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Storia di Giovanni Falcone

Di

Editore: Feltrinelli

4.2
(178)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 199 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807817039 | Isbn-13: 9788807817038 | Data di pubblicazione:  | Edizione 2

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , History

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Descrizione del libro
Francesco La Licata ricostruisce le vicende salienti della vita di GiovanniFalcone, palermitano autentico, magistrato protagonista del pool antimafia edel maxiprocesso di Palermo, giudice a cui era stata data la delega persconfiggere la mafia, e che dalla mafia è stato neutralizzato mediantel'isolamento e la delegittimazione, con accuse di protagonismo, opportunismo esmania di potere, fino all'epilogo della strage di Capaci, il 23 maggio 1992.
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  • 5

    Non potrò mai dimenticarlo.
    Erano più o meno le 18.00 ed il pulman ci portava all'Aeroporto dopo aver giocato la partita di Serie A di calcio a cinque contro il Palermo.
    Ricordo che giunti a Capaci uno dei miei giocatori fece una battuta in riferimento alla buona partita ed al buon ri ...continua

    Non potrò mai dimenticarlo.
    Erano più o meno le 18.00 ed il pulman ci portava all'Aeroporto dopo aver giocato la partita di Serie A di calcio a cinque contro il Palermo.
    Ricordo che giunti a Capaci uno dei miei giocatori fece una battuta in riferimento alla buona partita ed al buon risultato ottenuto: "Oggi siamo stati Capaci di fermare il Palermo".
    Arrivati all'Aeroporto, vedevamo tanto nervosismo intorno a noi, ma non potevamo di certo immaginare o renderci conto, alcuni addetti ai lavori ci dissero che erano esplosi alcuni tombini del gas lungo la strada.
    Giunti a Fiumicino e scesi dall'aereo, come sempre ad aspettarci c'erano le varie mogli e fidanzate dei giocatori, che finalmente potevano uscire dall'incubo perchè loro si, erano al corrente del vero accaduto.
    In serata dai telegiornali apprendemmo di essere passati in quel preciso punto, dieci minuti prima che scoppiasse il tritolo...
    Per il suo modo di essere uomo, per il suo operato, per i suoi valori e principi, per il suo amore per la giustizia, per la sua dignità, per il suo coraggio e perchè ho respirato quell'aria omertosa di quei momenti, mai ho potuto e mai potrò dimenticare:
    "Giovanni Falcone".

    ha scritto il 

  • 5

    Leggere questo libro fa davvero arrabbiare!
    E' scritto molto bene, in modo scorrevole e senza retorica.
    L'autore è stato schietto e sincero nel raccontare, ma scoprire certi accadimenti fa veramente credere che in Italia le cose non potranno cambiare mai.

    ha scritto il 

  • 5

    Giovanni Falcone..un'anomalia palermitata.Ecco come era descritto il magistrato che per primo oso sfidare la Mafia e le sue "leggi".
    Fu il primo a scoprire come fosse organizzata questa associazione a delinquere.
    Fu il primo a preoccuparsi dei collegamenti tra Stato e Mafia, a cercare ...continua

    Giovanni Falcone..un'anomalia palermitata.Ecco come era descritto il magistrato che per primo oso sfidare la Mafia e le sue "leggi".
    Fu il primo a scoprire come fosse organizzata questa associazione a delinquere.
    Fu il primo a preoccuparsi dei collegamenti tra Stato e Mafia, a cercare di sconfiggere questo "cancro della società" che tutti ci rimproveravamo e ci rimproverano all'estero e non solo.
    Lo fece in modo "pulito", il suo lavoro, onestamente e diligentemente.
    Ma fu lasciato solo, isolato, criticato e ostacolato.
    Era un "profeta in patria" Falcone, apprezzato e onorato all'estero, denigrato e ostacolato in patria.
    Eppure fu lui a istituire il maxi processo, fu lui a creare tutti quegli strumenti che oggi ci hanno portato agli arresti di Totò Riina e Bernardo Provenzano...guidandoci attraverso la cupola mafiosa e le sue strutture.
    Era un eroe?Si se si ha bisogno di credere negli eroi per comprendere che la mafia è un'organizzazione criminale che si può sconfiggere.
    Era un Magistrato Falcone, un rappresentante dello Stato e come tale si è sempre comportato, lavorando duramente, resistendo agli attacchi dei nemici e degli amici.
    Ma non è bastato.Per molti, magistrati compresi che poi si sono professati amici, era un uomo egocentrico e carrierista...ma Falcone era un uomo, un uomo onesto con un forte senso dello Stato e rispettoso delle sue leggi.E quelle leggi ha cercato di farle rispettare.
    Tutto ciò lo ha portato ad aprire un conto con la Mafia, conto che poi ha pagato in una sola "rata" con la sua vita a Capaci, il 23 maggio del 1992.
    Così scomparve quell'anomalia palermitana. Così la Mafia chiuse il conto aperto, così l'Italia resto orfana di uno dei più grandi Magistrati che abbia mai avuto ma che non ha saputo apprezzare e difendere in vita.
    Speriamo lo faccia da morto, portando avanti il suo lavoro.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Se la mafia resiste è perchè a qualcuno conviene.

