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Storia delle mie disgrazie

Lettere d'amore di Abelardo e Eloisa

Di

Editore: Garzanti Libri

4.0
(260)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 482 | Formato: Altri

Isbn-10: 8811360811 | Isbn-13: 9788811360810 | Data di pubblicazione:  | Edizione 11

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
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  • 5

    Monumento

    Testimonianza storica unica, esercizio di sapiente dialettica applicata ai testi sacri (che modernità per l'epoca !), documento di una passione bruciante e drammatica, specie nella Lettera IV di Eloisa ad Abelardo (solo il Medioevo partorisce Abelardo ed Eloisa, Lancillotto e Ginevra, Paolo e Fra ...continua

    Testimonianza storica unica, esercizio di sapiente dialettica applicata ai testi sacri (che modernità per l'epoca !), documento di una passione bruciante e drammatica, specie nella Lettera IV di Eloisa ad Abelardo (solo il Medioevo partorisce Abelardo ed Eloisa, Lancillotto e Ginevra, Paolo e Francesca !), volume di teologia, ricco di citazioni bibliche ed evangeliche, è questo epistolario un vero e proprio monumento della cultura medievale occidentale e, quindi, mondiale.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle solo perchè la loro storia ha un che di affascinante, ma in realtà sia Abelardo che Eloisa non mi convincono e non ho visto in loro ciò che identifico come vero amore: da parte di lui c'era(come Eloisa stessa ha poi saggiamente capito) solo desiderio fisico e la sua "Storia delle m ...continua

    Quattro stelle solo perchè la loro storia ha un che di affascinante, ma in realtà sia Abelardo che Eloisa non mi convincono e non ho visto in loro ciò che identifico come vero amore: da parte di lui c'era(come Eloisa stessa ha poi saggiamente capito) solo desiderio fisico e la sua "Storia delle mie disgrazie" è davvero uno strazio da quanto è presuntuoso come scritto. Da parte di lei il sentimento era di sicuro più profondo, ma sconfinava comunque in un'ossessione troppo totalizzante per i miei gusti, che trasformò una donna incredibilmente colta e intelligente in una semplice schiavetta obbediente...finisce perfino con il denigrare le donne in quanto rovina degli uomini! Ora, è vero che siamo nel Medioevo, ma da una donna della sua levatura mi sarei aspettata una mentalità diversa, visto che donne più evolute non mancavano neanche all'epoca (basti pensare a Caterina da Siena). L'edizione Newton Compton è incompleta, poichè non contiene le lettere di Abelardo e nemmeno tutte quelle di Eloisa, ma solo le più importanti.

    ha scritto il 

  • 2

    Un capolavoro distrutto da una casa editrice

    Con questa lettura di Storia delle mie disgrazie ho capito quanto l'edizione libraria sia fondamentale per una parte del successo di un libro nel lettore. Questa versione dei Tascabili Economici Newton è orripilante, e inconcepibile è la scelta di non inserire tutte le lettere complete del dialog ...continua

    Con questa lettura di Storia delle mie disgrazie ho capito quanto l'edizione libraria sia fondamentale per una parte del successo di un libro nel lettore. Questa versione dei Tascabili Economici Newton è orripilante, e inconcepibile è la scelta di non inserire tutte le lettere complete del dialogo epistolare tra Eloisa e Abelardo. Se la Newton Company aveva come obiettivo quello di realizzare un prodotto commerciale su un testo splendido tanto da rovinarlo, ridurlo, spogliarlo degli organi del corpo letterario c'è riuscita con grande perfezione.
    Corro a comprare la versione Garzanti, sperando di trovare un 'prodotto librario' che si confà alla bellezza letteraria del corpus epistolario Abelardo - Eloisa.

    ha scritto il 

  • 4

    Bella questa versione della "Storia delle mie disgrazie" del famoso Abelardo. Che poi si rivela un personaggio a volte irritante, come testimoniano tante fonti dell’epoca. Ma soprattutto è divertente la figura, tanto famosa tra gli innamorati, di un uomo che parla di amore in preda al piacere dei ...continua

