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Storia notturna

Una decifrazione del sabba

Di

Editore: Einaudi (Piccola Biblioteca Einaudi Nuova serie)

4.4
(212)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 319 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Inglese

Isbn-10: 8806193074 | Isbn-13: 9788806193072 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri

Genere: History , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
Per più di tre secoli, da un capo all'altro d'Europa, donne e uomini accusati di stregoneria raccontarono di essersi recati al sabba: il raduno notturno in cui, alla presenza del diavolo, si celebravano banchetti, orge sessuali, cerimonie antropofagiche, profanazioni di riti cristiani. In queste descrizioni, spesso estorte con la tortura, oggi si tende a riconoscere il frutto delle ossessioni di inquisitori e giudici. Questo libro, attraverso l'analisi di processi, trattati di demonologia, prediche, documenti iconografici, materiale folklorico, propone un'interpretazione diversa. In essa eventi e strutture, storia e morfologia si susseguono, contrappongono, si intrecciano. Dietro l'immagine enigmatica del sabba vediamo affiorare a poco a poco uno strato antichissimo, con ogni probabilità più che millenario, di miti e riti eurasiatici a sfondo sciamanico.
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  • 4

    Si parte da una tipica applicazione della miseria umana, cioè l’individuazione, in sperdute nel tempo e nello spazio parti d’Europa, di deboli ed emarginati per scaricare su di loro, anche in modo criminalmente consapevole da parte delle Autorità, rabbie e frustrazioni della collettività (sembra ...continua

    Si parte da una tipica applicazione della miseria umana, cioè l’individuazione, in sperdute nel tempo e nello spazio parti d’Europa, di deboli ed emarginati per scaricare su di loro, anche in modo criminalmente consapevole da parte delle Autorità, rabbie e frustrazioni della collettività (sembra di vedere applicata quella frase satanica smascherata dal vangelo di Giovanni: “voi non capite nulla e non considerate come sia meglio che muoia un solo uomo per il popolo piuttosto che perisca la nazione intera”). Inizia, cioè, sembrando un libro sui meccanismi vittimari.

    Termina invece arrivando a raccontare la matrice di tutti i racconti possibili.
    In buona misura, affascinante.

    ha scritto il 

  • 4

    Un saggio interessantissimo che rimette un po’ di ordine sugli argomenti di stregoneria, magia, divinità nei quali spesso ci si imbatte in letteratura. Rimasi affascinata tempo fa dal romanzo “La cavalcata dei morti”, sapendo che la Vargas è una esperta medioevalista, ho ricercato questo tema e s ...continua

    Un saggio interessantissimo che rimette un po’ di ordine sugli argomenti di stregoneria, magia, divinità nei quali spesso ci si imbatte in letteratura. Rimasi affascinata tempo fa dal romanzo “La cavalcata dei morti”, sapendo che la Vargas è una esperta medioevalista, ho ricercato questo tema e sono arrivata a questo saggio.
    Difficile riassumere il contenuto tanto è vasto e tanto è stimolante ad ulteriori approfondimenti, comunque Ginzburg conduce la sua ricerca indagando sulle origini culturali da un capo all’altro dell’Europa sul tema del Sabba.
    Con le inquisizioni del XV e XVI secolo molto era emerso, ma lo storico guarda ancora più indietro, tanto più indietro nel tempo e da punti geografici tanto distanti le cui popolazioni non erano venute in contatto ma che conoscevano già i riti notturni tanto da da ipotizzare addirittura una sorta di inconscio collettivo. Affascinante.
    Da i benandanti friuliani del 1500 (processioni dei morti e battaglie), ai lebbrosi di Carcassonne, agli sciamani siberiani, alle fate in Scozia, alle “donne di fuori” in Sicilia, tutti hanno lo stesso comun denominatore, come un fil rouge che lega i vari riti a carattere estatici praticati: donne e divinità femminili. Dalle confessioni o dai racconti emerge la stessa esperienza di viaggi astrali, di una parte di sè che si stacca dal corpo (come una piccola morte) e raggiunge le schiere dei morti per affrontare alle battaglie notturne per la fertilità. Ginzburg non tenta di dimostrare razionalmente gli eventi narrati e tramandati, il suo interesse è la ricerca delle radici folkloristiche, mitologiche, sulle esperienze di estasi, sul perché i resoconti erano tutti così simili.

