Storia di un corpo

Di

Editore: Feltrinelli

3.9
(2002)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 341 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Catalano , Spagnolo

Isbn-10: 8807019213 | Isbn-13: 9788807019210 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Yasmina Melaouah

Disponibile anche come: eBook , Copertina rigida

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Salute, Mente e Corpo

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Descrizione del libro
3 agosto 2010. Tornata a casa dopo il funerale del padre, Lison si vede consegnare un pacco, un regalo post mortem del defunto genitore: è un curioso diario del corpo che lui ha tenuto dall’età di dodici anni fino agli ultimi giorni della sua vita. Al centro di queste pagine regna, con tutta la sua fisicità, il corpo dell’io narrante che ci accompagna nel mondo, facendocelo scoprire attraverso i sensi: la voce stridula della madre anaffettiva, l’odore dell’amata tata Violette, il sapore del caffè di cicoria degli anni di guerra, il profumo asprigno della merenda povera a base di pane e mosto d’uva. Giorno dopo giorno, con poche righe asciutte o ampie frasi a coprire svariate pagine, il narratore ci racconta un viaggio straordinario, il viaggio di una vita, con tutte le sue strepitose scoperte, con le sue grandezze e le sue miserie: orgasmi potenti come eruzioni vulcaniche e dolori brucianti, muscoli felici per una lunga camminata attraverso Parigi e denti che fanno male, evacuazioni difficili e meravigliose avventure del sonno. Con la curiosità e la tenerezza del suo sguardo attento, con l’amore pudico con cui sempre osserva gli uomini, Pennac trova qui le parole giuste per raccontare la sola storia che ci fa davvero tutti uguali: grandiose e vulnerabili creature umane.
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  • 3

    E' la felicità del corpo a fare la bellezza del paesaggio

    Quanto peso ricopre, sulla nostra vita, il nostro corpo?

    Le nostre idee, la nostra conoscenza, le nostre emozioni, l'amore, le nozioni che impariamo sono legate in qualche modo con la nostra fisicità? ...continua

    Quanto peso ricopre, sulla nostra vita, il nostro corpo?

    Le nostre idee, la nostra conoscenza, le nostre emozioni, l'amore, le nozioni che impariamo sono legate in qualche modo con la nostra fisicità?

    Questo diario di Pennac, in cui l'autore racconta esperienza, crescita e declino del suo corpo mi ha fatto abbastanza riflettere su questa cosa. Odori, sapori, sensazioni, amori, malattie, segni sulla pelle, crescita, piaceri, dolori, incidenti, ematomi, carezze, umori sono solo il corollario della nostra vita quotidiana o hanno una parte preponderante?

    Il libro è un diario che parte dall'età di 12 anni e arriva a poco prima della morte; non ha quindi una trama vera e propria ma è piuttosto una serie di aneddoti raccontati partendo da fatti attinenti il corpo e le sue reazioni.

    L'idea è molto originale ed è trattata con la giusta ironia; man mano che procede, la narrazione diventa sempre più seria e tutt'altro che superficiale.

    Quello che emerge è la stretta connessione tra emozioni e reazioni fisiche, tra pensiero e azioni del corpo, tra morale e salute.

    L'entusiasmo delle novità e della crescita a dodici anni, le temute reazioni del corpo dell'adolescenza, il piaceri legati all'amore e al raggiungimento del successo lavorativo, la discesa lenta ma inesorabile dovuta a un corpo che piano piano ci abbandona.

    Come dicevo, una idea molto interessante, quella di Pennac, che genera acute metafore sulla vita e intriganti considerazioni, specie nella parte finale, forse più congeniale all'età di Pennac quando ha scritto il libro.

    "L’uomo nasce nell’iperrealismo per dilatarsi pian piano fino a un puntinismo alquanto approssimativo per poi disperdersi in una polvere di astrattismo"

    Una idea che però a mio parere cade parzialmente nella realizzazione. L'inizio del libro mi è parso poco credibile, forse perché Pennac si immedesima con fatica con la mente di un dodicenne. Poi si riprende anche se la diversa prospettiva non riesce a mantenere l'interesse costante per tutta la lettura e a generare empatia con i vari personaggi.

