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Storia di Ochikubo

Ochikubo monogatari

By Anonimo

(157)

| Paperback | 9788831768504

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Book Description

Al pari di tante altre opere della narrativa giapponese classica, tuttora ignota è l'identità dell'autore di "Storia di Ochikubo". Di certo, a giudicare per lo meno dallo stile e dalla terminologia di molti passi, l'opera fu il frutto della fantasia Continue

Al pari di tante altre opere della narrativa giapponese classica, tuttora ignota è l'identità dell'autore di "Storia di Ochikubo". Di certo, a giudicare per lo meno dallo stile e dalla terminologia di molti passi, l'opera fu il frutto della fantasia di uno dei numerosi aristocratici che nel corso della prima metà del periodo Heian (794-1185) produssero letteratura a uso e consumo delle dame di corte di Kyoto. Per molti secoli il romanzo fu attribuito a Minamoto no Shitago (911-983), letterato e poeta il cui nome è legato ad altri due testi del periodo: il "Taketori monogatari" (inizio X secolo) e l'"Utsuho monogatari" (fine X secolo). Il più antico manoscritto dell'"Ochikubo monogatari" esistente è una copia della metà del XV secolo.

16 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Dal Giappone con amore

    L'opera risale al periodo classico e quindi fa parte di una letteratura e una cultura ancora in fase di sviluppo, difatti le vicende sono sviluppate in modo piuttosto grezzo. Il comportamento e la mentalità dei personaggi o suscitano ilarità (come ne ...(continue)

    L'opera risale al periodo classico e quindi fa parte di una letteratura e una cultura ancora in fase di sviluppo, difatti le vicende sono sviluppate in modo piuttosto grezzo. Il comportamento e la mentalità dei personaggi o suscitano ilarità (come nel mio caso) o lasciano perplessi, personalmete in alcuni passaggi particolarmente assurdi mi sono divertita parecchio. I due protagonisti sono perfetti, quasi sovrumani: lei incarna la donna giapponese ideale, dall'incarnato pallido e dai capelli dalla lunghezza kilometrica, che apre bocca solo quando è più opportuno; lui un giovane bello e aitante, dalle nobili origini che sorprendentemente non ne sbaglia mai una e che è ben consapevole del suo carisma. Due personaggi che a mio avviso non hanno il minimo fascino, mentre ho trovato piuttosto interessante la figura della Quarta Signora. L'ultima parte è un po' noiosa, ci sono solo festini e funerali. Detto questo, lo consiglio a chi ama la cultura giapponese, le note e il glossario sono proprio ben fatti e sono davvero piacevoli le poesie/waka che accompagnano il testo, quindi buona lettura e non prendetela troppo sul serio!

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    Miss Hollygolightly said on Sep 21, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Dopo il Genji monogatari...

    Eh, dopo il Genji monogatari (per intero, nei due libri in cui è stato diviso il Italia), ero pronta a tutto.
    Non mi aspettavo una storia avvincente, anzi... ero pronta a "subire" qualche passaggio noiosetto e scambi di poesie che non mi dicev ...(continue)

    Eh, dopo il Genji monogatari (per intero, nei due libri in cui è stato diviso il Italia), ero pronta a tutto.
    Non mi aspettavo una storia avvincente, anzi... ero pronta a "subire" qualche passaggio noiosetto e scambi di poesie che non mi dicevano molto, pur di assaporare le atmosfere antiche e squisitamente giapponesi di questo caposaldo della letteratura nipponica.
    E invece, l'ho divorato.
    La storia è curiosa e intrigante, i personaggi, tipicamente favolistici e "stereotipati" (nel senso buono) su poche e specifiche caratteristiche, interessanti, le atmosfere, beh... come da aspettative, ma ancor più colorate e frizzanti che in Genji.
    La quarta di copertina riporta "La storia dell'incredibile ascesa di una Cenerentola giapponese del decimo secolo", ed è vero (parallelismi culturali...), e ci sono anche gli aiutanti di Cenerella (cit. Disney Italia), buffi e divertenti, oltre che non poco maliziosi (Akogi e il marito, principali artefici della fortuna di Ochikubo, sono strepitosi).
    Ma in aggiunta qui abbiamo un principe un tantinello più attivo che nella favola occidentale, che si diverte un sacco a... fare i dispetti (leggerissimamente crudeli, a dire il vero) alla cattiva matrigna e alle sorellastre. Spassoso.
    E poi c'è lei, Ochikubo, che nel nome riecheggia proprio la "nostra" Cenerentola/Cinderella ("ochikubo" è il nome del piano ribassato in cui stanno i servi), umile e dolce, di buon cuore, disposta anche a perdonare coloro che con lei sono stati più che malvagi, con tutte le caratteristiche morali e di nascita per diventare una moglie di un "principe" (o, più propriamente, di un funzionario di altissimo rango).

