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Storie di primogeniti e figli unici

Di

Editore: Feltrinelli (I canguri)

3.3
(357)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 136 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8807700824 | Isbn-13: 9788807700828 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Primogeniti e figli unici sono predestinati: vanno in avanscoperta nel mondo,avanzano senza seguire orme precedenti, per esplorare, come uomini primitivi,quella che Gadda chiamava la "primavoltità"; gli altri potranno poi seguire,usufruire del loro sondare nel buio, avvantaggiarsi delle loro riflessioniimprobabili. La nudità dello sguardo degli esploratori della quotidianità è ilvero protagonista di questi racconti.
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  • 4

    Non tutti i racconti sono belli. Il primo è spettacolare. Per chi ha un fratello più grande, come me, è stato come tornare piccolo piccolo, mano nella mano con lui. E entrare nella sua testa, adesso, dopo tanti anni.

    ha scritto il 

  • 3

    Minore rispetto ad altri di P. - in quanto cronologicamente anteriore - per alcuni tratti rimane divertente. Altre pagine - penso al racconto sugli ombrelli - sono superflue. Come di dice di alcuni dischi, solo per i fans.
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    Forse la prima lettura e' stata successiva a qualcosa di più sostanzi ...continua

    Minore rispetto ad altri di P. - in quanto cronologicamente anteriore - per alcuni tratti rimane divertente. Altre pagine - penso al racconto sugli ombrelli - sono superflue. Come di dice di alcuni dischi, solo per i fans. ---- Forse la prima lettura e' stata successiva a qualcosa di più sostanzioso, oppure il ricordo era andato ad altri, di Piccolo. Questa seconda lettura, da poche ore, da' maggiori soddisfazioni. Il racconto sugli ombrelli rimane davvero superfluo: gli altri hanno acquistato personalità, e danno percettibile piacere e qualche sorriso. Se la prima lettura erano ***, ora aggiungerei un altro 1/2 voto.

    ha scritto il 

  • 3

    Un po' discontinuo. Ho trovato più intensi i racconti ambientati negli anni Quaranta e nel dopoguerra: quello di Santino, promosso capofamiglia alla morte del padre maresciallo, e quello dei ragazzini che progettano un'improbabile fuga in America, variamente puniti o al contrario consolati - con ...continua

    Un po' discontinuo. Ho trovato più intensi i racconti ambientati negli anni Quaranta e nel dopoguerra: quello di Santino, promosso capofamiglia alla morte del padre maresciallo, e quello dei ragazzini che progettano un'improbabile fuga in America, variamente puniti o al contrario consolati - con la bici o un vestito nuovo - dai rispettivi genitori. Più "ombelicali" i racconti contemporanei, con adolescenti alle prese con turbe psichiche di poco spessore. Il titolo si capisce poco, perché quasi sempre l'essere primogenito o figlio unico non c'entra proprio niente.

    ha scritto il 

  • 3

    Da appassionata di saghe, capite che non amo i racconti in generale, ma questi mi sono piaciuti.
    Il mio preferito è il primo, Dal lato della strada, ma anche gli altri, piacevoli e vari quel tanto che basta ad accontentare un po' tutti.


    Ironicamente, però, la mia parte preferita è ...continua

    Da appassionata di saghe, capite che non amo i racconti in generale, ma questi mi sono piaciuti. Il mio preferito è il primo, Dal lato della strada, ma anche gli altri, piacevoli e vari quel tanto che basta ad accontentare un po' tutti.

    Ironicamente, però, la mia parte preferita è stata la nuova postfazione dell'autore. Caro Piccolo, se avessi saputo all'epoca quale altro premio avresti portato a casa...

    ha scritto il 

  • 4

    Ho acquistato il libro perché attirata dal titolo, devo direche mi aspettavo cose diverse ma non per questo sono rimasta delusa. Conoscevo già le doti dello scrittore, il suo modo limpido di scrivere ci mostra delle "belle fotografie" del quotidiano, riprendendo parole di altri, sa cogliere dei ...continua

    Ho acquistato il libro perché attirata dal titolo, devo direche mi aspettavo cose diverse ma non per questo sono rimasta delusa. Conoscevo già le doti dello scrittore, il suo modo limpido di scrivere ci mostra delle "belle fotografie" del quotidiano, riprendendo parole di altri, sa cogliere dei frammenti di realtà apparentemente insignificanti che però afferrano il senso della vita. Nei vari racconti sono riportate immagini nelle quali ogni lettore può ritrovarsi, può dire "è capitato anche a me". "Però il mio rammarico è stato quello di non essere stato abbastanza felice quella sera, come invece ero, soltanto perché pensavo che mi sarebbe accaduto ancora. E non solo quello. Il mio rammarico, con me stesso, è nell'aver accettato la regola del disincanto, che sembra bisogna accogliere dal primo giorno in cui diventa un mestiere quello che avevi sognato di fare. Non mi è facile perdonarmi di aver accettato di essere per un periodo, nel periodo più significativo, cioè quello del debutto, un disincantato, o qualcosa del genere. (...) Insomma, in quel giorno è comparso questo disincanto, e l'ho accolto con disinvoltura, convinto di fare la cosa giusta."