    In ogni caso rimane un libro assolutamente degno di nota.

    ha scritto il 

  • 3

    Interessante l'idea di un diario che racconti le sensazioni e le modifiche di un corpo nell'andamento di una vita. Purtroppo il libro per me è risultato noioso e dalla lettura faticosa. Occasione pers ...continua

    Interessante l'idea di un diario che racconti le sensazioni e le modifiche di un corpo nell'andamento di una vita. Purtroppo il libro per me è risultato noioso e dalla lettura faticosa. Occasione persa

    ha scritto il 

  • 4

    Ingredienti: paure indotte dall'aspetto fisico, riflessioni e stati d'animo di organi vitali, energia e trasformazioni di una macchina in parabola ascendente, decadenza e malattia durante la fase disc ...continua

    Ingredienti: paure indotte dall'aspetto fisico, riflessioni e stati d'animo di organi vitali, energia e trasformazioni di una macchina in parabola ascendente, decadenza e malattia durante la fase discendente.
    Consigliato: a chi vuol capire perchè il corpo è la parte più innocente e trasparente dell'anima, a menti troppo salde che pensano di vivere in un eterno presente.

    ha scritto il 

  • 5

    I love Pennac

    Un uomo muore. Un uomo anziano, nessuna tragedia, e alla fine del suo funerale fa recapitare alla figlia il suo corpo, o meglio, la storia del suo corpo che ha scritto negli anni senza dire niente a n ...continua

    Un uomo muore. Un uomo anziano, nessuna tragedia, e alla fine del suo funerale fa recapitare alla figlia il suo corpo, o meglio, la storia del suo corpo che ha scritto negli anni senza dire niente a nessuno. Lui che non è mai stato un uomo espansivo, per nulla fisico, lascia questa eredità alla sua figlia amata, a cui mai aveva apertamente dichiarato il suo amore, appunto perché l'uomo è molto riservato. Di lui non trapela il nome o la professione. Nelle pagine di quel diario viene solo fuori la storia del proprio corpo, inframmezzato da commenti che l'uomo indirizza alla figlia per spiegare alcune cose e facilitarle l'impresa.
    Insomma è uno dei rari libri che concludo piangendo. Pennac, che ho già apprezzato nel "Paradiso degli orchi" qui si è superato. Piacevole, ironico, scanzonato, profondo e alla fine ti fa piangere con il sorriso.
    Questo libro mi era stato consigliato da un caro amico e grande lettore. Lo ringrazio davvero con tutto il cuore.

    ha scritto il 

  • 4

    Un punto di vista interessante

    Avevo già letto alcuni libri di Pennac (La Fata Carabina, Signor Malaussène) e mi erano piaciuti. C'è un tocco di realismo magico in questo francese, e pure allo stesso tempo una profonda consapevolez ...continua

    Avevo già letto alcuni libri di Pennac (La Fata Carabina, Signor Malaussène) e mi erano piaciuti. C'è un tocco di realismo magico in questo francese, e pure allo stesso tempo una profonda consapevolezza della complessità in cui ora ci muoviamo.
    Questo libro altro non è che la narrazione di un corpo. Dall'infanzia (regno incantato in cui un amico immaginario può salvarci dalla tristezza) ai turbamenti della pubertà, dall'incontro con l'amore fisico alla solidità di quello coniugale, il protagonista ci racconta una vita attraverso i segnali del proprio corpo. Toccante.

    ha scritto il 

  • 5

    al corpo si comanda

    Una meraviglia, caro Daniel. Una meraviglia di impresa è questo libro: far appassionare il lettore alla vita di una persona senza metterci zucchero, senza parlare di sentimenti, senza viaggiare in una ...continua

