Storia dell'occhio

Di

Editore: SE

3.6
(350)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Svedese , Francese , Portoghese , Spagnolo , Greco

Isbn-10: 8877107545 | Isbn-13: 9788877107541 | Data di pubblicazione: 

Curatore: L. Tognoli ; Illustratore o Matitista: A. Masson , H. Bellmer

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Gay & Lesbo

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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

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    Se il movimento surrealista ci ha dato tanti e tanti capolavori nelle arti figurative così non è stato nella letteratura.
    La letteratura è stato un genere che ha trovato gravi difficoltà in quel perio ...continua

    Se il movimento surrealista ci ha dato tanti e tanti capolavori nelle arti figurative così non è stato nella letteratura.
    La letteratura è stato un genere che ha trovato gravi difficoltà in quel periodo..
    Il surrealismo nasce in un momento in cui il riconoscimento importante della psiche, del sogno, dell’inconscio, dell’erotismo (un erotismo spesso mentale lontano dalla pornografia, un erotismo che ringrazia il cattolicesimo per aver aggiunto come ciliegina sulla torta il senso del peccato rendendolo ancora più morboso ed eccitante.
    Pensiamo ai grandi lavori di Max Ernst con i suoi incubi “tedeschi”, Salvador Dalì con le sue dilatazioni del tempo e dello spazio in una atmosfera onirica, alla scrittura automatica di André Masson, alle bambole erotiche di Hans Bellmer, ai nudi di Paul Delvaux erotici ma irraggiungibili, leggermente mortiferi, che su questi temi hanno dipinto capolavori.
    Pensiamo anche alla filmografia e alla fotografia.
    George Bataille è stato per il surrealismo e per quel periodo in genere
    un grande teorico, un grande promotore, una figura chiave, … romanziere un pochino meno.
    Il romanzo in questione parla di due giovani e belli e di bella famiglia che si incontrano e cominciano i loro giochi amorosi e le loro perversioni e di come tirano dentro nei loro “giochi” e fughe una giovin fanciulla innocente portandola ad un finale drammatico.
    Non fanno l’amore come fanno due giovani innamorati ma lo praticano nelle varie perversioni…..il massimo del piacere lo trovano nel “mingere”,.. nel “mingere uno addosso all’altro”.
    Trovano nella forma dell’occhio molto simile ad una parte dell’apparato maschile la forma del perfetto feticcio erotico.
    E così….”tra una pisciata e l’altra” si arriva al gran finale col botto, coi fuochi d’artificio come alla festa del santo patrono……
    Arrivano scappando da una città all’altra a Siviglia, attenzione! città cattolicissima, e tirano dentro nei loro giochi “nientepopodimenoche” un giovanissimo prete magrissimo e verginissimo ovviamente…..
    Ecco di nuovo il segno del peccato, del sacrilegio, ….il massimo dell’erotismo!!!
    Non racconto il finale ma non ci vuole molta fantasia.
    Un libro decisamente datato che all’epoca avrà creato sicuramente scandalo (per paura di ritorsioni lo firma con altro nome e non con il suo) ma che adesso come adesso suona falso, suona finto, in qualche momento più che scioccare ti fa sorridere…..vorrei dire per restare in tema che qualche volta per il ridere mi sono pisciato addosso ma non è così…..

    ha scritto il 

  • 0

    Un libro a cui è impossibile dare un voto

    Non è un libro scritto per il lettore, è un libro scritto dall'autore per se stesso.
    Più che una vera e propria storia, è una sequenza di scene oniriche e surreali, attraverso le quali l'autore mette ...continua

    Non è un libro scritto per il lettore, è un libro scritto dall'autore per se stesso.
    Più che una vera e propria storia, è una sequenza di scene oniriche e surreali, attraverso le quali l'autore mette a nudo gli abissi della sua anima. Da una particolare una sorta di feticismo rivolto a organi e fluidi umani e, talvolta, anche animali, fino alle componenti più cruente, passando attraverso l'esibizionismo e il voyeurismo.
    I protagonisti non sono chiaramente credibili nei loro ruoli, ma non sono che figuranti atti ad estrinsecare ciò che Bataille ha dentro di sè. Probabilmente c'è un po' di lui in ognuno di essi.
    Romanzo erotico? Sadico? Cruento? Psicologico? Blasfemo? Forse tutto questo, forse nulla di tutto questo.
    Certamente è un libro profondo e viscerale, che la lettura della biografia dell'autore aiuta decisamente a comprendere.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia dell'occhio è un romanzo del surrealista George Bataille, scritto nel 1928 e ripubblicato nel 1947. In entrambi i casi il romanzo uscirà sotto pseudonimo, e verrà attribuito a Bataille soltanto ...continua

