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Storie di animali e altri viventi

Di

Editore: Einaudi

4.3
(163)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 173 | Formato: Paperback

Isbn-10: 880617276X | Isbn-13: 9788806172763 | Data di pubblicazione: 

Genere: Education & Teaching , Fiction & Literature , Pets

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Descrizione del libro
Il cane, il gatto, io e te. Questa che ci racconta Asor Rosa è un arca di Noè in formato domestico. Un quartetto di voci che si fondono armonicamente senza solisti. Quattro vite che si compenetrano nei piccoli gesti quotidiani e nelle più complesse strategie relazionali. Perché (in rigoroso ordine di apparizione) un gatto più un uomo più una donna più un cane femmina non fanno solo quattro persone intelligenti e affettivamente predisposte: fanno un gruppo straordinario, un'entità in grado di intuire qualche briciola di realtà profonda, di condividere ritmi e cicli dell'universo.
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  • 4

    Un libro PER gli animali...tutti...uomini compresi

    Chi sei tu che a parli? Un cane? Un gatto? Un uomo? Chi è o cosa è che prova questo sentimento?
    Non importa, i sentimenti sono uguali per tutti e in queste pagine si fondono tutti insieme tanto da non capire più chi pensa cosa.
    E proprio così deve essere: sulle mie gambe c'è uno dei miei gatti ch ...continua

    Chi sei tu che a parli? Un cane? Un gatto? Un uomo? Chi è o cosa è che prova questo sentimento? Non importa, i sentimenti sono uguali per tutti e in queste pagine si fondono tutti insieme tanto da non capire più chi pensa cosa. E proprio così deve essere: sulle mie gambe c'è uno dei miei gatti che fa le fusa e in questo benessere profondo di entrambi sono certa che siamo una cosa sola.

    ha scritto il 

  • 4

    Il noto critico e il quadrilatero dei suoi affetti, a due delle cui estremità si trovano micio e cane, i veri intellettuali di famiglia. Una riflessione a un tempo lieve e profonda sui rapporti che ci legano a coloro che amiamo, quale che sia la loro forma e la durata della loro vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Letto da: Peppe.


    La tenerezza di chi descrive un sentimento di affetto per tutti gli esseri viventi, a partire da quelli a lui più vicini, non poteva essere espressa meglio in questo libretto. Il soggetto non esiste, o meglio, la narrazione sparisce e viene fuori la sensazione che non serv ...continua

    Letto da: Peppe.

    La tenerezza di chi descrive un sentimento di affetto per tutti gli esseri viventi, a partire da quelli a lui più vicini, non poteva essere espressa meglio in questo libretto. Il soggetto non esiste, o meglio, la narrazione sparisce e viene fuori la sensazione che non servono alla fine le parole per entrare in armonia con gli esserei viventi, come Asor Rosa suggerisce in prefazione. La voce narrante non è più nè umana nè animale e ci suggerisce la storia di un'esperienza di vita come tante possono essere raccontate dagli infiniti amici che abitano le nostre case.

    ha scritto il 

  • 4

    Carino e tenero, da non perdere se si convive o si ha in progetto di farlo, con animali (4 zampe ).
    Più tranquillo e posato di Durrell (il suo 'la mia famiglia e altri animali' è un capolavoro assoluto, anche per lo stile brillante), è ricco di osservazioni profonde e condotte, in maniera insolit ...continua

    Carino e tenero, da non perdere se si convive o si ha in progetto di farlo, con animali (4 zampe ). Più tranquillo e posato di Durrell (il suo 'la mia famiglia e altri animali' è un capolavoro assoluto, anche per lo stile brillante), è ricco di osservazioni profonde e condotte, in maniera insolita, dal punto di vista dei nostri amici.

    ha scritto il 

  • 4

    Micio Nero e Contessa

    Mi sono sempre chiesta se gli animali capissero veramente quello che noi diciamo. Se effettivamente riusciamo a comunicare. Penso sia un pensiero di molti e ci sono stati anche studi in proposito. Non entro nello specifico, anche perché non mi interessa in maniera particolare ma so che, secondo g ...continua

