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Storia di una capinera

Di

Editore: Brancato

3.9
(2716)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: A000020319 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 3

    Coloro che non hanno voce...

    Una volta esistevano costumi ed usanze incivili: le famiglie ricche e di origini altolocate destinavano uno dei figli (o delle figlie) alla chiesa senza che costoro fossero d'accordo.
    Per esigenze di patrimonio, per esigenze di potere, per accordi di tipo gerarchico, per scopi semplicemente ...continua

    Una volta esistevano costumi ed usanze incivili: le famiglie ricche e di origini altolocate destinavano uno dei figli (o delle figlie) alla chiesa senza che costoro fossero d'accordo.
    Per esigenze di patrimonio, per esigenze di potere, per accordi di tipo gerarchico, per scopi semplicemente devozionali o puramente egoistici.
    La storia di Maria, in questo libro di Verga, si snoda in forma di diario...
    Nel diario ella si confida con un'amica svelando le emozioni che la colpiscono, i desideri che la pervadono.
    Vorrebbe amare e sposarsi ma non può.
    La volontà del padre ha deciso altrimenti per lei.
    Dovrà trascorrere la sua vita in convento, come figlia obbediente a un destino che non ha scelto, ma che le è stato imposto con prepotenza dal padre.
    In questo tragico destino, in questa vicenda che tocca profondamente l'animo del lettore e che commuove, Verga dona voce a coloro che non ce l'hanno, a coloro che per secoli, sono rimasti muti e agghiacciati da una sorte avversa, imprigionati nella rete dei genitori, che con crudeltà hanno deciso al posto loro.
    A che serve la vita in una condizione forzata, coatta di prigionia fisica e spirituale?
    E' vero si può morire per fame, per malattia, ma anche per non essere in grado di esprimere il proprio desiderio di amare e di non poterlo appagare.
    Consigliato.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto questo libro d'un fiato, è coinvolgente e commovente,Ho amato questo libro dall'inizio, l'ho letto in pochissimo tempo e non ho fatto altro che versare lacrime! Disperazione totale di fronte alla iposizione della negazione della vita. E' un libro che consiglio a tutti.

    ha scritto il 

  • 3

    Purtroppo questo libro, non può essere apprezzato come si deve, in quanto troppo lontano dalla nostra attuale mentalità. Tutto ci sembra così, assurdo e irreale, ma purtroppo era così. Quelle erano persone fenomenali, che avevano una vita al limite del sopportabile. vedendo le giovani d'oggi che ...continua

    Purtroppo questo libro, non può essere apprezzato come si deve, in quanto troppo lontano dalla nostra attuale mentalità. Tutto ci sembra così, assurdo e irreale, ma purtroppo era così. Quelle erano persone fenomenali, che avevano una vita al limite del sopportabile. vedendo le giovani d'oggi che si tolgono la vita, per.....niente, non voglio pensare cosa avrebbero fatto all'epoca. Comunque sia, non ci dobbiamo permettere di giudicare, solo leggere e recepire.

    ha scritto il 

  • 3

    Storia d'amore

    Che pena Maria, che stima per questa ragazza! Si può amare così tanto da impazzire? sì. Si può sopportare così tanto e continuare ad amare? sì. Ma che amore è?? Un amore che non corrisponde alla realtà, ma è solo un amore nato, cresciuto e morto nella nostra testa/cuore.

    ha scritto il 

  • 4

    StraZiante.

    Quanto è brutto leggere il tormento interiore di una ragazzina come me che è costretta ad assaporare la vita per poi doverla scambiare con un velo nero. Brutto leggere di come vive i sensi di colpa per cose che oggi sono considerate normali, o dei trattamenti che le riserva la matrigna trattandol ...continua

    Quanto è brutto leggere il tormento interiore di una ragazzina come me che è costretta ad assaporare la vita per poi doverla scambiare con un velo nero. Brutto leggere di come vive i sensi di colpa per cose che oggi sono considerate normali, o dei trattamenti che le riserva la matrigna trattandola come una sciagurata. Questo libro è stata una sofferenza anche per me: mi sono immedesimata così tanto nella protagonista che avrei voluto entrare nel libro e scuoterla dalla sua bontà e innocenZa, consigliarla e vederla tra le braccia di Nino, al posto della viziata sorellastra. Fino ad oggi avevo come sottovalutato Verga, ma dopo Storia di una Capinera vorrei proprio leggere altro di suo.

    ha scritto il 

  • 4

    All'inizio della lettura...