    ***

    Due parole sull'introduzione.
    Molto, ma molto chiara e lineare, spiega velocemente tutte le usanze tipiche della corte di epoca Heian citate nel libro, cosicché anche un lettore digiuno in materia può affrontare il testo con qualche riferimento utile: un bignamino per non appesantire l'introduzione con analisi testual-storico-filologiche di cui il lettore "occasionale" fa volentieri a meno, esplicitando una scelta di pubblico più "trasversale" rispetto ai soliti giappofili-giappomani che si interessano di questo tipo di letteratura.

    Insomma... per tutti, da leggere senza riserve o... paure ;)

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    Mizar81 said on Jul 11, 2012 | Add your feedback

  • 5 people find this helpful

    Una Cenerentola Giapponese dell'anno 1000

    Figlia di una principessa imperiale e del Consigliere di Mezzo, la piccola Ochikubo resta orfana di madre e la sua vita, con una matrigna opportunista che la sfrutta solo per lavori di cucito denigrandola peraltro davanti al padre, si fa triste e sol ...(continue)

    Figlia di una principessa imperiale e del Consigliere di Mezzo, la piccola Ochikubo resta orfana di madre e la sua vita, con una matrigna opportunista che la sfrutta solo per lavori di cucito denigrandola peraltro davanti al padre, si fa triste e solitaria.
    Fintanto che a lei si interessa il bello, potente e gentile Michiyori.
    Ne seguirà una storia di amore, fuga e vendetta, secondo canoni buddisti.

    Molto simile come trama è l'otogizoshi di Hachikazuki, la ragazza con la ciotola in testa, contenuto in La monaca tuttofare, la donna serpente, il demone beone , assai più coinciso e incisivo e simile ad una fiaba.
    Qui la storia è più articolata e realistica nel suo descrivere le singole scene di vita anche ripetitive, non ricorre a eventi neppur vagamente soprannaturali e soprattutto non si ferma all'happy ending del matrimonio. Anzi, da questo momento in poi comincia la parte divertente in cui il marito di Ochikubo si vendica della matrigna ostacolandola nelle sue ambizioni e umiliandola secondo il galateo di corte fino ad arrivare a riconoscimento, riappacificamento e soluzione.

    Come storia in alcuni punti, soprattutto all'inizio, si dilunga troppo, ma in questi particolari si disvela il mondo del Giappone dell'anno 1000.

    Comunque sia...Altro che Mary Sue: questa è la capostipite delle piagnone universali.
    Per le prime 100 pagine la nostra protagonista Donna Ochikubo affronta ogni situazione, perigliosa, umiliante, ardita, intimorente, piangendo. E non solo: piange lei, piange lui, piange la serva e pure il marito della serva. Una valle di lacrime!

    Se superate tutto ciò troverete uno spaccato di vita giapponese dietro le cortine: la vita segregata cui erano destinate le donne di rango, sempre celate da paraventi, i modi dell'amore con donne mai viste ma solo intuite, le usanze di corte, i pellegrinaggi al tempio, l'abbigliamento dell'epoca e tante piccole note interessanti.

    Per esempio il solo nome della protagonista "Donna Ochikubo" è già di per sè rappresentativo: ci mostra come le donne non avessero un nome proprio ma fossero spesso chiamate in base alla posizione della propria casa, delle stanze o al ruolo di padre e marito. Inoltre ci evidenzia l'etichetta di allora: rappresenta un'offesa alla figlia in quanto con "Ochikubo" si indicano gli ambienti destinati alla servitù, infossati rispetto alle altre stanze della casa, e l'appellativo "Donna" è il corrispettivo di quello dell'inserviente di più alto rango.

    Tutto ciò non in forma di diario ma come descrizione di una storia di giusto riconoscimento sociale, che testimonia la nascita del filone delle "orfanelle con malvagie matrigne alla riscossa" che tanto successo ha sempre avuto in tutto il mondo.

    Consigliato ad appassionati del periodo, perchè in alcuni punti annoia.

    This opera by Mmorgana is licensed under a Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License

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    Mmorgana (lettrice onnivora) said on Mar 5, 2012 | 3 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    La storia di una Cenerentola dall'antico Giappone!!

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    *Patty* said on Feb 12, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    L'Ochikubo Monogatari appartiene al filone dei MAMAKOTAN o
    MAMAKOMONO, Racconti di Figliastre
    caratteristici della letteratura del Periodo Heian. Sembra che questo tipo particolare di romanzi, oltre ad esser scritto da cortigiani/e, vi ...(continue)

