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Storie di bimbe, di donne, di streghe

By Elizabeth Gaskell

(17)

| School & Library Binding | 9788809605084

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Book Description

Tre racconti dall'ambientazione intrigante e misteriosa, animati da un impeccabile intreccio narrativo vicino per certi versi alla fiaba, che rivelano una grande autrice che appartiene alla razza degli scrittori inglesi di grande qualità come Dickens Continue

Tre racconti dall'ambientazione intrigante e misteriosa, animati da un impeccabile intreccio narrativo vicino per certi versi alla fiaba, che rivelano una grande autrice che appartiene alla razza degli scrittori inglesi di grande qualità come Dickens e le sorelle Brontë.
Il mistero che ricorre in queste tre storie di donne è legato al mondo della magia e del soprannaturale ma anche agli interrogativi che accompagnano le persone alla scoperta dei propri sentimenti.

34 Reviews

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  • 2 people find this helpful

    Tremate! Tremate! Le streghe son tornate!

    Il titolo del libro forse può trarre in inganno. In questa raccolta di racconti cosiddetti "gotici" la stregoneria è presente solo in modo marginale.
    Questi racconti della scrittrice inglese narrano il lato oscuro dell'umanità che incontra l'elemento ...(continue)

    Il titolo del libro forse può trarre in inganno. In questa raccolta di racconti cosiddetti "gotici" la stregoneria è presente solo in modo marginale.
    Questi racconti della scrittrice inglese narrano il lato oscuro dell'umanità che incontra l'elemento soprannaturale. Tutti e quattro i racconti, ambientati tra la fine del 1600 e il 1800, hanno come comune denominatore le donne che sono sempre protagoniste nelle opere della Gaskell. Donne che devono affrontare difficoltà; donne dal carattere forte, dalla grande forza volontà e dalla prontezza di spirito; donne cha hanno patito sino alla morte; donne che amano e odiano; donne sole e indomabili, assillate dalla vendetta e perseguitate dalle maledizioni, che assumono agli occhi della comunità i tratti della strega; l'essere donna che è uno svantaggio sin dalla nascita; donne costrette a fare scelte dolorose, capaci di rinunciare e sacrificare tutto, anche la loro stessa esistenza per un ideale, un affetto, una promessa o per la credenza religiosa.
    "La mia Sherazade", come chiamava la Gaskell Charles Dickens, con la sua scrittura delicata, elegante e scorrevole, con la sua bella prosa tratteggia figure di donne forti, tenere, coraggiose, idealiste che possono diventare anche malvagie e crudeli per difendere coloro che amano.
    Tutti i racconti in cui esplora i temi dell'oppressione, dell'odio e della crudeltà umana, sono piacevoli e ben scritti.

    La strega Lois: ****
    Ambientato alla fine del 1600 durante il periodo della caccia alle streghe. Lois Barclay giovane ragazza inglese rimasta orfana in seguito alla morte dei suoi genitori è costretta a lasciare l'Inghilterra e trasferirsi da suo zio a Salem, in America. L'accoglienza di Lois (che ho trovato molto inquietante) in famiglia non è delle migliori, anche perché è un'epoca di grandi superstizioni dove l'estraneo non ben visto ed è facile essere accusati di stregoneria. La giovane che entra in un mondo ostile, pieno di paure e superstizioso, diventa presto bersaglio di odi, amori, gelosie e invidie.

    La Gaskell è molto brava a ricostruire la mentalità dell'epoca, il fanatismo religioso che colpì la cittadina del New England alla fine del 1600 durante il periodo della caccia alle streghe.
    Ben scritto, scorrevole e davvero coinvolgente; sembra di essere proprio a Salem durante questo periodo carico di delirio. La frenesia e l’isteria collettiva è talmente palpabile che sembra saltar fuori dalle pagine. Sono stata coinvolta nelle vicende di questa dolce ragazza indifesa, preda della superstizione e del fanatismo religioso. Le pagine che descrivono il momento in cui si scatenano le accuse contro Lois, sono impetuose e ti lasciano impotenti nonostante tu senta tantissimo la voglia di salvarla da un’accusa ingiusta e insensata.

