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Storie di uno scemo di guerra

Roma, 4 giugno 1944

Di

Editore: Einaudi

4.2
(451)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 162 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8806197711 | Isbn-13: 9788806197711 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature , History , Philosophy

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Descrizione del libro
Il giorno della liberazione di Roma dentro gli occhi di un ragazzino. Una storia raccontata per trent'anni, poi ramificata nella memoria e nella fantasia, dove il bombardamento di San Lorenzo può stare accanto alla leggenda del barbiere dalle mani belle e il rastrellamento del Quadraro si trasforma nella parabola delle mosche pacifiche e perfette. Nelle pagine di Ascanio Celestini, così come nei suoi spettacoli, non resta che arrendersi all'incantesimo della grande narrazione. Il testo nasce da una storia vera raccontata all'autore dal padre, Gaetano Celestini detto Nino. Lo spettacolo "Scemo di guerra" ha esordito alla Biennale di Venezia e questo libro non è il testo dello spettacolo ma una versione romanzesca dello stesso spunto.
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  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Forse ha pensato che anche il suicidio distingue l'uomo dalla bestia...

    Forse gli diceva che ammazzare una mosca è una cosa di poco conto.
    Schiacciare una zanzara sul muro e godersi la macchia rossa di sangue è pura soddisfazione, perché ti congratuli di aver ammazzato un ...continua

    Forse gli diceva che ammazzare una mosca è una cosa di poco conto.
    Schiacciare una zanzara sul muro e godersi la macchia rossa di sangue è pura soddisfazione, perché ti congratuli di aver ammazzato una bestia che t'ha appena succhiato il sangue. Ma schiacciare centinaia di zanzare sul muro,migliaia di mosche,migliaia di pidocchi...significa aver compiuto uno sterminio.
    E lo sterminio non è una cosa di poco conto.
    Non lo è nemmeno quando a morire sono i pidocchi.
    Allo sterminio non ci si abitua.

    ha scritto il 

  • 5

    Bellissimo spaccato di Roma durante la guerra.Tanti piccoli fatti che si intrecciano l'uno l'altro che lasciano e trasportano il lettore in quei tempi cosi' lontani.
    TRAMA
    Nel giorno della Liberazion ...continua

    Bellissimo spaccato di Roma durante la guerra.Tanti piccoli fatti che si intrecciano l'uno l'altro che lasciano e trasportano il lettore in quei tempi cosi' lontani.
    TRAMA
    Nel giorno della Liberazione di Roma un padre e un bambino avanzano contromano nella folla da Porta Pia verso il Quadrato: nel loro racconto i fatti salienti della guerra a Roma si mescolano al libero scorrere della fantasia narrativa. Il testo nasce da una storia vera raccontata all'autore dal padre, Gaetano Celestini detto Nino. Lo spettacolo "Scemo di guerra" ha esordito alla Biennale di Venezia e questo libro, a differenza degli altri volumi di Celestini pubblicati da Donzelli, non è il testo dello spettacolo ma una versione romanzesca dello stesso spunto.
    ( recensione tratta da qlibri.it )

    ha scritto il 

  • 3

    Chi già lo conosce per gli spettacoli teatrali non avrà difficoltà  a riconoscere la sua "voce" nelle pagine del libro. Con la semplicità del linguaggio di un bambino viene raccontata la liberazione ...continua

    Chi già lo conosce per gli spettacoli teatrali non avrà difficoltà  a riconoscere la sua "voce" nelle pagine del libro. Con la semplicità del linguaggio di un bambino viene raccontata la liberazione di Roma, tra storia, aneddoti e personaggi pittoreschi. Consiglio di leggere "Storie di uno scemo di guerra" e di vedere Ascanio Celestini a teatro alla prima occasione possibile, se non lo avete già fatto.

    ha scritto il 

  • 5

    Accoppiata vincente:
    L'umorismo di Celestini e il racconto degli eventi che colpirono Roma durante il secondo conflitto mondiale, le cinque stelle mi sembrano quindi doverose.
    Celestini racconta attra ...continua

