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Stranger in a Strange Land

By

Publisher: New English Library Ltd

4.1
(1074)

Language:English | Number of Pages: 400 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian , French , German , Spanish , Dutch , Japanese , Polish , Czech

Isbn-10: 0450004031 | Isbn-13: 9780450004032 | Publish date: 

Also available as: Mass Market Paperback , Hardcover , School & Library Binding , Audio CD , Audio Cassette , Others , Library Binding , Leather Bound , eBook

Category: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Book Description
The story of Valentine Michael Smith, the first man from Mars to visit Earth, and his gradual humanisation - the perfect foil for Heinlein's views of Western culture.
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  • 5

    Il romanzo, corposissimo, è un grande inno alla libertà e alla comprensione fra le persone. E' un manifesto contro i totalitarismi e i fanatismi religiosi, e al contempo esalta il divino a ogni pagina. E' anche la proclamazione della libertà sessuale e del libero amore, benché sottotraccia vi sia ...continue

    Il romanzo, corposissimo, è un grande inno alla libertà e alla comprensione fra le persone. E' un manifesto contro i totalitarismi e i fanatismi religiosi, e al contempo esalta il divino a ogni pagina. E' anche la proclamazione della libertà sessuale e del libero amore, benché sottotraccia vi sia un'ombra dei tempi in cui è stato scritto.
    La prima e l'ultima parte sono molto intense, in maniera diversa: la prima è un susseguirsi di colpi di scena, avventure e azione; la seconda è un climax spirituale, segnato da alcuni dialoghi fondamentali. Nel mezzo ogni tanto Heinlein, come Omero, sonnecchia, ma nel complesso tutte le 700 pagine si fanno leggere con grande piacere.
    Non voglio dire di più, per non spoilerare. Capisco però perché Francesco Dimitri considera questo un libro fondamentale. E adoro Jubal Harshaw in ogni singola pagina, sia quando mi fa ridere che quando mi fa piangere.
    Un capolavoro, sono felicissimo di averlo letto.

    said on 

  • 1

    Che delusione. Un libro che parte bene e poi diventa via via sempre più noioso cadendo nei luoghi comuni di Heinlein, Autore bravo quando vuole ma - in questo ed altri casi - decadente.
    Questo non è un romanzo ma una sorta di sit-com. Non c'è un vero contraddittorio nei dialoghi: c'è sempre ...continue

    Che delusione. Un libro che parte bene e poi diventa via via sempre più noioso cadendo nei luoghi comuni di Heinlein, Autore bravo quando vuole ma - in questo ed altri casi - decadente.
    Questo non è un romanzo ma una sorta di sit-com. Non c'è un vero contraddittorio nei dialoghi: c'è sempre chi ce la sa lunga e chi non sa niente del tutto. La trama dopo la prima parte diventa scontata.
    Forse è un libro così brillante e geniale che riuscirò a capirlo solo fra un paio di generazioni.

    said on 

  • 2

    occhio perché si parla della trama

    la prima parte è interessante, l'uomo di marte arriva sulla terra e può fare cose incredibili.
    inoltre è ricchissimo in quanto erede dei membri dell'equipaggio della prima nave terrestre su marte che sono tutti deceduti. Il segretario generale della federazione terrestre lo fa rinchiudere i ...continue

    la prima parte è interessante, l'uomo di marte arriva sulla terra e può fare cose incredibili.
    inoltre è ricchissimo in quanto erede dei membri dell'equipaggio della prima nave terrestre su marte che sono tutti deceduti. Il segretario generale della federazione terrestre lo fa rinchiudere in ospedale e trasmette alla televisione un'intervista con un sosia.
    c'è quindi il giornalista intraprendente che fiuta l'inganno, la bella infermiera che si infatua del marziano e lo fa fuggire e poi c'è la figura paterna e istrionica del miliardario-scrittore-avvocato-medico Jubal Harshaw che lo prende sotto la sua tutela ed è deciso a difenderlo.
    ok sono passate quasi 3oo pagine e mi dico adesso Heinlein ha preparato i pezzi sulla scacchiera e ora arriva l'azione, arriva il dramma legale spaziale, arriva l'azione inframmezzata dallo spaesamento dell'uomo di marte che deve adattarsi e conoscere la cultura terrestre....
    yum yum
    nulla di tutto ciò.
    la seconda parte, e il tomo arriva alle 65o pagine, svacca completamente in una maniera paurosa.
    Personaggi verbosissimi.
    l'uomo di marte fugge in un circo ( in un circo????????) e poi fonda una specie di Chiesa/Setta.
    ci sono quindi 3oo pagine di sbrodolamenti religiosi coi fosteriti e jubal che spiega tutto per pagine e pagine, e pagine e le donne svengono e il lettore si sgonfia...cazzo, ci si addormenta.
    e poi gli incomprensibili stacchi su Foster e il vescovo in paradiso...sono qualcosa di veramente grottesco.
    Questa in effetti è l'edizione completa che voleva Robert senza i tagli che gli editori gli avevano imposto nelle varie edizioni e io ho una vaga idea di cosa volessero che tagliasse, poveretti...una volta tanto comprendo il bieco editore che nn pensa solo ai soldi ma anche alle palle dei poveri lettori...diosanto, io ho terminato il tomo solo x rispetto al vecchio Heinlein e al ricordo di fanteria dello spazio, ma è stata veramente dura...