    Una meraviglia, caro Daniel. Una meraviglia di impresa è questo libro: far appassionare il lettore alla vita di una persona senza metterci zucchero, senza parlare di sentimenti, senza viaggiare in una trama ricca di imprevisti e colpi di scena. Semplicemente descrivendoci il suo corpo, le sue gloriose vittorie e le sue brucianti sconfitte.
    Mi hai ricordato ciò che non faccio: interessarmi al mio tempio, curarmi di lui, vederlo invecchiare e portarlo dove realmente voglio.
    Grazie.

    ha scritto il 

  • 4

    Umano, fin nei minimi dettagli. L'ho ascoltato in versione audiolibro ed è stato capace di suscitare in me una gamma d'emozioni che va dal divertimento, alla gioia, all'illuminazione fino alla curiosi ...continua

    Umano, fin nei minimi dettagli. L'ho ascoltato in versione audiolibro ed è stato capace di suscitare in me una gamma d'emozioni che va dal divertimento, alla gioia, all'illuminazione fino alla curiosità, all'avvilimento e alla tristezza. Praticamente ha mantenuto le promesse del titolo: mi ha parlato dell'essere umano in ogni declinazione del suo io. I sentimenti, i modi in cui si riflettono sul corpo, le pulsioni e i tormenti di un uomo come tanti che, nel giro di quattrocento pagine, nasce e muore, plasmando il suo mondo. Sul finale ho avvertito distintamente il senso di lutto. Davvero bello.

    ha scritto il 

  • 3

    Raccontarsi attraverso il corpo

    Daniel Pennac ha conosciuto una larga fama anche in Italia all'inizio degli anni Novanta del Novecento per merito del ciclo fortunato sul signor Malaussene, della Feltrinelli che ce lo fece tempestiva ...continua

    Daniel Pennac ha conosciuto una larga fama anche in Italia all'inizio degli anni Novanta del Novecento per merito del ciclo fortunato sul signor Malaussene, della Feltrinelli che ce lo fece tempestivamente conoscere e della sua traduttrice in italiano Yasmnina Melouah (stavolta non certo inappuntabile, come quando inciampa ripetutamente su "sonde", che traduce con il "falso amico" "sonda" e non come lo si chiama da noi: catetere. Poi mi sono disaffezionato, Belleville non mi ha incantato più e ho abbandonato la produzione successiva di Pennac. Leggendo questa sua opera recente mi rendo conto di aver fatto male.
    Intendiamoci la prima parte non mi ha entusiasmato, sebbene riconoscessi al testo l'originalità dell'idea di partenza - non un romanzo biografico ma la storia di un individuo in prima persona attraverso il suo corpo. Ci sono belle pagine - come i litigi tra il padre e la madre o gli anni della seconda guerra mondiale e della resistenza. Ma spesso si avverte un'atmosfera segnata da un certo "nombrilisme" - sia pure materialistico.
    Dai 60 anni alla fine il narratore autodiegetico dà il meglio di sé. La sua variazione su tema classico della "de senectute" riesce perfettamente a Pennac: chi legge ride della sua ironia e si commuove laddove il racconto della propria lunga vita coincide anche con la morte di coloro che sono usciti troppo presto, comunque prima. Qui l'opera è veramente riuscita.

    ha scritto il 

  • 4

    Una storia di vita...

    Appena finito di leggerlo ho cercato di riprendermi dal finale, che pur essendo la storia della vita,la conclusione non è scontata. Detto questo per chi, come me, si aspettava un libro leggero a mò ...continua

    Appena finito di leggerlo ho cercato di riprendermi dal finale, che pur essendo la storia della vita,la conclusione non è scontata. Detto questo per chi, come me, si aspettava un libro leggero a mò di diario, beh rimarrà sorpreso. È si un diario, ma il diario di un corpo! Della sua evoluzione, dei suoi cambiamenti e della sua vita. Condito tutto da eventi quali le esperienze personali, la esperienze sessuali, la resistenza nella seconda guerra mondiale, la costruzione e l'evolversi della famiglia e la morte. Anzi le morti. Davvero un bel libro!

    ha scritto il 

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