Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Storie dello spazio profondo

Di ,

Editore: Rizzoli - Lizard

4.2
(107)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 240 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8817039411 | Isbn-13: 9788817039413 | Data di pubblicazione: 

Postfazione: Andrea Plazzi

Genere: Comics & Graphic Novels , Humor , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Storie dello spazio profondo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Il piccolo robot Wall-E, che nel 2008 ha divertito e commosso milioni di telespettatori? Nel 1970 vagava già negli spazi siderali in compagnia di uno sbandato spaziale. La mitica scena del bar alieno in Guerre stellari? Quarant’anni fa era già folle luogo di perdizione per due personaggi davvero fuori dal comune.
Artisti originali e seguitissimi, Bonvi e Guccini si dimostrano, in Storie dello spazio profondo (1970), anche geniali precursori: e ci regalano una storia a fumetti dalle dimensioni del romanzo, in cui i due viaggiatori spaziali – un essere umano sempre a caccia di soldi (Bonvi) e il suo perdente compare robot, pieno di tic e nevrosi (Guccini) – si spostano da un pianeta all’altro alla ricerca di facili guadagni, nella speranza di sfuggire all’uniformità di un mondo ormai massificato.
Ordina per
  • 3

    fumetti a 4 mani

    bonvi e guccini appassionati di SF mettevano insieme idee e suggestioni per creare della fuzzy SF, con storie divertenti senza eccessive pretese... un volume antologico succoso e intrigante

    ha scritto il 

  • 5

    Si ride tanto, ma si riflette e ci si appassiona tanto.
    Due ottimi autori per dei racconti a fumetti che mostrano quanto sia straordinario il mezzo se usato da chi ha cuore e cervello da vendere.

    ha scritto il 

  • 4

    Tra la via emilia e lo spazio profondo

    Ho finito di leggere qualche tempo fa Storie dello spazio profondo (Rizzoli Lizard, prezzo 17 euro), raccolta di racconti fantascientifici disegnati e sceneggiati da Bonvi e Guccini nel 1969. A parte certe ambientazioni tipiche della fantascienza che presto o tardi si sarebbe delineata al cinema ...continua

    Ho finito di leggere qualche tempo fa Storie dello spazio profondo (Rizzoli Lizard, prezzo 17 euro), raccolta di racconti fantascientifici disegnati e sceneggiati da Bonvi e Guccini nel 1969. A parte certe ambientazioni tipiche della fantascienza che presto o tardi si sarebbe delineata al cinema (il bar frequentato dalle specie aliene più bizzarre anticipa quello di Star Wars dove Luke e Obi-Wan Kenobi incontrano per la prima volta Ian Solo - video sotto -; il robottino compagno del protagonista nelle sue avventure spaziali, è un antenato di Wall-E), quello che mi ha colpito del libro è che si tratta di una fantascienza molto italiana dove la satira ha largo spazio. Le storie di Bonvi/Guccini sono piene di alieni assurdi, pupe robot, megalopoli sovrapopolate; un fritto misto di tematiche classiche del genere, ma cucinate con una buona dose di bonaria (leggi "emiliana") ironia. Lo stesso anno veniva pubblicato un grande romanzo di fantascienza satirica, dove il genere veniva deriso e rivoluzionato assieme, Mattatoio numero 5 di Kurt Vonnegut. Sempre negli anni Sessanta e Settanta Stanislaw Lem, altro grande autore di fantascienza polacco che sfugge il genere e mescola nelle sue opere filosofia e umorismo, dava alle stampe libri come Cyberiade o Memorie di un viaggiatore spaziale. Non ho letto tutta la fantascienza italiana pubblicata, ma secondo me era, quella spianata da Bonvi/Guccini, una buona strada da seguire in ambito fantascientifico. Se invece che emulare autori americani - come hanno fatto anche bene, intendiamoci, autori del calibro di Lino Aldani -, avessimo seguito di più il nostro istinto e i nostri geni letterari e ci fossimo abbandonati a certi lazzi da commedia boccaccesca ambientandoli in un contesto di megalopoli futuristiche, astronavi alla deriva della galassia e pianeti lontani, forse oggi avremmo qualche opera nostrana in più, da inserire sugli scaffali della fantascienza.

    ha scritto il 

  • 4

    Doverosa edizione restaurata di una pagina dimenticata del fumetto italiano: una graphic novel ante litteram in cui la sconfinata creatività di Bonvi sembra da un lato ulteriormente potenziata dalla collaborazione con un giovane Guccini, dall'altro paradossalmente ridimensionata da un tono comple ...continua

    Doverosa edizione restaurata di una pagina dimenticata del fumetto italiano: una graphic novel ante litteram in cui la sconfinata creatività di Bonvi sembra da un lato ulteriormente potenziata dalla collaborazione con un giovane Guccini, dall'altro paradossalmente ridimensionata da un tono complessivo di (etilico) cazzeggio. Letto con piacere, con più di un momento di sorpresa, ma anche con il rammarico per un grande talento morto troppo giovane e che avrebbe potuto essere e dare molto di più.

    ha scritto il 

  • 5

    Storie dello spazio profondo - con aneddoti annessi - è uno di quei fumetti che almeno tre volte vuoi rileggerlo.
    E' un caposaldo del fumetto italiano. Grottesco, spaziale e ironico, è il primo fumetto del Bonvi e del Guccini dove loro stessi sono i protagonisti. Il primo è un mercenario e ...continua

    Storie dello spazio profondo - con aneddoti annessi - è uno di quei fumetti che almeno tre volte vuoi rileggerlo.
    E' un caposaldo del fumetto italiano. Grottesco, spaziale e ironico, è il primo fumetto del Bonvi e del Guccini dove loro stessi sono i protagonisti. Il primo è un mercenario e il secondo è trasfigurato in un robot ficca-naso.

    Lo trovo adorabile.

    N.B. La ristampa della Rizzoli di questa opera è oscena a mio parere. Mi sono rifiutata di comprarla perché ho un gran odio per le ristampe tali e quali sono gli originali in questione. Sfogliandolo non ho trovato nessuna nuova dedica, nessuna riga di Guccini che ricordasse l'amico ( Come fece già tante volte al nominare quest'opera ). Ne sono rimasta delusa, forse ancora più delusa di quando nel sfogliare le dediche del "SuperSturmtruppen" vi era solo Vasco Rossi dei suoi amici del Roxy Bar.
    Inoltre la nuova copertina è brutta.

    ha scritto il