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Storia di un enigma

Vita di Alan Turing 1912-1954

Di

Editore: Bollati Boringhieri

4.1
(122)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 762 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo

Isbn-10: 8833906396 | Isbn-13: 9788833906393 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: David Mezzacapa

Disponibile anche come: Altri , Paperback

Genere: Biography , Computer & Technology , Science & Nature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Ottimo. Nonostante non abbia basi matematiche, il libro si legge con molto interesse e non particolare difficoltà.

    Due osservazioni:

    - 700 pagine suddivise tra biografia pura, testo divulgativo, inqua ...continua

    Ottimo. Nonostante non abbia basi matematiche, il libro si legge con molto interesse e non particolare difficoltà.

    Due osservazioni:

    - 700 pagine suddivise tra biografia pura, testo divulgativo, inquadramento storico e analisi di alcuni aspetti sociali del tempo, non sono assolutamente tante.

    - personalmente, non mi sarebbero spiaciute ulteriori informazioni sull'aspetto biografico (anche se capisco la difficoltà nel reperire informazioni attendibili).

    ha scritto il 

  • 4

    Poderoso volume sulla vita di Alan Turing, la cui lettura rimedia a molte semplificazioni presenti nel film. Il volume per chi ha la pazienza di leggerlo fino in fondo ha grandi pregi, come riuscire ...continua

    Poderoso volume sulla vita di Alan Turing, la cui lettura rimedia a molte semplificazioni presenti nel film. Il volume per chi ha la pazienza di leggerlo fino in fondo ha grandi pregi, come riuscire a parlare di meccanica senza risultare troppo oscuro ma guidando con pazienza il lettore medio nella comprensione della macchina di Turing e nelle successive evoluzioni. Inoltre si apprezza molto l'attenzione dello scrittore per il contesto storico, politico ed economico in cui Alan si trova ad operare, ossia l'Inghilterra del primo novecento, classista e conservatrice, con le sue "public schools" che inculcano nei giovani privilegiati le idee di gerarchia ed ordine e il suo Impero, il cui assetto ordinato viene sconvolto dalla seconda guerra mondiale. Alan vive in un suo mondo a parte fin da giovane e persegue l'idea di seguire sempre la sua coscienza invece di regole eteroimposte e di mantenersi fedele a se stesso, senza però mai riuscire ad integrarsi in alcun ambiente sociale e professionale, malgrado le grandi potenzialità della sua mente. Matematico senza essere solo tale, contribuisce alla decrittazione dei codici di Enigma( il cui funzionamento nel libro è spiegato anche in maniera molto chiara come abbastanza le operazioni di decrittazione) ma in realtà i suoi interessi sono volti allo studio dei meccanismi della propria mente e di quella degli altri, che lo porta all'idea di calcolatori intelligenti che facciano a meno di istruzioni e imparino dall'esperienza come bambini, e poi ad interessarsi delle stesse sorgenti della vita umana. Il punto più debole del libro, perché eccessivamente prolisso e non particolarmente chiaro nell'esposizione, concerne la spiegazione della sua fine tragica, che l'autore suppone legata al suo io diviso: non solo era omosessuale e doveva nasconderlo, invece di essere se stesso, ma voleva più in generale vivere senza interferenze dal mondo esterno, che invece erano entrate nella sua vita con la scelta di lavorare per il governo e di non reprimere la sua sessualità. Certo nel film tutto ciò e rappresentato davvero male: sembra si sia ucciso, perché l'organoterapia lo aveva privato del suo equilibrio e delle due capacità, mentre è assodato che avesse continuato a lavorare e studiare anche dopo il trattamento. Almeno la lettura del libro permette di entrare nella complessità della sua mente o almeno tentare. Per chi conosce la letteratura anglosassone sono molto godibili i riferimenti letterari, soprattutto ad Alice nel paese delle meraviglie e al mago di Oz.

    ha scritto il 

  • 4

    Il desiderio , lo confesso, di leggere questa biografia è dovuto per lo più alle asprissime critiche mosse al film the imitation game. In effetti il film è davvero pallido e scialbo oltre che eccessiv ...continua

    Il desiderio , lo confesso, di leggere questa biografia è dovuto per lo più alle asprissime critiche mosse al film the imitation game. In effetti il film è davvero pallido e scialbo oltre che eccessivamente romanzato per voler essere basato su una biografia, in confronto .

    ha scritto il 

  • 3

    esagerato

    Un conto essere incuriositi dalla vita di Turing, un altro è apprendere quanto porta di scarpe.
    Questa biografia è così completa e dettagliata da risultare adatta solo agli addetti ai lavori. A me, c ...continua

