Storia della bruttezza

Di

Editore: Bompiani

4.2
(388)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 456 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Isbn-10: 884525965X | Isbn-13: 9788845259654 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Arte, Architettura & Fotografia , Storia , Da consultazione

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Descrizione del libro
Repellente, orrendo, schifoso, sgradevole, grottesco, abominevole, odioso, indecente, immondo, sporco, osceno, ripugnante, spaventoso, abbietto, orribile, orrido, orripilante, laido, terribile, terrificante, tremendo, da incubo, mostruoso, ripulsivo, disgustoso, nauseabondo, fetido, spaventevole, ignobile, sgraziato, spiacevole, pesante, indecente, deforme, difforme, sfigurato sono solo alcuni degli aggettivi con cui si parla e si rappresenta la bruttezza. Di ognuno di questi, il libro fornisce al lettore, con humour e profondità, più di un esempio, letterario e artistico.
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  • 4

    Il libro, curato da Umberto Eco, costituisce una stimolante lettura, nonché un'efficace narrazione dell'evoluzione del concetto di “brutto” attraverso i secoli.
    E', infatti, risaputo che, in particola ...continua

    Il libro, curato da Umberto Eco, costituisce una stimolante lettura, nonché un'efficace narrazione dell'evoluzione del concetto di “brutto” attraverso i secoli.
    E', infatti, risaputo che, in particolari contesti storico-sociali, il brutto non si configura, tout court, come il concetto antagonista di bello, ma anche come espressione di modernità, di realismo, di spregiudicatezza, di rivolta sociale, di anticonformismo. Senza tacere della dimensione psicoanaltica, onirica ed incubatica che talvolta ci atterrisce, tanto profonde ed insondabili sono le regioni del nostro essere da cui certe immagini giungono a fare visita alla nostra vita cosciente.
    Ed il campo dove tutto questo trova la più ampia ed evidente espressione è appunto quello delle arti figurative. Si pensi, limintandosi alla scultura, alla bellezza della Venere di Milo ed alla “bruttezza” - che ugualmente ci affascina - della vecchia ubriaca dei Musei Capitolini o de “L'inverno” di Auguste Rodin.
    Bello e brutto sono concetti difficili da definire e circoscrivere a causa dello scorrere del tempo che tutto rende relativo.
    Ebbene, questo è appunto il gioco che la STORIA DELLA BRUTTEZZA propone al lettore.

    ha scritto il 

  • 5

    "Il bello non ha che un tipo, il brutto ne ha mille." (Victor Hugo)
    Questa è la ragione per cui La Storia della Bruttezza è ben più interessante di quella della Bellezza.
    La scelta iconografica è supe ...continua

    "Il bello non ha che un tipo, il brutto ne ha mille." (Victor Hugo)
    Questa è la ragione per cui La Storia della Bruttezza è ben più interessante di quella della Bellezza.
    La scelta iconografica è superba (e non sono solito usare iperboli per commentare i libri che leggo!) e fa perdonare l'inevitabile superficialità di quella che resta comunque una delle operazioni commerciali (a volte benemerite) tipiche di Umberto Eco.

    ha scritto il 

  • 4

    Una bella antologia di opere e testi se si vuole avere un'idea piuttosto generale di come, attraverso i secoli, gli uomini abbiano concepito e rappresentato il brutto.
    Non mi spingerei oltre però, non ...continua

    Una bella antologia di opere e testi se si vuole avere un'idea piuttosto generale di come, attraverso i secoli, gli uomini abbiano concepito e rappresentato il brutto.
    Non mi spingerei oltre però, non è un saggio, non è un'opera di critica.

    ha scritto il 

  • 0

    dal blog Giramenti

    Un bel librozzo sulla storia della bruttezza, e il bello e il brutto restano sempre un fatto personale, sia detto. Bello il libro – zeppo di coloratissime immagini e richiami letterari –, brutto il pe ...continua

    Un bel librozzo sulla storia della bruttezza, e il bello e il brutto restano sempre un fatto personale, sia detto. Bello il libro – zeppo di coloratissime immagini e richiami letterari –, brutto il peso – leggendolo a letto ho rischiato la rottura del setto nasale –, bella l’idea di riunire tanti assaggi, brutta se siete incalliti lettori di saggistica, bella se siete lettori curiosi e amate gli antipasti. Mettiamola così, se vi piace Focus e seguite History Channel, siete le persone adatte alla Storia della bruttezza.

    SEGUE su http://gaialodovica.wordpress.com/2012/11/13/storia-della-bruttezza-a-cura-di-umberto-eco/

    ha scritto il 

  • 4

    Letto da: Peppe.

    Un incarnato pallido, una figura deforme, un verso ripugnante, la scrittura delle pene subìte dai dannati negli inferi, un animale immaginario e fantastico, le parole e il verso defor ...continua

    Letto da: Peppe.

    Un incarnato pallido, una figura deforme, un verso ripugnante, la scrittura delle pene subìte dai dannati negli inferi, un animale immaginario e fantastico, le parole e il verso deformato dalla scrittura spontanea, una musica dissonante. Espressioni che assieme possono illustrare, e rivelarsi ai cinque (o nove se li consideriamo in toto) sensi umani, l'esperienza del brutto.
    L'opera curata da Umberto Eco, e che segue una precedente che illustra una storia della bellezza, percorre come intuibile l'esperienza su ciò che l'umano ha sentito, filosoficamente, artisticamente, letterariamente e musicalmente, come espressione del brutto, in tutte le gradazioni che vanno dal terrificante al ripugnante, dal grottesco all'orrido. Tutto quanto serve e servirà per allontanare (o attrarre) il pensiero sulla limitatezza umana.

    Decisamente una bella ricerca realizzata con moltissime illustrazioni interessanti, brani di opere letterarie, e appunti filosofici, che completano al lettore questa esperienza che definirei molto sollecitante.

    ha scritto il 

  • 0

    Bella ed interessante raccolta di immagini.
    In alcuni casi persino disturbanti,ma credo che questo sia uno degli intenti della ricognizione di Eco sull'argomento.
    Assai curata la stampa e l'edizione.
    ...continua

    Bella ed interessante raccolta di immagini.
    In alcuni casi persino disturbanti,ma credo che questo sia uno degli intenti della ricognizione di Eco sull'argomento.
    Assai curata la stampa e l'edizione.
    Sui commenti alle foto qualche appunto si potrebbe anche fare,ma certe scelte antologiche sono comunque azzeccate.

    ha scritto il 

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