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Storia dell'intolleranza in Europa

Di

Editore: Bompiani

4.0
(19)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 422 | Formato: Altri

Isbn-10: 8845246965 | Isbn-13: 9788845246968 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Crime , History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Il libro, scritto tra il 1974 e il 1979 come "contrappunto ideologico" allalegislazione sull'emergenza, è un saggio di storia dedicato allo studio del"volto demoniaco del potere": si propone infatti di dimostrare che dietro gliordinamenti penali degli stati europei si nasconde spesso una "violenzalegale" giustificata con ragioni di Stato, di religione, di ordine pubblico esociale. L'autore ricostruisce la storia secolare della legislazione controgli eretici e contro i "diversi" soffermandosi particolarmente sulla politicadi repressione del dissenso religioso messa in opera dalla Chiesa cattolicatra il 1542 e il 1642, ma suo intento è quello di dimostrare che la culturadell'intolleranza si cela anche nel nostro attuale sistema penale.
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  • 5

    Libro da tempo fuori catalogo. Tratta dell'Inquisizione tra il 1542 e il 1642 (in cui si situa anche il processo contro Galileo) ma i riferimenti alla contemporaneità sono continui.
    Il Prof. Mereu sostiene in particolare che c'è una inquietante continuità tra i metodi dell'Inquisizione e le ...continua

    Libro da tempo fuori catalogo. Tratta dell'Inquisizione tra il 1542 e il 1642 (in cui si situa anche il processo contro Galileo) ma i riferimenti alla contemporaneità sono continui.
    Il Prof. Mereu sostiene in particolare che c'è una inquietante continuità tra i metodi dell'Inquisizione e le attuali procedure penali, basate entrambi su l sospetto e non sulle prove.
    Risulta molto pesante e precisa la critica dell'operato della Chiesa, sia passato che presente.
    Il fatto che ancora oggi, a distanza di quasi quattrocento anni non siano stati aperti gli archivi vaticani, spinge l'autore ad affermare:
    "Aprire indistintamente a tutti gli studiosi, di qualunque credo e tendenza siano, senza bisogno di particolari permessi cautelari, e senza porre limiti di nessun genere alla ricerca, tutti gli archivi dell'Inquisizione romana [...], non solo servirebbe a far conoscere questo capitolo misterioso della storia europea, ma sarebbe anche il modo migliore per pagare il proprio debito verso tutte quell persone che - poco evangelicamente - sono state sospettate, arrestate, inquisite, torturate e bruciate dall'Inquisizione; sarebbe un grande autodafé che la Chiesa farebbe per dimostrare che quanto oggi predica contro la violenza, ha superato davvero quell'abisso che è sempre intercorso fra ideologia ed effettività; fra le belle parole che sempre si sono dette e le azioni violente che si sono fatte."

    Invito gli interessati a consultare le note a margine.

    ha scritto il 

  • 5

    Esemplare. L'intolleranza, intesa come "consenso o repressione", declinata e sistematizzata giuridicamente dall'Inquisizione cattolica sulla base di un concetto tanto semplice quanto efficace e spietato: il sospetto. Da questa abile costruzione discendono la maggior parte degli assi portanti de ...continua

    Esemplare. L'intolleranza, intesa come "consenso o repressione", declinata e sistematizzata giuridicamente dall'Inquisizione cattolica sulla base di un concetto tanto semplice quanto efficace e spietato: il sospetto. Da questa abile costruzione discendono la maggior parte degli assi portanti dei codici di procedura penale ancora oggi attivi in materia di prevenzione, in particolar modo nell'Europa del sud. Potere e verità sono termini inconciliabili, e vale sempre l'antico proverbio arabo "hai detto la verità ? sella il cavallo....".

    ha scritto il 

  • 5

    da VIII - Civiltà inquisitoria e "uccellatori di parole"

    Ma esaminiamo il comportamento dei due poteri (l'esecutivo e il legislativo: quello giudiziario non è considerato un potere, ma un ordine, una specie di aiutante di campo che è "a disposizione" dei primi due)
    [...]
    Come nella politica dei pontefici, i propositi non realizzati da un mi ...continua

    Ma esaminiamo il comportamento dei due poteri (l'esecutivo e il legislativo: quello giudiziario non è considerato un potere, ma un ordine, una specie di aiutante di campo che è "a disposizione" dei primi due)
    [...]
    Come nella politica dei pontefici, i propositi non realizzati da un ministro saranno ripresi e portati a termine dal successore, con una continuità d'indirizzo sempre coerente, tanto da dare l'impressione (se non ci fosse, a smentirci, la cronaca politica) che il ministro dell'Interno non sia mai cambiato, sia sempre stato lo stesso, per tutti questi anni.
    [...]
    Ma "la legge del sospetto" comprende addirittura tutta la polizia. Qui il sospetto viene istituzionalizzato, con la creazione di più corpi di polizia che agiscono in gara e in contrasto fra loro.
    [...]
    Lo stile: è il primo esempio, in materia, di stile crittografico. La sostanza reazionaria e poliziesca del documento viene mascherata con uno stile, sempre involuto, impegnato e difficile, che rende necessaria la continua trasposizione e sostituzione per essere intesa.
    [...]
    Anche qui (come già nel decreto dell''81) la cosa più notevole è la capacità (tutta italiana) di chiamare riforma la contro-riforma; rivoluzione, quella che non è che una restaurazione o una contro-rivoluzione.
    [...]
    Umanesimo e Rinascimento, Barocco e Illuminismo, Rivoluzione francese, liberalismo e comunismo (nel campo dell'effettività penale) non hanno portato cambiamenti se non di dettaglio e mutamenti solo di facciata. Il rapporto "culpa = poena" resta tale e quale è stato impostato dai Padri della Chiesa e dai teologi della Scolastica, e ripreso e adattato poi, dai giuristi laici, la diritto comune. La punizione come vendetta (chiamata con un nome meno esplicito) è sempre il punto d'appoggio di ogni sistema repressivo.
    [...]
    E se nel Medioevo e nell'età barocca si arrestava un individuo perché sospetto eretico, nell'Ottocento lo si arresterà perché sospetto abigeatario, sospetto repubblicano, anarchico, socialista. Variano i motivi, ma la struttura repressiva resta identica. E se prima della Rivoluzione francese i nobili ed il clero avevano un foro speciale, adesso questo privilegio è passato ai ministri, ai deputati e ai senatori, cioè alla nuova classe dirigente che ha una procedura particolare e un giudizio di "pari" [...] diritto e procedura penale sono sempre creazioni umane e come tali sono (sarebbero) sempre sottoponibili a trasformazioni anche totali, così come cambiamenti totali sono avvenuti in tutti gli altri campi.
    [...]
    In campo processuale siamo ancora nell'era del sospetto.
    Il metodo inquisitorio è sempre in vita.
    [...]
    Solo che "il qualunquismo repressivo del sospetto" chiama con nomi nuovi istituti vecchi.
    il sospetto lo chiama prevenzione
    l'eretico, deviante
    i fedeli, le masse
    i delatori, pentiti
    l'abiura, autocritica
    il carcere duro, carcere speciale
    gli inquisitori, inquirenti
    i "bravi", guardie del corpo
    l'Inquisizione, roccaforte della Chiesa, è trasformata nei servizi segreti, baluardo della repubblica (con la stessa importanza di allora).

    ha scritto il 

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