Storia di una capinera

Di

Editore: Brancato

3.9
(2901)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000020319 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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  • 4

    Storia di una capinera è un breve romanzo in cui la realtà si riflette in una chiave di pessimistico fatalismo. Come nell'opera intera di Verga, anche qui sembra impossibile ribellarsi e lottare c ...continua

    Storia di una capinera è un breve romanzo in cui la realtà si riflette in una chiave di pessimistico fatalismo. Come nell'opera intera di Verga, anche qui sembra impossibile ribellarsi e lottare contro le sventure che il destino ci riserva, come non è possibile opporsi alle convenzioni sociali o cercare di uscire dalla collocazione che ci è stata assegnata.
    Maria, orfana di madre, viene rinchiusa in convento alla tenera età di sette anni. Durante questo percorso mistico che la porterà a prendere i voti e il velo, a Catania scoppia una grave epidemia di colera. Costretta a recarsi nell'atmosfera idilliaca di Monte Ilice, dove la sua famiglia possiede una dimora in campagna, Maria avvia una fitta e densa corrispondenza con la fedelissima amica Marianna. Inizia così un rapporto epistolare delicatissimo e struggente in cui descrive, nella prima parte, la gioia di vivere tra pareti domestiche riscaldate dal calore dell'affetto familiare, il paesaggio bucolico dalla natura semplice e sorprendente e i giorni trascorsi in un clima di libertà fisica del tutto contrapposto a quello claustrale. A seguire, però, le lettere acquistano un' intensità febbrile e irrequieta poiché Maria s'innamora di Nino, un giovane conosciuto sul posto. Tormento e malinconia prendono il sopravvento nella mente e nell'animo della protagonista la quale aveva promesso a se stessa di voler amare solo Dio. Il forte sentimento la invade e la confonde, la conduce in un acuto stato di depressiva follia, convinta di essere artefice di un grande peccato, quello di amare, o , peggio ancora, affetta da una malattia spirituale e corporale. Una storia attraverso cui traspare delicatezza, innocenza, semplicità, impotenza di fronte alla tentazione, una storia dalla tensione drammatica il cui suono stride con un grido di dolore.

    ha scritto il 

  • 0

    "Storia di una capinera" è un romanzo epistolare scritto da Giovanni Verga, scrittore siciliano nato a Catania il 2 settembre 1840 e morto il 22 gennaio 1922. È considerato il maggior esponente del "V ...continua

    "Storia di una capinera" è un romanzo epistolare scritto da Giovanni Verga, scrittore siciliano nato a Catania il 2 settembre 1840 e morto il 22 gennaio 1922. È considerato il maggior esponente del "Verismo", corrente letteraria nata alla fine dell' '800 ispirata al "Naturalismo", corrente letteraria francese secondo la quale lo scrittore deve rappresentare oggettivamente la società e la vita dell'epoca proprio come in una fotografia.
    Il romanzo parla di Maria, educanda orfana di madre, che trascorre l'estate del 1954 in una proprietà alle pendici dell'Etna con il padre e la matrigna, poiché a Catania è scoppiata una epidemia di colera. Qui incontra Nino, un ragazzo scappato anche lui dalla città a causa dell'epidemia, di cui Maria si innamora.
    Il libro trasmette emozioni molto forti, che fanno provare pena per la povera capinera rinchiusa nel convento, senza possibilità di vivere liberamente e di poter amare l'uomo di cui si è innamorata.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    "Storie impossibili"

    "Storia di una capinera" è il primo romanzo scritto da Verga nel 1869 e pubblicato nel 1871.
    Il romanzo narra di una ragazza, Maria, la quale dopo la morte della madre viene costretta dal padre ad ent ...continua