    Mi sono sempre chiesta se gli animali capissero veramente quello che noi diciamo. Se effettivamente riusciamo a comunicare. Penso sia un pensiero di molti e ci sono stati anche studi in proposito. Non entro nello specifico, anche perché non mi interessa in maniera particolare ma so che, secondo gli scienziati gli animali comunicano di certo tra di loro ma non riescono con noi perché sono totalmente differenti. Effettivamente lo sono, noi non abbiamo il pelo (o almeno, si ma ce lo togliamo e comunque non è così tanto!), non camminiamo tutta la vita a quattro zampe… non facciamo molte cose che fanno loro. Però, cosa ci conferma che hanno un cervello così diverso dal nostro, che ci impedisce totalmente di comunicare e di essere capiti? Il nostro cervello non è stato ancora studiato nel tutto, quindi, potrebbe anche essere che non riusciamo ancora a capire il loro. In fondo, chi ha la certezza assoluta? In fondo, siamo andati avanti per molto a credere di vivere sull’unico pianeta dell’universo solo perché non avevamo i macchinari giusti e dobbiamo scoprire ancora moltissime cose. Quindi, partendo da questo pensiero, sono dell’idea che loro potrebbero capirci perfettamente. Certo, è un pensiero che ho partorito già da un po’, però ho incominciato a rifletterci veramente quando ho letto questo libro. Guarderò tutti con occhi diversi. Qui troviamo il racconto delle storie di Micio Nero e Contessa. Un gatto e un cane che nel corso di una vita, si sono incontrati e sono cambiati. Una storia raccontata direttamente da loro, delle difficoltà incontrate, dai mutamenti della loro vita, dagli equilibri spezzati e faticosamente ricostruiti. Ammetto che non è stata una lettura molto leggera, perché vengono trattati argomenti un po’ complessi, però se presi molto alla semplice, devo dire che li condivido. Lo consiglio a tutti, soprattutto a chi non ha animali in casa.

    ha scritto il 

  • 5

    Il giudizio del tutto positivo su questo libro è dovuto soprattutto al finale, straordinario, che nel gioco delle stellette ne meriterebbe sei. E' la storia di una famiglia composta da un uomo, una donna, un gatto e una cagna, raccontata dal punto di vista di quelli che di solito non hanno voce. ...continua

    Il giudizio del tutto positivo su questo libro è dovuto soprattutto al finale, straordinario, che nel gioco delle stellette ne meriterebbe sei. E' la storia di una famiglia composta da un uomo, una donna, un gatto e una cagna, raccontata dal punto di vista di quelli che di solito non hanno voce. Un punto di vista immaginato con una comprensione e un'empatia che vanno ben oltre la finzione letteraria. Nel finale, la morte di uno dei protagonisti, narrata magnificamente in soggettiva, è una delle più belle, lucide e commoventi riflessioni laiche sul senso della vita, dei rapporti, della gioia e del dolore che mi sia mai capitato di leggere o di ascoltare. Ogni parola pare necessaria e nessuna è di troppo.

    ha scritto il 

  • 5

    I "metamorfanti" di Alberto Asor Rosa

    Testo delizioso. C'è un gatto, poi una bambina ed un papà che prende il gatto. Papà, gatto e poi una donna. Ed infine una "cana". Simpatica e tenera famiglia sui generis, in cui - come recita il titolo - vengono prima gli animali e poi gli altri viventi (Storie di animali e di altri viventi).
    Aso ...continua

    Testo delizioso. C'è un gatto, poi una bambina ed un papà che prende il gatto. Papà, gatto e poi una donna. Ed infine una "cana". Simpatica e tenera famiglia sui generis, in cui - come recita il titolo - vengono prima gli animali e poi gli altri viventi (Storie di animali e di altri viventi). Asor Rosa riesce magistralmente a costruire un racconto esilarante, tenero, coinvolgente, usando una "chiave" narrativa antica e sapiente: il punto di vista "strano" sul mondo, attraverso gli occhi di un gatto (Micio Nero) e di una cagnetta (Contessa). La tecnica dello straniamento non è però solo espediente narrativo, ma anche, e soprattutto, riflessione che spinge a considerare il "vivente" in una prospettiva potentemente "universale": "... ci sono esseri" - dice Contessa commentando la decisione di Po di buttarsi anche lui a quattro zampe nel prato - "che, in determinate condizioni, volontariamente o involontariamente, trasmigrano l'uno nell'altro, senza cambiare la propria natura: possono calarsi tranquillamente in vesti diverse e restare se stessi. Questi son quelli che io chiamo "metamorfanti": e possono essere sia umani sia animali: anzi, più esattamente, un po' di tutte e due le cose insieme. È la parte migliore delle specie viventi conosciute: quella che non pensa che essere uomo o cane sia un privilegio e sarebbe perciò disposta a scambiarsi l'una natura con l'altra, talvolta provvisoriamente o talvolta, nei casi più clamorosi, anche definitivamente..." (p. 78). La favola di "Storie di animali e di altri viventi" rappresenta inoltre un importante luogo di ripensamento del processo narrativo, attraverso punti significativi in cui i narratori si fermano a pensare e ri-flettere sul proprio io letterario, sull'identità come racconto, come "io" che prende parola e dice. Garbata, ma anche sottile intrusione o sospensione meta-narrativa, che introduce il lettore in un secondo livello, dove non si può non apprezzare anche la voce del grande prof. che si cela dietro la finzione narrativa, ma anche si confessa e si mette a nudo: sentimenti, amore, sensibilità attraverso gli occhi di un gatto e di una "cana". Consigliato a piccoli e grandi.

    ha scritto il