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Stripped

The True Story of Depeche Mode

By

Publisher: Omnibus Press

3.9
(32)

Language:English | Number of Pages: 596 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Italian

Isbn-10: 1844494152 | Isbn-13: 9781844494156 | Publish date:  | Edition 2

Also available as: Hardcover

Category: Biography , Music

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Book Description
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  • 0

    Impossibile dargli un voto.

    Da fan dei Depeche Mode mi aspettavo molto da questo libro, che in effetti è interessante per la varietà di notizie al suo interno... ma con con una delle più imbarazzanti traduzioni che abbia mai visto. Faticosissimo da leggere per la traduzione letterale delle frasi, che sembrano uscite da Babe ...continue

    Da fan dei Depeche Mode mi aspettavo molto da questo libro, che in effetti è interessante per la varietà di notizie al suo interno... ma con con una delle più imbarazzanti traduzioni che abbia mai visto. Faticosissimo da leggere per la traduzione letterale delle frasi, che sembrano uscite da Babelfish, e stampato molto probabilmente senza alcune revisione, non sono riuscita ad arrivare alla fine. Peccato.

    said on 

  • 2

    Non è bastata la miopia da fan dei Depeche Mode a farmi arrivare fino in fondo: è scritto male e tradotto peggio. Sono solo soddisfatto per averlo potuto prendere in prestito dalla biblioteca senza dover sborsare i 26 euro del prezzo di copertina.

    said on 

  • 3

    Un libro interessante, ben documentato. Utile per conoscere meglio i DM e anche per farsi un'idea dei meccanismi e delle dinamiche di una band di successo. L'unico appunto riguarda la traduzione dei termini tecnici: come si fa a tradurre sequencer con sequenziatore e pad con cuscino?!?!

    said on 

  • 0

    per quanto la storia dei Depeche sia un argomento che non mi stanca mai, e per quanto avessi apprezzato la versione inglese dello stesso libro, la lettura della traduzione italiana è una sofferenza indicibile. mai visti tanti errori di traduzione, per non parlare dei + banali refusi ortografici. ...continue

    per quanto la storia dei Depeche sia un argomento che non mi stanca mai, e per quanto avessi apprezzato la versione inglese dello stesso libro, la lettura della traduzione italiana è una sofferenza indicibile. mai visti tanti errori di traduzione, per non parlare dei + banali refusi ortografici.
    evitatelo come la peste.

    said on 

  • 3

    Cinque traduttrici, un revisore ed un caporedattore possono essere una grande squadra all’interno di un progetto editoriale. Tuttavia, nel caso della corposa ed interessante biografia di Jonathan Miller dedicata ai Depeche Mode, è richiesta una buona dose di pazienza (e anche un pizzico di umoris ...continue

    Cinque traduttrici, un revisore ed un caporedattore possono essere una grande squadra all’interno di un progetto editoriale. Tuttavia, nel caso della corposa ed interessante biografia di Jonathan Miller dedicata ai Depeche Mode, è richiesta una buona dose di pazienza (e anche un pizzico di umorismo) per affrontare sviste e strafalcioni madornali che affiorano in diverse pagine del testo. Pure, insieme a 'Black Celebration' di Steve Malins, edito in Italia nel 2006 dalla Chinaski, questo volume rappresenta un approccio serio ai Depeche Mode: l’aneddoto non scivola mai nel pettegolezzo spicciolo, più importante è la musica di quei ragazzini di Basildon, Essex che nel giro di tre album riuscirono a svincolarsi dall’etichetta di boy-band per intraprendere un percorso nuovo, adulto e affascinante. La perizia dell’autore è notevole ogni volta che il discorso indugia sui dettagli tecnici del lavoro in studio e live (strumentazione, processi di registrazione ed esecuzione). Trascurando le carenze dell’edizione italiana, il volumone vale comunque il prezzo di copertina.

    said on 

  • 3

    Molto meglio quello di Steve Malin, nonostante il massacro che la Cinaski Edizioni è riuscita a fare.
    Questo è prolisso e scritto con uno stile da VJ yeye di MTV che proprio non mi va giù.
    Però ci sono delle foto che non avevo mai visto.

    said on 

  • 4

    In attesa dell'uscita del nuovo cd dei Depeche Mode (in fase di ultimazione, stando alle parole di Dave Gahan), Jonathan Miller mette a nudo la band più reattiva e rivoluzionaria degli anni Ottanta. «Stripped» (Castelvecchi, pp. 603, euro 26,00) racconta i D'Mode dalle origini in quel di Basildon ...continue

    In attesa dell'uscita del nuovo cd dei Depeche Mode (in fase di ultimazione, stando alle parole di Dave Gahan), Jonathan Miller mette a nudo la band più reattiva e rivoluzionaria degli anni Ottanta. «Stripped» (Castelvecchi, pp. 603, euro 26,00) racconta i D'Mode dalle origini in quel di Basildon, anonima cittadina dell'Essex, in Inghilterra (anonima almeno fino all'esplosione dei Depeche Mode), trasportando il lettore in un mondo musicale che stava radicalmente cambiando il proprio zenit. Band come i teutonici Kraftwerk, e ancora i Tangerine Dream sono entrati nel dna dei D'Mode che, poco alla volta, si sono conquistati il titolo di gruppo più originale del periodo rivaleggiando, ma sempre a distanza di sicurezza, con i più «adolescenziali» Duran Duran e Spandau Ballet. Miller racconta la faticosa ascesa della band, il cammino dalle stalle alle stelle e ritorno. Il lento ripristino della «normalità», esaminando dall'interno la genesi di ogni successo. Una monumentale biografia degna di essere letta.

    said on