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Storia della massoneria italiana

Di

Editore: Bompiani

3.4
(24)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1088 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845248143 | Isbn-13: 9788845248146 | Data di pubblicazione: 

Genere: History , Philosophy , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Storia della massoneria italiana dagli inizi dell'800 ad oggi. Ne è stata pubblicata un'edizione aggiornata nel 1994 con ampi riferimenti alla P2 di Gelli.
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  • 0

    Un tuffo nel passato

    Ho letto la prima edizione, quella con la copertina verde, è un libro di storia e come tale è normale trovare date, luoghi e persone. Utile perla ricerca, ovviamente inutile per chi è alla ricerca di altro. " chi cerca quello che non deve trova quello che non vuole" G.B. Vico

    ha scritto il 

  • 0

    attenzione, l'autore è di parte

    Ho letto le prime 700 pagine convinta di essermi imbattuta in un libro accurato, basato su dati storici e ricostruzioni storiografiche acclarate. Nonostante la pesantezza e un linguaggio fin troppo ricercato, mi sembrava la lettura giusta per inquadrare il "fenomeno" massoneria.
    Poi a pagina 700 ...continua

    Ho letto le prime 700 pagine convinta di essermi imbattuta in un libro accurato, basato su dati storici e ricostruzioni storiografiche acclarate. Nonostante la pesantezza e un linguaggio fin troppo ricercato, mi sembrava la lettura giusta per inquadrare il "fenomeno" massoneria. Poi a pagina 700 Mola ha iniziato a parlare della P2, distruggendo in un colpo solo la credibilità che si era costruito nei capitoli precedenti. Abbandonata la ricostruzione fedele basata sui documenti, da quel momento in poi è solo apologia. L'autore butta fango su tutti quelli che hanno cercato di inquadrare il fenomeno, dalla commissione parlamentare d'inchiesta presieduta da Tina Anselmi al pm Agostino Cordova che ha indagato su un presunto legame tra massoneria e ndrangheta (archiviando poi tutto, ma questo Mola non lo dice, si preoccupa solo di screditare Cordova "e tutti i suoi emuli", come scrive). Difende Licio Gelli, scrivendo che il suo intento era solo quello di restituire dignità alla massoneria, attacca quelli che lo attaccano. Ma non porta mai una prova, mai una carta, mai un documento a supporto di quello che afferma. Un'ultima considerazione. Nell'ultimo capitolo, Mola passa una trentina di pagine a parlare male di un ex gran maestro, Giuliano Di Bernardo, secondo lui tra i peggiori mali mai capitati alla massoneria. Lo attacca per manifestà incapacità, accusandolo quasi di tutti i mali del mondo. Se la prende perfino con il fatto che lui, professore di filosofia all'università, scriva documenti giudicati "troppo filosofici". Un attacco talmente forte (e senza precedenti nel libro; pur avendo attaccato anche qualche altro gran maestro passato, non l'aveva mai fatto con questa foga) che mi ha fatto pensare ci fosse qualcosa sotto che Mola non stava dicendo. Poi ho finito questo libro e ho iniziato "Fratelli d'Italia", di Ferruccio Pinotti. Che inizia con un'intervista proprio a Di Bernardo, fuoriuscito dalla massoneria, che racconta un po' di cose, soprattutto sulla P2, di cui spiega nascita, scopi e coperture interne alla massoneria "regolare". Ecco spiegato tutto, mi sono detta. E mi sono pentita di nuovo di aver perso tutto quel tempo e cercare di capire le 800 e passa pagine del volume "storico" di Mola. Avevo letto recensioni in cui veniva presentato come accurato e super-partes. Se vi capita tra le mani questo libro, sappiate che non è così.

    ha scritto il