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Storie di cronopios e di fama

Di

Editore: Einaudi (Nuovi coralli, 294)

4.2
(1149)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco , Portoghese

Isbn-10: 8806512846 | Isbn-13: 9788806512842 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Flaviarosa Nicoletti Rossini ; Postfazione: Italo Calvino

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina morbida e spillati

Genere: Fiction & Literature , Humor , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
c1971 stampa 1995
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  • 4

    «Laggiù in fondo sta la morte, ma niente paura.»

    "Istruzioni per piangere" (pag. 8)

    Lasciando da parte le motivazioni, atteniamoci unicamente al corretto modo di piangere, intendendo per questo un pianto che non sconfini nelle urla e tanto meno in u ...continua

    "Istruzioni per piangere" (pag. 8)

    Lasciando da parte le motivazioni, atteniamoci unicamente al corretto modo di piangere, intendendo per questo un pianto che non sconfini nelle urla e tanto meno in un insulto al sorriso con la sua parallela e goffa somiglianza. Il pianto medio o ordinario consiste in una completa contrazione della faccia e in un suono spasmodico accompagnato da lacrime e da moccio, quest'ultimo nella fase finale, perché il pianto termina nel momento in cui ci si soffia energicamente il naso.
    Per piangere occorre fissare l'immaginazione su se stessi, e se ciò risultasse impossibile perché è stata contratta l'abitudine di credere nel mondo esteriore, si ponga mente ad un'anatra ricoperta di formiche o a quei golfi dello stretto di Magellano ove niun penetra giammai.
    Una volta arrivato il pianto, ci si copra con dignità il volto usando entrambe le mani con la palma in dentro. I bambini piangeranno con la manica della giacchetta sulla faccia, e preferibilmente in un angolo della stanza. Durata media del pianto: tre minuti.

    ---

    PS: benché ci sian cose di Cortázar che mi piacciono meno, o non mi piacciono affatto, io penso che Cortázar sia, perlopiù, un genio. Ciao.

    ha scritto il 

  • 4

    alcuni cronopietti mi hanno disperso nell'etere, anzi, no: nelle tubature di casa (o nelle fonti sotterranee delle fontane di roma o nella pasta dentifricia rosa sparsa ovunque in strada) la recension ...continua

    alcuni cronopietti mi hanno disperso nell'etere, anzi, no: nelle tubature di casa (o nelle fonti sotterranee delle fontane di roma o nella pasta dentifricia rosa sparsa ovunque in strada) la recensione precedente. e io non so che fare (a parte sentire che si stanno risentendo perché ho appena dato loro dei non-eterei e leggere le istruzioni per scendere le scale). o non voglio saperlo perché allora diventerei essenzialista e loro non mi vorrebbero più bene e io sola con i Fama non ci voglio stare. (le Speranze non fanno numero).

    ha scritto il 

  • 4

    "La mia segretaria piangeva leggendo la comunicazione del mio licenziamento. Per consolarmi decisi di astrarre le sue lacrime, e per un certo tempo mi deliziai con quelle minuscole fonti cristalline c ...continua

    "La mia segretaria piangeva leggendo la comunicazione del mio licenziamento. Per consolarmi decisi di astrarre le sue lacrime, e per un certo tempo mi deliziai con quelle minuscole fonti cristalline che nascevano nell'aria e si riversavano allagando estratti, carta assorbente e bollettini ufficiali. La vita è piena di bellezze come questa."

    ha scritto il 

  • 0

    "Siccome gli scriba saranno perpetui, i pochi lettori ancora esistenti cambieranno mestiere e si faranno pure loro scriba."

    "C'era una volta un cronopio piccoletto che cercava la chiave della porta di ...continua

    "Siccome gli scriba saranno perpetui, i pochi lettori ancora esistenti cambieranno mestiere e si faranno pure loro scriba."

    "C'era una volta un cronopio piccoletto che cercava la chiave della porta di casa sul comodino, il comodino nella camera da letto, la camera da letto nella casa, la casa nella strada. Qui il cronopio si fermava perché per uscire in strada aveva bisogno della chiave della porta di casa."

    ha scritto il 

  • 5

    Un universo parallelo, una gamma di creazioni fantasiose e geniali che il talento narrativo di Cortàzar ha reso possibili grazie a questi racconti eccezionali. Abbandonate ogni vostro preconcetto, abb ...continua

