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Storia e destino

Di

Editore: Einaudi

4.0
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 109 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806177826 | Isbn-13: 9788806177829 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

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Descrizione del libro
La nostra civiltà ci ha condotto, attraverso l'ultimo vertiginoso tratto delsuo cammino, sul bordo estremo di una soglia oltre la quale ci aspetta unpassaggio pieno di rischi ma anche di straordinarie opportunità. Daquest'orlo, l'esperienza del rapporto fra passato e futuro - l'implacabilefreccia del tempo - si presenta d'improvviso sotto una forma nuova, che chiedeun esercizio di ragione e di realismo, capace di separare previsione eapocalisse e di rivoluzionare completamente noi stessi. L'irradiamento dellatecnica è totale e coinvolge l'insieme del nostro vissuto: dalla politica allavoro, alla costruzione delle personalità. Non un saggio di storia, né difilosofia, né tanto meno di divulgazione scientifica ma un esperimento cheruota intorno a tre dimensioni della società contemporanea: tecnica, natura especie, intesi come esercizi di futuro e di speranza per prepararsi al tempoche ci aspetta. Il manifesto di un nuovo umanesimo.
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  • 3

    Quella di Schiavone è un'interessante lettura, ma, anche se nel complesso ho un'affinità di visione con quella dell'autore, devo però ammettere che alcune riflessioni da lui sviluppate (anzi, poco sviluppate, considerando la dimensione del libretto che Schiavone definisce "più leggero di una fogl ...continua

    Quella di Schiavone è un'interessante lettura, ma, anche se nel complesso ho un'affinità di visione con quella dell'autore, devo però ammettere che alcune riflessioni da lui sviluppate (anzi, poco sviluppate, considerando la dimensione del libretto che Schiavone definisce "più leggero di una foglia") non mi convincono del tutto. Una, in particolare, è la dimensione del sentimento e delle emozioni dell'uomo odierno (il quale vive in un "tempo accelerato") che non viene considerata. Siamo davvero convinti che sia possibile scindere l'intelligenza dalla natura, e soprattutto non valutarla nella propria estensione più soggettiva, quella del sentimento, della passione, in una parola: dell'animo umano? E com'è possibile parlare di un "nuovo umanesimo" se l'uomo non viene considerato nella sua totalità?

    Un secondo aspetto cruciale affrontato nel testo è quello "dell'accrescimento della potenza dell'umano". Questa potenza si dirige verso l'infinito: l'uomo è oggi in cammino su quella strada che gli permetterà di sfondare le barriere della propria limitatezza, del proprio essere finito. Vero! ancora una volta basta guardarci attorno, ma a mio parere è necessario distinguere due piani: l'uomo come singolarità/individualità e l'uomo come specie. La specie si prolunga oltre il finito, il singolo ha la sua tappa finale per natura. Se ipotiziamo che, come dice Schiavone, le novità bio-ingegneristiche aiuteranno a prolungare la vita dell'uomo oltre natura, ossia ci sbarazzeremo dell'insufficienza di quel corpo sempre mal sopportato, è anche vero però che quella vita si troverà a fare i conti con i limiti psicologici, emotivi e di coscienza che la propria natura impone. Il salto che l'uomo dovrà compiere sarà quindi enorme perché il "tempo accelerato" (o contratto, o ristretto) sia adeguato a rendere l'uomo stabile in una nuova identità.

    E, inoltre, siamo veramente sicuri di poter parlare di una "nuova identità" quando il tempo non lascia margine alla costituzione di una memoria, quell'ambito che mantiente il legame essenziale tra Storia e Destino, ed è perciò il terreno fondante per costituirci come persone?
    Siamo ciò che siamo perché abbiamo avuto il coraggio di guardare indietro e di conoscere come eravamo. E soprattutto abbiamo mantenuto la memoria del passato.

