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Stranieri alla terra

Di

Editore: Nutrimenti

4.1
(18)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 347 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8865941294 | Isbn-13: 9788865941294 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Uno scrittore disamorato e tradito dalla memoria – incarnazione o fantasma di Hemingway – baratta, a colloquio con una donna, parole di Spagna e ricordi di corride. Georges-Hippolyte Géricault naufraga pigramente nella solitudine come la zattera della Méduse, abbandonata nell'oceano in uno scempio di corpi e consegnata alla storia della pittura da un padre tormentato e mai conosciuto. Il generale 'Stonewall' Jackson, ferito mortalmente da fuoco amico nella battaglia che fu il suo capolavoro strategico; il cornettista Bix Beiderbecke, accompagnato da un complice in uno sconnesso e disperato attraversamento delle vie di Manhattan alla volta dell’ospedale Bellevue.
E poi il viaggio della memoria di uno scrittore, in motocicletta sulle strade d'Italia per tornare a Roma, alla casa di famiglia, ai corridoi e le tappezzerie, le foto d'infanzia, i genitori, al catalogo amaro degli scomparsi e di quello che resta. Con un'eccentrica tappa conclusiva – vivida allegoria dell'incompiutezza – al complesso fiorentino di San Lorenzo e alla Sagrestia Nuova, esempio magnifico dell'arte di Michelangelo.
È sul tema dell'estraneità – e dell'estraniamento – che si gioca questo romanzo atipico, allo stesso tempo mosaico di storie e flusso organico, galleria di ritratti e opera autobiografica, che porta a compimento una lunga riflessione, estesa nel tempo e nello spazio, attorno al mestiere del narrare. Un tessuto di voci rarefatte, di suoni sommessi o silenzi carichi di attese, accompagna e commenta le gesta umane dei personaggi, impegnati in età diverse, e per diverse manovre del caso, a compiere il loro viaggio unico e ultimo, il viaggio verso l'orizzonte, la fine del cammino.
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  • 0

    Vanni Santoni su "Stranieri alla terra"

    ... in questo libro succede tutto, perché Filippo Tuena fissa dei punti, da essi disegna un circolo magico fatto di riflessioni su cosa significhi raccontare una storia, e poi da lì – certo, per farlo servono cultura enciclopedica, passione, un dominio totale della tecnica e forse anche oscure co ...continua

    ... in questo libro succede tutto, perché Filippo Tuena fissa dei punti, da essi disegna un circolo magico fatto di riflessioni su cosa significhi raccontare una storia, e poi da lì – certo, per farlo servono cultura enciclopedica, passione, un dominio totale della tecnica e forse anche oscure competenze crowleyane – si lancia nell’abisso, e non ce n’è per nessuno, il suo occhio ribalta i rapporti di forza col mondo e diventa un panopticon sul trascendente.

    Su Scrittori precari: http://scrittoriprecari.wordpress.com/2012/07/04/uno-sguardo-nellabisso/

    ha scritto il 

  • 4

    Nelle intenzioni dell'autore i capitoli dovevano susseguirsi, ciascuno con il proprio stile, con un graduale aumento della complessità di scrittura e di interpretazione. In realtà il secondo capitolo è quasi illegibile per via di uno stile ostico, pesante, vecchio. Bello il capitolo su Bix, estre ...continua

    Nelle intenzioni dell'autore i capitoli dovevano susseguirsi, ciascuno con il proprio stile, con un graduale aumento della complessità di scrittura e di interpretazione. In realtà il secondo capitolo è quasi illegibile per via di uno stile ostico, pesante, vecchio. Bello il capitolo su Bix, estremamente evocativo, carico di ombre, permeato d'angoscia. Bellissime anche se molto brevi le parti dedicate alla scrittura; illuminanti.

    ha scritto il 

  • 5

    Aperto il libro
    la suerte è segnata.
    Nel labirinto di specchi
    erriamo straziati
    deformati
    fragili e condannati.
    Se ne esce graziati
    - sopravvivendo
    un poco ancora -
    ma non indenni.

    ha scritto il 

  • 4

    Filippo Tuena è uno di quei scrittori capaci di strapparci via dalla narrativa (e più in generale dalla letteratura) usa e getta a cui ci siamo abituati in questi anni, quella fatta di cicli, ritorni – non sempre così attesi- e numeri alti per bassi profili. Lo fa senza presunzione alcuna e senza ...continua

