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Storia di Genji

Il principe splendente

Di

Editore: Einaudi (Tascabili, 83*-83**)

4.2
(557)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 1036 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Francese , Catalano , Spagnolo , Olandese , Giapponese

Isbn-10: 8806128299 | Isbn-13: 9788806128296 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Adriana Motti ; Curatore: Adriana Motti ; Prefazione: Giorgio Amitrano

Disponibile anche come: Copertina rigida , Cofanetto

Genere: Fiction & Literature , History , Romance

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Descrizione del libro
2 volumi

Il Giappone dell'epoca Heian (IX-XII secolo): un paese chiuso, isolato dal continente asiatico, che contiene un altro paese chiuso, quello dell'aristocrazia di corte, al cui interno si trova il microcosmo delle nyobo, l'élite delle dame. Nella più ovattata di queste scatole cinesi, gineceo dell'aristocrazia, si svolge la storia del principe Genji, luminoso per intelligenza, cultura, bellezza: gli amori delle dame di corte, delle spose, e le lotte per il potere, nel più importante romanzo della letteratura giapponese classica.
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  • 5

    In questa edizione (finalmente!) abbiamo una traduzione diretta dal giapponese antico all'italiano. La curatrice ci ha messo qualcosa come trent'anni a ultimare questa impresa improba, mostrando una ...continua

    In questa edizione (finalmente!) abbiamo una traduzione diretta dal giapponese antico all'italiano. La curatrice ci ha messo qualcosa come trent'anni a ultimare questa impresa improba, mostrando una dedizione e un amore per questo capolavoro che sono encomiabili.
    Per quanto mi riguarda, le pecche di questa versione sono tre:
    a) il prezzo (90 euro!);
    b) la scomodità durante la lettura (è un tomazzo pesantissimo);
    c) le illustrazioni (non sono una fan dei dipinti d'epoca associati al romanzo, e questa nuova trasposizione a ricamo mi convince ancora meno).
    Detto questo, la storia del principe splendente è un must di chiunque si professi amante delle letteratura giapponese, e non dimentichiamoci che è il primo romanzo psicologico mondiale, per di più scritto intorno al mille e da una donna: andrebbe letto a priori anche solo per questo motivo.

    ha scritto il 

  • 3

    Facciamo tre stelle e mezza

    Ammetto di non averlo finito. Sono arrivata fino alla morte di Genji, l'ultima parte non l'ho letta perchè francamente ne avevo abbastanza e non riuscivo più a raccapezzarmi fra i vari personaggi. Ce ...continua

    Ammetto di non averlo finito. Sono arrivata fino alla morte di Genji, l'ultima parte non l'ho letta perchè francamente ne avevo abbastanza e non riuscivo più a raccapezzarmi fra i vari personaggi. Ce ne sono veramente troppi e soprattutto diventa difficile riconoscerli perchè non hanno nome, ma sono identificati in base al ruolo che ricoprono. Il problema è che i ruoli cambiano nel corso della narrazione e il tutto diventa faticosissimo da seguire. Sicuramente di grande aiuto sono i riepiloghi all'inizio di ogni capitolo in cui c'è l'elenco dei personaggi presenti con la loro descrizione (grazie Einaudi!).
    Nonostante le difficoltà di lettura devo dire che il romanzo mi è piaciuto. Certo presenta una società molto maschilista, ma dobbiamo tenere presente che si tratta del Giappone e, soprattutto, è ambientato nell'anno mille. Molto belli i personaggi femminili, ognuno con una personalità diversa e ben delineata.
    Verso la fine mi sono un po' annoiata, probabilmente perchè Gengji mette "la testa a posto" e limita le sue avventure, anche per sopravvenuti limiti di età.
    Lettura consigliata a chi non si lascia spaventare dalla mole.

    ha scritto il 

  • 5

    L'uomo è sempre uomo, sotto qualsiasi cielo

    Quello che più mi ha colpito è come l'uomo alla fine sia sempre tale, sotto qualunque cielo. Cambiano le forme del suo sentire, ma l'essenza resta invariata.
    È una lettura complessa e non lineare, ma ...continua