    "Storia di una capinera" è il primo romanzo scritto da Verga nel 1869 e pubblicato nel 1871.
    Il romanzo narra di una ragazza, Maria, la quale dopo la morte della madre viene costretta dal padre ad entrare in convento, il padre infatti si era risposato e in questa nuova famiglia Maria non riceveva particolari attenzioni in particolare dalla matrigna, che si curava solo degli interessi dei suoi figli, Gigi e Giuditta.
    In seguito nel 1854, scoppia un epidemia di colera a Catania e Maria, ormai ventenne, è costretta a trasferirsi nella casa di campagna con tutta la famiglia. Lì inizia a inviare lettere all'amica Marianna, che aveva conosciuto in convento e alla quale raccontava le sue giornate e l'amore sempre più forte per Nino, figlio dei loro vicini di casa.
    Proprio quest'amore in seguito diventerà un' ossessione e la porterà alla pazzia.
    La matrigna, nonostante si fosse accorta del forte amore, che Maria provava nei confronti di Nino, la costringe a tornare in convento per far sposare la figlia Giuditta con Nino.
    Maria distrutta e lacerata dal dolore muore rinchiusa in una cella sotterranea del convento.
    Il libro si conclude con una lettera di suor Filomena indirizzata all'amica Marianna, alla quale racconta gli ultimi istanti della sua vita e la volontà di far ricevere un crocifisso e una ciocca dei suoi capelli da dare a Nino.
    Storia di una capinera rappresenta uno dei classici della letteratura italiana, infatti, Verga, appartenendo alla corrente letteraria del verismo, in questa sua opera vuole polemizzare sulla condizione femminile dell'epoca, poiché la donna veniva privata della possibilità di decidere della sua vita. Era molta frequente, infatti, che le ragazze finissero in convento non per vocazione ma per volontà dei genitori.
    Il libro è di facile lettura ed interessante, consigliabile se si ha voglia di leggere un classico italiano.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'edizone accurata e accessibile

    Ho da poco finito di rileggere Storia di una capinera di Giovanni Verga edita da Eliosfera Editrice. Questo romanzo epistotolare aiuta a comprendere quanto una prigionia possa stravolgere a tal punto ...continua

    Ho da poco finito di rileggere Storia di una capinera di Giovanni Verga edita da Eliosfera Editrice. Questo romanzo epistotolare aiuta a comprendere quanto una prigionia possa stravolgere a tal punto una mente da farla aggrappare ossessivamente a sentimenti perduti.
    La povera Maria, obbligata a restare in un convento di clausura, si strugge nel pensiero di un amore perduto, e così, come una capinera in gabbia, si consuma anelando la libertà di un amore.
    Nell'edizione di Eliosfera Editrice è presente il saggio Storia della 'Storia di una capinera' di Federico De Roberto, che dischiude le sottili metafore di questo bel romanzo del Verga.
    Questa edizione di Eliosfera Editrice, a differenza di molte altre, è accurata e ha un apparato di note che aiuta a comprendere meglio il testo. Io preferisco questa versione digitale in ePub, che è anche accessibile per persone che hanno disabilità visive, ma esistono anche le versioni per Kindle e PDF, oltre a quella cartacea.
    PS: essendo io stesso il curatore di questa edizione potrei essere un po' di parte, ma sono convinto che questa sia una buona edizione.

    http://www.eliosfera.it/giovanni-verga-storia-di-una-capinera-epub-ebook

    ha scritto il 

  • 5

    Un'edizone accurata

    Ho da poco finito di rileggere Storia di una capinera di Giovanni Verga. Questo romanzo epistotolare aiuta a comprendere quanto una prigionia possa stravolgere a tal punto una mente da farla aggrappar ...continua

    Ho da poco finito di rileggere Storia di una capinera di Giovanni Verga. Questo romanzo epistotolare aiuta a comprendere quanto una prigionia possa stravolgere a tal punto una mente da farla aggrappare ossessivamente a sentimenti perduti.
    La povera Maria, obbligata a restare in un convento di clausura, si strugge nel pensiero di un amore perduto, e così, come una capinera in gabbia, si consuma anelando la libertà di un amore.
    In questa edizione è presente il saggio Storia della 'Storia di una capinera' di Federico De Roberto, che dischiude le sottili metafore di questo bel romanzo del Verga.
    Questa edizione di Eliosfera Editrice, a differenza di molte altre, è accurata e ha un apparato di note che aiuta a comprendere meglio il testo. Io preferisco la versione digitale in ePub, che è anche accessibile per persone che hanno disabilità visive, ma esistono anche le versioni per Kindle e PDF, oltre a questa in formato cartaceo paperback.
    PS: essendo io stesso il curatore di questa edizione potrei essere un po' di parte, ma sono convinto che questa sia una buona edizione.