    Un conto essere incuriositi dalla vita di Turing, un altro è apprendere quanto porta di scarpe.
    Questa biografia è così completa e dettagliata da risultare adatta solo agli addetti ai lavori. A me, comune mortale, ruba troppo tempo, ci sono troppi libri che dicono "leggi me, leggi me".
    Mi avvalgo dunque del diritto del lettore che mi ha riconosciuto Pennac e mi arrendo, sebbene abbia letto 300 pagine.
    Adieu!

    ha scritto il 

  • 5

    ✰✰✰✰✰ eccellente per la qualità intrinseca - ✰✰✰ buono per la mia capacità di lettura

    Hodges è matematico e professore.
    Tutto ciò che si può sapere su Alan Turing e la sua vita: 1912 – 1954.
    Ma soprattutto sulla matematica e i percorsi mentali del giovane genio.

    Consiglio la lettura a ...continua

    Hodges è matematico e professore.
    Tutto ciò che si può sapere su Alan Turing e la sua vita: 1912 – 1954.
    Ma soprattutto sulla matematica e i percorsi mentali del giovane genio.

    Consiglio la lettura a chi ha una buona preparazione matematica.
    Io che sono l’equivalente di un pallottoliere al quale qualcuno ha tolto le palle, ho fatto molta fatica. Anzi, molte pagine sono state saltate, scusandomi con lo spirito di Turing, che avrebbe meritato ben altro lettore.
    Qualcuno lamenta l’assenza di immagini nel libro.
    Non ci sono molte sue foto: quelle fatte a mezzo busto per qualche documento, qualche foto infantile di lui e suo fratello, qualcuna delle gare di corsa a cui partecipava, qualcuna con i colleghi vicino al bus che li portava alla Baracca 8, qualche immagine di Enigma e qualcuna di Colossus. Allora non usava fotografare ogni minuto della vita e le macchine fotografiche erano costose e prevedevano posa, luce etc. E Bletchley Park era un luogo segreto.
    In ogni caso basta andare su Google.

    Comunque sia questo eterno ragazzo dagli occhi blu, magro, appassionato di biciclette, corse su medio/lunghe distanze, gran camminatore, spiritoso e svagato, del tutto indifferente all’ordine a all’abbigliamento, aveva qualcosa di imponderabile che permise ad un outsider come lui di inserirsi benissimo nel Kings college e nell’ambiente della matematica. Non sempre compreso, ma molto considerato. Un eterno ragazzo (non dimostrava la sua età), sorridente, scherzoso e nel contempo riservato, per nulla consapevole del proprio ruolo di professore.

    Non amava molto i militari e i burocrati, apolitico e pacifista, ma si comportò correttamente nei confronti del proprio paese. Bletchley Park partì come un tentativo con 4 gatti, visto l’atteggiamento ottocentesco della Royal Navy, ma si trasformò, grazie ai suoi uomini, in un meraviglioso centro di idee. Oltre alla decrittazione dei messaggi tedeschi sull’infernale macchinetta Enigma. Non ne parlò mai, neppure a guerra finita.
    Proseguì il sogno di una macchina che imitasse il cervello, da poter riempire di istruzioni, e che fosse in grado di recepirle ed elaborarle. Non sto ad elencare i suoi obiettivi, né le sue deduzioni, ma a quello che pensava lui non ci siamo ancora arrivati.

    Ogni piccolo problema era un gioco: prima della guerra comprò, a titolo di futuro investimento, dei lingotti d’argento ed architettò un complicato sistema per nasconderli. Non tenne conto però di variazioni metereologiche o urbanistiche. Riuscì a ritrovarne solo uno. D’altra parte metterli in banca non era divertente. Era fissato con gli scacchi, gioco in cui era una schiappa. Era generoso e fedele agli amici.

    Gli sarebbe piaciuto che il mondo fosse un’entità pacifica, dove gli scienziati potessero scambiare idee, chiacchierare tranquillamente delle proprie fissazioni. Una specie di grande campus.
    Ma quei tempi erano trascorsi. Il mondo scientifico era divenuto preda di guerra. Il nuovo conflitto avrebbe cambiato tutto. Un bel libro (trovandolo) è Gli apprendisti stregoni. Parla degli scienziati “atomici”, ma racconta anche il crollo di una scienza “scambiata” con quella “al servizio”.
    Ogni tanto proponeva la sua omosessualità a qualche amico, con molta semplicità e il rifiuto non creava alcun problema. Non sbandierava le proprie scelte sessuali, ma non trovava motivo per nasconderle, se capitava l’occasione.