    La storia della vecchia balia: **** ½

    Già recensita qui: http://www.anobii.com/laudafne/comments?page=21#014d914…

    La clarissa: ***

    Ambientata nel 1700, racconta la storia di Bridget e sua figlia Mary. Lavorano entrambe per la famiglia Starkey da poco trasferitasi in provincia, in una casa che stava cadendo in rovina. Madre e figlia non vanno molto d’accordo e così la figlia decide di partire a servizio presso un’altra famiglia senza dire nulla alla madre. Dopo che i signori Starkey muoiono a causa del tifo, Bridget si ritrova sola con il cane di sua figlia senza però avere più notizie di quest’ultima. Parte così a cercarla ma inutilmente. Tempo dopo torna nel luogo dove viveva e vivrà in solitudine, una capanna presso il bosco, e aspetta così notizie di sua figlia, fino a quando arriva qualcuno che gli porterà via l’unico legame che aveva ancora con Mary…

    Racconto in cui c’è l’elemento soprannaturale del doppio, maledizioni e streghe combinati con una tragica storia d’amore, una vendetta da consumare che ricadrà però su persone innocenti. L’amore perduto di una madre per la figlia, l’emarginazione del diverso, una madre che per il forte dolore della perdita si estranea dal mondo sono gli elementi di questo racconto. Bridget non è una vera strega ma solo una persona che ha subito un forte dolore, a cui questo dolore sembra dare alle sue accese preghiere un potere occulto.
    Racconto scorrevole anche se in certi momenti l’ho trovato lungo e dispersivo e la trama un po’ confusionaria; comunque piacevole da leggere.

    Susan Dixon: ****

    Titolo originale del racconto è Half a life-time ago ed è l’unico racconto dove il gotico non è presente anzi è un semplice racconto di questa grande scrittrice.
    Ambientato nell’ottocento racconta la storia di Susan Dixon e le cose che gli sono successe Half a life-time ago per renderla una persona arcigna, dura, riservata come appare.
    Quando aveva 18 anni, Susan, era una giovane e bella ragazza, forte e indipendente. Presso la fattoria dei suoi genitori lavorava un ragazzo di nome Michael Hurst. I due giovani stanno sempre insieme dopo il lavoro e il loro rapporto cresce ogni giorno. Purtroppo la madre di Susan si ammala di un’infezione polmonare. Sul letto di morte fa giurare alla giovane figlia di prendersi cura del fratellino Will di 10 anni più giovane. Passano alcuni mesi e quando Susan decide di sposare Michael, il padre, lei e il fratello si ammalano di tifo. Il padre muore, il fratello subisce danni celebrali e rimane un po’ ritardato e lei, invece, guarisce senza conseguenze.
    A questo punto però le si pone il dilemma: prendersi cura del fratellino o sposare Michael…

    Racconto bello, scritto molto bene, scorrevole, coinvolgente e commovente. La protagonista è una donna con un forte senso della morale e del dovere, che rinuncia ad amore e felicità pur di mantenere una promessa fatta, adempiere ai propri doveri, prendersi cura di una fattoria e di un fratello malato.
    Un racconto di perdita, di solitudine e di delusione in amore; un racconto sullo scorrere del tempo: di come questo passi lentamente quando guardiamo avanti e invece come scorra velocemente quando guardiamo indietro.

    Libro sicuramente consigliato a tutti coloro che amano Elizabeth Gaskell.

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    Dafne said on Jul 17, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    il diverso fa paura e va distrutto

    Streghe vittime della superstizione ma anche di se stesse, perché son le prime a crederci.
    Speravo in una presentazione positiva e potente della sapienza femminile, qui leggende, fantasmi, sofferenza. Letto per preparare incontro su erbe magiche e m ...(continue)

    Streghe vittime della superstizione ma anche di se stesse, perché son le prime a crederci.
    Speravo in una presentazione positiva e potente della sapienza femminile, qui leggende, fantasmi, sofferenza. Letto per preparare incontro su erbe magiche e medicinali: nessuna informazione.