    http://www.eliosfera.it/giovanni-verga-storia-di-una-capinera-libro-carta

    ha scritto il 

  • 0

    Un urlo disperato ed inascoltato.
    Una donna disperata abbandonata al suo destino.
    Un destino scelto dagli altri a cui non riesce ad opporsi.
    Un classico da non trascurare.

    ha scritto il 

  • 4

    Un classico di rara intensità

    Povera.
    Povera, povera, povera Maria.
    Erano altri tempi, esistevano destini prestabiliti.
    La famiglia aveva deciso per lei una vita ritirata in convento, lontana da tutto e tutti.
    Eppure i pensieri de ...continua

    Povera.
    Povera, povera, povera Maria.
    Erano altri tempi, esistevano destini prestabiliti.
    La famiglia aveva deciso per lei una vita ritirata in convento, lontana da tutto e tutti.
    Eppure i pensieri della giovane erano vicini, vicinissimi a quel ragazzo conosciuto durante la permanenza a Monte Ilice.

    Storia di una capinera è un romanzo epistolare breve, si legge al massimo in un paio di pomeriggi.
    Ogni parola ha il suo peso, l'autore non lascia nulla al caso.
    L'angoscia della protagonista è palpabile, si percepisce distintamente pagina dopo pagina.
    Giorno dopo giorno.

    E' un testo veramente bello e struggente.
    Un grande classico.

    Consigliatissimo.

    ha scritto il 

  • 4

    'Tutto è calma, pace, serenità, io sola sono inquieta, triste, infelice'.

    Mi piace l'analogia profonda e al tempo stesso sottile con la capinera, un uccellino dal capo nero, appunto, proprio come se fosse coperto da un velo di monaca. Sottile, perché per tutto il romanzo la ...continua

    Mi piace l'analogia profonda e al tempo stesso sottile con la capinera, un uccellino dal capo nero, appunto, proprio come se fosse coperto da un velo di monaca. Sottile, perché per tutto il romanzo la protagonista -monaca- fa proprio pensare ad un uccello chiuso in gabbia, che si dimena nell'anima fino a esaurirsi, a volte tenta un battito d'ali, un ultimo anelito di speranza e ribellione, per poi ricadere sfinito.
    E' un romanzo che inizia con una gioia piena, rotonda, infantile, di una delicatezza iniziale solo apparente, poiché già dalle prime pagine emergono riflessioni importanti, tutt'altro che delicate. E' Dio nei monti nel cielo nel mare nel verde della campagna o nell'"altarino", nei "poveri fiori che intristivano nei vasi privi d'aria"? ("Ci chiamano le elette perché siamo destinate a divenire le spose del Signore, ma il buon Dio non ha forse fatto per tutti queste belle cose? E perché soltanto le sue spose dovrebbero esserne prive?").
    Mentre lo leggevo mi chiedevo perché non ci potesse essere una soluzione diversa per quell'anima; il suo innamorato ricco che se la sposa, un suo grido di ribellione, un no benevolo del padre alle assurde richieste della matrigna (è credibile una storia così?). Invece non solo sembrano tutti essere d'accordo ma è la protagonista stessa che sembra seguire il suo ineluttabile destino. "La società di un tempo", si potrebbe rispondere, quella di cui ci parla anche il Manzoni con la monaca di Monza, eppure dico io che le prigioni sono anche attuali, le sbarre che noi stessi ci innalziamo intorno, le trappole della mente, quando siamo convinti che tutto ormai è così, e non vediamo via d'uscita.
    Il romanzo continua delicato e forte, sottile e tagliente come una lama: la descrizione di Maria, di questo uccello fragile che dentro possiede la forza di una belva senz'altro in grado di spalancare "quell'immenso sepolcreto che si anima soltanto allorché si spalanca per un'altra vittima" ma che rimane lì. pur consapevole che non è quella la sua strada, la sua vocazione; e muore ancor prima nell'anima, poi nel corpo.
    "Ah vorrei essere tigre! Vorrei essere un demonio! vorrei strapparmi a brani queste carni! Vorrei avvelenare colla mia disperazione quest'aria! accecare col mio lutto questo sole!".
    Tristissimo e doloroso.

    ha scritto il 

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