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Strade blu

Un viaggio dentro l'America

Di

Editore: Einaudi

4.2
(669)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 509 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Olandese

Isbn-10: 8806114077 | Isbn-13: 9788806114077 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: I. Legati

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , Philosophy , Travel

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Descrizione del libro
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  • 4

    ✰✰✰✰ molto buono

    Ottimo libro di viaggio, di storia e di incontri.


    Girare per le strade interne di un paese molto vasto è veramente un’avventura: non perché sia possibile incontrare un serial killer (cosa che a molti piacerebbe un sacco, pur di non essere la vittima. Movimenterebbe il racconto), ma perché ...continua

    Ottimo libro di viaggio, di storia e di incontri.

    Girare per le strade interne di un paese molto vasto è veramente un’avventura: non perché sia possibile incontrare un serial killer (cosa che a molti piacerebbe un sacco, pur di non essere la vittima. Movimenterebbe il racconto), ma perché il grandi spazi interni sono pieni di una vita fuori moda e a volte fuori dal tempo. Un’America che per i più manco esiste e neanche affascina. Non ci sono gli skyline di N.Y. o Chicago, le vie in saliscendi di San Francisco, le palme e i surf di L.A.

    Niente Glamour. Solo l’America degli spazi profondi, delle stradine ai lati di leggendarie interstatali che a loro volta sono spesso sparite, sostituite dalle grandi autostrade.

    Il viaggio è stato fatto nel 1978 e quindi non può essere usato come guida turistica. Ha molte pagine ed è scritto in caratteri piccoli. Non bisogna avere la pretesa di leggerlo tutto di seguito. Con calma.

    Per motivi del tutto personali mi è rimasta impressa, tra le altre, una minima informazione. Sembra che nel Missouri ci fosse una banca intitolata a Jesse James (forse c’è ancora) e ho dovuto convenire con l’autore che è stata una scelta opportuna.

    28.11.2014

    ha scritto il 

  • 5

    Viaggio in un'America inconsueta

    Molto bello e delicato questo diario di viaggio per le vie meno battute degli USA di un insegnante americano appassionato di Whitman

    ha scritto il 

  • 3

    Sono giunta alla fine di questo libro.. che dire.. Mi ha in alcune occasioni divertito, a volte annoiato, interessato e ancora annoiato.
    Mi sono presa tutto il tempo possibile ma pur adorando l'America e conoscendo anche alcuni posti descritti nel racconto a volte mi sono proprio annoiata.. ...continua

    Sono giunta alla fine di questo libro.. che dire.. Mi ha in alcune occasioni divertito, a volte annoiato, interessato e ancora annoiato.
    Mi sono presa tutto il tempo possibile ma pur adorando l'America e conoscendo anche alcuni posti descritti nel racconto a volte mi sono proprio annoiata..
    Descrizione prese dal passato che troppo si sono dilungate ... La cosa che proprio mi è piaciuta sono i personaggi incontrati e i dialoghi scambiati con loro.. gli spostamenti OTR e per le descrizioni dei paesaggi spesso sarebbero bastate molte meno pagine..
    Lui scrive che ne aveva fatte 800 e lo ha ridotto a 500 ma secondo me almeno altre 200 si potevano evitare..
    Io dico bellino...

    ha scritto il 

  • 3

    -Cos’è venuto a fare da queste parti?
    -Giro l’America guardandomi intorno
    -Viaggia da solo?
    -Gente, luoghi, cose idee: se lo considera viaggiare da solo faccia pure.

    Che dire di questo libro? Io amo gli Stati Uniti, amo viaggiare e questo libro ha unito queste mie due pas ...continua

    -Cos’è venuto a fare da queste parti?
    -Giro l’America guardandomi intorno
    -Viaggia da solo?
    -Gente, luoghi, cose idee: se lo considera viaggiare da solo faccia pure.

    Che dire di questo libro? Io amo gli Stati Uniti, amo viaggiare e questo libro ha unito queste mie due passioni ma…c’è un ma…ho trovato davvero esagerato il n. di pagine totali…è vero che quando si scrive un diario di viaggio lo si fa più per se stessi che per gli altri ma…insomma, il troppo è troppo, sempre e comunque. Belle sicuramente le descrizioni dei vari paesaggi e la storia dei luoghi, ma se si pubblica un libro bisogna anche pensare che forse i lettori possono stancarsi se si esagera con questo. Non so se è capitato anche ad altri, ma non importa, questo è quello che penso io. Ho invece apprezzato e anche molto i momenti con i dialoghi, gli incontri con le persone , a volte davvero speciali, che sono capitati al protagonista lungo tutto l’arco del viaggio. Peccato però che i dialoghi siano in minoranza, rispetto le descrizioni e le storie dei luoghi.
    In definitiva, un bel libro, certo, con qualche pecca, però mi ha regalato qualche frase memorabile che mi sono segnata. Molto bella anche quella che si trova alla fine del libro:

    Versi di un canto Navajo

    Poi gli dissero:
    Tutto quello che hai visto ricordalo,
    Perché tutto quel che dimentichi
    Ritorna a volare nel vento

    ha scritto il 

  • 4

    Nel lontano 1986 anch'io ho avuto i miei tre mesi "on the road" attraverso l'america a sei corsie. Se solo avessi immaginato la suggestione delle strade blu mi sarei volentieri tenuta alla larga dai vari "nonluoghi", tali "Pizza Hut", "Motel 6", etc... Inizialmente l'ho affrontato come un romanzo ...continua

    Nel lontano 1986 anch'io ho avuto i miei tre mesi "on the road" attraverso l'america a sei corsie. Se solo avessi immaginato la suggestione delle strade blu mi sarei volentieri tenuta alla larga dai vari "nonluoghi", tali "Pizza Hut", "Motel 6", etc... Inizialmente l'ho affrontato come un romanzo, ma la cronaca puntuale da diario di viaggio ed il realismo delle foto inserite qua e là, mi hanno strappato, mirabilmente, dalla modalità "fiction", sorprendendomi con il duplice effetto realtà-immaginazione dalle quali sono entrata e uscita per tutto il libro. Anche solo per questa "magia", buono davvero!

    ha scritto il 

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