    il 20 giugno del 1989 fu sventato un attentato contro Giovanni Falcone. Era stata messa una bomba sotto la sua villa all'Addaura.
    Falcone sopravvisse e disse a Francesco La Licata "capisci cosa è successo?Si è verificata la saldatura. C'è stata la coincidenza di interessi.." Falcone voleva ...continua

    il 20 giugno del 1989 fu sventato un attentato contro Giovanni Falcone. Era stata messa una bomba sotto la sua villa all'Addaura.
    Falcone sopravvisse e disse a Francesco La Licata "capisci cosa è successo?Si è verificata la saldatura. C'è stata la coincidenza di interessi.." Falcone voleva alludere alla connessione tra la mafia ed altri poteri, apparati dello stato o poteri autonomi, che si sono serviti dei poteri della stessa mafia.
    Qualche giorno dopo Falcone racconterà di una strana coincidenza: "MI chiama la sergretaria e mi fa: c'è qualcuno in linea per lei", prendo la cornetta e mi ritrovo Andreotti dall'altra parte che mi fa le congraturazioni per lo scampato pericolo.Io nonho mai avuto nessun contatto con lui, perchè mi telefona?" Falcone aggiunge una battuta scherzosa "sembro uno di quei mafiosi che dicono ai loro compari se mi ammazzano per capire chi è stato cercate di capire da che parte arriva la prima corona di fiori"
    Il libro racconta, anche attraverso le testimonianze delle sorelle e dei collaboratori e colleghi del giudice, gli avvenimenti salienti della vita di Giovanni Falcone dall'adolescenza alla strage di Capaci. Personalmente ho amato di più il libro "cose di cosa nostra", dove lo stesso Falcone spiega, con le sue parole e la sua esperienza, la sua teoria sul sistema mafia, ma il libro di Francesco La Licata ha il pregio di contestualizzare con fatti storici, politici e di vita personale la lotta del magistrato che sognava di sconfiggere la mafia.
    A volte ho trovato difficile collegare i numerosi nomi di politici, mafiosi e magistrati dell'epoca a un viso: youtube e i video del maxiprocesso e il sito di raistoria hanno avuto un ruolo importante per dare un volto alla storia recente.

    ha scritto il 

  • 4

    Una vita spesa per questo Stato di merda. Persona speciale, diversa, coraggiosa. Lui come tanti altri suoi colleghi morti ammazzati, mentre lo Stato commemora i Craxi e altri ladri come lui..

    ha scritto il 

  • 4

    Recensione di Lentius66:


    Biografia di uno dei migliori magistrati italiani, "Storia di Giovanni Falcone" è il frutto di un'inchiesta e della verifica di molte fonti. E, assieme, è un tributo postumo alla memoria di un uomo retto, intelligente, determinato, instancabile, spesso solo. ...continua


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    Recensione di Lentius66:

    Biografia di uno dei migliori magistrati italiani, "Storia di Giovanni Falcone" è il frutto di un'inchiesta e della verifica di molte fonti. E, assieme, è un tributo postumo alla memoria di un uomo retto, intelligente, determinato, instancabile, spesso solo.

    Francesco La Licata, palermitano come Falcone e giornalista a "La Stampa", traccia un ritratto sfaccettato del giudice divenuto eroe nazionale dopo "l'attentatuni" di Capaci, mettendone in luce il carattere, l'umanità, l'assoluto rigore morale e intellettuale, la capacità di sacrificio e la grande solitudine, nei momenti decisivi della propria carriera.

