Villa Strauss, a Garmisch, accoglie il visitatore con le tracce di una presenza: l'uomo che la abitò ci viene incontro, si nasconde, con il suo ironico sorriso, in ogni oggetto. Da quegli spazi confortevoli parte l'itinerario; là si avvertono le contraddizioni che agitarono il compositore più atipicContinue
Villa Strauss, a Garmisch, accoglie il visitatore con le tracce di una presenza: l'uomo che la abitò ci viene incontro, si nasconde, con il suo ironico sorriso, in ogni oggetto. Da quegli spazi confortevoli parte l'itinerario; là si avvertono le contraddizioni che agitarono il compositore più atipico del Novecento: la hofmannsthaliana "profondità in superficie", la coesistenza di significati diversi in ogni battuta della sua musica, il contrasto tra il gusto dell'ibrido e l'inconfondibilità dell'arte straussiana. C'è qualcosa di indecifrabile in Richard Strauss, quintessenza della modernità negli anni giovanili della gloriosa affermazione, e capace, in tarda età, di scrivere musica atemporale, disegnata nel linguaggio della tradizione, estranea alle avanguardie e "fuori dalla storia". La domanda fondamentale è: dopo i tentativi di liquidare Strauss, assegnandogli un 'posto' circoscritto nell'epoca moderna, come mai la sua musica si è rivelata indistruttibile? La demoniaca "Burleske" e i trasparenti "Vier Lette Lieder" hanno su di noi lo stesso effetto: ci folgorano con la bellezza. È forse questo il segreto di Strauss, la vittoria della bellezza sul tempo e sulle sue categorie di giudizio? In cerca di risposte Quirino Principe ci accompagna da Garmisch a Monaco, dove la vita di Strauss ebbe origine, osservando il panorama culturale e sociale della città in quegli anni, e ci spinge anche più a nord, per rintracciare le complicate radici famigliari il cui intrico, illuminato nelle pagine iniziali, è visualizzato alla fine nella tavola genealogica.
In cinque grandi sezioni, l'autore ci guida attraverso gli anni di formazione, l'ascesa da Meiningen a Berlino, il culmine del prestigio internazionale durante l'attività a Berlino e a Vienna, la strana epoca in cui il musicista rimescola le proprie carte ritraendosi e quasi isolandosi, i decenni amari del nazismo e del dopoguerra. Di tutte le opere è offerto il catalogo cronologico, insieme con gli argomenti di tutti i libretti d'opera.