Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Storia nel crepuscolo

Di

Editore: Passigli

4.0
(16)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 80 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco

Isbn-10: 8836804837 | Isbn-13: 9788836804832 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Loredana De Campi

Genere: Fiction & Literature

Ti piace Storia nel crepuscolo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 4

    “Ti voglio raccontare una storia adatta a quest’ora che di per sé ama soltanto il silenzio, ma vorrei che questa storia avesse qualcosa della calda, morbida, fluttuante luce del crepuscolo, che è sospesa come un filo davanti alle nostre finestre … in quest’ora, quando il crepuscolo ci fa desid ...continua

    “Ti voglio raccontare una storia adatta a quest’ora che di per sé ama soltanto il silenzio, ma vorrei che questa storia avesse qualcosa della calda, morbida, fluttuante luce del crepuscolo, che è sospesa come un filo davanti alle nostre finestre … in quest’ora, quando il crepuscolo ci fa desiderare di veder brillare davanti ai nostri occhi cose variopinte e mobili, che poi svaniscono tristemente nel grigio”.
    E’ la storia dell’innocenza e delle illusioni destinate a svanire, dell’abbandono del mondo della fanciullezza, per incamminarsi verso quel sentiero sconosciuto e pericoloso, che è la vita. E’ la fine del sogno romantico, dell’ingenuità, del fuoco della giovinezza e il cammino verso la maturità e la crescita, che porta con sé sempre inquietudine ed incertezza del futuro.
    E’ la storia della fine della “fede infantile, della cecità serena e spensierata”. Non a caso Storia nel crepuscolo, La governante e Novelletta d’estate sono tre delle “Quattro storie dal paese dei bambini”, quel paese fiducioso dove si crede che tutto possa succedere, prima che la luce variopinta della fanciullezza si spenga e cali la buia paura del mondo da affrontare.
    Storie malinconiche, perché “le storie che si raccontano alla sera finiscono sempre per avventurarsi sul facile cammino della malinconia. Il crepuscolo si tuffa su di loro con il suo velo, tutta la tristezza che riposa nella sera vi si adagia come un cielo senza stelle, l’oscurità trema nel loro sangue e tutte le chiare e belle parole ch’esse portano con sé hanno poi un suono così denso e grave, che sembrano venire dalla nostra stessa vita”.

    ha scritto il 

  • 4

    I tre racconti contenuti in questa raccolta a cui, il primo di essi: “Storia nel crepuscolo” dà il titolo, compongono, insieme a un quarto racconto: “Bruciante segreto”, anch’esso presente in questa collana, ma pubblicato a parte, una delle opere più note di Stefan Zweig, il cui titolo originale ...continua