    Bella questa versione della "Storia delle mie disgrazie" del famoso Abelardo. Che poi si rivela un personaggio a volte irritante, come testimoniano tante fonti dell’epoca. Ma soprattutto è divertente la figura, tanto famosa tra gli innamorati, di un uomo che parla di amore in preda al piacere dei sensi per poi tirarsi indietro e comportarsi da egoista, obbligando lei ad andare in convento per poi proseguire tranquillamente la sua vita tra gli studi, le lezioni e Dio. Sfiora la vanità credo.
    Mentre lei è un esempio indimenticabile di amore assoluto e perduto, si annulla totalmente per far felice il suo unico amore, si chiude in convento per volontà del suo uomo e non di Dio, come dirà direttamente lei ad Abelardo.
    Donna intelligentissima e colta per l’epoca ma tanto moderna per quanto riguarda l’amore. Che lo vive e non rinnega la passione anche carnale, soprattutto quella anzi, e senza dar colpa a nessuno continua e continuerà ad amarlo senza ormai chiedergli niente in cambio. Bellissima!

    ha scritto il 

  • 5

    Un vecchio amore

    Quanto assurda è la storia d’Amore tra Abelardo ed Eloisa?
    Così mi sono sentito domandare da una cara amica alla quale avevo consigliato il libro.
    Assurda?
    Sì, forse assurda.
    Assurda perché in pieno XII secolo sia Abelardo che Eloisa vestivano i panni dei moderni.
    Im ...continua

    Quanto assurda è la storia d’Amore tra Abelardo ed Eloisa?
    Così mi sono sentito domandare da una cara amica alla quale avevo consigliato il libro.
    Assurda?
    Sì, forse assurda.
    Assurda perché in pieno XII secolo sia Abelardo che Eloisa vestivano i panni dei moderni.
    Immaginatevi un Dialettico, un Logico e, checché ne abbiano detto gli allora avversari, un Teologo, che condanni le Crociate, portando come giustificazione l’errata proposizione che versare sangue in nome di Dio è sempre e comunque sbagliato! Un uomo, un religioso, che cercava nel più puro spirito pedagogico di trasmettere ai propri studenti l’amore per la disputa, per la ricerca e non la mera ripetizione del già detto, dove non si aggiungeva nulla. Abelardo provava a conciliare Ratio e Fides. Ci sarebbe riuscito se non si fosse levato contro di lui l’anatema di Bernardo di Clairvaux (non ancora Santo) e dei suoi accoliti modello Scottex-dieci-piani-di-morbidezza. Fu grazie ad Abelardo se a Parigi (e poi in tutta Europa) le scuole - le Università - sfuggirono al controllo vescovile: le scuole cattedrali divennero scuole cittadine.
    Questi era Abelardo.
    Ed Eloisa, la più forte della coppia, la più incompresa - persino da Abelardo - ?
    Giovinetta dissertava di storia. Parlava latino, greco ed ebraico. Una donna così, mille anni fa! Una donna che scrisse: “Preferisco essere la tua prostituta piuttosto che recarti disonore con il matrimonio e nuocere alla tua carriera di Maestro.”
    Qualcuno, ancora oggi, crede l’epistolario tra i due un falso.
    Il mio parere non conta (benché io lo creda autentico), ma se un falso è, tanti complimenti al falsario, perché ha scritto un capolavoro.
    Ho sempre amato questo libro. La storia di un amore difficile, in un epoca difficile, in un mondo, appunto, non fatto per le menti troppo aperte.
    Abelardo ed Eloisa hanno sfidato il mondo e le sue convenzioni.
    Uno con la logica, l’altra con l’intelligenza attiva. Eloisa ha dimostrato che la donna nulla aveva da invidiare agli uomini - solo ad Abelardo, Eloisa riconosceva una caratura culturale e umana maggiore alla propria.
    Eloisa, forse un membro della potentissima famiglia Garlande dell’Isle-de-France, ci fa quasi tenerezza quando nelle sue lettere parla dell’amore suo e di Abelardo; quando scrive di quella sua voglia d’amore, di amore vero, e non quello imposto a fini politici e per maggior gloria della famiglia; quando scrive della sua voglia carnale, trattata sì con imbarazzo nelle lettere, ma accetta con naturalezza - più di un ormai sessualmente defunto Abelardo - in quanto un piacere sì perfetto non può avere nulla di male. Osa persino ricordare ad Abelardo che la passione li travolgeva finanche nella casa di Dio, quando Abelardo, monaco cluniacense a Saint-Denis, l’andava a trovare ad Argenteuil, dove lei già indossava gli abiti di novizia.
    Un amore bruciante, durato per tutta la loro vita.
    Un libro molto bello.

