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Storia di Garabombo, l'invisibile

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica, 773)

4.0
(258)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 276 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo

Isbn-10: 8807807734 | Isbn-13: 9788807807732 | Data di pubblicazione:  | Edizione 11

Traduttore: Enrico Cicogna

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri

Genere: Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Garabombo ha una strana “malattia”, diviene invisibile quando deve parlare davanti alle autorità. Sfrutterà il suo potere con i contadini, che come lui diventano invisibili ogni volta che si ribellano ai soprusi dei latifondisti. Riusciranno, assieme, a organizzare la più grande invasione di terre che il Perù abbia mai visto.
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  • 5

    il resto di niente

    continuo a leggere. piano. piano piano. non è una descrizione di tempo. è un cibo mangiato a spizzichi. penso alle cose che potevano essere e non sono state. ma se fossero state, sarebbero così come vorremo che fossero? il sottile filo dell'equilibrio è il concordarsi con le parole. saperle dire ...continua

    continuo a leggere. piano. piano piano. non è una descrizione di tempo. è un cibo mangiato a spizzichi. penso alle cose che potevano essere e non sono state. ma se fossero state, sarebbero così come vorremo che fossero? il sottile filo dell'equilibrio è il concordarsi con le parole. saperle dire per farle capire altrimenti è giusto il linguaggio dei napoletani: il sugo con la pasta o la lingua con la mimica facciale. parlarsi e incontrarsi: vuol dire che il linguaggio degli occhi risolve il significato della parola?
    fare un viaggio consiste nel comprare un quaderno su cui scriveranno le parole. gli sguardi fuori da un finestrino sono macchiati dall'inchiostro del pensiero delle cose che saranno. saranno come devono essere? l'attesa, il viaggio, l'incontro: ma se fosse stato, (concedo una virgola) sarebbe così? leggendo capisco di avere un gioco enigmistico con la soluzione rimandata all'ultima pagina o alla settimana successiva. io che vivo nel futuro del passato, pur vedendolo e toccandolo (il gioco è davanti ai miei occhi), ho capito la soluzione oppure ho bisogno della certezza dell'ultima pagina?

    soluzione dell'ultima pagina la settimana dopo: garabombo non è invisibile, ma un vetro trasparente. sono esercizi di scrittura superficiale.

    sto pensando a striano che trasformò la zucca in una carrozza a donna leonora e penso al suo sguardo, al suo viaggio verso napoli e ciò che sarebbe stato. a quel linguaggio lazzaro che l'avrebbe trasformata e se avesse voluto, se avesse scelto, avrebbe preferito per sempre la sua morte onesta e giacobina.

    https://www.youtube.com/watch?v=lASwxqAlnFs

    ha scritto il 

  • 0

    La storia di Garabombo è il secondo romanzo del ciclo dedicato alla lotta dei contadini peruviani contro i soprusi dei proprietari terrieri e delle autorità corrotte, per rivendicare il diritto alla terra e alla sopravvivenza.
    Rulli di tamburo per Rancas è il primo (e chi se lo scorda più ...continua

    La storia di Garabombo è il secondo romanzo del ciclo dedicato alla lotta dei contadini peruviani contro i soprusi dei proprietari terrieri e delle autorità corrotte, per rivendicare il diritto alla terra e alla sopravvivenza.
    Rulli di tamburo per Rancas è il primo (e chi se lo scorda più).

    Anche in questo secondo romanzo, la realtà si intreccia con i sogni e con l’elemento soprannaturale: cavalli che parlano (i dialoghi tra Girasol lo sciupagiumente e il suo padrone Ladro di cavalli sono straordinari), il nano gobbo che si trasforma in Adone, Garabombo che ha il dono dell’invisibilità.
    E’ la cifra del realismo magico di Scorza: la lotta degli indios si muove pungolata da fatti strabilianti e meravigliosi.
    Senza eroi e sogni e madre coca che indicano la strada, i comuneros non riescono a maturare la consapevolezza dei propri diritti e ad opporsi alla prepotenza dei latifondisti e delle autorità ad essi legate.
    E’ invisibile, Garabombo.
    Le sue proteste non sono ascoltate dalle autorità perché non lo vedono, non lo sentono.
    “In prigione aveva capito la vera natura della sua malattia. Non lo vedevano perché non lo volevano vedere. Era invisibile come sono invisibili tutti i reclami, gli abusi e le lamentele” pag. 180
    Tuttavia Garabombo impara a sfruttare questa dote: come fantasma, si intrufola nelle caserme e nelle case, viaggia attraverso i territori presidiati dai soldati, spinge alla rivolta i comuneros dei villaggi distanti, edifica e distrugge tre volte la scuola, il pretesto per gli accordi tra comuneros, dopo che la Sottoprefettura aveva vietato le riunioni comunali tranne quelle a scopo di culto o di pubblica utilità.
    Organizza e guida la marcia silenziosa per la riappropriazione delle terre degli avi.
    (senza gli eroi che si ammantano del mito e del prodigioso, il popolo tace, non ha la forza di sollevare il capo)

    “Questo è l’agitatore, signor sergente,” informò Marzanedo. “Questo è il famoso Garabombo. E’ vissuto protestando.”
    “E morirà protestando.”
    Morirà, Garabombo.
    Sui terreni “ricuperati” restano i corpi dei comuneros, centinaia e centinaia di mosche “Sio, sio, sio” a ronzare, le capanne di fango e paglia costruite in due giorni ridotte in cenere dal fuoco, e i cadaveri dei cavalli, anch’essi nobili come i cavalieri coinvolti nella battaglia, sbranati dai cani, cani venuti da lontano a spolpare le carcasse, assieme agli avvoltoi.
    Muore Garabombo, muore Ladro di cavalli, muore Sulpicia la generosa. Muoiono in tanti, ma non si spegne lo spirito della rivolta, come suggeriscono le pagine finali.