    Quello che più mi ha colpito è come l'uomo alla fine sia sempre tale, sotto qualunque cielo. Cambiano le forme del suo sentire, ma l'essenza resta invariata.
    È una lettura complessa e non lineare, ma di enorme fascino. Posto che molte delle cose descritte sono oscure - la gerarchia di corte, i costumi, le usanze, i rapporti tra i generi e quella doppiezza religiosa tutta nipponica -, ne emerge un affresco modernissimo in cui i personaggi, non solo Genji, sono tratteggiati a tutto tondo, con le loro fragilità, i dubbi, le piccole meschinità, alcuni slanci di vera grandezza interiore.
    Anche se alla fine le prodezze del nostro stancano un po', così coma la sua volubilità, e i capricci delle dame sono un po' un cliche, eppure ci si stacca dalle pagine di Genji con rammarico, partecipi delle vicende di ciascuno.
    Da leggere e rileggere, come quando si rinnova la conversazione con un vecchio amico.
    Magari approfondendo la conoscenza di quel mondo, per andare più a fondo e vedere con più chiarezza.

    ha scritto il 

  • 3

    Lettura non facile, ma ti spalanca le porte di un antico mondo.

    "Nel viso impassibile del cielo, gli uomini leggono soltanto la loro contentezza o disperazione e Genjii prestava poca attenzione alla bellezza dell'alba. Le avrebbe mandato un messaggio? No, anche qu ...continua

    "Nel viso impassibile del cielo, gli uomini leggono soltanto la loro contentezza o disperazione e Genjii prestava poca attenzione alla bellezza dell'alba. Le avrebbe mandato un messaggio? No, anche questo era del tutto impossibile. E così, infelicissimo, tornò a casa dalla moglie."

    ha scritto il 

  • 2

    Scritto ben più di mille anni fa, il "Genji monogatari" m'è parsa più la storia di Murasaki. Non è un caso infatti che all'autrice sia stato attribuito il nome d'arte, mutuandolo proprio da questo per ...continua

    Scritto ben più di mille anni fa, il "Genji monogatari" m'è parsa più la storia di Murasaki. Non è un caso infatti che all'autrice sia stato attribuito il nome d'arte, mutuandolo proprio da questo personaggio.
    C'è un'intensa infusione di delicatezza e tenerezza, è tutto un susino in fiore, un ranuncolo soave e un incanto primaverile. Questo da scenario a una serie di avventure sentimentali di Genji (definito in un commento qui su aNobii "uno dei più grandi puttanieri" fra i personaggi dei romanzi).
    Ho letto, di estensioni simili, "Anna Karenina" o "L'uomo senza qualità" - capolavori del romanzo, indubbiamente più vicini nel tempo e nello stile. Non ne ho perso una parola. Al contrario mi sono trovato a saltare alcune pagine di "Storia di Genji" perché di una noja irresistibile. Certamente però perfette per intrattenere il pubblico dell'epoca, cui era destinato.
    Non credo che leggerò anche i "Capitoli di Uji"…

    ha scritto il 

  • 5

    Il Principe che splendeva

    Questo libro edito da Einaudi ha più di mille pagine e nonostante sia un tomo che spaventa a prima vista, è un’opera meravigliosa ma incompleta. La trasposizione dalla lingua giapponese a quella ingle ...continua

    Questo libro edito da Einaudi ha più di mille pagine e nonostante sia un tomo che spaventa a prima vista, è un’opera meravigliosa ma incompleta. La trasposizione dalla lingua giapponese a quella inglese e in seguito a quella italiana rende manchevole quest’opera millenaria. L’autrice dedica ogni capitolo a una donna diversa, raccontando le sue gesta all’interno del reame. Spesso Murasaki non le risparmia finendo per descriverle male; in questa esposizione, l’autrice sembrerebbe che voglia trasmettere al lettore, la prosa buddista con le loro nefande idee sulla malvagità della donna.
    Il testo del romanzo è descritto nei minimi particolari e la grammatica utilizzata è spesso complessa e poco intuitiva. Alcuni capitoli per poterli comprendere meglio, vanno riletti perché il dialogo tra i personaggi avviene sotto forma di poesia. In fase di lettura si corre il rischio di abbandonare il libro al suo destino, ci vuole un po’ di pazienza, perché non bisogna dimenticarsi che si è di fronte a un’opera scritta nell’anno mille, non si può avere la pretesa di riuscire a leggerlo tutto di un fiato. Personalmente ritengo che questa sia una delle più belle opere letterarie esistenti, se si decide di leggere questo capolavoro significa che si ha una buona conoscenza della letteratura classica giapponese.

    ha scritto il 

  • 5

    Il Principe che splendeva...