    Storia dell'occhio è un romanzo del surrealista George Bataille, scritto nel 1928 e ripubblicato nel 1947. In entrambi i casi il romanzo uscirà sotto pseudonimo, e verrà attribuito a Bataille soltanto dopo la sua morte nel 1962.
    Nell'Italia della Democrazia Cristiana uscirà soltanto nel 1969 edito da "L'Airone".

    Il protagonista (di cui non conosciamo il nome) rievoca le sue esperienze di adolescente con la coetanea Simone; una storia torbida e lunga di sesso, voyerismo, esibizionismo, masochismo, che coinvolge i loro amici (in particolare Marcelle, che finirà in manicomio) e un nobile inglese, Sir Edmund. In fondo la trama non è altro che questo. Sesso, sempre più surreale, sempre più spinto, sempre più allucinante, sempre più immorale.

    Un libro che non mi è piaciuto moltissimo; non tanto per il sesso spinto, ma per la mancanza totale di altro. Anche come romanzo pornografico è troppo surreale per risultare eccitante. Se devo scegliere, decisamente meglio Henry Miller.

    E' stato tratto nel 1976 il film "Simona", diretto da Patrick Longchamps con Laura Antonelli.

    ha scritto il 

  • 5

    Una strana combinazione di simboli erotici e di situazioni estreme, l'omicidio e la perversione che conducono alla strana affermazione dei personaggi - piatti personaggi, stanchi nel loro vivere, quan ...continua

    Una strana combinazione di simboli erotici e di situazioni estreme, l'omicidio e la perversione che conducono alla strana affermazione dei personaggi - piatti personaggi, stanchi nel loro vivere, quanto nel dare la morte. La loro stanchezza è patologica, esistenzialista.
    Non tradiscono emozioni. Semplicemente, fanno, amano ed erotizzano ogni rapporto sociale, non offuscati da coscienza.

    Libro interessante, grande nel suo enigma.

    ha scritto il 

  • 3

    Esageratamente perverso...

    Georges Bataille (filosofo e scrittore) ha scritto la Storia dell'occhio (Histoire de l'œil) nel 1928, venne poi pubblicato ufficialmente dopo la sua morte negli anni '60....
    descrive le sempre più bi ...continua

    Georges Bataille (filosofo e scrittore) ha scritto la Storia dell'occhio (Histoire de l'œil) nel 1928, venne poi pubblicato ufficialmente dopo la sua morte negli anni '60....
    descrive le sempre più bizzarre ed estreme perversioni sessuali di una coppia d'amanti adolescenti...
    Immagini estreme, sadomasochismo, sottomissione, delitti...
    Certamente coglie spunti da De-Sade e da altri..
    Per me troppo, anche per due adolescenti dannati..
    troppo da renderlo così distante, sembra un "esercizio" forzato di seduzione del lettore, ho capito che ha funzionato con molti...con me un po' meno...

    ha scritto il 

  • 5

    Intenso e crudele,dissacratorio e sensuale,un capolavoro di letteratura erotica scritto dal più sfuggente degli scrittori,Bataille,alieno a qualunque tradizione e cricca letteraria,eppure capace di sc ...continua

    Intenso e crudele,dissacratorio e sensuale,un capolavoro di letteratura erotica scritto dal più sfuggente degli scrittori,Bataille,alieno a qualunque tradizione e cricca letteraria,eppure capace di scrivere pagine intense ed illuminanti e di riuscire a portare sempre il lettore a smascherare le ambiguità e le ipocrisie.

    ha scritto il 

  • 4

    È stata graditissima la prefazione di Moravia, autore che stimo molto.
    Storia dell'occhio è un libro in cui l'erotismo impregna ogni pagina come raramente accade. Il surreale è la base instabile su cu ...continua

    È stata graditissima la prefazione di Moravia, autore che stimo molto.
    Storia dell'occhio è un libro in cui l'erotismo impregna ogni pagina come raramente accade. Il surreale è la base instabile su cui pogia la storia. I protagonisti principali sono sempre due, variano le ambientazioni, si aggiungono altri elementi che portano avanti la storia per condurla sul filo esterno dell'ossessione.
    Un breve capolavoro.