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    lunatica said on Jun 2, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    La strega Lois ****
    Il racconto della vecchia balia ***e mezzo
    La Clarissa *
    Il pozzo di Pen Morfa ****
    Susan Dixon ****

    Non sono certo storie per bambini. Raccontano le donne nel modo più vero. Solo nel secondo e nel terzo c'è l'elemento soprannatu ...(continue)

    La strega Lois ****
    Il racconto della vecchia balia ***e mezzo
    La Clarissa *
    Il pozzo di Pen Morfa ****
    Susan Dixon ****

    Non sono certo storie per bambini. Raccontano le donne nel modo più vero. Solo nel secondo e nel terzo c'è l'elemento soprannaturale: nel racconto della vecchia balia con la bambina fantasma (sfruttato bene), ne la Clarissa con il tema del doppio (usato male).
    Per tutti gli altri sono donne forti (Susan Dixon), indifese (Lois) o che devono forzare la loro natura.
    Molto spesso a crear problemi sono gli uomini o una religione eccessivamente puritana (la strega Lois). Ma è l'uomo (inteso come maschio), che sia esponente della chiesa o meno, che crea i problemi e i disagi maggiori. Fanno innamorare donne che poi abbandonano magari in attesa di un loro figlio, uccidono animali domestici per noia, lasciano e si disinnamorano della loro promessa sposa solo perchè per una disgrazia si è azzoppata o perchè deve prendersi cura di un fratello autistico (lo uso ante-litteram). Le donne si caricano come muli di tutti questi problemi immani, e continuano la loro vita con fatica. Gli uomini vogliono solo una situazione perfetta, da manuale: se non è più possibile, è più facile cercarsi qualcun altro.
    Grande, grande tristezza e amarezza ma racconti scritti bene (a parte La Clarissa che ho trovato anche eccesivamente confusionario nella trama).

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    Hollypenny said on May 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    C'è poco da dire quando una scrittrice riesce a farti venire i brividi senza raccontare nulla di veramente terrificante e particolarmente irrazionale.
    Inutile dire che l'ho apprezzata anche sotto questo aspetto, un po' meno bacchettona e predicatric ...(continue)

    C'è poco da dire quando una scrittrice riesce a farti venire i brividi senza raccontare nulla di veramente terrificante e particolarmente irrazionale.
    Inutile dire che l'ho apprezzata anche sotto questo aspetto, un po' meno bacchettona e predicatrice, dove racconta storie per il puro piacere di farlo. Il titolo avrà sicuramente tratto in inganno molte persone, niente streghe qui ma solo donne, povere donne ritratte nella loro quotidianeità fatta di lavoro e sofferenza nei confronti della vita .

    Lois la strega ****
    Niente di nuovo in questa "classica" storia che parla della caccia alle streghe avvenuta a Salem, ed è proprio qui che emerge la maestria dell'autrice nel narrare le vicende di una vita ordinaria trasformata dalla meschinità e dal pregiudizio altrui in qualcosa di diverso.

    Il racconto della vecchia balia *****
    Racconto gotico dove l'isolamento della casa, maggiormente accentuato dall'interminabile inverno e dal manto nevoso che avvolge e stravolge il paesaggio circostante, rende la storia claustrofobica e inquetante. Decisamente il migliore dei quattro, con una storia ben articolata che, fino alle ultrime pagine, non svela il legame fra i vivi e in non più tali.

    La Clarissa ****
    L'emarginazione del diverso, in questo caso una madre che, perduto l'amore della figlia, si estranea dal mondo.
    Non una vera stegra, ma un forte dolore, provocato dalla perdita e dalla cattiveria gratuita della gente, sembra dare alle sue preghiere una forza reale, un potere occulto.
    La storia di una maledizione, di una fanciulla condannata a vivere con il suo doppio, una di quelle fiabe in stile Grimm, con il principe che arriva in soccorso e, nonostante tuttto, il lieto fine.

    Susan Dixon***
    Questo, più di tutti, non ha davvero nulla di sovrannaturale.
    Ha forse il pregio di essere il più scorrevole dei quattro, ma non è riuscito a convincermi del tutto.