    Filippo Tuena è uno di quei scrittori capaci di strapparci via dalla narrativa (e più in generale dalla letteratura) usa e getta a cui ci siamo abituati in questi anni, quella fatta di cicli, ritorni – non sempre così attesi- e numeri alti per bassi profili. Lo fa senza presunzione alcuna e senza nessuna premeditazione. Lo fa e basta, scrivendo, tagliando trasversalmente il tessuto stesso del raccontare, del fare storie, portando il lettore a fare i conti con fantasmi di carne e aria che compongono i suoi protagonisti, i personaggi dei suoi libri.
    Affresca mondi fatti di ricordi, stranieri in terra straniera che si confondono con la realtà dei loro nomi e la turbolenza delle loro passioni, come nell’ultimo “Stranieri alla terra” (sugli scaffali per l’intraprendente Nutrimenti. nella collana Greenwich.2 diretta da Benedetta Centovalli), dove tutto è imprendibile, inequivocabilmente compatto nel suo essere un etereo flusso e riflusso di esistenze che compongono e scompongono il romanzo stesso da una parte in una specie di raccolta di racconti e dall’altra in un vero e proprio romanzo estraniato dal suo stesso concetto.
    Inizia con delle biografie di uomini illustri, ma forse stranieri alla terra e a chi ne percuote le strade con passi affrettati, come Géricault, il generale Jackson, il cornettista Bix Beinderbecke e continua con il viaggio reminiscente di un scrittore che in motocicletta attraversa l’Italia per tornare a Roma. Viaggi verso una fine non annunciata. In una meta letteratura che funge anche da autobiografia compatta e sommessa dell’autore, si viene trascinati tra le pagine di un libro spiazzante e bellissimo, di cui è difficile tracciare il profilo per il suo raffinatissimo gusto e stile.
    Qui c’è l’arte dello scrivere romanzi senza rifugiarsi in soliloqui (e sproloqui) autoriali e senza saltare di bocca in bocca per poi cadere a terra inerte, è un libro da custodire gelosamente tra le letture che rendono il palato sensibile, il cuore traboccante e l’animo quieto.

    ha scritto il 

  • 4

    (...)
    Tuena non è un autore di bestsellers, e non lo sarà mai. Tuena è uno scrittore, cosa ben diversa, perché l’aspetto più importante dei suoi libri è proprio l’essere scritti, il fissare sulla pagina momenti ed emozioni intangibili che poi, forse anche un po’ controvoglia e certo non pri ...continua

    (...)
    Tuena non è un autore di bestsellers, e non lo sarà mai. Tuena è uno scrittore, cosa ben diversa, perché l’aspetto più importante dei suoi libri è proprio l’essere scritti, il fissare sulla pagina momenti ed emozioni intangibili che poi, forse anche un po’ controvoglia e certo non prima di molti ripensamenti, arrivano in forma di volume nelle mani dei lettori.
    (...)
    Sono molte le immagini che si susseguono in queste pagine, ciascuna imperfetta, ciascuna che trova il suo corrispettivo in un’altra, che si riflette e che si amplifica perché in fondo il grande tema che le unisce tutte, che unisce le opere passate di Tuena fra di loro e che ci accomuna nell’umano sentire, è la morte. Lo aveva già fatto Dino Buzzati nei brevi testi di Il reggimento parte all’alba, lo rifà ora, con un campionario più ridotto ma una capacità espressiva per nulla inferiore rispetto a quella del giornalista bellunese, uno scrittore romano trapiantato a Milano. Sono Hemingway e Géricault, Jackson e Bix, Tuena e Michelangelo, e soprattutto siamo noi gli stranieri alla terra, coloro che la attraversano a volte di corsa, a volte fermandosi a osservare ogni dettaglio, ma sempre destinati a partire, a non fermarci in questo luogo che, in quanto straniero, non possiamo mai davvero conoscere e dal quale non possiamo essere conosciuti.
    Un libro impossibile da descrivere. Va semplicemente letto, e lasciato fluire dentro di noi.
    Il testo completo: http://librolandia.wordpress.com/2012/05/18/filippo-tuena-stranieri-alla-terra/

    ha scritto il 

  • 5

    “La caduta sarà evento probabile, tuttavia anch'essa
    argomento da trattare, qualora si precipitasse.
    Non dovrà allora preoccupare la rapidità dell'evento
    né l'inevitabile contatto al suolo. E' nella scrittura
    la capacità di ridurre al minimo i danni
    di simili conting ...continua

    “La caduta sarà evento probabile, tuttavia anch'essa
    argomento da trattare, qualora si precipitasse.
    Non dovrà allora preoccupare la rapidità dell'evento
    né l'inevitabile contatto al suolo. E' nella scrittura
    la capacità di ridurre al minimo i danni
    di simili contingenze, solo apparentemente funeste.”

    ha scritto il 

  • 0

    Stranieri alla terra, di Filippo Tuena

    http://www.booksblog.it/post/9637/stranieri-alla-terra-di-filippo-tuena


    Filippo Tuena (Premio Bagutta 2006 con Le variazioni di Reinach; Premio Viareggio 2007 con Ultimo parallelo) pubblica per Nutrimenti (casa editrice per la quale dirige la collana Tusitala che si occupa di ...continua

    http://www.booksblog.it/post/9637/stranieri-alla-terra-di-filippo-tuena

    Filippo Tuena (Premio Bagutta 2006 con Le variazioni di Reinach; Premio Viareggio 2007 con Ultimo parallelo) pubblica per Nutrimenti (casa editrice per la quale dirige la collana Tusitala che si occupa di “esplorazioni, misteri, resoconti di viaggi, biografie, narrativa di avventura”) un bel romanzo dal titolo Stranieri alla terra.

    ha scritto il