    Tuttavia la forza prepotentemente corale e poetica che spirava dalle pagine di Rulli di tamburo per Rancas, in questo secondo libro della serie non l’ho sentita.
    Anzi, il personaggio che in modo più forte mi ha colpito, non è stato il donchisciottesco Garabombo, ma Remigio lo zoppo, il poeta, il folle.
    Un personaggio strano: inforca occhiali senza vetri per guardare, scrive lettere schiumanti disprezzo per le autorità, vive quasi di elemosina e di compassione a causa della sua deformità fisica e mentale.
    Però, oggetto di uno scherzo dei potenti che fingono di apprezzarne le doti intellettuali, si trasforma da brutto anatroccolo a cigno, e la metamorfosi “ingentilisce” tutto, anche la veemenza dei suoi scritti.
    Si schiera dalla parte dei padroni, e i comuneros non lo riconosco più.
    Alla fine si perde, abbandonato da tutti.
    Forse il personaggio di Remigio può essere considerato una grande sferzata di Scorza sul potere innalzante della lusinga, e della sua fugacità.
    Anche Remigio è emblema, come lo è l’invisibilità di Garabombo.

    Rispetto al primo libro del ciclo, Storia di Garabombo mi è sembrato meno impetuoso e meno spontaneo.
    Costruito, più che ispirato.
    Vedremo il terzo.

    ha scritto il 

  • 5

    hasta siempre

    è uno dei libri della mia formazione giovanile.
    35 anni dopo mi spacca ancora il cuore e mi ha commosso forte, per la scrittura e di più per la fermezza, la semplicità e la speranza che vivono s dicono quelle righe.
    e ancora oggi leggendolo provo sentimenti che mi portano oltre l'indi ...continua

    è uno dei libri della mia formazione giovanile.
    35 anni dopo mi spacca ancora il cuore e mi ha commosso forte, per la scrittura e di più per la fermezza, la semplicità e la speranza che vivono s dicono quelle righe.
    e ancora oggi leggendolo provo sentimenti che mi portano oltre l'indignazione.

    ha scritto il 

  • 5

    La magnifica epopea di Garabombo è al centro della pentalogia dedicata da Manuel Scorsa alla lotta delle comunità indie del Perù contro l'ingiustizia e lo sfruttamento che vengono dalle metropoli interne e internazionali. Forse oggi sembra risentire del clima culturale del periodo in cui fu scrit ...continua

    La magnifica epopea di Garabombo è al centro della pentalogia dedicata da Manuel Scorsa alla lotta delle comunità indie del Perù contro l'ingiustizia e lo sfruttamento che vengono dalle metropoli interne e internazionali. Forse oggi sembra risentire del clima culturale del periodo in cui fu scritto: ma nell'insieme non mi pento affatto di averlo letto, e di consigliarlo ancora adesso.

    ha scritto il 

  • 4

    Fantasia e magia come rivincita dei diseredati peruviani.

    Un altro impareggiabile scrittore sudamericano. Evidentemente la concezione del mondo povero dei contadini è trasversale ai tanti paesi sudamericani. All'altezza di Marquez, Varga Llosa, Amado, Allende. E scusate se è poco.
    Trasferito a Plautilla il Sett 2013

    ha scritto il 

  • 3

    Onirico

    E' un libro strano, confuso. Va avanti e indietro, si ferma, ingrandisce qualche particolare, sogna. Ecco: questo libro sembra la trascrizione di un sogno. Confuso, quasi sfocato. Un personaggio in particolare ha preso dimora dentro di me: Remigio il gobbo, lo scemo del villaggio, il poveraccio c ...continua

    E' un libro strano, confuso. Va avanti e indietro, si ferma, ingrandisce qualche particolare, sogna. Ecco: questo libro sembra la trascrizione di un sogno. Confuso, quasi sfocato. Un personaggio in particolare ha preso dimora dentro di me: Remigio il gobbo, lo scemo del villaggio, il poveraccio che scrive altisonanti e assurde lettere alle autorità. Di una bellezza sfolgorante.

    ha scritto il 

  • 4

    letto negli anni '70
    mi piacque, ma non l'ho più riletto da allora
    era un cult tra i miei amici e ci fu anche un gruppetto teatrale che si dette nome "garabombo".
    e di invisibili è ancora pieno il mondo...

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo, come tutti i libri di Scorza (tranne La Vampata che è meno riuscito, meno ispirato). Il realismo magico tipico della letteratura di quel periodo si accoppia all'impegno sociale. Le lotte dei contadini contro i soprusi delle multinazionali diventano mitologia, epica.

    ha scritto il 

  • 0

    Bah, pochi libri mi hanno innervosito come questo. La scrittura è confusa e fastidiosa. Ho abbandonato pochi libri in vita mia ma, giunta ormai a metà, credo che non possa cambiare molto.

    ha scritto il