    Dalla prefazione di Alberto Moravia:
    "L'erotismo sembra essere una forma di conoscenza che nel momento
    stesso che scopre la realtà, la distrugge. In altri termini si può conoscere il reale per mezzo dell'erotismo; ma al prezzo della distruzione completa e irreparabile del reale medesimo. In questo senso l'esperienza erotica si apparenta a quella mistica: ambedue sono senza ritorni, i ponti sono bruciati, il mondo reale è perduto per sempre."

    "[...]non è forse tanto un libro erotico quanto un libro nel quale l'inquietudine religiosa è trasferita in una storia di fissazione sessuale."

    ha scritto il 

  • 3

    Lo spettacolo desolante dell’erotismo patologico

    In questa insidiosa Storia dell’occhio, pubblicata solo dopo la sua morte, Georges Bataille non pone freno alcuno al suo estenuante caleidoscopio di lubricità, di oscenità e di perversioni ai limiti d ...continua

    In questa insidiosa Storia dell’occhio, pubblicata solo dopo la sua morte, Georges Bataille non pone freno alcuno al suo estenuante caleidoscopio di lubricità, di oscenità e di perversioni ai limiti del drammatico. Eppure esordisce con una nota spiritosa, se così si può dire, quando la disinibita Simona si piazza a sedere, in tutta libertà, su un piattino di latte destinato al gatto, riempiendo di desiderio il focoso io narrante. E via con inaspettate svolte nella breve narrazione, fra scene improbabili, bizzarri esibizionismi e deliri non di rado sacrileghi. I trascorsi personali di Bataille, non propriamente felici, hanno lasciato il segno; sono implicitamente mescolati nelle sottili stratificazioni di significato di queste pagine infuocate, che nondimeno rivelano un autore complesso e fuori dal coro. Anche perché stonato, senza argini, indomito nella sua annichilente anarchia letteraria. Un erotismo alla fine del mondo, spietato, che forse diventerà, come ha detto lo scrittore, metodo per “per raggiungere degli stadi di intenso misticismo”, ma, nella mia modesta percezione, non trova alcuna coerente dimensione metaforica o simbolica, perché zavorrata da taluni eccessi espressivi che la contraddistinguono. Alla fine, l’implicazione simbolica e testuale della triade occhio-uovo-testicolo, nucleo del folgorante e corrosivo racconto, prefigura soltanto piccoli inferni della carne e non certo nuovi orizzonti letterari, affrancati dallo stritolante, limitante giogo della moralità e del buon senso.

    ha scritto il 

  • 4

    E fu così che la mia fidanzata cominciò a rompere le uova con il culo

    Una fantastica analisi dell'evoluzione e dello sviluppo di un fetish da parte della co-protagonista. Uno sviluppo erotico molto verosimile, bizzarro e affascinante, al punto da coinvolgere nonostante ...continua

    Una fantastica analisi dell'evoluzione e dello sviluppo di un fetish da parte della co-protagonista. Uno sviluppo erotico molto verosimile, bizzarro e affascinante, al punto da coinvolgere nonostante lo stile un po' confusionale e impreciso.
    Mi ha appassionata.
    http://myrosalie.wordpress.com/

    ha scritto il 

  • 3

    Bah. Quando un libro mi disturba non riesco a vederne i lati positivi. Non metto in dubbio che esistano motivazioni sufficienti per definirlo, come avevo fin'ora sentito dire, un capolavoro, ma tutta ...continua

    Bah. Quando un libro mi disturba non riesco a vederne i lati positivi. Non metto in dubbio che esistano motivazioni sufficienti per definirlo, come avevo fin'ora sentito dire, un capolavoro, ma tutta st'accozzaglia di culi, balsfemie e amplessi sfrenati mi offusca... l'occhio che di solito ho per l'arte.

    ha scritto il