da cui si determinava la vita coatta all’interno di un chiostro. Infatti prendere i voti era una sorte inflitta alle ragazze meno abbienti che non possedevano una cospicua dote e di conseguenza avevano difficoltà a trovare un degno giovane con cui sposarsi.

    La tormentosa e tragica fine di Maria si può, appunto, paragonare alla capinera rinchiusa in gabbia e privata della naturale libertà di volare nella natura.

    said on 

  • 3

    Coloro che non hanno voce...

    Una volta esistevano costumi ed usanze incivili: le famiglie ricche e di origini altolocate destinavano uno dei figli (o delle figlie) alla chiesa senza che costoro fossero d'accordo.
    Per esigenze di patrimonio, per esigenze di potere, per accordi di tipo gerarchico, per scopi semplicemente ...continue

    Una volta esistevano costumi ed usanze incivili: le famiglie ricche e di origini altolocate destinavano uno dei figli (o delle figlie) alla chiesa senza che costoro fossero d'accordo.
    Per esigenze di patrimonio, per esigenze di potere, per accordi di tipo gerarchico, per scopi semplicemente devozionali o puramente egoistici.
    La storia di Maria, in questo libro di Verga, si snoda in forma di diario...
    Nel diario ella si confida con un'amica svelando le emozioni che la colpiscono, i desideri che la pervadono.
    Vorrebbe amare e sposarsi ma non può.
    La volontà del padre ha deciso altrimenti per lei.
    Dovrà trascorrere la sua vita in convento, come figlia obbediente a un destino che non ha scelto, ma che le è stato imposto con prepotenza dal padre.
    In questo tragico destino, in questa vicenda che tocca profondamente l'animo del lettore e che commuove, Verga dona voce a coloro che non ce l'hanno, a coloro che per secoli, sono rimasti muti e agghiacciati da una sorte avversa, imprigionati nella rete dei genitori, che con crudeltà hanno deciso al posto loro.
    A che serve la vita in una condizione forzata, coatta di prigionia fisica e spirituale?
    E' vero si può morire per fame, per malattia, ma anche per non essere in grado di esprimere il proprio desiderio di amare e di non poterlo appagare.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    said on 

  • 4

    Ho letto questo libro d'un fiato, è coinvolgente e commovente,Ho amato questo libro dall'inizio, l'ho letto in pochissimo tempo e non ho fatto altro che versare lacrime! Disperazione totale di fronte alla iposizione della negazione della vita. E' un libro che consiglio a tutti.

    said on 

  • 3

    Purtroppo questo libro, non può essere apprezzato come si deve, in quanto troppo lontano dalla nostra attuale mentalità. Tutto ci sembra così, assurdo e irreale, ma purtroppo era così. Quelle erano persone fenomenali, che avevano una vita al limite del sopportabile. vedendo le giovani d'oggi che ...continue

    Purtroppo questo libro, non può essere apprezzato come si deve, in quanto troppo lontano dalla nostra attuale mentalità. Tutto ci sembra così, assurdo e irreale, ma purtroppo era così. Quelle erano persone fenomenali, che avevano una vita al limite del sopportabile. vedendo le giovani d'oggi che si tolgono la vita, per.....niente, non voglio pensare cosa avrebbero fatto all'epoca. Comunque sia, non ci dobbiamo permettere di giudicare, solo leggere e recepire.

    said on 

  • 3

    Storia d'amore

    Che pena Maria, che stima per questa ragazza! Si può amare così tanto da impazzire? sì. Si può sopportare così tanto e continuare ad amare? sì. Ma che amore è?? Un amore che non corrisponde alla realtà, ma è solo un amore nato, cresciuto e morto nella nostra testa/cuore.

    said on 

  • 4

    StraZiante.

    Quanto è brutto leggere il tormento interiore di una ragazzina come me che è costretta ad assaporare la vita per poi doverla scambiare con un velo nero. Brutto leggere di come vive i sensi di colpa per cose che oggi sono considerate normali, o dei trattamenti che le riserva la matrigna trattandol ...continue

    Quanto è brutto leggere il tormento interiore di una ragazzina come me che è costretta ad assaporare la vita per poi doverla scambiare con un velo nero. Brutto leggere di come vive i sensi di colpa per cose che oggi sono considerate normali, o dei trattamenti che le riserva la matrigna trattandola come una sciagurata. Questo libro è stata una sofferenza anche per me: mi sono immedesimata così tanto nella protagonista che avrei voluto entrare nel libro e scuoterla dalla sua bontà e innocenZa, consigliarla e vederla tra le braccia di Nino, al posto della viziata sorellastra. Fino ad oggi avevo come sottovalutato Verga, ma dopo Storia di una Capinera vorrei proprio leggere altro di suo.

    said on 

  • 4

    All'inizio della lettura...

    non riuscivo ad appassionarmi molto alla storia, perchè lo stile di questo autore è un po' particolare e un po' antiquato. Però man mano che la lettura procedeva diventava sempre più piacevole e mi invogliava a proseguire.
    Quando ho comprato questo piccolo libro mi aspettavo una storia dive ...continue

    non riuscivo ad appassionarmi molto alla storia, perchè lo stile di questo autore è un po' particolare e un po' antiquato. Però man mano che la lettura procedeva diventava sempre più piacevole e mi invogliava a proseguire.
    Quando ho comprato questo piccolo libro mi aspettavo una storia diversa. Perchè credevo che raccontasse nella maggior parte delle pagine la storia della prigionia nel convento. Invece questo argomento è trattato soprattutto nelle ultime pagine del libro (ed è stata la parte che ho trovato più interessante, perchè è ricca di turbamenti, di angosce di paure e di sentimenti d'amore).
    La prima parte a dir la verità mi ha un po' annoiato, ma riconosco che fosse necessaria per lo sviluppo della trama, perchè il tema centrale non è la prigionia di Maria (la protagonista) ma è l'amore che ella prova nei confronti di un ragazzo (Nino). Questo amore sarà la causa del suo turbamento, perchè Maria è destinata a prendere i voti per diventare suora di clausura, e a causa dell'amore che prova nei confronti di Nino si sentirà peccatrice, ma allo stesso tempo cercherà di giustificarsi, perchè ai sentimenti non si comanda.
    Trovo che questo libro sia anche una sorta di denuncia nei confronti di quelle famiglie che nel corso dei secoli hanno obbligato delle povere ragazzine ad una vita di prigionia contro la loro volontà.
    Non credevo che la seconda metà del libro mi sarebbe piaciuta così tanto. Quindi la mia valutazione è positiva e consiglio questo libro a tutte le persone che amano queste tematiche.
    VOTO: 8

    said on 

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