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Storia del fumetto

Da Yellow Kid ai manga

Di

Editore: UTET Università

3.2
(32)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 416 | Formato: Altri

Isbn-10: 8877508876 | Isbn-13: 9788877508874 | Data di pubblicazione: 

Genere: Comics & Graphic Novels

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Descrizione del libro
Nel 1896 appare per la prima volta sul supplemento domenicale di un quotidianodi New York, "The New York World", Yellow Kid, creato quasi due anni prima daR. E. Outcault. Quell'illustrazione a pagina piena, priva di caratteresequenziale non era ancora classificabile come fumetto. Il bambino, un piccoloirlandese (Mickey Dugan il suo nome) con la testa rasata e in Camiciolagialla, più che partecipare attivamente, assisteva alle scene movimentatenelle strade dei quartieri poveri e multietnici di New York. A YeIlow Kidseguiranno altri personaggi (da Fortunello a Hulk, da Braccio di ferro a Tex)e infinite storie che hanno raccontato la vita e i sogni del secolo che si èappena concluso e che ormai sono diventati parte integrante della nostra vita.
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  • 2

    Un'occasione sprecata

    Questa sorta di storia è talmente imprecisa, sommaria e logorroica (paradossalmente - lo è in tutte le parti sbagliate) da non meritare nemmeno una recensione argomentata. Solo un avvertimento ai ...continua

    Questa sorta di storia è talmente imprecisa, sommaria e logorroica (paradossalmente - lo è in tutte le parti sbagliate) da non meritare nemmeno una recensione argomentata. Solo un avvertimento ai possibili lettori: STATENE LONTANI.

    Ma soprattutto, allontanate Franco Restaino dai fumetti.

    ha scritto il 

  • 1

    Parto indubbiamente lungo e laborioso, questo libro: per l'autore e per me. Per l'autore, la cui documentazione deve essere stata imponente (a parte sui manga, ma questo lo vedremo dopo); e per me, a ...continua

    Parto indubbiamente lungo e laborioso, questo libro: per l'autore e per me. Per l'autore, la cui documentazione deve essere stata imponente (a parte sui manga, ma questo lo vedremo dopo); e per me, a leggere i risultati di tale documentazione. Franco Restaino ha sicuramente dalla sua una grande passione per la materia, (almeno per quanto riguarda il fumetto americano), ma purtroppo fa una fatica immane a trasmetterla al lettore. Lo stile non aiuta di certo: ridondante e ripetitivo, e pieno zeppo di parzialità da parte dell'autore. Per non parlare poi della scaletta, quantomeno discutibile: spesso si dà la precedenza ad argomenti che nella cronologia dei fatti dovrebbero venire dopo, per poi essere ripresi senza motivo nel momento opportuno. Così capita che alcune informazioni vengano ripetute più volte. Oppure la lunghezza dei vari argomenti che, temo, derivi più dall'opinione personale dell'autore piuttosto che una reale importanza dell'evento o opera. Ad esempio: erano davvero necessarie tutte quelle pagine su Alan Moore? Non se ne poteva tagliare nemmeno una? E magari, di quelle pagine tagliate, non se ne poteva dare di più a Neil Gaiman, messo ingiustamente in un angolo? Opinabile inoltre lo spazio ridotto a Mafalda di Quino; non avrà portato grandi innovazioni stilistiche, e in fondo nemmeno tematiche, ma la sua importanza é (almeno a mio parere: ci sono cresciuta!) indubbia. O quantomeno, non da relegare l'opera a mezza paginetta. Ma l'argomento più maltratto rimane sicuramente il fumetto giapponese, i manga. Non ho una cultura enciclopedica a riguardo, ma quella poca che ho mi ha permesso di rimanere alquanto insoddisfatta del lavoro di Franco Restaino. Un capitolo non solo troppo breve, ma a mio parere da rifare da zero: sopratutto nelle ultime pagine. Per prima cosa, un calcolo dichiarante che si impiega tre/quattro secondi a leggere una tavola manga, molto di meno di quelle del fumetto di altre nazioni. Non solo per me é un calcolo improponibile (per leggere un manga ci metto da mezz'ora a un'ora intera), ma per di più non vengono citate le fonti. Chi ha calcolato? Non si sa. La cosa puzza. Ma l'autore dà il peggio di sé quando egli "cita" opere e autori. Rumiko Takahashi, mangaka arcinota, si becca una riga stitica, dove viene peraltro ricordata per un'opera che non é tra le sue più famose. Miyazaki, anche lui leggenda, ha mezza paginetta a tirare, soffocato dalle descrizioni di opere più o meno erotiche (e anche lì la cosa puzza, che gli venga dato tanto spazio). Akira viene relegato allla stregua di un filmetto di fantascienza con alieni, e Devilman di Go Nagai "una strana vicenda di relazioni tra esseri demoniaci e umani". Ho letto e visto queste due opere, e non meritano questo trattamento superficiale. Di "Video Girl Ai" di Masakazu Katsura (anche questo da me letto) non vengono neanche citati i nomi dei protagonisti, tanto da chiedersi se Restaino l'abbia davvero letto. Ma quanta dovizia di particolari nel citare i vari fumetti americani, per cui Restaino si spertica in lodi sconfinate! Mi sono sorbita questo libro (sì, sorbita: é stata una lettura difficoltosa) non per sapere il parere dell'autore su questo o quel fumettista, ma per conoscere, appunto, la storia del fumetto. Qualcosa ho imparato, ma purtroppo quel qualcosa é in netta minoranza rispetto alla valanga di parzialità e superficialità. Occasione sprecata: e poi ci si domanda perché, in Italia, il fumetto venga considerato inferiore...