    Un universo parallelo, una gamma di creazioni fantasiose e geniali che il talento narrativo di Cortàzar ha reso possibili grazie a questi racconti eccezionali. Abbandonate ogni vostro preconcetto, abbattete tutti gli schemi mentali che possedete e immergetevi nel felice mondo dello scrittore argentino.
    La Terra non è un geoide, la forza di gravità non esiste, dopo l'1 viene il 3... accade di tutto, in queste storie. Buona lettura.

    ha scritto il 

  • 4

    A un signore cadono a terra gli occhiali facendo un terribile rumore nell’andare a sbattere sul lastricato.
    Il signore si china più che afflitto perché le lenti costano carissime, ma scopre con stupor ...continua

    A un signore cadono a terra gli occhiali facendo un terribile rumore nell’andare a sbattere sul lastricato.
    Il signore si china più che afflitto perché le lenti costano carissime, ma scopre con stupore che per un miracolo non si sono rotte.
    Adesso questo signore si sente profondamente riconoscente, e capisce che quanto è accaduto equivale a un amichevole ammonimento, per cui corre da un ottico e compera all’istante un astuccio in cuoio imbottito a doppia protezione per non farsi più venire il mal di cuore. Un’ora più tardi gli cade l’astuccio, e nel chinarsi per niente preoccupato scopre che gli occhiali sono andati in briciole. Al suddetto signore occorre un po’ di tempo per comprendere che i disegni della Provvidenza sono imperscrutabili, e che in realtà il miracolo è avvenuto ora.

    ha scritto il 

  • 5

    La parola che trasforma

    "C'era una volta un cronopio piccoletto che cercava la chiave della porta di casa sul comodino, il comodino nella camera da letto, la camera da letto nella casa, la casa nella strada. Qui il cronopio ...continua

    "C'era una volta un cronopio piccoletto che cercava la chiave della porta di casa sul comodino, il comodino nella camera da letto, la camera da letto nella casa, la casa nella strada. Qui il cronopio si fermava perché per uscire in strada aveva bisogno della chiave della porta di casa".

    Uno stregone dell'immaginazione, un mago dell'affabulazione, uno scatenato poeta del surreale e del possibile: tra queste estreme libertà e questi infiniti talenti si collocano la figura, la parola e il genio di Cortazar, inventore e creatore dei Cronopios e dei Famas: esseri immaginari eppure reali, perché composti del materiale umano più sostanzioso e resistente, quello dei sogni, dei respiri e dei pensieri. Tra le mille storie che si rispecchiano, queste creature selvatiche e irrazionali svolgono attività inusuali e sorprendenti, discorrono con allegria e progettano un universo abitato da orsi e da cammelli, fianco a fianco. Nei loro viaggi incontrano fenicotteri e tartarughe, enciclopedie e istruzioni, formiche e orologi; inventano insolite sinfonie, interrogano la notte per conoscere il destino del mondo e cantano le proprie esperienze per superare la paura del sole. Dormono, ridono e amano, nelle loro città di vetro, senza quiete ma pieni di speranze. Ingannano eserciti, fuggono dalle foreste, colorano le ombre e insegnano zoologia e botanica. Indecifrabili come antichi codici e molteplici come geografie del possibile, le loro vite incomprese si disegnano pagina per pagina e i loro rituali hanno sviluppi imprevisti come onde nel mare. Tutto per amore del racconto e della leggerezza, per il sapore di scrivere, in definitiva per sentire di avere vissuto fino in fondo, per davvero.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho avvicinato questo strano libro in occasione dell'anno cortazariano. Strano perché a me personalmente, per tutta la prima parte (con la fulgida eccezione del pezzo "Istruzioni per salire le scale") ...continua

    Ho avvicinato questo strano libro in occasione dell'anno cortazariano. Strano perché a me personalmente, per tutta la prima parte (con la fulgida eccezione del pezzo "Istruzioni per salire le scale") ha restituito l'immagine di un autore arido e sopravvalutato. Con l'inizio degli irresistibili apologhi su Cronopios, Famas e Speranze la lettura ha cambiato spirito, ma un po' di diffidenza, alla fine, rimane.

    ha scritto il 

  • 4

    Ma poi, ha davvero importanza essere l’uno o l’altro? Non è forse meglio, a rigor di logica, essere la fusione di entrambi, un mix curato e ben servito accompagnato da un vinello buono?

    http://justano ...continua

    Ma poi, ha davvero importanza essere l’uno o l’altro? Non è forse meglio, a rigor di logica, essere la fusione di entrambi, un mix curato e ben servito accompagnato da un vinello buono?

    http://justanotherpoint.wordpress.com/2014/10/24/leggendo-69-cronopios-o-famas-ha-davvero-importanza/

    ha scritto il 

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