    said on 

  • 4

    Molto bello sia per i temi che affronta, in maniera didattica e filosofica, sia per lo spettacolare scorcio di fantascienza anni 60 che offre a noi occhi del XXI secolo. E fa riflettere molto, su quanto piccoli siamo, rispetto all'Universo, rispetto anche solo ai nostri VICINI marziani e non. ...continue

    Molto bello sia per i temi che affronta, in maniera didattica e filosofica, sia per lo spettacolare scorcio di fantascienza anni 60 che offre a noi occhi del XXI secolo. E fa riflettere molto, su quanto piccoli siamo, rispetto all'Universo, rispetto anche solo ai nostri VICINI marziani e non.

    said on 

  • 4

    Ho letto la versione estesa, uscita dopo la morte dell'autore (la versione classica era più corta). L'idea di fondo è spettacolare e intrigante, un classico ormai della fantascienza. La nota negativa è la lunga trattazione filosofico-religiosa con i rimandi al Cristo che a lungo andare annoiano.. ...continue

    Ho letto la versione estesa, uscita dopo la morte dell'autore (la versione classica era più corta). L'idea di fondo è spettacolare e intrigante, un classico ormai della fantascienza. La nota negativa è la lunga trattazione filosofico-religiosa con i rimandi al Cristo che a lungo andare annoiano...almeno a me.

    said on 

  • 2

    La trama esiste solo per dare all'autore la possibilità di sputare sentenze su politica, sesso e religione. Alla fine grokkiamo che l'utopia è qualcosa di molto simile ad un club per scambisti.

    said on 

  • 5

    Un libro da Grokkare

    Partendo da uno spunto semplice Heinlein smonta la nostra società con meticolosa grazia. Un libro che muta durante la lettura, all'inizio non capirete nulla di ciò che pensa "lo straniero" ma piano piano comincerete a vedere il mondo come lui.
    Nonostante le 700 pagine il libro scorre con fl ...continue

    Partendo da uno spunto semplice Heinlein smonta la nostra società con meticolosa grazia. Un libro che muta durante la lettura, all'inizio non capirete nulla di ciò che pensa "lo straniero" ma piano piano comincerete a vedere il mondo come lui.
    Nonostante le 700 pagine il libro scorre con fluidità.

    said on 

  • 4

    Per farla breve, è un romanzo che risente del peso degli anni e dell'eccessiva lunghezza. Indubbiamente una lettura più che piacevole nelle prime due parti delle cinque di cui si compone, va purtroppo piano piano calando, girando un po' a vuoto. Infarcito di una ideologia un po' hippy e un po' an ...continue

    Per farla breve, è un romanzo che risente del peso degli anni e dell'eccessiva lunghezza. Indubbiamente una lettura più che piacevole nelle prime due parti delle cinque di cui si compone, va purtroppo piano piano calando, girando un po' a vuoto. Infarcito di una ideologia un po' hippy e un po' anarchica e libertaria, è un romanzo nel complesso salvato dallo stile sarcastico e scorrevole di Heinlein, capace senza sforzo apparente di mettere alla berlina la morale puritana degli anni '60 del secolo scorso. Purtroppo cinquanta anni sul groppone sono tanti, la società è profondamente cambiata nel frattempo, spogliando il romanzo di gran parte della sua carica eversiva: ciò vuol dire che comunque ci troviamo davanti ad un romanzo visionario ed anticipatore.
    Alla fine resta una lettura interessante, dai tanti risvolti socio-etico-filosofici, capace di dialogare col lettore per mostrargli un altro punto di vista sulla realtà, che magari diamo troppo spesso per scontata.

    said on 

  • 5

    Ancora di più che su Starship Troopers, con la scusa di trattare accattivanti trame a sfondo fantascientifico, Heinlein finisce per parlare di una miriade di questioni, e lo fa mirabilmente. Non importa che esse siano di natura etica, bellica, sessuale, religiosa, sociale...ognuna viene argomenta ...continue

    Ancora di più che su Starship Troopers, con la scusa di trattare accattivanti trame a sfondo fantascientifico, Heinlein finisce per parlare di una miriade di questioni, e lo fa mirabilmente. Non importa che esse siano di natura etica, bellica, sessuale, religiosa, sociale...ognuna viene argomentata quanto basta per far scattare qualcosa dentro il lettore, spingendolo a ragionarci poi sopra. E quando questo succede, l'autore ha sempre fatto centro.

    La storia in sé poi è altrettanto pregevole, raramente ho avuto cali di interesse: da metà c'è un lieve rallentamento, ma si riprende subito, accelerando ulteriormente nelle ultime 150 pagine. Il finale, per quanto scontato, è l'unica conclusione possibile. Un ultimo appunto: oserei quasi dire che il protagonista vero del libro è Jubal (il "padre di tutti"), e non l'Uomo di Marte. È lui che per gran parte del libro tiene banco coi suoi ragionamenti, è lui che mette Mike in una condizione di sicurezza, è lui l'uomo che grokka senza aver mai imparato a grokkare.

    said on 

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