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Straniero in terra straniera

Nord Cosmo Oro 28

Di

Editore: Nord (Cosmo Oro Classici Fantascienza)

4.1
(1094)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 445 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi semplificata , Francese , Tedesco , Spagnolo , Olandese , Giapponese , Polacco , Ceco

Isbn-10: A000089959 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Paperback , Altri , Tascabile economico

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
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  • 2

    Di bello c'e' solo il titolo, per il resto una lunga serie di chiacchiere puerilmente filosofeggianti che rendono la lettura una noia mortale.
    Il fatto che questo sia uno dei "capolavori" della fantas ...continua

    Di bello c'e' solo il titolo, per il resto una lunga serie di chiacchiere puerilmente filosofeggianti che rendono la lettura una noia mortale.
    Il fatto che questo sia uno dei "capolavori" della fantascienza della seconda meta' del XX secolo la dice lunga sulla qualita' della produzione di genere dell'epoca.

    ha scritto il 

  • 4

    Gustoso

    Gustosissimo romanzo fantascientifico, la cui forza primaria risiede nel punto di vista originale e alieno di un protagonista marziano catapultato sulla Terra, situazione che offre a Heinlein un'inter ...continua

    Gustosissimo romanzo fantascientifico, la cui forza primaria risiede nel punto di vista originale e alieno di un protagonista marziano catapultato sulla Terra, situazione che offre a Heinlein un'interessante angolazione per affrontare tematiche quali sesso, proprietà, religione e Dio.
    Tra tutti i personaggi, Jubal è quello che vince il premio per la personalità più eclettica e dirompente.

    ha scritto il 

  • 5

    Splendido romanzo di Heinlein. Lungo, articolato, corposo, per quanto semplice di trama, ma affascinante, per quanto a tratti tenda a perdersi e divagare (soprattutto nella seconda metà dove le aggiun ...continua

    Splendido romanzo di Heinlein. Lungo, articolato, corposo, per quanto semplice di trama, ma affascinante, per quanto a tratti tenda a perdersi e divagare (soprattutto nella seconda metà dove le aggiunte della versione estesa a volte non arricchiscono particolarmente la storia o le riflessioni). Decisamente non per tutti i palati: denso di riflessioni sulla società civile, la filosofia, la religione e l'etica-morale. Consigliato a chi ama l'autore e la buona fantascienza, sconsigliato a chi muore davanti aun libro prevalentemente impostato sul dialogo e la speculazione-riflessione.

    ha scritto il 

  • 5

    Il romanzo, corposissimo, è un grande inno alla libertà e alla comprensione fra le persone. E' un manifesto contro i totalitarismi e i fanatismi religiosi, e al contempo esalta il divino a ogni pagina ...continua

    Il romanzo, corposissimo, è un grande inno alla libertà e alla comprensione fra le persone. E' un manifesto contro i totalitarismi e i fanatismi religiosi, e al contempo esalta il divino a ogni pagina. E' anche la proclamazione della libertà sessuale e del libero amore, benché sottotraccia vi sia un'ombra dei tempi in cui è stato scritto.
    La prima e l'ultima parte sono molto intense, in maniera diversa: la prima è un susseguirsi di colpi di scena, avventure e azione; la seconda è un climax spirituale, segnato da alcuni dialoghi fondamentali. Nel mezzo ogni tanto Heinlein, come Omero, sonnecchia, ma nel complesso tutte le 700 pagine si fanno leggere con grande piacere.
    Non voglio dire di più, per non spoilerare. Capisco però perché Francesco Dimitri considera questo un libro fondamentale. E adoro Jubal Harshaw in ogni singola pagina, sia quando mi fa ridere che quando mi fa piangere.
    Un capolavoro, sono felicissimo di averlo letto.

    ha scritto il 

  • 1

    Che delusione. Un libro che parte bene e poi diventa via via sempre più noioso cadendo nei luoghi comuni di Heinlein, Autore bravo quando vuole ma - in questo ed altri casi - decadente.
    Questo non è u ...continua

