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Storie di ordinaria follia

Erezioni Eiaculazioni Esibizioni

Di

Editore: Feltrinelli (Universale economica, 816)

3.9
(6543)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 342 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Portoghese , Ceco

Isbn-10: 8807808161 | Isbn-13: 9788807808166 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Pier Francesco Paolini

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Biography , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
"Rispetto alla tradizione letteraria americana si sente che Bukowski realizza uno scarto, ed è uno scarto significativo", ha scritto Beniamino Placido su "la Repubblica", aggiungendo: "in questa scrittura molto 'letteraria', ripetitiva, sostanzialmente prevedibile, Bukowski fa irruzione con una cosa nuova. La cosa nuova è lui stesso, Charles Bukowski. Lui che ha cinquant'anni (al tempo in cui scrive questi racconti, attorno al '70), le tasche vuote, lo stomaco devastato, il sesso perennemente in furore; lui che soffre di emorragie e di insonnia; lui che ama il vecchio Hemingway; lui che passa le giornate cercando di racimolare qualche vincita alle corse dei cavalli... Edizione speciale per i cinquant'anni della casa editrice.
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  • 1

    Primo e ultimo libro di Bukoswki che leggerò . E' profondo e delicato quanto una gomitata su un fianco . Tra gli "scrittori" più sopravvalutati che ci siano. Nel libro non fa altro che raccontare ...continua

    Primo e ultimo libro di Bukoswki che leggerò . E' profondo e delicato quanto una gomitata su un fianco . Tra gli "scrittori" più sopravvalutati che ci siano. Nel libro non fa altro che raccontare le sue svariate avventure che,avessero un senso o uno scopo, un qualche insegnamento morale, qualsiasi cosa,potrei pure accettarle, ma sono racconti fini a sè stessi di cui non ce (me) ne frega nulla. Rivoglio i soldi spesi per 'sto libro >.<

    ha scritto il 

  • 4

    Premesso che amo Bukowski, mi ha sempre affascinata, ma a questo libro dopo averlo letto ho deciso di non dare 5 stelle. Alcune storie mi sono sembrate "noiose", ma non per questo l'ho disprezzato. ...continua

    Premesso che amo Bukowski, mi ha sempre affascinata, ma a questo libro dopo averlo letto ho deciso di non dare 5 stelle. Alcune storie mi sono sembrate "noiose", ma non per questo l'ho disprezzato. Secondo la mia modesta opinione Buk. è un grande scrittore anche se in alcune storie mi ha annoiata. Non è alla ricerca di un qualcosa di straordinario di cui scrivere per poi avere successo, lui racconta della sua vita, esprime i suoi pensieri sulla gente, sul paese e sul mondo in cui vive. Scrive quello che vive e quello che sente, qualsiasi cosa sia senza censure e senza indorare la pillola su argomenti più ostici. Una caratteristica difficile da ritrovare negli scrittori moderni. Bukowski scrive perchè ha qualcosa da raccontare che per lui vale la pena di essere scritto. Inoltre per quanto possa sembrare lascivo e "zozzone", in alcune storie si percepisce il suo lato più sensibile. Un libro che permette di capire le varie sfaccettature di Buk.

    ha scritto il 

  • 4

    "Tante volte uno deve lottare così duramente per la vita che non ha tempo di viverla."

    La più famosa raccolta di racconti di Bukowski non mi ha convinto del tutto. Ad alcune storie davvero geniali se ne alternano altre banali o mortalmente noiose (le corse dei cavalli su tutte). Anche ...continua

    La più famosa raccolta di racconti di Bukowski non mi ha convinto del tutto. Ad alcune storie davvero geniali se ne alternano altre banali o mortalmente noiose (le corse dei cavalli su tutte). Anche se l'essenza di Buk è presente al 100% con il suo mettersi a nudo con i difetti, gli appetiti, la disillusione, la disperazione e la pazzia propria di tutto il genere umano, ho decisamente preferito altri suoi scritti. Due racconti su tutti mi rimarranno nel cuore: "Animali in libertà" e "La coperta". Voto finale ***1/2.

    ha scritto il 

  • 4

    Bukowski è sempre godibile, ma le descrizioni interminabili sul mondo delle corse dei cavalli a volte ti lasciano un pò morire dentro...l'ho interrotto, lo riprenderò quando avrò più ...continua

    Bukowski è sempre godibile, ma le descrizioni interminabili sul mondo delle corse dei cavalli a volte ti lasciano un pò morire dentro...l'ho interrotto, lo riprenderò quando avrò più concentrazione. Per ora, 4 stelle sulla fiducia!

    ha scritto il 

  • 4

    Un bel viaggio

    Bukowski racconta Bukowski. Una linea sottile tra reale e surreale contraddistingue i racconti, in cui il protagonista è Bukowski, ma anche il sesso, la birra, l'inedia, l'attesa di Monna Morte. Con ...continua

    Bukowski racconta Bukowski. Una linea sottile tra reale e surreale contraddistingue i racconti, in cui il protagonista è Bukowski, ma anche il sesso, la birra, l'inedia, l'attesa di Monna Morte. Con un linguaggio a tratti confuso ma sempre incisivo, l'autore spiega il senso della vita, quantomeno della sua. E paradossalmente il capitolo più lucido è quello sull'LSD, "Un brutto viaggio", in cui si dà un senso a tutto ciò che accade nei racconti precedenti e successivi, in cui si può trovare una critica attualissima al sistema ed alla società.

    ha scritto il 

  • 0

    E giuro ci ho provato ma...

