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Storie di primogeniti e figli unici

Di

Editore: Feltrinelli (I canguri)

3.3
(374)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807700824 | Isbn-13: 9788807700828 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Primogeniti e figli unici sono predestinati: vanno in avanscoperta nel mondo,avanzano senza seguire orme precedenti, per esplorare, come uomini primitivi,quella che Gadda chiamava la "primavoltità"; gli altri potranno poi seguire,usufruire del loro sondare nel buio, avvantaggiarsi delle loro riflessioniimprobabili. La nudità dello sguardo degli esploratori della quotidianità è ilvero protagonista di questi racconti.
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  • 1

    Vale solo per il primo racconto

    Attratta dal primo racconto (veramente un capolavoro) ho continuato a leggere il libro, ma l'entusiasmo è durato poco. L'ho trovato eccessivamente discontinuo (non mi piacciono particolarmente le stor ...continua

    Attratta dal primo racconto (veramente un capolavoro) ho continuato a leggere il libro, ma l'entusiasmo è durato poco. L'ho trovato eccessivamente discontinuo (non mi piacciono particolarmente le storie così slegate tra loro raccolte senza un filo) e a alcuni pezzi totalmente inutili, che a volte smettono di essere realistici scadendo semplicemente in inutili volgarità per attirare l'attenzione del lettore.

    ha scritto il 

  • 4

    Non tutti i racconti sono belli. Il primo è spettacolare. Per chi ha un fratello più grande, come me, è stato come tornare piccolo piccolo, mano nella mano con lui. E entrare nella sua testa, adesso, ...continua

    Non tutti i racconti sono belli. Il primo è spettacolare. Per chi ha un fratello più grande, come me, è stato come tornare piccolo piccolo, mano nella mano con lui. E entrare nella sua testa, adesso, dopo tanti anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Minore rispetto ad altri di P. - in quanto cronologicamente anteriore - per alcuni tratti rimane divertente. Altre pagine - penso al racconto sugli ombrelli - sono superflue. Come di dice di alcuni di ...continua

    Minore rispetto ad altri di P. - in quanto cronologicamente anteriore - per alcuni tratti rimane divertente. Altre pagine - penso al racconto sugli ombrelli - sono superflue. Come di dice di alcuni dischi, solo per i fans.
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    Forse la prima lettura e' stata successiva a qualcosa di più sostanzioso, oppure il ricordo era andato ad altri, di Piccolo. Questa seconda lettura, da poche ore, da' maggiori soddisfazioni. Il racconto sugli ombrelli rimane davvero superfluo: gli altri hanno acquistato personalità, e danno percettibile piacere e qualche sorriso.
    Se la prima lettura erano ***, ora aggiungerei un altro 1/2 voto.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' discontinuo. Ho trovato più intensi i racconti ambientati negli anni Quaranta e nel dopoguerra: quello di Santino, promosso capofamiglia alla morte del padre maresciallo, e quello dei ragazzini ...continua

    Un po' discontinuo. Ho trovato più intensi i racconti ambientati negli anni Quaranta e nel dopoguerra: quello di Santino, promosso capofamiglia alla morte del padre maresciallo, e quello dei ragazzini che progettano un'improbabile fuga in America, variamente puniti o al contrario consolati - con la bici o un vestito nuovo - dai rispettivi genitori.
    Più "ombelicali" i racconti contemporanei, con adolescenti alle prese con turbe psichiche di poco spessore. Il titolo si capisce poco, perché quasi sempre l'essere primogenito o figlio unico non c'entra proprio niente.

    ha scritto il 

  • 3

    Da appassionata di saghe, capite che non amo i racconti in generale, ma questi mi sono piaciuti.
    Il mio preferito è il primo, Dal lato della strada, ma anche gli altri, piacevoli e vari quel tanto che ...continua

    Da appassionata di saghe, capite che non amo i racconti in generale, ma questi mi sono piaciuti.
    Il mio preferito è il primo, Dal lato della strada, ma anche gli altri, piacevoli e vari quel tanto che basta ad accontentare un po' tutti.

    Ironicamente, però, la mia parte preferita è stata la nuova postfazione dell'autore. Caro Piccolo, se avessi saputo all'epoca quale altro premio avresti portato a casa...

    ha scritto il 

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