    Che delusione. Un libro che parte bene e poi diventa via via sempre più noioso cadendo nei luoghi comuni di Heinlein, Autore bravo quando vuole ma - in questo ed altri casi - decadente.
    Questo non è un romanzo ma una sorta di sit-com. Non c'è un vero contraddittorio nei dialoghi: c'è sempre chi ce la sa lunga e chi non sa niente del tutto. La trama dopo la prima parte diventa scontata.
    Forse è un libro così brillante e geniale che riuscirò a capirlo solo fra un paio di generazioni.

    ha scritto il 

  • 2

    occhio perché si parla della trama

    la prima parte è interessante, l'uomo di marte arriva sulla terra e può fare cose incredibili.
    inoltre è ricchissimo in quanto erede dei membri dell'equipaggio della prima nave terrestre su marte che ...continua

    la prima parte è interessante, l'uomo di marte arriva sulla terra e può fare cose incredibili.
    inoltre è ricchissimo in quanto erede dei membri dell'equipaggio della prima nave terrestre su marte che sono tutti deceduti. Il segretario generale della federazione terrestre lo fa rinchiudere in ospedale e trasmette alla televisione un'intervista con un sosia.
    c'è quindi il giornalista intraprendente che fiuta l'inganno, la bella infermiera che si infatua del marziano e lo fa fuggire e poi c'è la figura paterna e istrionica del miliardario-scrittore-avvocato-medico Jubal Harshaw che lo prende sotto la sua tutela ed è deciso a difenderlo.
    ok sono passate quasi 3oo pagine e mi dico adesso Heinlein ha preparato i pezzi sulla scacchiera e ora arriva l'azione, arriva il dramma legale spaziale, arriva l'azione inframmezzata dallo spaesamento dell'uomo di marte che deve adattarsi e conoscere la cultura terrestre....
    yum yum
    nulla di tutto ciò.
    la seconda parte, e il tomo arriva alle 65o pagine, svacca completamente in una maniera paurosa.
    Personaggi verbosissimi.
    l'uomo di marte fugge in un circo ( in un circo????????) e poi fonda una specie di Chiesa/Setta.
    ci sono quindi 3oo pagine di sbrodolamenti religiosi coi fosteriti e jubal che spiega tutto per pagine e pagine, e pagine e le donne svengono e il lettore si sgonfia...cazzo, ci si addormenta.
    e poi gli incomprensibili stacchi su Foster e il vescovo in paradiso...sono qualcosa di veramente grottesco.
    Questa in effetti è l'edizione completa che voleva Robert senza i tagli che gli editori gli avevano imposto nelle varie edizioni e io ho una vaga idea di cosa volessero che tagliasse, poveretti...una volta tanto comprendo il bieco editore che nn pensa solo ai soldi ma anche alle palle dei poveri lettori...diosanto, io ho terminato il tomo solo x rispetto al vecchio Heinlein e al ricordo di fanteria dello spazio, ma è stata veramente dura...

    ha scritto il 

  • 4

    Molto bello sia per i temi che affronta, in maniera didattica e filosofica, sia per lo spettacolare scorcio di fantascienza anni 60 che offre a noi occhi del XXI secolo. E fa riflettere molto, su quan ...continua

    Molto bello sia per i temi che affronta, in maniera didattica e filosofica, sia per lo spettacolare scorcio di fantascienza anni 60 che offre a noi occhi del XXI secolo. E fa riflettere molto, su quanto piccoli siamo, rispetto all'Universo, rispetto anche solo ai nostri VICINI marziani e non.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho letto la versione estesa, uscita dopo la morte dell'autore (la versione classica era più corta). L'idea di fondo è spettacolare e intrigante, un classico ormai della fantascienza. La nota negativa ...continua

    Ho letto la versione estesa, uscita dopo la morte dell'autore (la versione classica era più corta). L'idea di fondo è spettacolare e intrigante, un classico ormai della fantascienza. La nota negativa è la lunga trattazione filosofico-religiosa con i rimandi al Cristo che a lungo andare annoiano...almeno a me.

    ha scritto il 

  • 2

    La trama esiste solo per dare all'autore la possibilità di sputare sentenze su politica, sesso e religione. Alla fine grokkiamo che l'utopia è qualcosa di molto simile ad un club per scambisti. ...continua

    La trama esiste solo per dare all'autore la possibilità di sputare sentenze su politica, sesso e religione. Alla fine grokkiamo che l'utopia è qualcosa di molto simile ad un club per scambisti.

    ha scritto il 

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