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    Monica said on Mar 27, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Quattro racconti, li ho trovati ben scritti. Il primo, "La strega Lois", non mi è piaciuto. Bello il secondo, "Il racconto della vecchia balia". Carino anche il terzo "la Clarissa". Veramente molto bello l'ultimo "Susan Dixon".

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    Foxglove2012 said on May 29, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Era come se Salem, sotto la neve, divenisse preda di se stessa.

    1) Lois la strega
    Voto:***1/2

    Il racconto che apre la raccolta di soprannaturale non ha proprio nulla, nonostante il titolo usato in copertina sembri suggerire ben altro. La cosa di per sé non mi interessa, però, e comunque la magia nera e i r ...(continue)

    1) Lois la strega
    Voto:***1/2

    Il racconto che apre la raccolta di soprannaturale non ha proprio nulla, nonostante il titolo usato in copertina sembri suggerire ben altro. La cosa di per sé non mi interessa, però, e comunque la magia nera e i riti satanici, all'interno della storia sono presenti solo nelle menti malate e superstiziose dei cittadini di Salem, che negli anni della Caccia alle Streghe probabilmente si sarebbero venduti un rene per trovare e impiccarne una... poi si sono resi conto che bastava che il vicino di casa avesse un giardino troppo verde, o che la moglie del mugnaio riuscisse a cucinare uno stufato un po' troppo buono, ed eccoti servito! Streghe.
    Naturalmente nessuno ha mai pensato che una vera strega, se avesse tutti i poteri che si pensa Satana le abbia dato, non si sarebbe fatta catturare e mettere a morte così facilmente, ma tant'è.
    La storia si sarebbe potuta prendere anche qualche stella in più, ma la protagonista mi è apparsa troppo buona e "martire" per i miei gusti. O poco furba.
    Sia come sia, non l'ho goduta molto.

    2) Il racconto della vecchia balia
    Voto:****

    Crudele e spietato, a differenza del primo racconto, però, questa volta la Gaskell si cimenta nel racconto gotico, anche se, per quanto scritto bene, non riesce a suscitare nessun sentimento di apprensione nel lettore.
    Più che altro ho provato tristezza e rabbia per la storia dietro l'apparizione dei fantasmi. Sinceramente, non pensavo che una persona sia in grado di raggiungere simili livelli di crudeltà.
    Ma ovviamente sbagliavo.

    3) La clarissa
    Voto:**1/2

    L'amore di una madre per la figlia, una vendetta da consumare e una povera giovane afflitta dal suo doppio.
    Racconto troppo prolisso e dispersivo, soprattutto, nei momenti di narrazione di Bridget, sembrava acquistare una smania febbrile, di quelle da manicomio, per intenderci.
    Dimenticabile la storia come i personaggi. Non è esattamente la Gaskell che preferisco, questa.

    4) Susan Dixon
    Voto:*****

    Il racconto migliore letto finora. Anche in questo caso, come nel precedente, magia o elementi, è semplicemente il reso conto della vita di questa donna, di buon cuore ma con un carattere forte e volitivo, con un senso della morale e del dovere talmente alto da ribellarsi alle imposizioni
    del tempo, a scegliere la vita di donna sola, ma indipendente e a posto con la coscienza, piuttosto che cedere.
    Susan mi è piaciuta molto, è un peccato però che, come la maggior parte dei romanzi o racconti del XIX secolo, non vi sia quasi mai un lieto fine... o meglio, il lieto fine c'è, ma la storia d'amore è andata a farsi benedire.
    Il personaggio di Michael, poi, tutto a un tratto mi sembra sia cambiato di colpo, divenendo un uomo gretto e calcolatore... cioè, forse era così fin dall'inizio, però a me è sembrato un cambiamento troppo repentino!
    Peccato anche che avesse un cervello grande come una noce e un senso comune pari a zero.

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    Mellivora Capensis (aKa Millie Seymour, aKa redarcher) said on Nov 15, 2012 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
    (17)
    • 4 stars
    • 3 stars
  • School & Library Binding 207 Pages
  • ISBN-10: 880960508X
  • ISBN-13: 9788809605084
  • Publisher: Giunti Marzocco
  • Publish date: 1991-01-01
  • Also available as: Paperback , Hardcover , Others
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