    ha scritto il 

  • 5

    Recensione completa su: http://infameosculum.blogspot.it/2012/09/storia-notturn…
    "Storia notturna è un libro che è stato più volte criticato, tanto che Ginzburg si è visto piombare addosso non poche accuse di "Murrayismo" dai suoi colleghi accademici. Il motivo sta ...continua

    Recensione completa su: http://infameosculum.blogspot.it/2012/09/storia-notturna-una-decifrazione-del.html
    "Storia notturna è un libro che è stato più volte criticato, tanto che Ginzburg si è visto piombare addosso non poche accuse di "Murrayismo" dai suoi colleghi accademici. Il motivo sta nel fatto che Ginzburg, nel tentare di decifrare il ritratto del sabba, vede negli studi della Murray (precisamente il famoso The Witch-Cult in Western Europe) un nocciolo di verità. In realtà, Ginzburg è ben lontano dall'essere un murrayano, visto che critica giustamente il metodo lavorativo di questa. Quello che invece adotta, e sviluppa in quest'opera, è l'idea di prendere sul serio le confessioni delle streghe trovando un filo comune su cui non si fossero ancora incrostati i luoghi comuni del sabba nati a causa delle pressioni degli inquisitori [...]"

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante, per quanto accademica, analisi dei rapporti che intercorrono tra le varie manifestazioni di pratiche di stregoneria, sabbia, adorazioni pagane, alla ricerca di quel sustrato mitologico comune più antico, per non dire originario, comprovabile attraverso i contatti tra i popoli fin da ...continua

    Interessante, per quanto accademica, analisi dei rapporti che intercorrono tra le varie manifestazioni di pratiche di stregoneria, sabbia, adorazioni pagane, alla ricerca di quel sustrato mitologico comune più antico, per non dire originario, comprovabile attraverso i contatti tra i popoli fin dalle epoche più antiche. Dopo anni che non mi cimentavo con una lettura così dotta, riscopro con piacere il gusto dei saggi che affrontavo all'università, l'analisi degli elementi e dei testi, e la ricerca delle prove scientifiche, il tutto condito da una consistente bibliografia.

    ha scritto il 

  • 5

    Però si legge come un romanzo!

    Sì, certo, Storia notturna è un libro da consultazione. Ma si legge come un romanzo. E come dopo la lettura di un romanzo, ti restano impressi i protagonisti di questa cavalcata nella storia "nera" d'Europa: le streghe, gli inquisitori, i benandanti, le memorie del lupo mannaro livone, Cenerentol ...continua

    Sì, certo, Storia notturna è un libro da consultazione. Ma si legge come un romanzo. E come dopo la lettura di un romanzo, ti restano impressi i protagonisti di questa cavalcata nella storia "nera" d'Europa: le streghe, gli inquisitori, i benandanti, le memorie del lupo mannaro livone, Cenerentola che perde la scarpetta chiudendo nel suo gesto una storia millenaria che parte dal "monosandalo" Giasone...
    Libro immenso. Ammaliante. Uno dei più bei testi del Novecento. Fosse per me, lo adotterei come libro di storia nei licei al posto di tanti banali manualetti conditi di inutili pedanterie.

    ha scritto il 

  • 4

    Ginzburg affronta la materia "stregonesca" alla lontana, premettendo l'assurdità della persecuzione, ma anche dando voce a queste marginalità reiette che si annidavano (si annidano?) nelle innumerevoli zone d'ombra di cui è disseminata l'Europa (ma anche questo limite geografico ben presto verrà ...continua

    Ginzburg affronta la materia "stregonesca" alla lontana, premettendo l'assurdità della persecuzione, ma anche dando voce a queste marginalità reiette che si annidavano (si annidano?) nelle innumerevoli zone d'ombra di cui è disseminata l'Europa (ma anche questo limite geografico ben presto verrà violato). La parte più bella è quella dedicata al lavoro di scavo su riti dalle reminescenze oscure e arcane, che si perdono nell'alba dei tempi. E forse, volere rintracciare analogie rifacendosi a periodi così remoti è la più grande debolezza del libro. Personalmente ritengo che sia impossibile non rimanere affascinati da figure archetipe qui evocate, come la "grande madre", le "cacce" notturne o ancora, il più intrigante di tutti, quello legato al piede e all'uomo zoppicante..Da qui una valutazione più che buona. Ginzburg dopotutto, all'epoca di questo libro, era tra i primi ad affrontare con piglio "antropologico" la materia. Quindi, a volerla prendere come tale, questa è un'ottima partenza per future esplorazioni. E, ripeto, il fascino di certe immagini, certi riti, rimane scolpito dentro.

    ha scritto il