    L'Essere e il divenire sono in una relazione strettissima, l'uomo è parte di un mondo che oggi è percepito sempre più in movimento e in mutamento. In ogni momento abbiamo a che fare con la velocità del tempo, basta osservare ciò che ci circonda per comprendere il disagio sentito intensamente dagli uomini che abitano questo mondo. Quegli uomini che vivono nell'istante, perché l'adesso è subito domani.
    L'identità del singolo, e anche quella collettiva, si trova di fronte al tempo: essere e divenire si confrontano, ma l'attività del tempo è incessante, rapida e vertiginosa. Il tempo modella, modifica e spesso stravolge proprio quell'identità che con fatica è emersa e ha preso forma dal "tempo profondo" (di cui parla Schiavone) e soprattutto dalla memoria di quel "tempo profondo".

    ha scritto il 

  • 4

    “Storia e destino” a differenza di quanto possa lasciar presagire il titolo è un manifesto di quello che sarà. In un compendio di 109 pagine la storia dell'evoluzione della Terra e dell'umanità un esercizio di immaginazione su quale potrà essere il prossimo balzo evolutivo. Abbiamo appena spiccat ...continua

    “Storia e destino” a differenza di quanto possa lasciar presagire il titolo è un manifesto di quello che sarà. In un compendio di 109 pagine la storia dell'evoluzione della Terra e dell'umanità un esercizio di immaginazione su quale potrà essere il prossimo balzo evolutivo. Abbiamo appena spiccato il salto, ci ritroviamo “sul bordo estremo di una soglia oltre la quale ci aspetta un passaggio pieno di rischi ma anche di straordinarie opportunità”. Ed è proprio quest'ultima l'idea che prevale in ogni pagina.
    Una visione dopotutto ottimistica di quello che ci attende da qui a pochi anni. Come sarà il futuro? Quale il destino della civiltà come noi la intendiamo? Sarà possibile una umanità diversa e svicolata dall'essere biologico? Che forma avrà il nostro mondo? Insomma, un piccolo libro che raccoglie la sfida di raccontare uno dei tanti scenari probabili, con una visione positiva del futuro e una incrollabile fede nella stessa buona sorte che ha permesso all'Uomo di evolversi per diventare quello che è.

    ha scritto il 

  • 0

    Dice Schiavone

    «Avvertiamo così che, insieme al futuro, stiamo perdendo il passato, e con lui, il senso della storia. (...) Il presente rimane indistintamente solo, fermo in se stesso, avvolto nell'ombra, prigioniero di un doppio scacco cognitivo: verso il suo prima e verso il suo dopo. E una mancanza determina ...continua

    «Avvertiamo così che, insieme al futuro, stiamo perdendo il passato, e con lui, il senso della storia. (...) Il presente rimane indistintamente solo, fermo in se stesso, avvolto nell'ombra, prigioniero di un doppio scacco cognitivo: verso il suo prima e verso il suo dopo. E una mancanza determina l'altra, questa è la verità: perduto il passato, si smarrisce anche la prospettiva del rapporto fra presente e futuro».

    ha scritto il 

  • 0

    100 pagine da leggere, da sillabare con assoluta attenzione. Schiavone, classicista di vaglia (fondamentali i suoi studi sulla storia di Roma, in particolare quelli relativi alla nascita del diritto in occidente), oltre che uomo di rara (perlomeno in Italia) onestà intellettuale, si produce in un ...continua

    100 pagine da leggere, da sillabare con assoluta attenzione. Schiavone, classicista di vaglia (fondamentali i suoi studi sulla storia di Roma, in particolare quelli relativi alla nascita del diritto in occidente), oltre che uomo di rara (perlomeno in Italia) onestà intellettuale, si produce in un esercizio di riflessione filosofica sull'impatto della tecnica nella storia dell'uomo che appare ben più efficace di quanto abbondantemente prodotto dai "filosofi" di professione. Inoltre la scrittura, essenziale ed elegante, il passo quasi narrativo, il "respiro" cosmologico di fondo fanno di questo libro, oltre tutto, un'opera di non indifferente valore letterario.

    ha scritto il 

  • 4

    Un testo illuminante. La freccia del tempo non era mai stata spiegata meglio. Le nostre inquietudini possono trasformarsi in opportunità. Da leggere assolutamente, magari nelle scuole!

    ha scritto il