    Una lettura necessaria, per molti versi istruttiva: si comprende meglio quanto la coerenza coi propri ideali esiga costi elevati, in particolare a un magistrato. E quanto l'Italia sia prodiga di tributi e riconoscimenti postumi verso i propri figli migliori, gli stessi che da vivi davano fastidio, venivano accusati di manie di protagonismo e messi a tacere con ogni mezzo.

    "Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi": Giovanni Falcone era un uomo normale, ma il racconto della sua vita dovrebbe stare sul comodino di chi voglia lasciare un Paese migliore ai propri figli e nipoti.

    Se vuoi visitare la libreria di Lentius66 clicca qua:

    http://www.anobii.com/lentius66/books

    ha scritto il 

  • 4

    Proprio una bella testimonianza sulla vita di un grande uomo...Indispensabile per chi ama tutti quei personaggi che hanno dato un contributo alla lotta contro "la macchina sanguinaria chiamata Cosa Nostra", sacrificando se stessi, ma donando a noi il mezzo con il quale sconfiggerla...Bello!

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di un uomo pulito che amava la vita

    Biografia di uno dei migliori magistrati italiani, "Storia di Giovanni Falcone" è il frutto di un'inchiesta e della verifica di molte fonti. E, assieme, è un tributo postumo alla memoria di un uomo retto, intelligente, determinato, instancabile, spesso solo.


    Francesco La Licata, palermitan ...continua

    Biografia di uno dei migliori magistrati italiani, "Storia di Giovanni Falcone" è il frutto di un'inchiesta e della verifica di molte fonti. E, assieme, è un tributo postumo alla memoria di un uomo retto, intelligente, determinato, instancabile, spesso solo.

    Francesco La Licata, palermitano come Falcone e giornalista a "La Stampa", traccia un ritratto sfaccettato del giudice divenuto eroe nazionale dopo "l'attentatuni" di Capaci, mettendone in luce il carattere, l'umanità, l'assoluto rigore morale e intellettuale, la capacità di sacrificio e la grande solitudine, nei momenti decisivi della propria carriera.

    Una lettura necessaria, per molti versi istruttiva: si comprende meglio quanto la coerenza coi propri ideali esiga costi elevati, in particolare a un magistrato. E quanto l'Italia sia prodiga di tributi e riconoscimenti postumi verso i propri figli migliori, gli stessi che da vivi davano fastidio, venivano accusati di manie di protagonismo e messi a tacere con ogni mezzo.

    "Sventurato il popolo che ha bisogno di eroi": Giovanni Falcone era un uomo normale, ma il racconto della sua vita dovrebbe stare sul comodino di chi voglia lasciare un Paese migliore ai propri figli e nipoti.

    ha scritto il 

  • 4

    Storia di Giovanni Falcone 2002

    Fancesco La Licata, 2002. Feltrinelli, prima edizione nell' Universale Economica maggio 2002. Settima edizione gennaio 2009. Con una nota di Giancarlo Caselli.


    La Licata, giornalista "di mafia", inviato de La Stampa pubblicò una biografia di Giovanni Falcone a un anno dalla morte del ma ...continua

    Fancesco La Licata, 2002. Feltrinelli, prima edizione nell' Universale Economica maggio 2002. Settima edizione gennaio 2009. Con una nota di Giancarlo Caselli.

    La Licata, giornalista "di mafia", inviato de La Stampa pubblicò una biografia di Giovanni Falcone a un anno dalla morte del magistrato, di cui era anche amico. Uscì da Rizzoli nel 1993 . A dieci anni dalla strage, Feltrinelli la ripropose in versione aggiornata e ampliata. Oggi la vicenda Falcone Borsellino si ripresenta sotto una veste nuova ; fu strage di mafia ma chi furono i mandanti ? Diciamo che furono tanti e che stavano al sud e anche al nord. E furono uccisi, non tanto per i numerosi arresti, il 41 bis e i maxiprocessi ma perchè erano molto vicini a scoperte clamorose , di cui oggi intuiamo la portata eversiva. E' per questo, che in questo scorcio del 2009 mi sono riletta con attenzione questo e altri libri. E tutte le vie portano al Nord.

    ha scritto il