    I tre racconti contenuti in questa raccolta a cui, il primo di essi: “Storia nel crepuscolo” dà il titolo, compongono, insieme a un quarto racconto: “Bruciante segreto”, anch’esso presente in questa collana, ma pubblicato a parte, una delle opere più note di Stefan Zweig, il cui titolo originale è: “Erstes Erlebnis quattro storie dal paese dei bambini”, la cui edizione integrale, da noi, è stata pubblicata nel ’63 (BUR – Rizzoli) con il titolo “Quattro storie della prima esperienza”.
    Oggetto di questi racconti sono i turbamenti vissuti dai diversi protagonisti tutti bambini o adolescenti, di fronte alle emozioni e ai sentimenti suscitati in loro da passioni d’amore, legami affettivi, amori impossibili. In tutti e tre i racconti ci troviamo infatti di fronte ad una “prima esperienza” attraverso la quale da una parte si scoprono le proprie sensibilità e si vivono i primi istinti e i primi desideri, dall’altra si subiscono le prime delusioni e si sperimentano i primi disincanti e le prime frustrazioni.
    Zweig lungi da qualsiasi “lieto fine” o compatimento fissa, invece, con precisione il momento della rottura interiore che si verifica nel passaggio dall’innocenza e inesperienza dell’infanzia e della prima adolescenza alla intensità ma anche dolorosità emotiva determinata da queste prime esperienze, le quali irrompono nella vita dei protagonisti, proiettandoli inesorabilmente verso quella condizione adulta di cui assaggeranno, da subito, tutta l’amarezza.
    In questo senso, riprendendo il titolo di un altro racconto di Zweig: “Sovvertimento dei sensi”, possiamo dire che in questi racconti assistiamo, a tutti gli effetti, ad un sovvertimento dei sensi inteso nella sua duplicità, in quanto Zweig ci descrive sia il suo contenuto di novità positiva quando è scoperta esaltante di una parte di sé, sia la forma che il sovvertimento assume allorchè diventa scoperta della propria infelicità.
    Peraltro questi racconti, scritti nel 1911 possiedono echi di impronta psicanalitica, essendo, non a caso, stati considerati racconti “dove il freudismo fa la sua prima apparizione” ( in Indicazioni Bibliografiche p. 106 in S. Zweig – Novella degli scacchi - Garzanti - 2009). Zweig, peraltro, era un assertore della psicanalisi e frequentò personalmente Freud.
    Così, nel primo racconto, “Storia nel crepuscolo” siamo al centro di una vicenda di amori non corrisposti fra il quindicenne Bob innamorato della cugina Margot che però non se lo fila e l’altra cugina Elisabeth, innamorata a sua volta di Bob ma, da questi, non ricambiata. Per Bob sarà un’esperienza assoluta:”…in un solo attimo della sua vita era riuscito a congiungere così strettamente entrambe le sensazioni, quella dell’amare e quella dell’essere amato…”, che però lo segnerà per sempre. Nella quale “brucerà” ogni presente e futura passione d’amore e all’incompiutezza di quella singola esperienza si accompagnerà l’incompiutezza come condizione permanente della sua vita: “Margot ed Elisabeth si erano sposate entrambe, ma egli non aveva più voluto rivederle, perché il ricordo di quelle ore lo assaliva a volte con tanta violenza, che tutta la sua vita, poi, gli sembrò solo sogno e apparenza in confronto alla realtà di quel ricordo. Egli è diventato uno di quegli uomini che non riescono più a trovare alcun legame con l’amore e con le donne…”.
    Nel secondo racconto: “La governante”, forse il più impietoso e lacerante, è il mondo degli affetti quello messo in gioco dalla “prima esperienza” di cui protagoniste sono due bambine, tra loro sorelle e, insieme ad esse, la loro governante.
    Quest’ultima messa incinta da un cugino delle bambine che viveva in casa con loro, il quale si deresponsabilizzerà delle conseguenze, viene allontanata, senza pietà, dalla madre delle bambine, la quale, avendo scoperto la relazione intrattenuta dalla governante la reputerà gravemente immorale per l’educazione delle figlie e, da qui, il suo drastico allontanamento. Ma le bambine, intensamente legate alla loro affettuosa ed affabile governante, non solo soffriranno profondamente per la perdita che ne deriverà, ma vivranno altresì il disorientamento e l’incomprensibilità insita nella vicenda, laddove equivocando, nella loro inconsapevolezza, sul reale significato della frase che la governante pronuncerà in un colloqui con il suo amante: “Io ho un bambino tuo”, non capendo che la governante è incinta perché: “Come può avere un bambino? Non è sposata, e soltanto le persone sposate possono avere bambini, questo lo so” dirà la più piccola delle due sorelle, si alambiccheranno di fronte a quello che per loro è un mistero ed un arcano, salvo stabilire con se stesse che ella ha comunque, da qualche parte, un bambino suo e quindi ancor più spietato, apparirà loro, il severo comportamento della madre. Ma nessuno “spiegherà” alle bambine le cose come stanno, lasciandole sole di fronte a questi eventi, vittime di decisioni unilaterali che, pur riguardandole, passeranno sopra la loro testa.
    E, in questo senso, quello che dà valore e spessore a questo racconto è proprio la descrizione e l’analisi della progressiva scoperta del mondo adulto da parte delle bambine. Un mondo fatto di ambiguità, di false verità, di ingiustificate e incomprensibili ingiustizie, che appare loro estraneo ed impenetrabile, salvo produrre in esse l’inesorabile e irreversibile disvelamento che la dolce e innocente infanzia è finita e che è iniziata la triste e implacabile scoperta della vita : “…le bambine sono molto cambiate. Non giocano più, nel loro sorriso e nei loro occhi non c’è più la luce gaia e spensierata di un tempo. In loro c’è adesso inquietudine e incertezza, una sfiducia cattiva verso tutte le persone che le circondano. Non credono più a quello che si dice loro, dietro ogni parola fiutano la menzogna e la malafede…La loro fede infantile, quella cecità serena e spensierata è caduta dai loro occhi come un velo…si sono chiuse in se stesse come in agguato, facendosi scaltre e bugiarde a loro volta.”.
    Il terzo racconto: “Novelletta d’estate” ha come oggetto il tema della manipolazione dei sentimenti altrui. Un anziano signore invia, senza firmarle, lettere piene di effusioni e tenerezze, insomma lettere d’amore, ad una giovane ragazza tedesca, villeggiante come lui nello stesso albergo sul lago di Como, per farle provare l’emozione dell’innamoramento, avendone osservato già prorompere la femminilità, se pur ancora la ragazza appaia acerba e inesperta e vederne, ovviamente, nel contempo, l’effetto. E, infatti, le lettere susciteranno profonde e turbanti emozioni nella ragazza che animata da quel misterioso epistolario uscirà da un suo certo grigiore, caricandosi e facendosi vieppiù attraente, attratta dall’intrigo insito nella vicenda. Senonchè, allorquando la ragazza crede di avere scoperto, in un bel ragazzo incontrato sul molo, che le manifesta il suo interesse, il misterioso autore delle lettere, impressione che l’anziano signore, che ha visto la scena, alimenta scrivendole un’ulteriore lettera, facendo in modo che appaia come fosse stata scritta dal ragazzo, la giovane tedesca subirà l’inevitabile delusione. La madre e la zia con cui la ragazza è lì in vacanza decidono di ripartire da un giorno all’altro, spezzando inconsapevolmente sul nascere la sua storia d’amore, presumibilmente la sua prima storia d’amore, che si trasformerà da una prima esperienza potenzialmente gioiosa ad una prima esperienza segnata dall’impossibilità e dalla rinuncia.
    Da questi racconti si evidenzia quindi, assai chiaramente, come Zweig fosse attratto dai temi del disincanto e della perdita, comuni a tanta letteratura del primo ‘900, anche se affrontati in una chiave per così dire “rosa” e intimista. In tal senso, proprio prendendo spunto da ciò, va detto dello stile e del tipo di prosa usata da Zweig. Essa appare infatti, molte volte, aulica e ridondante, volta a produrre effetti melodrammatici e talora edulcorati, coerente, in tal senso, con la contestualizzazione sentimentale di cui si diceva, il che però, paradossalmente, contrasta con l’indubbia perentorietà e inesorabilità degli eventi narrati e con la lucidità dell’introspezione. Tanto che persino Zweig sembra essere consapevole di questo suo prosare aulico, facendocene partecipi allorchè in “Novelletta d’estate” fa dire all’anziano signore nonché voce narrante: “…io racconto in uno stile ampolloso, lirico, ampio, sentimentale, noioso. Si,…ora sarò più breve.”
    Insomma si ha quasi l’impressione che Zweig volesse deliberatamente esasperare o forse anche “nascondere”, in uno stile volutamente emozionale e ad effetto, di facile presa soprattutto per i lettori di quel tempo, la messa a nudo e la rottura proprio di quei clichè sentimentali, stereotipati ed edulcorati, sull’infanzia e la giovinezza, che apparentemente la sua prosa sembra alimentare, avendo bensì l’obiettivo di evidenziare le ambivalenze e le ambiguità del mondo adulto e della vita adulta con cui i suoi personaggi giovanili fanno amaramente e inesorabilmente i conti ma, soprattutto di evidenziare quelle pulsioni fatte di eros e thanatos, di odio e amore, di inclusione ed esclusione che, sin dalle “prime esperienze” sperimentiamo, oggi come allora, tutti noi.