    ha scritto il 

  • 2

    Nota positiva di questo libro è l'attenzione che mette sul fumetto d'autore e mi ha permesso così di colmare qualche lacuna data dal fatto di essere un lettore "dozzinale" di fumetti.
    La grossa ...continua

    Nota positiva di questo libro è l'attenzione che mette sul fumetto d'autore e mi ha permesso così di colmare qualche lacuna data dal fatto di essere un lettore "dozzinale" di fumetti.
    La grossa pecca è la pesantezza e ridondanza di alcune parti e soprattutto, a mio parere, il trattamento snobistico riservato alla maggior parte del fumetto popolare (italiano e giapponese prevalentemente) per concentrarsi sulla preistoria del disegno con ampie parti dedicate ai primi anni del '900. Sicuramente le origini sono importanti, ma credo che la maggior parte di quelle opere non siano così eccezionali come l'autore vuole far credere (opinione personale).

    Nota a margine: ho trovato 2 errori, non così insignificanti, nella descrizione di 2 dei fumetti che meglio conosco e che mi hanno messo un po' in ansia per le informazioni presenti nel libro su quelli che non conosco. 1. Nella descrizione a grandi linee della trama di Watchmen, il dott. Manhattan viene indicato come un extraterrestre (!) che poi ritorna sul suo pianeta (!!); 2. La fidanzata di Martin Mystere viene definita come "Linda" (uin realtà è Diana).
    Potrebbero sembrare sciocchezze, ma a mio parere errori come questi dovrebbero essere evitati in un opera che vuole divulgare la storia di una forma d'arte come il fumetto. Potrebbero addirittura indicare che l'autore non ha letto i fumetti da lui citati (e passi per MM, ma Watchmen, dai!)

    ha scritto il 

  • 2

    Può essere un libro utile, soprattutto per la parte più "antica" del fumetto...MA bisogna cercare di ignorare le ripetizioni continue ed incontrollate, le ellissi infinite e le ridondanti che ...continua

    Può essere un libro utile, soprattutto per la parte più "antica" del fumetto...MA bisogna cercare di ignorare le ripetizioni continue ed incontrollate, le ellissi infinite e le ridondanti che rendono la lettura estremamente pesante. Io francamente non ce l'ho fatta ad arrivare in fondo. Mi sono fermata al paragrafo su Watchmen, alla frase "l'uomo nudo azzurro senza peli pubici è un extraterrestre che fa ritorno al suo pianeta".
    Scusate ma è troppo.

    ha scritto il 

  • 0

    Per chi vuole approfondire

    Un saggio sul fumetto che consiglio fortemente a chi desidera una panoramica internazionale sui comics. La lettura è molto piacevole e va avanti come una carrellata di personaggi, autori e ...continua

    Un saggio sul fumetto che consiglio fortemente a chi desidera una panoramica internazionale sui comics. La lettura è molto piacevole e va avanti come una carrellata di personaggi, autori e curiosità.
    Il libro è suddiviso per aree geografiche: si prendono in considerazione soprattutto il fumetto USA, il fumetto Giapponese, quello francese e quello italiano senza dimenticare altre scuole di altri paesi.

    Parere? Buono! Consigliato agli appassionati, amanti della storia e delle curiosità

    ha scritto il 

  • 2

    Uno dei primi saggi sul fumetto in assoluto.
    Peccato che l'autore si permetta delle cosiderazioni personali, soggettive. Risultato: Solo i fricchettoni leggono Gaiman (autore liquidato in due righe in ...continua

    Uno dei primi saggi sul fumetto in assoluto.
    Peccato che l'autore si permetta delle cosiderazioni personali, soggettive. Risultato: Solo i fricchettoni leggono Gaiman (autore liquidato in due righe in malo modo).

    ha scritto il