    non riuscivo ad appassionarmi molto alla storia, perchè lo stile di questo autore è un po' particolare e un po' antiquato. Però man mano che la lettura procedeva diventava sempre più piacevole e mi invogliava a proseguire.
    Quando ho comprato questo piccolo libro mi aspettavo una storia dive ...continua

    non riuscivo ad appassionarmi molto alla storia, perchè lo stile di questo autore è un po' particolare e un po' antiquato. Però man mano che la lettura procedeva diventava sempre più piacevole e mi invogliava a proseguire.
    Quando ho comprato questo piccolo libro mi aspettavo una storia diversa. Perchè credevo che raccontasse nella maggior parte delle pagine la storia della prigionia nel convento. Invece questo argomento è trattato soprattutto nelle ultime pagine del libro (ed è stata la parte che ho trovato più interessante, perchè è ricca di turbamenti, di angosce di paure e di sentimenti d'amore).
    La prima parte a dir la verità mi ha un po' annoiato, ma riconosco che fosse necessaria per lo sviluppo della trama, perchè il tema centrale non è la prigionia di Maria (la protagonista) ma è l'amore che ella prova nei confronti di un ragazzo (Nino). Questo amore sarà la causa del suo turbamento, perchè Maria è destinata a prendere i voti per diventare suora di clausura, e a causa dell'amore che prova nei confronti di Nino si sentirà peccatrice, ma allo stesso tempo cercherà di giustificarsi, perchè ai sentimenti non si comanda.
    Trovo che questo libro sia anche una sorta di denuncia nei confronti di quelle famiglie che nel corso dei secoli hanno obbligato delle povere ragazzine ad una vita di prigionia contro la loro volontà.
    Non credevo che la seconda metà del libro mi sarebbe piaciuta così tanto. Quindi la mia valutazione è positiva e consiglio questo libro a tutte le persone che amano queste tematiche.
    VOTO: 8

    ha scritto il 

  • 5

    Maria è una giovane siciliana orfana di madre che viene costretta a ritirarsi in convento dopo il secondo matrimonio del padre.


    Durante un’epidemia di colera, Maria lascia temporaneamente il convento e si rifugia in campagna insieme alla sua famiglia. A contatto con la natura, conosce la l ...continua

    Maria è una giovane siciliana orfana di madre che viene costretta a ritirarsi in convento dopo il secondo matrimonio del padre.

    Durante un’epidemia di colera, Maria lascia temporaneamente il convento e si rifugia in campagna insieme alla sua famiglia. A contatto con la natura, conosce la libertà e i turbamenti di un sentimento prepotente, l’amore.

    Maria inizia una fitta corrispondenza con l’amica Marianna ed è attraverso di essa che noi lettori veniamo a conoscenza degli intimi turbamenti della giovane donna: Maria è al contempo felice di questo nuovo sentimento e straziata dalla consapevolezza che presto sarà costretta a tornare in convento.

    E infatti quel momento arriva molto presto.

    Chiusa in convento, sola con i suoi tormenti interiori, Maria si lascia morire.

    E’ il primo romanzo epistolare che leggo e non è andata per niente male, anzi.

    E’ stupefacente come un autore uomo riesca ad esprimere il punto di vista e a cogliere, ma soprattutto ad esprimere, la sensibilità di una giovanissima donna.

    Un’ottima prova per Giovanni Verga e un’ottima lettura per tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Un Verga irriconoscibile narra la storia di una giovane costretta a farsi suora contro il suo volere e a soffocare il suo amore (per altro ricambiato) per un uomo. Profondo, delicato e maledettamente triste.

    ha scritto il 

  • 4

    Breve, triste e coinvolgente...

    E' incredibile pensare che un'opera di simile delicatezza è stata scritta da un uomo!
    «... la storia di un’infelice di cui le mura del chiostro avevano imprigionato il corpo, e la superstizione e l’amore avevano torturato lo spirito: una di quelle intime storie, che passano inosservate tutt ...continua

    E' incredibile pensare che un'opera di simile delicatezza è stata scritta da un uomo!
    «... la storia di un’infelice di cui le mura del chiostro avevano imprigionato il corpo, e la superstizione e l’amore avevano torturato lo spirito: una di quelle intime storie, che passano inosservate tutti i giorni, storia di un cuore tenero, timido, che aveva amato e pianto e pregato senza osare di far scorgere le sue lagrime o di far sentire la sua preghiera, che infine si era chiuso nel suo dolore ed era morto; io pensai alla povera capinera che guardava il cielo attraverso le gretole della sua prigione, che non cantava, che beccava tristamente il suo miglio, che aveva piegato la testolina sotto l’ala ed era morta.
    Ecco perché l’ho intitolata: Storia di una capinera. »

    ha scritto il 

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