    Questo libro edito da Einaudi ha più di mille pagine e nonostante sia un tomo che spaventa a prima vista, è un’opera meravigliosa ma incompleta. La trasposizione dalla lingua giapponese a quella ingle ...continua

    Questo libro edito da Einaudi ha più di mille pagine e nonostante sia un tomo che spaventa a prima vista, è un’opera meravigliosa ma incompleta. La trasposizione dalla lingua giapponese a quella inglese e in seguito a quella italiana rende manchevole quest’opera millenaria. L’autrice dedica ogni capitolo a una donna diversa, raccontando le sue gesta all’interno del reame. Spesso Murasaki non le risparmia finendo per descriverle male; in questa esposizione, l’autrice sembrerebbe che voglia trasmettere al lettore, la prosa buddista con le loro nefande idee sulla malvagità della donna.
    Il testo del romanzo è descritto nei minimi particolari e la grammatica utilizzata è spesso complessa e poco intuitiva. Alcuni capitoli per poterli comprendere meglio, vanno riletti perché il dialogo tra i personaggi avviene sotto forma di poesia. In fase di lettura si corre il rischio di abbandonare il libro al suo destino, ci vuole un po’ di pazienza, perché non bisogna dimenticarsi che si è di fronte a un’opera scritta nell’anno mille, non si può avere la pretesa di riuscire a leggerlo tutto di un fiato. Personalmente ritengo che questa sia una delle più belle opere letterarie esistenti, se si decide di leggere questo capolavoro significa che si ha una buona conoscenza della letteratura classica giapponese.

    ha scritto il 

  • 4

    Del X secolo.
    Certo è affascinante: per l'esotico (anche se in alcuni casi incomprensibile) e per i sentimenti e le psicologie sempre contemporanei. Ma soprattutto perché tutto può essere bello: le pe ...continua

    Del X secolo.
    Certo è affascinante: per l'esotico (anche se in alcuni casi incomprensibile) e per i sentimenti e le psicologie sempre contemporanei. Ma soprattutto perché tutto può essere bello: le persone (eleganti, belle, nobili), le cose (gli oggetti, tra cui anche la carta e i profumi), le arti (musica, scrittura, poesia, pittura) e la natura.
    Tutto è detto bellissimo e toccante e così anche il libro diventa bello, nonostante l'ipocrisia di Genji, la brutalità di certi uomini e la remissività di certe donne e la noiosa prudenza di Kaoru.
    Nota di demerito all'Einaudi: a fronte di una nuova traduzione veramente curata, le note a pié di libro (di comode 1300 pagine...) sono una caduta di stile.

    ha scritto il 

  • 0

    Spero che la profezia sui Maya riguardante la fine del mondo sia sbagliata, altrimenti, vista la velocità con cui riesco a leggere (e alcuni punti rileggere, se voglio capirli) questo libro, dovrà ess ...continua

    Spero che la profezia sui Maya riguardante la fine del mondo sia sbagliata, altrimenti, vista la velocità con cui riesco a leggere (e alcuni punti rileggere, se voglio capirli) questo libro, dovrà essere etichettato come "Non finito". Sarà pure una pietra miliare della letteratura giapponese, ma al momento lo trovo solo un mattone.
    Purtroppo credo di essere ancora troppo legata alla scrittura moderna e occidentale per apprezzarlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Questa mattina con mio sommo dispiacere ho finito questo libro. Era uno di quei libri che per dimensione e per piacevolezza della storia pensi che ti accompagneranno per sempre e invece, che malinconi ...continua

    Questa mattina con mio sommo dispiacere ho finito questo libro. Era uno di quei libri che per dimensione e per piacevolezza della storia pensi che ti accompagneranno per sempre e invece, che malinconia!

    Scritto da una dama di corte, Murasaki Shikibu, nell'anno 1000 (periodo Heian) è forse il libro più importante della letteratura giapponese. Dell'autrice non sappiamo molto ma sappiamo che era già molto apprezzata dai suoi contemporanei.
    Questa è la storia di un principe, il figlio dell'imperatore del Giappone e della sua concubina preferita, che per bellezza e qualità fu soprannominato Hikaru, cioè lo splendente. Continua su: http://loren-ilmondodilory.blogspot.it/2012/07/storia-di-genji-il-principe-splendente.html

    ha scritto il 

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