    Dare una valutazione a questo libro mi riesce troppo difficile. L'ho letto tutto, dalla prima all'ultima parola, eppure non sono riuscita a venire a capo di un dilemma fondamentale:amo Bukowski per ...continua

    Dare una valutazione a questo libro mi riesce troppo difficile. L'ho letto tutto, dalla prima all'ultima parola, eppure non sono riuscita a venire a capo di un dilemma fondamentale:amo Bukowski per la schiettezza con cui mette a nudo i difetti umani (e quindi anche i suoi) e della società, oppure lo odio per il linguaggio scurrile e volgare tranquillamente evitabile? Sul serio, ci ho pensato tanto, e ancora ci penso, non riesco a dire "non leggerò mai più niente di suo" perché diamine se ho voglia di scoprire come scrive romanzi e poesie eppure l'idea di affrontare di nuovo qualcosa di così duro un po' mi spaventa. Brutto vecchio e pazzo com'era misà che Bukowski ha catturato anche me..

    ha scritto il 

  • 4

    Inspiegabilmente affascinante....attraente...sarà per i racconti di una vita fuori dal comune, un pò sempre oltre il limite, ma mai vuota...sarà la scrittura non convenzionale, le lettere ...continua

    Inspiegabilmente affascinante....attraente...sarà per i racconti di una vita fuori dal comune, un pò sempre oltre il limite, ma mai vuota...sarà la scrittura non convenzionale, le lettere minuscole dopo un punto....la fine di una frase senza la punteggiatura, così come i pensieri....liberi, senza condizionamenti di forma; all'inizio mi ha un pò incuriosita e poi sempre più liberata.

    ha scritto il 

  • 4

    Guardando dal balcone di casa, che si affaccia sul parcheggio di un supermercato, a volte vedo un uomo che beve, tutto di un fiato, un litro di vino (naturalmente del vino in cartone), poi svuota la ...continua

    Guardando dal balcone di casa, che si affaccia sul parcheggio di un supermercato, a volte vedo un uomo che beve, tutto di un fiato, un litro di vino (naturalmente del vino in cartone), poi svuota la vescica e riparte barcollando. Storia di ordinaria umana disperazione, proprio come quelle che racconta Bukowski (molto meglio di me), nei suoi libri. Però, ho pensato, c’è disperazione e disperazione. Quella personale di Bukowski (visto che diventava, sotto lo pseudonimo di Chinaski, il protagonista dei suoi racconti) è una disperazione da vincente. È vero, stava sempre a bere, era brutto, aveva il vizio di giocare ai cavalli, si faceva licenziare da tutti i lavori dove riusciva, raramente, a farsi assumere, era litigioso, e nei suoi racconti era anche abbastanza sboccato. Insomma, quanto di peggio ci possa essere. Ma Bukowski, cantore del “tramonto dell’American dream”,è stato un vincente “disperato”. Gli interessava soltanto “grattarsi sotto le ascelle” (parafrasando un suo libro). Se ne fregava della rincorsa alla fama, al successo e agli agi della vita americana, e raccontava “Storie di ordinaria follia”. Ma credo abbia vissuto bene, molto bene. Diversamente dalla disperazione di tutti quegli esseri umani che dormono ricoperti di cartoni negli atri delle stazioni, sulle panchine, o nei giardini comunali. Dei disperati che chiedono gli spicci per strada, che spingono carrelli carichi di tutto, che preferiscono bere del vinaccio. Persone senza via d’uscita, reietti dell’umanità, disperati e soprattutto “senza voce”. E qui Bukowski, nonostante tutto, né canta la “disperazione”, riesce a dar voce a chi voce non ha, a dimostrare che “non far parte del sogno americano” significa “vivere l’incubo americano”, dei senza tetto, dei senza soldi, dei senza voce. Leggere per credere.

    ha scritto il 

  • 4

    S'incomincia a salvare il mondo salvando un uomo alla volta.

    "Mostratemi un uomo che abita solo e che ha la cucina perpetuamente sporca e, 5 volte su 9, vi mostrerò un uomo eccezionale. Charles Bukowski, 27 giugno 1967, alla 19esima birra. Mostratemi un uomo ...continua

    "Mostratemi un uomo che abita solo e che ha la cucina perpetuamente sporca e, 5 volte su 9, vi mostrerò un uomo eccezionale. Charles Bukowski, 27 giugno 1967, alla 19esima birra. Mostratemi un uomo che abita solo e ha la cucina perpetuamente pulita e, 8 volte su 9 vi mostrerò un uomo detestabile sul piano spirituale. Charles Bukowski, 27 giugno 1967, alla 20esima birra."

    "Oh il ticchettio delle lancette che ci trafigge tutti, tutti, equilibrati e squilibrati, santi e stitici, oh barboni, oh vagabondi che giacete nei vicoli di miseria d'un mondo dorato, oh i figli che diventeranno brutti, oh i brutti che imbruttiranno ancora, oh la tristezza e le sciabole e le pareti che si richiudono - niente Babbo Natale, niente Sorcetta, niente Bacchetta Magica, niente Cenerentola, niente Grandi Maestri d'Ogni Tempo - cucù - solo merda e frustate per i cani e i bambini, solo merda e smerdamento; solo dottori senza pazienti, solo nubi senza pioggia, giorni senza giorni, oh dio onnipotente che ci hai dato tutto questo. Quando invaderemo la Tua eccelsa reggia giudia, fra i tuoi angeli trimbracartellini, voglio udire la Tua voce che invoca PIETA' PIETA' PIETA' e misericordia PER TE STESSO e per noi e per quel che Ti faremo."

    ha scritto il 

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