    ha scritto il 

  • 4

    Nei racconti della prima esperienza i protagonisti sono i ragazzi in quella delicata fase in cui cessano di essere bambini e diventano adulti. Senza mai dire una parola di troppo, con una analisi psicologica dei personaggi che è decisamente ineguagliabile, Zweig racconta con vera maestria e indic ...continua

    Nei racconti della prima esperienza i protagonisti sono i ragazzi in quella delicata fase in cui cessano di essere bambini e diventano adulti. Senza mai dire una parola di troppo, con una analisi psicologica dei personaggi che è decisamente ineguagliabile, Zweig racconta con vera maestria e indicibile delicatezza i turbamenti dell'animo degli adolescenti che, arrivati al confine del misterioso mondo degli adulti, cominciano a rendersi conto che oltre la cortina ci sono cose mai neppure immaginate. La scrittura è eccellente come pure la capacità di tenere legato il lettore a storie che, per un adulto, sono sì tenui ma rimandano inevitabilmente ai ricordi dell'infanzia passata.

    J. I.

    ha scritto il 

  • 5

    Storia nel crepuscolo, La goverante e Novelletta d'estate, insieme al famoso "Bruciante segreto",fanno parte di una raccolta in cui Stefan Zweig narra la fine dell'infanzia.
    I protagonisti, sono tutti giovani che perdono l'ingenuità in modo assai particolare..
    Molto bello il racconto ...continua

    Storia nel crepuscolo, La goverante e Novelletta d'estate, insieme al famoso "Bruciante segreto",fanno parte di una raccolta in cui Stefan Zweig narra la fine dell'infanzia.
    I protagonisti, sono tutti giovani che perdono l'ingenuità in modo assai particolare..
    Molto bello il racconto che da il titolo alla raccolta: "Storia nel crepuscolo" ; Stefan Zweig è un grande scrittore, anche se la pessima traduzione di questo quasi introvabile libro, non gli fà certo onore!

    ha scritto il 

  • 3

    La fine dell'età dell'innocenza

    La lettura di “Storia nel crepuscolo” procede leggera ed agile. Si ha la sensazione di avere di fronte un libro per adolescenti, e forse è proprio così. Per ognuno dei bambini/adolescenti delle tre storie, Zweig racconta una “prima volta”, in senso sentimentale, in senso umano, in senso intimo e ...continua

    La lettura di “Storia nel crepuscolo” procede leggera ed agile. Si ha la sensazione di avere di fronte un libro per adolescenti, e forse è proprio così. Per ognuno dei bambini/adolescenti delle tre storie, Zweig racconta una “prima volta”, in senso sentimentale, in senso umano, in senso intimo e personale. Una “crisi” che conduce ad una frattura con il mondo dell’innocenza e dell’ingenuità infantili, caratterizzata dalla presa di coscienza che questo atto di crescita è, contemporaneamente, la conquista di una dimensione nuova ma anche la perdita di un’età che non potrà tornare mai più.

    Continua qui: http://www.lankelot.eu/letteratura/zweig-stefan-storia-nel-crepuscolo.html

    ha scritto il