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Storie di ordinaria follia

Erezioni eiaculazioni esibizioni

By Charles Bukowski,Matthias Schultheiss

(106)

| Others | 9788888833798

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Book Description

Uscite in Italia nel 1975, le "Storie di ordinaria follia" di Charles Bukowskisono presto diventate un classico della letteratura contemporanea grazie allospietato realismo che le anima e al ritmo disperato che accompagna ogni parolabattuta Continue

Uscite in Italia nel 1975, le "Storie di ordinaria follia" di Charles Bukowskisono presto diventate un classico della letteratura contemporanea grazie allospietato realismo che le anima e al ritmo disperato che accompagna ogni parolabattuta a macchina dal grande Buk. Il disegnatore tedesco Matthias Schultheisssi lascia ispirare dalla lirica dello scrittore americano e, esplorando concoraggio i bassifondi di Los Angeles e di New Orleans, illumina quel voltovitale e perdente degli Stati Uniti in cui le storie di Bukowski sono nate.

593 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    E giuro ci ho provato ma...

    Dare una valutazione a questo libro mi riesce troppo difficile. L'ho letto tutto, dalla prima all'ultima parola, eppure non sono riuscita a venire a capo di un dilemma fondamentale:amo Bukowski per la schiettezza con cui mette a nudo i difetti umani ...(continue)

    Dare una valutazione a questo libro mi riesce troppo difficile. L'ho letto tutto, dalla prima all'ultima parola, eppure non sono riuscita a venire a capo di un dilemma fondamentale:amo Bukowski per la schiettezza con cui mette a nudo i difetti umani (e quindi anche i suoi) e della società, oppure lo odio per il linguaggio scurrile e volgare tranquillamente evitabile? Sul serio, ci ho pensato tanto, e ancora ci penso, non riesco a dire "non leggerò mai più niente di suo" perché diamine se ho voglia di scoprire come scrive romanzi e poesie eppure l'idea di affrontare di nuovo qualcosa di così duro un po' mi spaventa. Brutto vecchio e pazzo com'era misà che Bukowski ha catturato anche me..

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    Eu said on Aug 24, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Inspiegabilmente affascinante....attraente...sarà per i racconti di una vita fuori dal comune, un pò sempre oltre il limite, ma mai vuota...sarà la scrittura non convenzionale, le lettere minuscole dopo un punto....la fine di una frase senza la punte ...(continue)

    Inspiegabilmente affascinante....attraente...sarà per i racconti di una vita fuori dal comune, un pò sempre oltre il limite, ma mai vuota...sarà la scrittura non convenzionale, le lettere minuscole dopo un punto....la fine di una frase senza la punteggiatura, così come i pensieri....liberi, senza condizionamenti di forma; all'inizio mi ha un pò incuriosita e poi sempre più liberata.

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    Giuly said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Guardando dal balcone di casa, che si affaccia sul parcheggio di un supermercato, a volte vedo un uomo che beve, tutto di un fiato, un litro di vino (naturalmente del vino in cartone), poi svuota la vescica e riparte barcollando.
    Storia di ordinaria ...(continue)

    Guardando dal balcone di casa, che si affaccia sul parcheggio di un supermercato, a volte vedo un uomo che beve, tutto di un fiato, un litro di vino (naturalmente del vino in cartone), poi svuota la vescica e riparte barcollando.
    Storia di ordinaria umana disperazione, proprio come quelle che racconta Bukowski (molto meglio di me), nei suoi libri. Però, ho pensato, c’è disperazione e disperazione. Quella personale di Bukowski (visto che diventava, sotto lo pseudonimo di Chinaski, il protagonista dei suoi racconti) è una disperazione da vincente. È vero, stava sempre a bere, era brutto, aveva il vizio di giocare ai cavalli, si faceva licenziare da tutti i lavori dove riusciva, raramente, a farsi assumere, era litigioso, e nei suoi racconti era anche abbastanza sboccato. Insomma, quanto di peggio ci possa essere. Ma Bukowski, cantore del “tramonto dell’American dream”,è stato un vincente “disperato”. Gli interessava soltanto “grattarsi sotto le ascelle” (parafrasando un suo libro). Se ne fregava della rincorsa alla fama, al successo e agli agi della vita americana, e raccontava “Storie di ordinaria follia”. Ma credo abbia vissuto bene, molto bene. Diversamente dalla disperazione di tutti quegli esseri umani che dormono ricoperti di cartoni negli atri delle stazioni, sulle panchine, o nei giardini comunali. Dei disperati che chiedono gli spicci per strada, che spingono carrelli carichi di tutto, che preferiscono bere del vinaccio. Persone senza via d’uscita, reietti dell’umanità, disperati e soprattutto “senza voce”. E qui Bukowski, nonostante tutto, né canta la “disperazione”, riesce a dar voce a chi voce non ha, a dimostrare che “non far parte del sogno americano” significa “vivere l’incubo americano”, dei senza tetto, dei senza soldi, dei senza voce. Leggere per credere.

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    Maxx said on Aug 11, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    S'incomincia a salvare il mondo salvando un uomo alla volta.

    "Mostratemi un uomo che abita solo e che ha la cucina perpetuamente sporca e, 5 volte su 9, vi mostrerò un uomo eccezionale.
    Charles Bukowski, 27 giugno 1967, alla 19esima birra.
    Mostratemi un uomo che abita solo e ha la cucina perpetuamente puli
    ...(continue)

    "Mostratemi un uomo che abita solo e che ha la cucina perpetuamente sporca e, 5 volte su 9, vi mostrerò un uomo eccezionale.
    Charles Bukowski, 27 giugno 1967, alla 19esima birra.
    Mostratemi un uomo che abita solo e ha la cucina perpetuamente pulita e, 8 volte su 9 vi mostrerò un uomo detestabile sul piano spirituale.
    Charles Bukowski, 27 giugno 1967, alla 20esima birra."

    "Oh il ticchettio delle lancette che ci trafigge tutti, tutti, equilibrati e squilibrati, santi e stitici, oh barboni, oh vagabondi che giacete nei vicoli di miseria d'un mondo dorato, oh i figli che diventeranno brutti, oh i brutti che imbruttiranno ancora, oh la tristezza e le sciabole e le pareti che si richiudono - niente Babbo Natale, niente Sorcetta, niente Bacchetta Magica, niente Cenerentola, niente Grandi Maestri d'Ogni Tempo - cucù - solo merda e frustate per i cani e i bambini, solo merda e smerdamento; solo dottori senza pazienti, solo nubi senza pioggia, giorni senza giorni, oh dio onnipotente che ci hai dato tutto questo. Quando invaderemo la Tua eccelsa reggia giudia, fra i tuoi angeli trimbracartellini, voglio udire la Tua voce che invoca
    PIETA'
    PIETA'
    PIETA'
    e misericordia PER TE STESSO e per noi e per quel che Ti faremo."

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    Fede* said on Jul 29, 2014 | Add your feedback

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