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Storia dell'eternità

Di

Editore: Il Saggiatore

4.1
(255)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 118 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: A000071117 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Traduttore: Livio Bacchi Wilcock

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Philosophy

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Descrizione del libro
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  • 2

    È un libro ricco di informazioni e dottissimo, eppure spesso stupidamente saccente. Per quanto eruditissimo, Borges compie diverse volte, nei testi raccolti in questo libro, l'errore degli ignoranti: ...continua

    È un libro ricco di informazioni e dottissimo, eppure spesso stupidamente saccente. Per quanto eruditissimo, Borges compie diverse volte, nei testi raccolti in questo libro, l'errore degli ignoranti: deridere ciò che non capisce. Un po' come Simone Weil che, non avendo nessuna conoscenza di fisica, si soffermò a ironizzare sulla stupidità di Einstein, quest'uomo capace di una teoria palesemente assurda come quella della relatività.

    ha scritto il 

  • 4

    Seguendo le parole di Croce

    Eppure credo che il suggerimento più significativo circa l'intuizione dell'eternità e dell'indefinito/infinito, Borges ce lo abbia fornita in Altre Inquisizioni.

    La musica, gli stati di felicità, la m ...continua

    Eppure credo che il suggerimento più significativo circa l'intuizione dell'eternità e dell'indefinito/infinito, Borges ce lo abbia fornita in Altre Inquisizioni.

    La musica, gli stati di felicità, la mitologia, i volti scolpiti dal tempo, certi crepuscoli e certi luoghi, vogliono dirci qualcosa, o qualcosa dissero che non avremmo dovuto perdere, o stanno per dire qualcosa;quest'imminenza di una rivelazione, che non si produce, è , forse, il fatto estetico.

    La spirale infinita del barocco, l'orizzonte precluso di Leopardi, la tenebra insondabile del cuore di Kurtz, il supremo volto dantesco.

    ha scritto il 

  • 4

    In fondo la storia dell'eternità è la compilazione giocosa e/o ironica della conoscenza reale o presunta dell'umanità. L'autore pare dirci che qualsiasi concezione è comunque un gioco, non esiste un'a ...continua

    In fondo la storia dell'eternità è la compilazione giocosa e/o ironica della conoscenza reale o presunta dell'umanità. L'autore pare dirci che qualsiasi concezione è comunque un gioco, non esiste un'affermazione definitiva e assoluta (meno male) e l'elenco delle varie teorie e prese di posizione fanno parte della trattazione di questo libro. Ci si potrebbe chiedere a che serve scrivere così, ma è talmente elegante e raffinato questo trattato che in fondo si può asserire che la cultura è anche questo modo di pensare e intendere.

    ha scritto il 

  • 4

    In questo libro ho trovato qualcosa di nuovo. Certo, è sempre Borges, la sbalorditiva cultura e la strabiliante padronanza del linguaggio non vengono meno, così come non manca la capacità di rendere i ...continua

    In questo libro ho trovato qualcosa di nuovo. Certo, è sempre Borges, la sbalorditiva cultura e la strabiliante padronanza del linguaggio non vengono meno, così come non manca la capacità di rendere interessanti cose tipo le metafore utilizzate nelle prime forme di poesia islandese o gli aneddoti sulle differenze fra le diverse traduzioni de Le mille e una notte. Ma c’è anche qualcosa in più che finora non avevo percepito altrettanto chiaramente nelle sue opere (probabilmente perché ero un bamboccio): l’ironia, un senso dell’humour beffardo ma delicato. Un ingrediente in più che non può far altro che aumentare la mia ammirazione per questo gigante.

    ha scritto il 

  • 4

    Aggettivi futuristici

    Nell’interessantissimo capitolo sui traduttori delle “Mille e una notte” a proposito della traduzione di Edward Lane, Borges scrive: “Egli è distratto: nella pagina iniziale della sua traduzione scriv ...continua

    Nell’interessantissimo capitolo sui traduttori delle “Mille e una notte” a proposito della traduzione di Edward Lane, Borges scrive: “Egli è distratto: nella pagina iniziale della sua traduzione scrive l'aggettivo romantico, il che rappresenta una specie di futurismo, su una bocca musulmana e barbuta del dodicesimo secolo”.
    Il libro si chiude con l’altrettanto bel capitolo “Arte di ingiuriare”. Borges conclude scrivendo: “Una tradizione orale che raccolsi a Ginevra durante gli ultimi anni della prima guerra mondiale, riferisce che Michele Serveto disse ai giudici che lo avevano condannato al rogo: Brucerò, ma ciò non è che un fatto. Continueremo poi a discutere nell'eternità.
    1933, Adrogué”.

    ha scritto il 

  • 3

    Autore e titolo fanno ben sperare soprattutto se si ignora che il libro in questione è una raccolta di saggi.
    Borges rimane Borges anche se nel complesso non esiste un filo comune che lega i diversi f ...continua

    Autore e titolo fanno ben sperare soprattutto se si ignora che il libro in questione è una raccolta di saggi.
    Borges rimane Borges anche se nel complesso non esiste un filo comune che lega i diversi frammenti del tutto. Forse è questo il punto. Un "tutto" degno di essere definito tale non esiste qui.
    Insipido.

    ha scritto il 

  • 0

    Saggio senza risposte

    "Senza un'eternità, senza uno specchio delicato e segreto di ciò che accadde nelle anime, la storia universale è tempo perso, e con essa la nostra storia personale..."
    E' lui...perso tra i libri della ...continua

    "Senza un'eternità, senza uno specchio delicato e segreto di ciò che accadde nelle anime, la storia universale è tempo perso, e con essa la nostra storia personale..."
    E' lui...perso tra i libri della piccola biblioteca di Buenos Aires.
    Aveva tutto il tempo per pensare al tempo...Un saggio questo, che lascia ancora il punto di domanda sospeso tra le righe; un saggio che si gusta con la punta della lingua. Ma che non soddisfa del tutto.

    ha scritto il