    L'Ochikubo Monogatari appartiene al filone dei MAMAKOTAN o
    MAMAKOMONO, Racconti di Figliastre
    caratteristici della letteratura del Periodo Heian. Sembra che questo tipo particolare di romanzi, oltre ad esser scritto da cortigiani/e, vista l'età delle protagoniste, fosse utilizzato per avvicinare psicologicamente le giovani donne al matrimonio. Alla base di questi monogatari vi erano le vicende della figliastra di turno maltrattata dalla matrigna ( e quasi mai dai fratellastri), e il suo successivo riscatto morale, consistente di solito in un ottimo matrimonio.
    Per quanto riguarda l'Ochikubo Monogatari, la perfidia della matrigna è ben visibile persino dal nome che le affibbia, "Ochikubo no Kimi". Il termine Ochikubo designava gli ambienti destinati alla servitù, la cui posizione era infossata rispetto alle altre stanze della casa, mentre Kimi era l'appellativo con il quale ci si rivolgeva all'inserviente di più alto rango.
    Salvo alcune piccole somiglianze, a torto è stato avvicinato alla nostra Cenerentola.
    I Mamakomono sono notevolmente più articolati nella narrazione degli eventi. Nell'Ochikubo Monogatari, in particolare, sono coinvolti un gran numero di personaggi secondari che arricchiscono il testo di situazioni ed ambientazioni fra le più svariate.
    Gli unici punti di contatto fra le due fiabe possono essere quelli legati alla base della storia, la figliastra, i maltrattamenti, il matrimonio, e forse se vogliamo, il nome dispregiativo dato alla protagonista.
    I Mamakomono si mantengono ben saldi alla realtà, non esistono fate come in Cenerentola che miracolosamente risolvono la situazione, ma solo uomini veri che grazie all'astuzia e all'intelligenza riescono a far prevalere il bene sul male.
    Mentre poi Cenerentola termina con l'incontro fra i due amati e con l’inevitabile " e vissero felici e contenti", il Mamakomono prosegue, ed è proprio a questo punto che la lettura si fa davvero interessante.
    Tutti i Mamakomono contengono dunque una sorta di formula che consente lo svolgersi della storia:
    1. L'immagine della condizione disagiata in cui versa la povera protagonista.
    2. L'incontro con l'uomo "saiwai", toccato dal favore divino.
    3. Il matrimonio spesso celebrato all'oscuro della sua famiglia.
    4. La vendetta consumata dal marito.
    5. Il perdono e la riconciliazione.
    E' nella parte a noi mancante, quella riservata alla vendetta, che entrano in scena le lezioni buddhiste relative al principio della retribuzione karmica.
    L'unica differenza è che in questo caso la matrigna, è punita per le azioni commesse, senza dover attendere la vita successiva. La vendetta del marito (consistente per lo più nel creare situazioni di estremo disagio e di imbarazzo), si consuma nella più totale segretezza, non è un caso dunque che l'ignara matrigna continui a considerare la spirale negativa, in cui è improvvisamente stata risucchiata, come una punizione per le colpe commesse in una vita passata non considerando affatto quelle del presente.
    Dopo la rivelazione della loro identità, inevitabilmente ne consegue il perdono e la riappacificazione. La storia non può terminare finché tutte le situazioni precarie non sono stabilizzate, e fin quando tutte le sorellastre non trovano un ottimo marito.

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    Monica said on Jul 6, 2011 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una bella (anche se ogni tanto un po' prolissa) fiaba giapponese!

    Avendo letto da poco La principessa di Sumiyoshi, fiaba/romanzo che non mi era per niente dispiaciuta, una volta saputo che questa Storia di Ochikubo era una specie di fac-simile non ho saputo resistere! :)

    Ochikubo viene adottata sin ...(continue)

    Avendo letto da poco La principessa di Sumiyoshi, fiaba/romanzo che non mi era per niente dispiaciuta, una volta saputo che questa Storia di Ochikubo era una specie di fac-simile non ho saputo resistere! :)

    Ochikubo viene adottata sin da piccola da una matrigna perfida e cattiva che, preferendole le sorellastre (mica tanto simpatiche neanche loro) in ogni cosa, la tratta costantemente come una pezza da piedi: la svolta nella vita della povera Ochikubo (nome che già dice molto - Ochikubo è la parte infossata della casa dove vivono "gli inferiori") avviene però, un giorno come un altro, quando un nobile, venuto a conoscenza della sua storia e delle sua bellezza, va in segreto a farle visita e se ne innamora e inizia la vendetta nei confronti della matrigna...

    Molto carina questa seconda fiaba di Cenerentola in salsa giapponese: più lunga rispetto a La principessa di Sumiyoshi, questa caratteristica porta sia dei pregi che dei difetti: se da un lato la storia risulta infatti più ben sviluppata e articolata e meno "concentrata", dall'altro, specie nel finale, il tutto è anche troppo diluito e ci si perde facilmente tra i vari personaggi che, essendo nominati ogni volta con i loro ruoli e essendo che questi ultimi cambiano ogni circa 50 pagine, sono troppi da seguire tutti con attenzione...

    Cmq, come nel caso precedente, una bella fiaba, da leggere senza troppo impegno! :)

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    Gio said on Nov 9, 2010 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (157)
    • 5 stars
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    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 292 Pages
  • ISBN-10: 8831768506
  • ISBN-13: 9788831768504
  • Publisher: Marsilio (Mille gru)
  • Publish date: 1992-01-01
  • In other languages: other languages Deutsche Bücher
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