    ha scritto il 

  • 4

    Lo scritto di Abelardo riassume velocemente le sue disgrazie e, avendo letto altri testi, già le conoscevo.
    Invece, mi aspettavo molto dalle "lettere d'amore" fra i due innamorati, ma mi sono dovuto ricredere dopo aver letto le prime missive di Abelardo. In sostanza, sembra voler bloccare o ...continua

    Lo scritto di Abelardo riassume velocemente le sue disgrazie e, avendo letto altri testi, già le conoscevo.
    Invece, mi aspettavo molto dalle "lettere d'amore" fra i due innamorati, ma mi sono dovuto ricredere dopo aver letto le prime missive di Abelardo. In sostanza, sembra voler bloccare ogni impeto di umanità che fuoriesce dalla povera (e segregata) Eloisa. Umanità che si manifesta attraverso scritti carichi di amore ed affetto, tanto da rischiare la bestemmia. Abelardo non è di questo avviso e tarpa le ali ad Eloisa, dimostrando a tutti che solo "Dio" è importante, solo la "Ragione" è necessaria, solo la "Preghiera" è vita.
    Abelardo, insomma, si dimostra ben poco umano, a differenza di una Eloisa che, con molta probabilità, gli era superiore in tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    E' visibile già dalla prima lettera l'amore ancora fortissimo e palpitante di Eloisa per Abelardo,amore che lui sembra non condividere più,amore che ha razionalizzato e dedicato alla sua vita da monaco. Lei si sente ferita per questo: le sembra che lui abbia dimenticato tutto,e in alcuni tratti c ...continua

    E' visibile già dalla prima lettera l'amore ancora fortissimo e palpitante di Eloisa per Abelardo,amore che lui sembra non condividere più,amore che ha razionalizzato e dedicato alla sua vita da monaco. Lei si sente ferita per questo: le sembra che lui abbia dimenticato tutto,e in alcuni tratti cerca gli riportargli alla mente i loro baci,il loro amore fisico,il trasporto che non si erano fatti mancare in precedenza.
    Ma lui sembra evadere l'argomento,lei si scusa per i toni,ma ne soffre. Eloisa mi è sembrata più moderna che mai,Abelardo un pò troppo equilibrato,ma sono certamente due scrittori medievali: citano spesso i testi sacri e dialogano di religione,filosofia,di cultura e soprattutto di morale come ci si aspetterebbe da due intellettuali del loro secolo.

    Mi dispiace che Eloisa abbia amato,probabilmente per tutta la sua vita,un uomo incapace di restituirle un amore così immenso ed anzi un uomo diventato chiuso,presuntuoso e un pò narcisista. O forse questo Abelardo era solo quello che compariva nelle lettere.

    Quattro stelle.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi hanno molto colpita le parole di Eloisa al suo amato, che lei fino alla fine chiama mio unico anche quando è ormai palese che Abelardo ha spostato i propri sentimenti su un altro piano.
    Lei lo ama per tutta la vita, da lontano, e quell'amore se lo fa bastare perché è disinteressato: ama ...continua

    Mi hanno molto colpita le parole di Eloisa al suo amato, che lei fino alla fine chiama mio unico anche quando è ormai palese che Abelardo ha spostato i propri sentimenti su un altro piano.
    Lei lo ama per tutta la vita, da lontano, e quell'amore se lo fa bastare perché è disinteressato: ama l'uomo Abelardo, non il filosofo o il personaggio pubblico. Per lui, come la stessa Eloisa razionalmente riconosce, si è trattato di una violenta fiammata dei sensi e nulla di più. Eloisa è molto più forte del suo uomo e lo ama incondizionatamente, laddove lui è solo profondamente innamorato di se stesso.
    Eloisa ha un grandissimo cervello. Anche Abelardo, ma egocentrico ed egoista.
    E basta, che la lettura mi ha messo una rabbia...

    NOTA: Abelardo è l'uomo più insopportabile e pieno di sé che abbia mai incontrato leggendo.

    ha scritto il 

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