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Storie di primogeniti e figli unici

Di

Editore: Feltrinelli (I canguri)

3.3
(365)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807700824 | Isbn-13: 9788807700828 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Primogeniti e figli unici sono predestinati: vanno in avanscoperta nel mondo,avanzano senza seguire orme precedenti, per esplorare, come uomini primitivi,quella che Gadda chiamava la "primavoltità"; gli altri potranno poi seguire,usufruire del loro sondare nel buio, avvantaggiarsi delle loro riflessioniimprobabili. La nudità dello sguardo degli esploratori della quotidianità è ilvero protagonista di questi racconti.
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  • 1

    Vale solo per il primo racconto

    Attratta dal primo racconto (veramente un capolavoro) ho continuato a leggere il libro, ma l'entusiasmo è durato poco. L'ho trovato eccessivamente discontinuo (non mi piacciono particolarmente le stor ...continua

    Attratta dal primo racconto (veramente un capolavoro) ho continuato a leggere il libro, ma l'entusiasmo è durato poco. L'ho trovato eccessivamente discontinuo (non mi piacciono particolarmente le storie così slegate tra loro raccolte senza un filo) e a alcuni pezzi totalmente inutili, che a volte smettono di essere realistici scadendo semplicemente in inutili volgarità per attirare l'attenzione del lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Non tutti i racconti sono belli. Il primo è spettacolare. Per chi ha un fratello più grande, come me, è stato come tornare piccolo piccolo, mano nella mano con lui. E entrare nella sua testa, adesso, ...continua

    Non tutti i racconti sono belli. Il primo è spettacolare. Per chi ha un fratello più grande, come me, è stato come tornare piccolo piccolo, mano nella mano con lui. E entrare nella sua testa, adesso, dopo tanti anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Minore rispetto ad altri di P. - in quanto cronologicamente anteriore - per alcuni tratti rimane divertente. Altre pagine - penso al racconto sugli ombrelli - sono superflue. Come di dice di alcuni di ...continua

    Minore rispetto ad altri di P. - in quanto cronologicamente anteriore - per alcuni tratti rimane divertente. Altre pagine - penso al racconto sugli ombrelli - sono superflue. Come di dice di alcuni dischi, solo per i fans.
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    Forse la prima lettura e' stata successiva a qualcosa di più sostanzioso, oppure il ricordo era andato ad altri, di Piccolo. Questa seconda lettura, da poche ore, da' maggiori soddisfazioni. Il racconto sugli ombrelli rimane davvero superfluo: gli altri hanno acquistato personalità, e danno percettibile piacere e qualche sorriso.
    Se la prima lettura erano ***, ora aggiungerei un altro 1/2 voto.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' discontinuo. Ho trovato più intensi i racconti ambientati negli anni Quaranta e nel dopoguerra: quello di Santino, promosso capofamiglia alla morte del padre maresciallo, e quello dei ragazzini ...continua

    Un po' discontinuo. Ho trovato più intensi i racconti ambientati negli anni Quaranta e nel dopoguerra: quello di Santino, promosso capofamiglia alla morte del padre maresciallo, e quello dei ragazzini che progettano un'improbabile fuga in America, variamente puniti o al contrario consolati - con la bici o un vestito nuovo - dai rispettivi genitori.
    Più "ombelicali" i racconti contemporanei, con adolescenti alle prese con turbe psichiche di poco spessore. Il titolo si capisce poco, perché quasi sempre l'essere primogenito o figlio unico non c'entra proprio niente.

    ha scritto il 

  • 3

    Da appassionata di saghe, capite che non amo i racconti in generale, ma questi mi sono piaciuti.
    Il mio preferito è il primo, Dal lato della strada, ma anche gli altri, piacevoli e vari quel tanto che ...continua

    Da appassionata di saghe, capite che non amo i racconti in generale, ma questi mi sono piaciuti.
    Il mio preferito è il primo, Dal lato della strada, ma anche gli altri, piacevoli e vari quel tanto che basta ad accontentare un po' tutti.

    Ironicamente, però, la mia parte preferita è stata la nuova postfazione dell'autore. Caro Piccolo, se avessi saputo all'epoca quale altro premio avresti portato a casa...

    ha scritto il 

  • 4

    Ho acquistato il libro perché attirata dal titolo, devo direche mi aspettavo cose diverse ma non per questo sono rimasta delusa. Conoscevo già le doti dello scrittore, il suo modo limpido di scrivere ...continua

    Ho acquistato il libro perché attirata dal titolo, devo direche mi aspettavo cose diverse ma non per questo sono rimasta delusa. Conoscevo già le doti dello scrittore, il suo modo limpido di scrivere ci mostra delle "belle fotografie" del quotidiano, riprendendo parole di altri, sa cogliere dei frammenti di realtà apparentemente insignificanti che però afferrano il senso della vita. Nei vari racconti sono riportate immagini nelle quali ogni lettore può ritrovarsi, può dire "è capitato anche a me".
    "Però il mio rammarico è stato quello di non essere stato abbastanza felice quella sera, come invece ero, soltanto perché pensavo che mi sarebbe accaduto ancora. E non solo quello. Il mio rammarico, con me stesso, è nell'aver accettato la regola del disincanto, che sembra bisogna accogliere dal primo giorno in cui diventa un mestiere quello che avevi sognato di fare. Non mi è facile perdonarmi di aver accettato di essere per un periodo, nel periodo più significativo, cioè quello del debutto, un disincantato, o qualcosa del genere. (...) Insomma, in quel giorno è comparso questo disincanto, e l'ho accolto con disinvoltura, convinto di fare la cosa giusta."

    ha scritto il 

  • 4

    Libro degli esordi di Francesco Piccolo, lo si capisce solo dalla lettura della postfazione.
    Invece dalla data di pubblicazione, 2012, ciò non era per nulla chiaro, forse è una ri-pubblicazione. Lo st ...continua

    Libro degli esordi di Francesco Piccolo, lo si capisce solo dalla lettura della postfazione.
    Invece dalla data di pubblicazione, 2012, ciò non era per nulla chiaro, forse è una ri-pubblicazione. Lo stile è già il suo, forse anche migliore e più lineare rispetto a quello attuale.
    Il miglior racconto è il primo, "Dal lato della strada", ironico e divertente, mentre quello che proprio non ho compreso è il penultimo racconto "Il lavoro che avrebbe voluto fare".

    ha scritto il 

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