    A parte una cotta giovanile, che non approdò a nulla, per un compagno morto giovanissimo ma di cui ebbe sempre caro ricordo (oltre ad una lunga amicizia con la madre di lui), il suo interesse si rivolgeva a qualcuno al di fuori del suo ambiente. Amava i giovani operai e in ogni caso figure molto maschili.
    Direi come la maggioranza degli omosessuali che conosco. Solo la libertà di essere ciò che si è permette di trovare amore e convivenza, oltre al sesso. Il nascondersi dà accesso solo a rapporti nascosti, in ambienti squallidi e con personaggi consenzienti, ma comunque prevenuti.
    Questo è ciò che gli accadde. Un giovane disoccupato che si portò a casa più volte e che poi lo derubò, o lui o suoi amici. Alan, nella sua assoluta innocenza, denunciò il furto e la cosa venne a galla.
    Neppure negò, ma confessò tranquillamente il tutto.
    Qualcuno avrebbe dovuto avvertirlo: primo non denunciare, ma cambiare tutte le serrature di casa, secondo che la menzogna non è un male se si tratta di difendersi da leggi ingiuste.
    Il risultato fu l’entrata nel piano di riduzione chimica della libido e l’approccio con la psicanalisi.

    Ci stanno pure un’indovina che non si seppe mai cosa gli disse una settimana prima, l’ente governativo per la criptoanalisi che non accettava omosessuali, l’FBI e la CIA che non volevano pervertiti sessuali in quanto soggetti a rischio per la security, e in genere il rifiuto per personaggi dall’eccessiva individualità. Finché erano i tempi dell’anarchia creativa okay, ma con la guerra fredda si richiedeva altro. Nell’ultima parte in effetti ci si incazza un po’.

    Fatto sta che un bel giorno lo trovarono sdraiato sul letto, avvelenato dal cianuro, con la famigerata mela morsa a terra.
    La madre sostenne sempre l’incidente (era in effetti un pasticcione anche con le sostanze chimiche), ma prevalse l’idea del suicidio.
    Perché? Forse, dopo aver risolto tanti misteri, avrà voluto lasciarne uno lui stesso.

    01.02.2015

    ha scritto il 

  • 3

    Peccato per la traduzione "rigorosa"

    Testo molto interessante su Alan Turing - ad oggi è uno dei più completi ed esaustivi sull'argomento -, il genio inglese che ha dato il via all'informatica moderna, peccato però che in taluni punti la ...continua

    Testo molto interessante su Alan Turing - ad oggi è uno dei più completi ed esaustivi sull'argomento -, il genio inglese che ha dato il via all'informatica moderna, peccato però che in taluni punti la traduzione non mi ha convinto del tutto, alcuni concetti tecnici andrebbero lasciati in inglese e non tradurli letteralmente in italiano, poichè così facendo si rischia di snaturare un concetto.

    Se non ci fossero stati questi problemi di traduzione avrei dato 5 stelle; probabilmente avrei dovuto acquistare la versione in lingua originale, peccato.

    ha scritto il 

  • 4

    libro monstre

    un lavoro davvero impressionante, 700 e passa pagine di ben documentate vicende.
    a tratti è stato un po' difficile seguire il filo, ma una volta finito il libro, ti sembra davvero di conoscerlo Alan. ...continua

    un lavoro davvero impressionante, 700 e passa pagine di ben documentate vicende.
    a tratti è stato un po' difficile seguire il filo, ma una volta finito il libro, ti sembra davvero di conoscerlo Alan.

    ha scritto il 

  • 4

    An amazingly thorough, detailed and sympathetic - if at times loosely edited - account of the life of Alan Turing. Andrew Hodges is the perfect candidate to bring together in the same book both the sc ...continua

    An amazingly thorough, detailed and sympathetic - if at times loosely edited - account of the life of Alan Turing. Andrew Hodges is the perfect candidate to bring together in the same book both the science behind Turing's ideas and his life story with its historical context.
    Beware of the slightly overbearing system of Alice in Wonderland / Wizard of Oz metaphors, but otherwise a very enjoyable read that doesn't feel dated despite being first published in 1983 - I only fully realised this when reading the part about the gross indecency trial.

    ha scritto il 

  • 2

    -Traduzione a tratti "strana": p.e. l'aggettivo elitistico invece del più comune elitario
    -la lettura delle note è una vera caccia al tesoro!
    -diversi errori nell'indice analitico
    -neppure un disegno ...continua

    -Traduzione a tratti "strana": p.e. l'aggettivo elitistico invece del più comune elitario
    -la lettura delle note è una vera caccia al tesoro!
    -diversi errori nell'indice analitico
    -neppure un disegno o una foto della macchina di Turing in oltre 700 pagine.
    Ma la Bollati-Boringhieri dov'era?

    ha scritto il 

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