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Storia controversa dell'inarrestabile fortuna del vino Aglianico nel mondo

Di

Editore: Marsilio (collana Romanzi e racconti)

3.5
(326)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 189 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 883179244X | Isbn-13: 9788831792448 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Strana davvero la vita! Il brillante Riccardo Fusco sembrava destinato a grandi cose e ora trascina la sua esistenza schiacciato dal successo della moglie regista che lo ha ridotto al ruolo umiliante di baby-sitter delle quattro figlie, tradendolo inoltre col primo attore di passaggio. Graziantonio Dell'Arco, una vecchia conoscenza del liceo su cui nessuno avrebbe scommesso una lira, è invece divenuto uno degli uomini più ricchi e famosi d'Italia. Ma anche lui ha i suoi guai, insolentito com'è dall'inimitabile dandy Yarno Cantini che lo ha additato alla nazione intera come il principe dei neo-cafoni. L'incontro fortuito tra i due amici di un tempo sembrerà dare a Riccardo una via di fuga dalla sua piatta esistenza catapultandolo nel mondo dorato del jet set, e a Graziantonio l'occasione di vendicarsi di Yarno, attraverso una storia piena di colpi di scena, dove in un esilarante gioco d'incastro tra presente e passato s'incontrano personaggi come Chatryn Wally Triny, la sofisticata critica newyorkese cui spetta di stabilire qual è il vino migliore del mondo, e la ributtante strega Lia la Bavosa detentrice dei segreti della magia lucana; l'avido latifondista Michelantonio Dell'Arco che da improbabile re del gas metano si trasformerà in re della gassosa, e il subdolo giocatore di biliardo Carmine Addario suo complice; l'artista Mikail Nikolaevic Trepulov, costretto a dipingere ritratti di Stalin e lo sfortunato pittore italiano Ernesto Dell'Arco.
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  • 0

    La storia e' veramente controversa, nel senso che una buona meta' del libro parla di tutt'altro e prima di arrivare al bandolo della matassa passano pagine e pagine con periodo a volte troppo articolati.
    Nel complesso si tratta di una lettura gradevole, che mira ad esaltare la provincia ita ...continua

    La storia e' veramente controversa, nel senso che una buona meta' del libro parla di tutt'altro e prima di arrivare al bandolo della matassa passano pagine e pagine con periodo a volte troppo articolati.
    Nel complesso si tratta di una lettura gradevole, che mira ad esaltare la provincia italiana, lucana nella fattispecie, con protagonisti sull'orlo del fallimento emotivo e familiare come Riccardo Fusco e il tycoon improponibile Graziantonio Dell'Arco.
    Il principe della storia, il vino Aglianico viene fuori prepotentemente alla fine.

    ha scritto il 

  • 3

    rivalutato!

    all' inizio l' avevo valutato con due stelline, poi ho ripensato al libro "Come ho perso la guerra" di Filippo Bologna e mi sono detta che questo, forse, non è poi così male... la storia è carina, la trama originale anche se magari un po' troppo buffa... irreale, ma almeno originale! Anche il tit ...continua

    all' inizio l' avevo valutato con due stelline, poi ho ripensato al libro "Come ho perso la guerra" di Filippo Bologna e mi sono detta che questo, forse, non è poi così male... la storia è carina, la trama originale anche se magari un po' troppo buffa... irreale, ma almeno originale! Anche il titolo ti fa venir voglia di aprire il libro. Nella media.

    ha scritto il 

  • 3

    mi aspettavo qualcosa di più, in verità, da un autore che scrive con tale scioltezza. la tecnica del "riavvolgimento ossessivo" alla lunga fa sì che il romanzo sia una sorta di lungo prologo per qualcosa che sembra non accadere mai. Peccato. Però una cosa è certa: Cappelli è un valido scrittore, ...continua

    mi aspettavo qualcosa di più, in verità, da un autore che scrive con tale scioltezza. la tecnica del "riavvolgimento ossessivo" alla lunga fa sì che il romanzo sia una sorta di lungo prologo per qualcosa che sembra non accadere mai. Peccato. Però una cosa è certa: Cappelli è un valido scrittore, sa proprio il fatto suo, e per questo gli do 3 stelle, altrimenti sarebbero state due o una.

    ha scritto il 

  • 5

    Di gran corpo, tannico, deciso. Il libro, non l'aglianico.

    Sarà che con la mia compusione ossessiva a leggere narrativa che tratta di cibo ho letto libri davvero imbarazzanti (il mio scaffale lo dimostra!), per me l'apparizione di Cappelli è un bicchiere d'acqua nel deserto.


    Il suo stile fintamente svagato, solo in apparenza capriccioso e divagant ...continua

    Sarà che con la mia compusione ossessiva a leggere narrativa che tratta di cibo ho letto libri davvero imbarazzanti (il mio scaffale lo dimostra!), per me l'apparizione di Cappelli è un bicchiere d'acqua nel deserto.

    Il suo stile fintamente svagato, solo in apparenza capriccioso e divagante, può piacere o no. In realtà nasconde un controllo magistrale della storia che fila via lieve e perfetta senza risparmiare divertenti stoccate ironiche ad ogni personaggio e alle debolezze umane che si porta appresso.

    In questa storia, Riccardo Fusco, velleitario ricercatore ferito nell'orgoglio di maschio, si unisce per strane vie alle velleità di riscatto sociale di un vecchio compagno di scuola divenuto miliardario senza perdere la sua fama da cafone. L'arma del riscatto dovrebbe essere un meraviglioso aglianico. Ma presente, passato - e pure trapassato - potrebbero metterci lo zampino.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi ritrovo in un paesino piccolo e dimenticato, con due amici che si ritrovano dopo tanto tempo e tante esperienze. La vita spericolata di uno e la vita lineare e noiosa dell’altro si intrecciano in una miccia esplosiva quando appare all’orizzonte il compagno di scuola che si è riempito di soldi ...continua

    Mi ritrovo in un paesino piccolo e dimenticato, con due amici che si ritrovano dopo tanto tempo e tante esperienze. La vita spericolata di uno e la vita lineare e noiosa dell’altro si intrecciano in una miccia esplosiva quando appare all’orizzonte il compagno di scuola che si è riempito di soldi come uno sceicco. Sembra una fotografia del volgare mondo odierno, ma mi diverto a guardare le acrobazie del povero eroe dei nostri giorni.

    ha scritto il