    Accoppiata vincente:
    L'umorismo di Celestini e il racconto degli eventi che colpirono Roma durante il secondo conflitto mondiale, le cinque stelle mi sembrano quindi doverose.
    Celestini racconta attraverso i racconti che durante la sua vita, hanno costruito nella sua mente l'immagine degli eventi bellici.
    intreccio mirabolante di personaggi incredibili e a tratti inverosimili, concentrato attorno ad un evento utilizzato come filo conduttore per mettere il punto sulle questioni, a mio avviso, fondamentali che delineano la distruzione della guerra, vissuta dalla gente comune, siano essi militari o civili.
    Epilogo a dir poco fenomenale.

    ha scritto il 

  • 4

    Per comprendere quanto possa essermi piaciuto questo libro, credo sia sufficiente dire che vivo a Roma da 5 anni, ci sto da dio, e soprattutto, che abito ar Quadraro.

    ha scritto il 

  • 5

    Ad ognuno il suo

    Molti si sono avvicinati al Celestini scrittore perché lo conoscevano già attraverso i suoi spettacoli teatrali, o per gli interventi in tv, io invece l'ho scoperto da scrittore leggendo La pecora ner ...continua

    Molti si sono avvicinati al Celestini scrittore perché lo conoscevano già attraverso i suoi spettacoli teatrali, o per gli interventi in tv, io invece l'ho scoperto da scrittore leggendo La pecora nera, poi dopo, preso dalla curiosità è arrivata la sua voce, il suo viso, le sue parole. E cosa vuoi commentare? Semplicemente ci sono persone che nascono per raccontare, ci sono persone che nascono apposta per parlare, c'hanno tutto, c'hanno la faccia fatta proprio per raccontare, c'hanno la voce adatta per poter parlare anche due ore di seguito, c'hanno le espressioni del viso e quelle della voce che sono fatte proprio perché quelle persone già si sa che dovranno parlare tanto. E Ascanio Celestini può praticamente raccontarti qualsiasi cosa, che tanto staresti lì ad ascoltarlo per ore, proprio non ne puoi fare a meno, anche perché ci sono le persone che nascono per parlare, e ci sono quelle che nascono e parlare proprio non è per loro, e allora magari quelle persone nascono proprio per ascoltare le persone che nascono per parlare. E io una volta finito di leggere questo libro, sono andato a cercarmi il video di questo spettacolo, e stare lì un'ora e quaranta ad ascoltare cose che avevo letto appena pochi minuti prima è stata una cosa nuova, non è come quando leggi un libro, poi vedi un film e in alcune scene trovi quella familiarità perché quelle cose già le conosci, o il più delle volte rimani anche deluso perché quando le hai lette te le sei immaginate diversamente nella tua testa, e un po' ti dà fastidio vederle riprodotte in un modo non tuo, invece, leggere questo libro e poi vederne lo spettacolo, è come se fossero due cose completamente separate, non te ne frega niente se quello sembra stia semplicemente leggendo il libro come hai fatto tu poco prima, perché tu non hai la sua faccia, tu non hai la sua voce, tu non hai le sue parole. Tu lo hai letto, ma lui lo racconta.

    ha scritto il 

  • 4

    Mi siedo vicino a questo narratore e ascolto come se fossi lì. Le storie di molte persone a Roma alla fine della guerra si intrecciano come un canestro di vimini, si toccano si confondono, provi a seg ...continua

    Mi siedo vicino a questo narratore e ascolto come se fossi lì. Le storie di molte persone a Roma alla fine della guerra si intrecciano come un canestro di vimini, si toccano si confondono, provi a seguirne uno con le dita e ti ritrovi senza accorgertene in un altro, che va a finire ancora in quello di prima, non so come. Però mi lascio affascinare dal ragazzo con la voglia sotto il naso, come se avesse bevuto avidamente del vino e non si fosse più pulito la bocca e da tutti gli altri che ruotano come trottole ai margini della tragedia.

    ha scritto il 

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