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Storia di neve

Di

Editore: A. Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

3.7
(1056)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 817 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8804581115 | Isbn-13: 9788804581116 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Neve Corona Menin, l'unica bambina nata nel gelido inverno del 1920, è una creatura speciale. Tutti lo capiscono quando, con il semplice tocco della sua mano, alcuni compaesani in punto di morte guariscono miracolosamente. In effetti Neve altro non è che la parte buona della strega Melissa - guardiana di un raccapricciante inferno di ghiaccio -, tornata sulla Terra per riparare i torti commessi in vita. Il padre di Neve però non tarda a vedere in questo dono misterioso un'occasione per arricchirsi e organizza insieme ad altri cinici compari una serie di finti miracoli, che attirano schiere di malati pronti a pagare pur di ottenere la grazia dalla piccola santa e innescano una spirale inarrestabile di ricatti, violenza e delitti...
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  • 2

    La mia esperienza con questo autore si conclude qui. La storia di base è interessante ed avvincente, ma raccontata in un modo che non mi è affatto piaciuto, per di più un racconto inutilmente prolisso.

    ha scritto il 

  • 4

    La sensazione, in questo libro cruento ed intenso, è di trovare delle risposte, al male che gli uomini, noi uomini, possiamo fare agli altri e a noi stessi, nel coltivare rancori e vendette.


    Trovo, non cercandolo e non immaginando di trovarlo, il mio nuovo progetto, di volermi impegnare o ...continua

    La sensazione, in questo libro cruento ed intenso, è di trovare delle risposte, al male che gli uomini, noi uomini, possiamo fare agli altri e a noi stessi, nel coltivare rancori e vendette.

    Trovo, non cercandolo e non immaginando di trovarlo, il mio nuovo progetto, di volermi impegnare ogni giorno a lasciar andare. Far scorrere via paura e risentimento, non importa quanta ragione ci sia. Non c’è nulla di più bello da guadagnare che la mia pace, l’assenza da queste emozioni che erodono, bucano, svuotano. Indeboliscono, allontanano da ciò di cui voglio occuparmi: stare bene.

    Ed intanto questo libro aggiunge una nuova certezza: di aver trovato un nuovo compagno, affidabile e forte da cui rifugiarmi a farmi raccontare storie, per giorni intere e notti.

    ha scritto il 

  • 3

    800 pagine per questa romanzo sono francamente troppe. Mille ripetizioni, mille volte le stesse definizioni e gli stessi concetti. Raccontata con 500 pagine in meno sarebbe stata una bellissima storia! E poi quanti omicidi impuniti, almeno dalla legge degli uomini!!! Erto è peggio di Cicago al te ...continua

    800 pagine per questa romanzo sono francamente troppe. Mille ripetizioni, mille volte le stesse definizioni e gli stessi concetti. Raccontata con 500 pagine in meno sarebbe stata una bellissima storia! E poi quanti omicidi impuniti, almeno dalla legge degli uomini!!! Erto è peggio di Cicago al tempo del Proibizionismo. Morti dappertutto, sparizioni continue e nessuno che dice niente. Tutto normale! Certo, è un fantasy ma anche in un fantasy bisognerebbe usare il senso della misura.

    ha scritto il 

  • 2

    Non che sia brutto (semmai un po' monotematico), ma chi come me aveva apprezzato nel legno e nella roccia dove una storia grande un universo intero stava in una pagina e mezza al massimo, non si capacità delle 800 pagine che dicono molto poco.

    ha scritto il 

  • 4

    Devo dire che mi è piaciuto, l'ho trovato diverso da tanti altri. Forse a tratti un po' grezzo e volgare. Forti i riferimenti alla tragedia del Vajont presenti soprattutto nel finale, da una storia di fantasia mi hanno riportata bruscamente alla realtà.

    ha scritto il 

  • 0

    Ma che libro è questo ? Parte come una favola ma il linguaggio usato è troppo volgare e a tratti mi ha dato fastidio. Corona gide nel descrivere improbabili situazioni pornografiche. I personaggi sono quadi tutti cattivi, negativi e insopportabili. I malvagi imperversano per 8/10 della ...continua

    Ma che libro è questo ? Parte come una favola ma il linguaggio usato è troppo volgare e a tratti mi ha dato fastidio. Corona gide nel descrivere improbabili situazioni pornografiche. I personaggi sono quadi tutti cattivi, negativi e insopportabili. I malvagi imperversano per 8/10 della storia e i buoni soffrono in continuazione e alla fine il riscatto è qyadi inesistente e non da soddisfazione. Corona era in uno dei suoi momenti alcolici più peesanti quando ha scritto il romanzo. Inoltre non riesce a trivare il modo per arrivare alla fine e continua a girarci intirno allungando il brodo con l'acqua e a vomte contraddicendosi.

    ha scritto il 

  • 1

    il libro è fatto male. Il titolo è storia di neve, ma più di tre quarti delle oltre ottocento pagine neve è solo presupposta. Nello sviluppo della storia non si segue una linea precisa e coerente, ma si avvertono diversi cambiamenti improvvisi che tradiscono le premesse. Più che un romanzo, si tr ...continua

    il libro è fatto male. Il titolo è storia di neve, ma più di tre quarti delle oltre ottocento pagine neve è solo presupposta. Nello sviluppo della storia non si segue una linea precisa e coerente, ma si avvertono diversi cambiamenti improvvisi che tradiscono le premesse. Più che un romanzo, si tratta di una serie di racconti riguardanti diversi personaggi che terminano sempre con una morte violenta, molte volte ripetitivi, sopra tutto noiosi.

    ha scritto il 

  • 5

    La lettura di questa splendida favola mi ha riportato alla memoria i racconti contadini ascoltati nell'infanzia. Pregni di mistero, magia e morte, spesso calati in un contesto di bucolica e selvaggia bellezza. Uomini apparentemente rozzi, dalle mani grandi come badili, con un vocabolario di cento ...continua

    La lettura di questa splendida favola mi ha riportato alla memoria i racconti contadini ascoltati nell'infanzia. Pregni di mistero, magia e morte, spesso calati in un contesto di bucolica e selvaggia bellezza. Uomini apparentemente rozzi, dalle mani grandi come badili, con un vocabolario di cento parole, dall'alto della loro quinta elementare sapevano prendere in ostaggio l'immaginario di chi ascoltava. Racconti ahimè dimenticati, come ormai persi sono gran parte dei narratori. Storie svanite come neve al sole. Personaggi persi nell'oblio. Come non fossero mai esistiti.

    ha scritto il 

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