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Storie di ordinaria follia

Erezioni eiaculazioni esibizioni

By Charles Bukowski,Matthias Schultheiss

(104)

| Others | 9788888833798

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Book Description

Uscite in Italia nel 1975, le "Storie di ordinaria follia" di Charles Bukowskisono presto diventate un classico della letteratura contemporanea grazie allospietato realismo che le anima e al ritmo disperato che accompagna ogni parolabattuta Continue

Uscite in Italia nel 1975, le "Storie di ordinaria follia" di Charles Bukowskisono presto diventate un classico della letteratura contemporanea grazie allospietato realismo che le anima e al ritmo disperato che accompagna ogni parolabattuta a macchina dal grande Buk. Il disegnatore tedesco Matthias Schultheisssi lascia ispirare dalla lirica dello scrittore americano e, esplorando concoraggio i bassifondi di Los Angeles e di New Orleans, illumina quel voltovitale e perdente degli Stati Uniti in cui le storie di Bukowski sono nate.

595 Reviews

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    "Tante volte uno deve lottare così duramente per la vita che non ha tempo di viverla."

    La più famosa raccolta di racconti di Bukowski non mi ha convinto del tutto. Ad alcune storie davvero geniali se ne alternano altre banali o mortalmente noiose (le corse dei cavalli su tutte). Anche se l'essenza di Buk è presente al 100% con il suo m ...(continue)

    La più famosa raccolta di racconti di Bukowski non mi ha convinto del tutto. Ad alcune storie davvero geniali se ne alternano altre banali o mortalmente noiose (le corse dei cavalli su tutte). Anche se l'essenza di Buk è presente al 100% con il suo mettersi a nudo con i difetti, gli appetiti, la disillusione, la disperazione e la pazzia propria di tutto il genere umano, ho decisamente preferito altri suoi scritti. Due racconti su tutti mi rimarranno nel cuore: "Animali in libertà" e "La coperta". Voto finale ***1/2.

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    SoulMeetsBody said on Sep 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Bukowski è sempre godibile, ma le descrizioni interminabili sul mondo delle corse dei cavalli a volte ti lasciano un pò morire dentro...l'ho interrotto, lo riprenderò quando avrò più concentrazione. Per ora, 4 stelle sulla fiducia!

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    Maria Cristina Lenti said on Aug 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Un bel viaggio

    Bukowski racconta Bukowski. Una linea sottile tra reale e surreale contraddistingue i racconti, in cui il protagonista è Bukowski, ma anche il sesso, la birra, l'inedia, l'attesa di Monna Morte. Con un linguaggio a tratti confuso ma sempre incisivo, ...(continue)

    Bukowski racconta Bukowski. Una linea sottile tra reale e surreale contraddistingue i racconti, in cui il protagonista è Bukowski, ma anche il sesso, la birra, l'inedia, l'attesa di Monna Morte. Con un linguaggio a tratti confuso ma sempre incisivo, l'autore spiega il senso della vita, quantomeno della sua. E paradossalmente il capitolo più lucido è quello sull'LSD, "Un brutto viaggio", in cui si dà un senso a tutto ciò che accade nei racconti precedenti e successivi, in cui si può trovare una critica attualissima al sistema ed alla società.

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    Flygirl74 said on Aug 29, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E giuro ci ho provato ma...

    Dare una valutazione a questo libro mi riesce troppo difficile. L'ho letto tutto, dalla prima all'ultima parola, eppure non sono riuscita a venire a capo di un dilemma fondamentale:amo Bukowski per la schiettezza con cui mette a nudo i difetti umani ...(continue)

    Dare una valutazione a questo libro mi riesce troppo difficile. L'ho letto tutto, dalla prima all'ultima parola, eppure non sono riuscita a venire a capo di un dilemma fondamentale:amo Bukowski per la schiettezza con cui mette a nudo i difetti umani (e quindi anche i suoi) e della società, oppure lo odio per il linguaggio scurrile e volgare tranquillamente evitabile? Sul serio, ci ho pensato tanto, e ancora ci penso, non riesco a dire "non leggerò mai più niente di suo" perché diamine se ho voglia di scoprire come scrive romanzi e poesie eppure l'idea di affrontare di nuovo qualcosa di così duro un po' mi spaventa. Brutto vecchio e pazzo com'era misà che Bukowski ha catturato anche me..

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    Eu said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Inspiegabilmente affascinante....attraente...sarà per i racconti di una vita fuori dal comune, un pò sempre oltre il limite, ma mai vuota...sarà la scrittura non convenzionale, le lettere minuscole dopo un punto....la fine di una frase senza la punte ...(continue)

    Inspiegabilmente affascinante....attraente...sarà per i racconti di una vita fuori dal comune, un pò sempre oltre il limite, ma mai vuota...sarà la scrittura non convenzionale, le lettere minuscole dopo un punto....la fine di una frase senza la punteggiatura, così come i pensieri....liberi, senza condizionamenti di forma; all'inizio mi ha un pò incuriosita e poi sempre più liberata.

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    Giuly said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

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    Guardando dal balcone di casa, che si affaccia sul parcheggio di un supermercato, a volte vedo un uomo che beve, tutto di un fiato, un litro di vino (naturalmente del vino in cartone), poi svuota la vescica e riparte barcollando.
    Storia di ordinaria ...(continue)

    Guardando dal balcone di casa, che si affaccia sul parcheggio di un supermercato, a volte vedo un uomo che beve, tutto di un fiato, un litro di vino (naturalmente del vino in cartone), poi svuota la vescica e riparte barcollando.
    Storia di ordinaria umana disperazione, proprio come quelle che racconta Bukowski (molto meglio di me), nei suoi libri. Però, ho pensato, c’è disperazione e disperazione. Quella personale di Bukowski (visto che diventava, sotto lo pseudonimo di Chinaski, il protagonista dei suoi racconti) è una disperazione da vincente. È vero, stava sempre a bere, era brutto, aveva il vizio di giocare ai cavalli, si faceva licenziare da tutti i lavori dove riusciva, raramente, a farsi assumere, era litigioso, e nei suoi racconti era anche abbastanza sboccato. Insomma, quanto di peggio ci possa essere. Ma Bukowski, cantore del “tramonto dell’American dream”,è stato un vincente “disperato”. Gli interessava soltanto “grattarsi sotto le ascelle” (parafrasando un suo libro). Se ne fregava della rincorsa alla fama, al successo e agli agi della vita americana, e raccontava “Storie di ordinaria follia”. Ma credo abbia vissuto bene, molto bene. Diversamente dalla disperazione di tutti quegli esseri umani che dormono ricoperti di cartoni negli atri delle stazioni, sulle panchine, o nei giardini comunali. Dei disperati che chiedono gli spicci per strada, che spingono carrelli carichi di tutto, che preferiscono bere del vinaccio. Persone senza via d’uscita, reietti dell’umanità, disperati e soprattutto “senza voce”. E qui Bukowski, nonostante tutto, né canta la “disperazione”, riesce a dar voce a chi voce non ha, a dimostrare che “non far parte del sogno americano” significa “vivere l’incubo americano”, dei senza tetto, dei senza soldi, dei senza voce. Leggere per credere.

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    Maxx said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

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