    ha scritto il 

  • 4

    Libro degli esordi di Francesco Piccolo, lo si capisce solo dalla lettura della postfazione.
    Invece dalla data di pubblicazione, 2012, ciò non era per nulla chiaro, forse è una ri-pubblicazione. Lo stile è già il suo, forse anche migliore e più lineare rispetto a quello attuale.
    Il miglior racco ...continua

    Libro degli esordi di Francesco Piccolo, lo si capisce solo dalla lettura della postfazione. Invece dalla data di pubblicazione, 2012, ciò non era per nulla chiaro, forse è una ri-pubblicazione. Lo stile è già il suo, forse anche migliore e più lineare rispetto a quello attuale. Il miglior racconto è il primo, "Dal lato della strada", ironico e divertente, mentre quello che proprio non ho compreso è il penultimo racconto "Il lavoro che avrebbe voluto fare".

    ha scritto il 

  • 3

    Amelie mi piace, ma preferisco il mare

    Intendiamoci: quando è uscito Il meraviglioso mondo di Amelie ero una giovane universitaria con la testa piena di libri, musica, film e citazioni. (non che abbia smesso di esserlo, ma l'università l'ho finita da un pezzo, sigh).


    E la retorica dell'importanza-delle-piccole-cose è uno ...continua

    Intendiamoci: quando è uscito Il meraviglioso mondo di Amelie ero una giovane universitaria con la testa piena di libri, musica, film e citazioni. (non che abbia smesso di esserlo, ma l'università l'ho finita da un pezzo, sigh).

    E la retorica dell'importanza-delle-piccole-cose è uno di quegli accidenti che se ti si infila nel cervello diventa una specie di virus difficilerrimo da debellare.

    Intendiamoci: ci sono una miriade di piccole-cose che adoro.

    Fare la punta ai pastelli, ad esempio. le mani che sanno di salvia dopo averla colta. i rumori di fondo di casa di notte ad agosto. eccetera. va bene. bello, eh. e poetico. indiscutibile.

    ma dopo un po' le piccole cose, sembra ovvio, ma a quanto pare forse non così tanto, rimangono piccole e basta. annoiano. si dimenticano. diventano irrilevanti. piccole, appunto. anche quando bellissime.

    e prima o poi ci si accorge, anche quando si legge un libro, che è delle cose grandi che si ha veramente bisogno.

    E infatti. Infatti le piccole cose sono davvero indispensabili solo quando parlano di cose grandi. altrimenti sono solo piccole cose del cazzo (perdonatemi il francesismo), di cui, sinceramente, zero, insomma.

    ora. avrei potuto fare tutto un gioco di parole sul fatto che Francesco Piccolo si chiama piccolo di cognome, eccetera, ahahah.

    ma invece volevo dire solo questo: alcuni racconti (Il lavoro che avrebbe voluto fare, su tutti, ma anche Le estati del rancore, ad esempio) sono racconti piccoli che parlano di cose grandi. e sono belli, davvero.

    altri, sinceramente, sono piccoli racconti che parlano di cose piccole e basta.

    Intendiamoci: Amelie l'ho adorata, ma preferisco il mare.

    ha scritto il 

  • 5

    Che Piccolo scriva dei capolavori e' un fatto. Questo e' un gioiellino di racconti, emozionante dalla prima pagina. Grazie a chi me l'ha consigliato, anche solo per il primo racconto, esemplare.

    ha scritto il 

  • 3

    Alcuni di questi racconti li ho trovati belli, mi hanno riportato a molti momenti della mia infanzia.
    Tutto raccontato con grande semplicità, senza troppe pretese.


    «Quando ero piccolo, e andavo a scuola insieme a mio fratello, mia madre mi diceva di tenerlo per mano, e questo mi sembra ...continua

    Alcuni di questi racconti li ho trovati belli, mi hanno riportato a molti momenti della mia infanzia. Tutto raccontato con grande semplicità, senza troppe pretese.

    «Quando ero piccolo, e andavo a scuola insieme a mio fratello, mia madre mi diceva di tenerlo per mano, e questo mi sembrava giusto e anche responsabile. Quello che non capivo è perché mi diceva sempre: "mi raccomando, quando passate per quella strada dove non c'è il marciapiede, mettiti sempre tu dal lato della strada, dove passano le automobili". Io lo facevo, e lo facevo con diligenza, ma ero molto dispiaciuto. Per me significava: "io spero che nessuna auto vi butti sotto, ma se proprio dovesse succedere, preferisco che muoia tu piuttosto che lui"».

    ha scritto il 

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