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Storia di re Artù e dei suoi cavalieri

Di

Editore: Mondadori (Oscar classici 74)

3.8
(242)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 768 | Formato: Cofanetto

Isbn-10: 8804411546 | Isbn-13: 9788804411543 | Data di pubblicazione:  | Edizione 7

Traduttore: Maria Letizia Magini , Gabriella Agrati

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel nono anno del regno di Edoardo IV, al tempo della Guerra delle Due Rose, ser Thomas Malory, una avventuriero condannato per violenza e rapine, riandando con la memoria al regno di un mitico sovrano e all'epoca ormai lontana dei grandi ideali cavallereschi, scriveva in carcere la Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri. Pubblicata nel 1485 da Williams Caxton, il primo stampatore britannico, l'opera raggruppa otto romanzi in prosa che Malory trasse dal più celebre ciclo di leggende medievali - gli incantesimi di Merlino e di Morgana la Fata, gli amori di Lancillotto e Ginevra e di Tristano e Isotta, la ricerca del Sangrail, le avventure dei cavalieri erranti più famosi del mondo - e divenne ben presto popolarissima. Alla complessità strutturale delle narrazioni cicliche francesi, in cui i temi si alternavano l'uno all'altro rincorrendosi e ripentedosi, Malory sostituisce una prosa continua e coerente e uno stile terso e obiettivo, segnando così il trapasso dal romanzo medievale a quello moderno.
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  • 5

    Altro pilastro della materia di Bretagna, la raccolta di episodi arturiani, tratti dal precedente Lancelot-Graal ('200 ca.) che Sir Thomas Malory nel corso dell'opera definisce sempre genericamente "il libro francese", pubblicata nel '400 da Caxton, presenta numerose integrazioni e rivisit ...continua

    Altro pilastro della materia di Bretagna, la raccolta di episodi arturiani, tratti dal precedente Lancelot-Graal ('200 ca.) che Sir Thomas Malory nel corso dell'opera definisce sempre genericamente "il libro francese", pubblicata nel '400 da Caxton, presenta numerose integrazioni e rivisitazioni dei contenuti, da parte di quest'ultimo più che dell'autore stesso, che contribuiscono al massiccio inquinamento dei testi originari.
    Evidenti e sostanziali le differenze con l'opera di Chrétien de Troyes, in particolare nella rappresentazione delle figure di Lancillotto del Lago e Galvano di Orkney.
    Singolare la scelta di questa edizione di riferirsi al testo notoriamente corrotto, riorganizzando l'ordine di presentazione dei capitoli ed espungendo episodi ridondanti.
    Diversi refusi nel primo volume che triplicano nel secondo.


    Rilasciato da .•.•´*`•.•. LaFigliaDelPittore .•.•´*`•.•. con licenza CC Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia. http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/3.0/it/

    ha scritto il 

  • 5

    Raccolta-capolavoro di leggende legate al ciclo arturiano, quest' opera dev' essere letta con calma.
    Sebbene tutto il primo tomo possa risultare noioso e monotono, il secondo cambia (forse anche un pò troppo drasticamente) le atmosfere, sature stavolta non più di dame in pericolo, draghi, g ...continua

    Raccolta-capolavoro di leggende legate al ciclo arturiano, quest' opera dev' essere letta con calma.
    Sebbene tutto il primo tomo possa risultare noioso e monotono, il secondo cambia (forse anche un pò troppo drasticamente) le atmosfere, sature stavolta non più di dame in pericolo, draghi, giganti e cavalieri malvagi, ma di una fortissima fede in dio e nella coppa contenente il sangue di suo figlio, il Sangreal, il Santo Graal, per cui molti cavalieri moriranno dopo essersi scperti peccatori.
    Il capitolo finale riesce a strappare qualche lacrima, in ogni suo rigo si percepisce l' imminente fine.
    Pur non rispettando appieno i legami, semplificandoli ampiamente, il film "Excalibur" è l' unico che sia riuscito a mantenere le atmosfere di Malory, e ne è assolutamente consigliata la visione dopo la lettura di questa affascinante lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    L'ultimo vero autore della materia arturiana, un condannato a morte inglese (ma è davvero così?). Il titolo originale, La Morte d'Arthur, è senza dubbio più evocativo. Le leggende e le storie tramandate fino a lui, Malory le ha riunite in questo poema di indubbio interesse.

    ha scritto il 

  • 5

    Nel nono anno del regno di Edoardo IV, al tempo della Guerra delle Due Rose, ser Thomas Malory, una avventuriero condannato per violenza e rapine, riandando con la memoria al regno di un mitico sovrano e all'epoca ormai lontana dei grandi ideali cavallerischi, scriveva in carcere la Storia di Re ...continua

    Nel nono anno del regno di Edoardo IV, al tempo della Guerra delle Due Rose, ser Thomas Malory, una avventuriero condannato per violenza e rapine, riandando con la memoria al regno di un mitico sovrano e all'epoca ormai lontana dei grandi ideali cavallerischi, scriveva in carcere la Storia di Re Artù e dei suoi cavalieri. Pubblicata nel 1485 da Williams Caxton, il primo stampatore britannico, l'opera raggruppa otto romanzi in prosa che Malory trasse dal più celebre ciclo di leggende medievali - gli incantesimi di Merlino e di Morgana la Fata, gli amori di Lancillotto e Ginevra e di Tristano e Isotta, la ricerca del Sangrail, le avventure dei cavalieri erranti più famosi del mondo - e divenne ben presto popolarissima. Alla complessità strutturale delle narrazioni cicliche francesi, in cui i temi si alternavano l'uno all'altro rincorrendosi e ripentedosi, Malory sostituisce una prosa continua e coerente e uno stile terso e obiettivo, segnando così il trapasso dal romanzo medievale a quello moderno.

    ha scritto il 

  • 4

    Lungo ed spesso ripetitivo, un romanzo del '400 ha il fascino dell'età, l'aver attraversato i secoli, per altro alimentando l’odierno immaginario cinematografico fantasy.
    Ci sono i valori -incomprensibili, lo ammetto!- della cavalleria, i duelli -a ripetizione, sembra quasi che non avessero ...continua

    Lungo ed spesso ripetitivo, un romanzo del '400 ha il fascino dell'età, l'aver attraversato i secoli, per altro alimentando l’odierno immaginario cinematografico fantasy.
    Ci sono i valori -incomprensibili, lo ammetto!- della cavalleria, i duelli -a ripetizione, sembra quasi che non avessero proprio niente altro da fare!- e una sorprendente capacità di inventare.
    Ora, il punto non è ovviamente una valutazione agli occhi di un lettore moderno: la meraviglia di questo complesso scenario/sequenza di storie sta nel tentativo del lettore d’immaginare motivazioni e valori dell’ autore che nel '400 riprendeva una ormai solida tradizione, quella del romanzo cortese di origine francese, e la riproponeva ad un pubblico suo contemporaneo.
    Certamente, i personaggi che popolano i libri -Artù, Lancillotto, Tristano- sono gli inevitabili eroi, anche oggi sufficientemente noti e popolari in certi ambiti: ma quanta contraddizione nei loro comportamenti!

    ha scritto il